sullo scudo fiscale
“Signor Presidente, nell’illustrare il complesso degli emendamenti, voglio subito ricordare l’articolo 13-bis, ovvero quello riferito allo scudo fiscale. Lo abbiamo visto in questi giorni che siamo stati a Palermo per ricordare e commemorare Paolo Borsellino: stanno uscendo fuori, con il papello di Ciancimino junior, di Riina e di tanti pentiti, le trattative che una parte dello Stato voleva avviare con la mafia ed è questo, forse, il motivo vero per cui sono stati ammazzati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, perché non volevano che vi fossero mai contatti o trattative tra lo Stato, con la «S» maiuscola, e qualsiasi tipo di mafia. Invece, oggi dobbiamo purtroppo rilevare che, ancora una volta, questo Governo sta ammazzando Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Una volta le trattative almeno erano segrete e non si conoscevano, invece oggi questo Governo, con lo scudo fiscale, non fa altro che dare una possibilità a quanti in modo clandestino hanno portato soldi all’estero.
Immagino che i soldi all’estero in modo clandestino non li portino i contribuenti onesti, le imprese oneste e le persone perbene, ma quelli che li hanno prodotti illecitamente o evadendo il fisco o ricavando denaro con attività mafiose, con la camorra, con la ‘ndrangheta. Infatti, ormai, dagli accertamenti che sta facendo la magistratura registriamo sempre di più che la criminalità organizzata non opera più nei suoi territori di origine, ma su tutto il territorio nazionale e soprattutto all’estero.
Pensate che in Italia la quarta regione nella quale sono confiscati beni alle mafie è la Lombardia e che la ‘ndrangheta investe tantissimo in Germania. Persino nei Paesi scandinavi la criminalità organizzata ha rilevato strutture sanitarie e cliniche, per non parlare della Spagna, dove ha investito il clan dei casalesi, dove ha investito la camorra nella Costa del Sol, come in Venezuela o in Brasile. Dunque, in questo modo si sta facendo una cortesia a tutti questi mafiosi e a tutti questi criminali che hanno portato capitali e patrimoni all’estero.
Ecco che lo Stato sta diventando una lavatrice, perché si sta facendo riciclaggio. Lo Stato ovvero il Governo Berlusconi sta sostituendo e facendo concorrenza alla mafia, perché consente ai criminali di riportare in Italia, con un modesto 5 per cento, i capitali provenienti da attività criminali della camorra, della mafia, della ‘ndrangheta, della sacra corona unita.
È questo il motivo più grave per cui con quei giovani, con i quali sabato e domenica commemoravamo Paolo Borsellino, urlavamo: «Fuori la mafia dalle istituzioni! Paolo vive ancora! Giovanni Falcone vive ancora!». Noi vogliamo dirlo ancora qui in Parlamento, perché vogliamo continuare a rappresentare quegli italiani onesti, quegli italiani per bene, quei contribuenti per bene, quei cittadini che vogliono fare solo il loro lavoro e che non vogliono questo tipo di Italia berlusconiana, dove addirittura troviamo un’intesa con la mafia per far portare i capitali esteri qui in Italia. Infatti, questo è lo scudo fiscale: lo scudo fiscale non solo è un’operazione di condono mascherato, non solo è un’operazione con la quale si premiano come al solito i furbetti, i disonesti, gli imbroglioni, ma addirittura si fanno ritornare in Italia quelli che hanno portato clandestinamente i soldi anche della criminalità organizzata.
Allora, se sono stati confiscati al clan dei casalesi 139 milioni di euro in un anno e 50 milioni la settimana scorsa, ebbene i casalesi non avranno più necessità di nascondere il denaro, anzi da ora in avanti per le attività che hanno all’estero possono avvalersi tranquillamente dello scudo fiscale che questo Governo filomafioso sta mettendo in campo e che consentirà ai casalesi e a tutti i criminali e mafiosi di riportare il denaro in Italia, con il pagamento di un modesto 5 per cento (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Sto parlando della criminalità organizzata che viene aiutata dal Governo Berlusconi. Sto parlando dell’attività alla luce del sole che per la verità questo Governo, in modo molto coerente, non solo dimostra all’esterno con atteggiamenti del Premier «papi» e di tutti i suoi uomini, ma anche con atti istituzionali, parlamentari e governativi. Infatti, lo scudo fiscale è un modo per favorire le mafie, per aiutare la criminalità organizzata, per riportare in Italia i capitali che provengono da attività illecite e criminali.
Forse vi dispiace sentirlo, ma purtroppo, è la verità. È questo il ruolo che noi dell’opposizione dobbiamo svolgere, perché dobbiamo controllarvi, evitando, soprattutto, che continuiate ad ammazzare ogni giorno Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, ad alimentare e a tenere la mafia nelle istituzioni. Infatti, le mafie si aiutano con questi provvedimenti, ormai, alla luce del sole (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Allo stesso modo, accade con l’articolo 24 del provvedimento in discussione, con il quale prorogate l’attività di controllo del territorio delle Forze armate. Se si vuole davvero distruggere la criminalità organizzata, non è necessario smantellare le forze di polizia, come avete fatto con i vostri precedenti provvedimenti; non è necessario togliere 3 miliardi di euro alle forze di polizia, ai carabinieri e alla Guardia di finanza (ad oggi, per effetto dei vostri tagli, nell’organico delle forze di polizia già vi sono 40 mila unità in meno); e, soprattutto, non serve finanziare le ronde per contrastare la criminalità organizzata, perché questa è solo una buffonata. Con le ronde, infatti, non si risolve la lotta alla camorra, alla mafia, alla ‘ndrangheta. Sono necessarie, invece, iniziative serie.
Concludo signor Presidente. Non vogliamo più aiuti per il sud, vogliamo semplicemente qualità. Riguardo al turismo, non c’è bisogno di costruire industrie o capannoni, poiché esistono già le bellezze paesaggistiche ed architettoniche.
Concludo, caro Presidente, ringraziando il Governo, che ha ammazzato ancora una volta Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).”
wafer salati
un pacco di wafer può essere MOLTO salato… di sicuro così è stato per il signor Salvatore Scognamiglio, condannato a 3 anni di carcere per averne rubato uno da un discount (valore della refurtiva 1,29 euro)
inutile e banale le motivazioni addotte dal lestofante reo di rapina impropria,il quale ha avuto l’ardire di giustificarsi al suono di
mi vergogno, avevo fame…
finalmente il paese è più sicuro e simili lestofanti non potranno tornare a rovinare la vita di noi onesti cittadini, che non saremo mai abbastanza grati per la legge Cirielli, malignamente chiamata “salva-Previti”
è grazie a questa legge che un recidivo vedrà comminarsi pene molto più aspre… e che questa legge abbrevi i tempi di prescrizione per molti reati quali la frode fiscale e il falso in bilancio non ne sminuisce il valore
grazie a questa legge saremo al sicuro dal ladro di wafer per tre anni, inoltre eviteremo di vedere condannati per truffa, frode fiscale o falso in bilancio degli onesti cittadini come Cesare Previti (il quale saggiamente ha votato e voluto la legge che lo ha salvato dal carcere), il nostro amato presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha potuto evitare di doversi difendere in uno dei numerosi processi a suo carico, sebbenea detta del suo avvocato non ne abbia tratto alcun giovamento…
anche la Bank of America ringrazia per non dover rispondere della millantata truffa operata ai danni degli obbligazionisti e azionisti della Parmalat
mi sento molto più sicuro sapendo che la legge italiana sa essere sia clemente (con chi ruba i miliardi) che inflessibile (con chi ruba i pacchi di wafer)
fonti:
- Napoli, ruba un pacco di wafer, condannato a tre anni di carcere
- Ex-Cirielli
- I punti della legge ex Cirielli
- Arresti domiciliari per Previti e Pacifico
- «Ex Cirielli anche per Berlusconi»
altre notizie non date
l’Italia è un paese dove un attore di teatro deve essere posto sotto scorta perché minacciato di morte a causa del suo spettacolo “do ut des” in cui ridicolizza la mafia
l’Italia è un paese in cui un giornalista antimafia si rifiuta di iscriversi all’albo dei giornalisti (forse non vuole essere accomunato a persone come Fede, Vespa, Giordano, Belpietro…) e per questo viene rinviato a giudizio ben due volte per esercizio abusivo della professione di giornalista, cosa anomala perché dopo la prima assoluzione non avrebbe potuto essere incriminato per lo stesso “reato”… ma si sa che l’Italia è il paese delle occasioni
l’attore è Giulio Cavalli, il giornalista è Pino Maniaci di Telejato
in un paese dove in parlamento siedono condannati per associazione mafiosa, dove verranno impedite le intercettazioni telefoniche, dove con un atto del parlamento si negano i cambiamenti climatici in atto, dove per legge le centrali nucleari verranno imposte senza dover avere l’accordo delle popolazioni locali, dove saranno gli agenti segreti a proteggere Apicella e le “amichette” di papi quando prenderanno i voli di stato…
personaggi come questi, di cui nessuna televisione ci racconta nulla… conoscere le loro storie e le loro battaglie per un mondo migliore e senza mafia… almeno questo possiamo farlo
il blog di Giulio Cavalli e il sito di Telejato
servirsi di Dio per adorare Mammona
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete
Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.
fonte: Arcoiris.tv
evoluzione di una notizia
può una notizia evolversi nel tempo?
si se si viene a conoscenza di nuovi dettagli (es. per un’ incidente aereo… le ipotesi iniziali possono essere smentite o confermate dal ritrovamento della scatola nera)
si se una persona informata sui fatti (un testimone, un pentito, un collaboratore di giustizia, una “gola profonda”) decide di parlare e rivelare quel che sa
in Italia però una notizia può cambiare e correggersi anche per altri motivi, per cui una mela marcia diventa una mela molto matura e poi una mela tutt’altro che acerba
Silvio Berlusconi è ritenuto corruttore dell’avvocato Mills da una sentenza emessa da un tribunale italiano, ma la condanna è stata inflitta all’avvocato Mills (il corrotto) e non a Berlusconi (il corruttore) perché il “presidente” è al di sopra della legge grazie al lodo Alfano (che garantisce l’immunità al presidente del consiglio e della repubblica)
Come ha riportato la notizia il Giornale (di proprietà di Berlusconi) è un vero esempio di…..
19 maggio 2009
ore 12:26
I magistrati all’attacco di Berlusconi: “l’avvocato Mills fu corrotto da lui”
ore 12:40
Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “il legale Mills fu corrotto dal premier”
ore 13:06
Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Mills mentì per garantirgli l’impunità”
ore 13:24
Caso Mills, le toghe contro il premier
Berlusconi: “Riferirò in parlamento”
20 maggio 2009
ore 8:05
Caso Mills, magistrati contro il premier
Berlusconi: “Una sentenza scandalosa”
chissà quante telefonate, minacce, promesse… o forse più semplicemente ordini e direttive dal padrone per far evolvere così rapidamente una notizia
fonte: Byte Liberi
su un altro blog invece un interessante articolo sul rilievo dato a questa notizia dai vari siti di informazione (giornali, portali, agenzie di stampa…)
P.S.
ho salvato uno screenshot dell’articolo sul Giornale, nel caso in cui la notizia dovesse “evolversi” ancora non vorrei passare anche io per un bugiardo
Mala tempora….
un vero imprenditore italiano?
In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.
Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l’imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell’impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere in base all’articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.
Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.
La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.
fonte: Angelucci si è fatto da sè
I TG nazionali
Non ho alcun pregiudizio verso alcun TG, ma vorrei fare una riflessione sull’informazione che riceviamo.
Abruzzo: uno dei terremoti più devastanti degli ultimi anni
Giustissimo dare notizia e seguire le notizie, ma come si comportano i TG? Siamo ad una settimana di distanza (11 Aprile 2009) e vediamo che informazione danno i TG nazionali
TG 2 : Notizia sui terremotati
Indagine della procura sulle case dei terremotati
Preghiera del Papa per i terremotati
Lutto della Serie A per i terremotati
Italiani in vacanza per Pasqua e previsioni meteo
TG 1: Notizia sui terremotati
Politica estera
Preghiera del Papa per i terremotati
Italiani in vacanza per Pasqua e previsioni meteo
Lutto della Serie A per i terremotati
TG 3: Notizia sui terremotati
Indagine della procura sulle case dei terremotati
Politica estera
Italiani in vacanza per Pasqua e previsioni meteo
Domandona:
Ma è possibile che succede un terremoto e l’Italia non riceve informazioni su TUTTO il resto?
Ed è possibile che quando c’è “spazio per altro” le priorità sono date alle preghiere del Papa, agli anticipi del calcio ed al flusso di turisti per il ponte pasquale?
Rispostina (mi piace essere propositivo e non incorrere nella critica sterile):
Dove sono finiti: i problemi di politica estera? E la cronaca degli altri problemi che non sono per nulla scomparsi in Italia? ecc.
Insomma: non ho nulla contro nessuno, ma un po’ mi urta che si apre con notizie sul terremoto (ed è una cosa accettabile) e si poi spazio sempre al solito Calcio….alla Chiesa….alle Vacanze.
Ecco perchè all’estero dicono…”Italiani pizza mandolino”….
mentire con la verità
come è vero che la verità può essere espressa in molteplici forme, è altrettanto vero che la menzogna e la falsità possono assumere le più disparate vestigia.
Da bambini si comincia con delle stupide bugie, spesso facilmente smascherabili proprio perché ingenue; da adulti però conosciamo la malizia e il secondo fine, la volontà di ingannare al fine di esercitare un potere… e allora le menzogne diventano più complesse, al pari delle motivazioni che le partoriscono.
Su un dato argomento si può mentire con una sapiente scelta di cosa dire e cosa non dire… di seguito un esempio attuale e che riguarda purtroppo da vicino molte persone:
“L’ISTAT dice che il tasso di disoccupazione nell’ultimo anno è salito dal 6.1 al 6.7%. I dati sulla disoccupazione in Italia “sono i migliori” nel contesto europeo. Lo ha affermato Berlusconi in una conferenza stampa alla fine dei lavori del Consiglio europeo.
[...]
Nell’ultimo anno è aumentata la disoccupazione nelle nazioni della zona-euro. Secondo Eurostat, il tasso dei disoccupati è salito al 7,8% con forti differenze (dall’Olanda 2,7%, alla Spagna 13,4%). Il tasso di disoccupazione americano è del 6,7%, quello giapponese 3,9%.
Come può sostenere Berlusconi che stiamo meglio degli altri Paesi europei? I numeri sembrano dargli ragione: il tasso di disoccupazione italiano è più basso della media europea. Le statistiche però vanno lette, perché dietro un numero sono nascoste molte altre storie. Così è per la disoccupazione, un rapporto tra due numeri: tra chi cerca lavoro o un lavoro l’aveva e l’ha perso e forza lavoro, cioè le persone disposte a lavorare. Se la situazione generale peggiora e uno si scoraggia e smette di cercare lavoro, il tasso di disoccupazione scende! Gli “scoraggiati” sono persone senza lavoro che a domanda dell’ISTAT: “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo”. Per evitare questo problema che offre statistiche inaffidabili, gli economisti suggeriscono di guardare al tasso di occupazione. Ancora un numero: stavolta tra chi lavora e chi è disposto a lavorare.
E qui arriva l’inghippo: il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi in Europa. Secondo l’Eurispes da noi è il 58,7%, inferiore di otto punti percentuali rispetto ai Paesi dell’euro, pari al 67%. Tradotto in numeri, se il tasso di occupazione fosse paragonabile a quello europeo, equivarrebbe a tre milioni di posti di lavoro [...]. Il tasso di disoccupazione reale sarebbe compreso tra l’11 ed il 13%. [...]” - Mauro Gallegati, Facolta’ di Economia Giorgio Fua’ dell’Universita’ Politecnica delle Marche
Formalmente quindi Berlusconi dice la verità affermando che il tasso di disoccupazione in Italia è inferiore alla media europea, nella sostanza però mente… però io non biasimo lui (lui mente perché gode dei benefici delle sue menzogne), io biasimo quelli che recepiscono delle affermazioni, dati, statistiche… e ci credono senza un minimo di senso critico, senza un minimo di approfondimento…
si dice che perché un truffatore riesca nella sua truffa, serve una certa complicità del truffato, complicità che può assumere anche la forma dell’ingenuità, o della fiducia mal riposta, o del non ricordarsi di chi ha già fatto promesse a vanvera e mentito…
fonte: la disoccupazione non esiste!
saranno contenti di questo i pacifisti?
È tempo di crisi anche per l’esercito italiano.
Ma chi lo dice? Lo dicono i militari stessi, lo dice la senatrice Barbara Contini, membro della Commissione Difesa del Senato per il Pdl.
I militari denunciano che mancano i fondi per riparare i mezzi blindati, lasciati in rimessa per mancanza di manutenzione e riparazioni (situazione tristemente analoga a quella denunciata dai Vigili de Fuoco, dalla Polizia, dai Carabinieri)
Anche gli elicotteri sono lasciati a terra, infatti sono considerati operativi solo il 30% di quelli in dotazione.
La situazione però diventa tristemente drammatica sotto il profilo umano, poiché mancano i fondi per addestrare adeguatamente i piloti; affinché possano operare i piloti necessitano di almeno 60 ore di volo di addestramento all’anno. Ma unicamente coloro che vengono impiegati in missione (si parla di poche decine) godono di un tale trattamento. Per gli altri le ore di volo variano tra 30 e zero.
Questa inefficienza nell’esercito non significa solo avere meno mezzi e uomini da poter schierare in zona operativa, ma anche che i militari muoiono nel corso di esercitazioni a causa di mezzi rotti (qui un esempio) oppure muoiono in zona operativa per mancanza di un addestramento adeguato (un esempio qui).
Ma come fare? Possibile che non si riescano a trovare i soldi necessari per far funzionare i mezzi in dotazione che giacciono inutilizzati in rimessa?
Pensavo ingenuamente che le cifre chieste dai militari fossero esorbitanti, quasi indecenti…
Però devo ricredermi quando leggo che per la manutenzione dei 130 autoblindo lasciati a marcire in rimessa basterebbero meno di 2 milioni di euro all’anno (15.000 euro l’anno per la manutenzione in zona operativa moltiplicata per 130 mezzi, cifra che ovviamente si riduce se i mezzi non sono impiegati all’estero)
Per mantenere in efficienza (cioè affinché siano utilizzabili) TUTTI i 246 elicotteri in dotazione l’esercito chiede 110 milioni di euro l’anno ma ne ha ricevuti solo 15 per il 2009 e appena 10 per il 2010
“Per fortuna le spese relative ai mezzi spediti nelle missioni all’estero vengono pagate con i fondi speciali stanziati di volta in volta dal Parlamento, altrimenti non potremmo neppure garantire quel servizio” – spiegano i responsabili elicotteristi
Per la senatrice Pdl Barbara Contini
“La situazione è semplicemente drammatica. Il nostro Esercito non solo non riesce a pianificare investimenti di lungo periodo, ma non può neppure permettersi il livello di efficienza attuale, che è già basso e in netta picchiata. Ne risente in modo estremamente grave la nostra politica estera”
Forse i militari non si aspettavano che sotto un governo di destra avrebbero visto un consistente taglio dei fondi destinati all’esercito, come il 4% in meno stabilita nella finanziaria dell’Agosto 2008, cioè ben 800 milioni in meno per il 2009… e non pare che il futuro riservi trattamenti migliori
Anche la fanteria e le truppe corazzate lamentano una situazione analoga
“Abbiamo chiesto 70 milioni di euro per gli addestramenti ordinari di circa 80.000 uomini, per lo più spese di carburanti e munizionamento. Ma dal 2006 ne abbiamo ricevuti 2 all’anno, 68 in meno di quelli richiesti. Che possiamo fare?”
Una delle conseguenze più dirette è che gli addetti alla contraerea non sparano praticamente più, con buona pace di tutti quelli (me compreso) che ritengono che un esercito è meglio averlo efficiente… piuttosto che solo come compagnia per i carabinieri di pattuglia.
Io non sono un fanatico degli armamenti, delle spese militari, degli interventi all’estero… però odio visceralmente gli sprechi senza motivo…
e allora mi viene da pensare che quegli oltre 400 milioni di euro che verranno buttati al vento per far svolgere il referendum in una giornata diversa dalle elezioni che si terranno prossimamente potrebbero essere spesi meglio (grazie Bossi per questo spreco)
Se non li si vogliono spendere per aiutare le famiglie in difficoltà almeno questo governo di destra potrebbe spenderli per permettere all’esercito di mantenere in efficienza i suoi mezzi, oppure potrebbe far fare la manutenzione ai mezzi della polizia e dei carabinieri, oppure sistemare la disastrosa situazione denunciata dai Vigili del Fuoco…
Invece pare che ancora una volta per meschini interessi politici, per miopi interessi di partito, per sporche logiche di spartizione di potere.. ancora una volta i nostri soldi verranno sperperati, ma questo poteva non preoccupare ai tempi di Craxi, quando l’enorme debito pubblico era ancora tutto da costruire, non oggi, quando le cambiali di un ventennio di corruzione, Democrazia Cristiana e Socialisti sono giunte alla scadenza… questi sprechi non possono non preoccupare quando siamo coinvolti in una crisi globale…
Dopo gli studenti e gli insegnanti, dopo dopo la Confindustria, dopo i sindacati, dopo la polizia, dopo le migliaia di licenziati, dopo gli internauti, anche i militari si lamentano… speriamo che la storia non ci presenti un conto troppo salato per gli errori e la mancanza di spessore morale che caratterizza molti (troppi) dei potenti dell’Italia…
E allora la risposta alla domanda provocatoria del titolo per me è senz’altro NO, perché temo i disordini che seguiranno a questo malcontento crescente che la televisione non riesce ad anestetizzare quando ci tocca in prima persona.
P.S.
casomai qualcuno lo pensasse, io non mi ritengo un pacifista, ma nemmeno un militarista o un chissà cosa… è che purtroppo mi piace ragionare con la mia testa e non con la tessera di un partito o con uno slogan…
fonte: L’esercito senza soldi. Fermi elicotteri e autoblindo
per un capriccio di Bossi
appeno ho sentito a CheTempoCheFa la proposta fatta da Franceschini (nuovo segretario del PD) di dare un assegno di disoccupazione inizialmente ho pensato ad una uscita demagogica, buttata lì per mettere iniziare a pressare Berlusconi su una tematica scottante (la disoccupazione)… ho pensato che era giusto ad ogni modo cominciare a ripagare con la stessa moneta il re indiscusso delle proposte demagogiche e delle promesse non mantenute
riflettendo un po sulla proposta fatta da Franceschini però mi rendo conto che è si demagogica, ma tutt’altro che irrealizzabile (sebbene Berlusconi dica che ci costerebbe uno sproposito)
recuperare i soldi dall’evasione fiscale sarebbe doveroso, giusto, morale, cristiano, umano…
condivido appieno il pensiero di Franceschini per cui chi evade le tasse danneggia la propria comunità, danneggia il prossimo…. e concordo nell’affermare che chi evade le tasse in momenti come questi in cui molte famiglie hanno difficoltà a mangiare e vestirsi e pagarsi il medico… ebbene chi evade le tasse è complice di un omicidio perché quando si è costretti ad accettare qualsiasi lavoro, anche se molto rischioso, pur di sfamare la propria famiglia e poi si muore sul lavoro… ebbene quei morti sono sulla coscienza di chi non ha permesso che quelle famiglie fossero aiutate e sostenute)
N.B.
questa mia indignazione è verso chi evade le tasse per cifre consistenti (imprenditori disonesti, commercialisti disonesti, medici che non rilasciano fatture, politici che non fanno restituire allo stato le tasse evase dalle slot machine… ecc. ecc. )
ma come funziona il sostegno ai disoccupati in europa?
il Corriere della Sera non lo dice, la repubblica invece ci propone questa istruttiva tabella:

se lo fanno altrove allora non è impossibile…
eppure Berlusconi invoca i limiti e i parametri imposti dall’unione europea come motivazione per non poter far nulla
sarà, però per accontentare i capricci della Lega Berlusconi ignora il buon senso e le regole europee stabilendo che il referendum sul sistema elettorale si tenga la settimana successiva alle consultazioni per le europee e e le amministrative… il tutto alla modica cifra di 400 milioni di euro
questi altri soldi verranno buttati e non spesi per aiutare chi (e sono in molti) è in difficoltà perché la Lega ha timore che il referendum possa raggiungere il quorum…
(leggi anche altri 400 milioni bruciati)
che miseria di paese quello in cui vivo… tanto bello ma incomprensibile





