a Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

febbraio 29, 2008 · Filed Under Italia, petizioni, vaticano · Comment 

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta – ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Firma per LiberaDonna

consigli per gli acquisti: ATTENZIONE

febbraio 28, 2008 · Filed Under Italia, che schifo, economia, multinazionali, truffe · Comment 

un esempio: i “Cappelletti al prosciutto crudo” dei Freschi Buitoni, mezzo chilo, euro 1,99

Sulla confezione, l’immagine di una bella fetta di prosciutto. Sembra di sentirne il profumo. Con una vista da aquila – o con una buona lente – si scopre che per fare i cappelletti, oltre a farina, uova, sale non è stata usata solo la coscia stagionata del maiale. Si legge infatti che “il prodotto contiene carne di suino cotta, pangrattato, mortadella (carne di suino, grasso di suino, cuori di suino, trippini di suino), prosciutto crudo stagionato: 9,5% del ripieno”.

Tutto in regola, ovviamente. Certo, se sulla busta fosse scritto in grande “cappelletti al grasso e cuore di suino” davanti allo scaffale non ci sarebbe la fila. Ma chi ha tempo di leggere?

un altro esempio: il wurstel Fiorucci Suillo classico, euro 1,90, con la scritta grande che annuncia “100% puro suino” e scopri che dentro c’è “carne di suino, 80%”

ancora un esempio: il cioccolato. In Italia c’era una legge che diceva: si chiama Cioccolato solo quello fatto con cacao e burro. Quello con la margarina si chiamava Surrogato. Ma gli altri Paesi europei produttori di margarina hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia della Comunità, che ci ha condannato. Ora si è fatto un compromesso. Quello con il burro lo chiamiamo Cioccolato puro, quello con la margarina, l’ex Surrogato, Cioccolato e basta”.

adesso facciamo un breve viaggio all’università di Tor Vergata, nello studio del professor Giuseppe Rotilio, docente di biochimica della nutrizione, preside del corso di laurea in Scienza della nutrizione umana. La scrivania viene invasa da confezioni, pacchi, barattoli. “Basta una prima occhiata – dice il professore – per capire che lei spende male i suoi soldi. Troppe calorie, troppi zuccheri. Il problema principale sono appunto gli zuccheri semplici, che assieme ai carboidrati servono per l’energia ma oggi sono assunti in modo esagerato. Si mangia come se tutti fossimo maratoneti o operai da fatica e invece stiamo seduti a una scrivania”. Primo esame: un bel pacco di merendine, le Trecce Auchan. L’etichetta racconta che 100 grammi portano 470 calorie, con 53,9 grammi di carboidrati e 25,5 di grassi.

“Non c’è scritta la percentuale di zuccheri semplici. Anzi no: si dice che in superficie sono il 7%. Ma dentro la pasta? Ci sono arancia candita, sciroppo di glucosio e fruttosio, emulsionante, burro, lievito di birra. Ecco, una merendina di queste è già un pranzo. E’ un cibo troppo ricco, per la nostra generazione. Quando si compra, la prima cosa da guardare sono gli zuccheri semplici, che entrano rapidamente nel sangue ed alzano l’indice glicemico. Provocano l’accumulo di grasso e il tessuto adiposo è resistente all’insulina: alla fine si va verso il diabete”.

io per conto mio sto riscoprendo quanto sono buoni tutti i cibi preparati in casa e eliminando pian piano quanti più cibi industriali, merendine e bibite nocive posso; sicuramente ne traggo giovamento sia in termini di salute che di soldi.

fonte: nella giungla delle etichette

un venduto capolista di un altro venduto

febbraio 27, 2008 · Filed Under Italia, che schifo · Comment 

apprendo senza costernazione che Veltroni ha candidato il pupazzo della lobby degli inceneritori come capolista del Partito Democratico in Lombardia

il pupazzo fatto di demenza senile, servilismo e meschinità non è altro che il nostro caro Umberto Veronesi, l’oncologo di fama mondiale che dichiara che gli inceneritori (alias termovalorizzatori) non fanno male

mi ricorda Cuffaro quando, al Maurizio  Costanzo Show, si profuse in una invettiva contro Giovanni Falcone dicendo che la mafia non esiste e che uomini come lui (Falcone o Borsellino) infangavano la Sicilia

Cuffaro è stato condannato per aver favorito la mafia (anche se si dice che in Sicilia tutti sanno che Cuffaro è uomo di Riina)

Veronesi è sponsorizzato da industrie che lucrano con gli inceneritori (termovalorizzatori): Veronesi e la Acea Enel Pirelli ecc.. prendono i soldi, noi prendiamo i tumori

qui trovate il video del pupo Cuffaro, qui l’articolo con le dichiarazioni di Veronesi

bipartitismo? no, grazie

febbraio 26, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo · Comment 

Il Piano di Rinascita Democratica della loggia P2 è un documento ormai dimenticato, ma vivo e vegeto con i propri contenuti nella politica italiana. Soprattutto quella attuale.

Parleremo solo con citazioni tratte dal Piano.

Il Bipartitismo di PD e PDL
“L’ aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema”

“valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;”

“in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;”

in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale).

fonte: PD, PDL e il Piano di Gelli

allora se lo fanno tutti vuol dire che si può fare…

febbraio 25, 2008 · Filed Under Italia, citazioni · Comment 

ci sono persone che le buone occasioni per starsene zitti se le lasciano sfuggire proprio tutte

“Più passa il tempo, più Craxi si rivela un grande maestro della politica. Non vedo motivi per non dedicargli una via in Italia. I reati di finanziamento illecito di cui era accusato erano reati di un’intera classe politica e oggi sarebbero prescritti” (Clemente Mastella, ministro della Giustizia, la Repubblica, 20 gennaio 2007).

la campagna elettorale è cominciata

febbraio 24, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo · Comment 

Il Giornale di Berlusconi ed il Panorama, sempre del gruppo Berlusconi, spara la notizia “Di Pietro indagato” con una sfilza di reati che più ne ha, più ne metta. Sembrerebbe che stiano facendo chissà quale indagine nei miei confronti e chissà quali reati avrei commesso assieme ad altri dirigenti dell’Italia dei Valori in riferimento a contributi pubblici ricevuti.

I fatti in questione derivano da una serie di denuncie presentate da uno dei simpatizzanti e soci aderenti all’Italia dei Valori che ha deciso di andare via perché non condivideva più la nostra politica, e ha messo in piedi un’infinita sfilza d’atti giudiziari, ben 13 in sede civile ed uno in sede penale. Tutte le cause in sede civile sono terminate e hanno visto soccombente e condannato alle spese processuali. Questo soggetto non ha nemmeno pagato le spese processuali a cui era stato condannato dai vari tribunali, ben 13, e gli è stata sequestrata e messa in vendita la casa, proprio perché non adempiva ai provvedimenti del giudice con riferimento alle sue false affermazioni negli atti di citazione proposti.

Sempre per gli stessi fatti, questo soggetto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che già dal marzo dell’anno scorso ha richiesto l’archiviazione per l’insussistenza dei fatti, affermando in via preliminare di tenere presente che il soggetto in questione è emotivamente coinvolto in tutte le vicende presentate e non è chiaramente sereno nelle sue espressioni di volontà. Parole della Procura della Repubblica, una richiesta d’archiviazione, e non di indagine, dove non sono stato nemmeno interrogato perché non è stato necessario, che viene trasformata oggi, a ridosso delle elezioni politiche, dai giornali di Berlusconi, Il Giornale e il Panorama, in un’accusa da sparare in prima pagina per cercare di denigrare e diffamare l’avversario.

C’è bisogno di una riflessione. Quando ho posto e proposto nei giorni scorsi la necessità di un’informazione non asservita agli ordini del padrone, un’informazione indipendente e trasparente. Democratico è quello Stato e quel popolo in cui chi governa è sottoposto, tra i tanti controlli, a quell’informazione che dice i fatti per come stanno realmente.
In occasione delle elezioni del 2006 questi stessi fatti erano già stati utilizzati, perché vecchie denuncie del 2004, e che già erano state richieste tutte le archiviazioni ed erano già state disposte le sentenze civili che hanno rilevato la totale insussistenza di questo grafomane che va in giro nei tribunali a fare denuncie. Nel 2006 le hanno utilizzate per tentare di screditarci in campagna elettorale, e sono state riesumate oggi solo per un fatto tecnico, che vi spiegherò a breve, che serve a screditare durante la campagna elettorale.
Il fatto tecnico è molto semplice: se a seguito alla richiesta d’archiviazione la controparte, in questo caso il grafomane di professione, fa opposizione, vi deve essere necessariamente un’udienza dove si discute l’opposizione all’archiviazione.
Penso che non sia stata avviata alcun’azione penale, perché mai è iniziata e mai ci sono state udienze di questo genere.

Morale della favola: se durante la campagna elettorale, proprio nel giorno in cui l’Italia dei Valori e il Partito Democratico sottoscrivono un programma d’impegno preciso di cose che andremo a fare con gli elettori, con azioni concrete in materia di legalità, lavoro, sicurezza ed informazione, questi hanno bisogno di ricorrere a queste falsità per cercare di offuscare l’immagine della campagna elettorale vuol dire che sono proprio alla frutta.

Una seconda morale, più importante, è un’altra: è ovvio che quando diciamo che nel programma della prossima legislatura ci deve essere necessariamente la risoluzione del conflitto d’interessi, questa è la dimostrazione plastica della sua necessità, perché finché metteremo in mano a colui che deve comandare anche il controllo dell’informazione, avremo un’azione continua ed efficace di disintegrazione dell’avversario politico utilizzando proprio gli organi d’informazione. Mi fa male e fastidio, ormai ci ho fatto il callo, ma quante altre persone possono resistere a questo stato di disinformazione nel nostro Paese? – Antonio Di Pietro

gli articoli di cui parla Di Pietro sono questi due: Le bugie di Tonino su Il Giornale e In tribunale i rimborsi elettorali all’Italia dei Valori su Panorama

ambedue i giornali sono proprietà di Silvio Berlusconi

la carne viene fatta anche così

febbraio 23, 2008 · Filed Under Stati Uniti d'America, che schifo, economia · Comment 

65.000 tonnellate di carne sequestrate negli Stati Uniti

gli animali erano torturati con bastonate, scosse elettriche ed annegamenti con getti di acqua ad altra pressione

gli animali erano talmente terrorizzati da dover essere trascinati al mattatoio con carrelli elevatori, fatti rotolare e feriti con le due forche del muletto

gli animali sono stati trattati in maniera talmente crudele, che le sevizie e le torture inflitte li avrebbero portato alla pazzia, tanto da rendere pericolosa la loro carne per l’alimentazione

che dire, un altro trionfo della nostra società, capace di inventarsi la necessità di dover produrre così tanta carne per diventare sempre più obesi e cardiopatici, lasciando in contropartita miliardi di persone nella fame e povertà

fonte: ecoblog, il video invece lo trovate qui

la fragile economia del dollaro

febbraio 22, 2008 · Filed Under Stati Uniti d'America, approfondimenti, economia · 1 Comment 

DI MIKE WHITNEY
Global Research

La borsa del petrolio dell’Iran potrebbe travolgere il dollaro

Due settimane fa Bush è stato inviato in missione in Medio Oriente per consegnare «una testa di cavallo». Ricordiamo tutti la scena sconvolgente del film «Il Padrino» di Francis Ford Coppola, quando Luca Brasi va a Hollywood per convincere un produttore di film recalcitrante a prendere suo nipote Don Corleone nel prossimo film. Il grande produttore è infine convinto ad ingaggiare il giovane attore quando si risveglia nel suo letto affianco alla testa mozzata del suo pregiato purosangue. Penso che Bush abbia fatto «un’offerta che non si può rifiutare» di questo stesso genere ai dirigenti dei paesi del Golfo quando si è intrattenuto con loro agli inizi del mese.

I media hanno tentato di descrivere il viaggio di Bush in Medio Oriente come una «missione di pace», ma non si trattava che di una cortina di fumo. Infatti, tre giorni dopo che Bush aveva lasciato Gerusalemme, Israele intensificava le sue operazioni militari nei territori occupati, riprendendo il suo spietato blocco del cibo, dell’acqua, delle medicine e dell’energia, contro il milione e mezzo di abitanti di Gaza. In termini chiari, o Bush ha dato il via libera alle operazioni o le aggressioni israeliane sono uno sberleffo al Presidente degli Stati Uniti.

Allora quale era lo scopo reale del viaggio di Bush? Dopo tutto, non ha alcun interesse alla pace o al rispetto del suo impegno a risolvere la crisi israelo-palestinese. Perché avrà scelto di visitare il Medio Oriente quando il suo secondo mandato presidenziale è agli sgoccioli e non ha alcuna chance di riuscita?

A volte le visite personali sono importanti, in particolar modo quando la natura delle informazioni è così delicata che il messaggio deve essere trasmesso faccia a faccia. In questo caso Bush si è dato la pena di attraversare mezzo mondo per dire ai Sauditi ed ai loro amici degli stati del Golfo che dovevano continuare a legare il loro petrolio al dollaro, se no sarebbero andati «a riposare con i pesci» [altro riferimento al film Il Padrino, ndt]. In questi ultimi due mesi, diversi sceicchi e ministri delle finanze si sono lamentati per la caduta del dollaro e hanno minacciato di rompere con la famosa «indicizzazione con il dollaro» e di optare per un paniere di divise monetarie. Il viaggio di Bush sembra aver ravvivato lo spirito di cooperazione fraterna. Il malcontento è cessato e tutti sono risaliti «a bordo». I dirigenti regionali sembrano oggi molto meno infastiditi dal fatto che l’inflazione intacca le loro economie e non cessa di accrescere i costi della mano d’opera, del del cibo, dell’energia e degli immobili.

L’agenzia di stampa Reuters lo riassume così :

«Dopo una raffica di disaccordi pubblici sulla riforma monetaria l’anno scorso, le banche centrali del Golfo tentano di fare fronte comune vantando l’indicizzazione come fonte di stabilità e minimizzando la debolezza del dollaro come un fenomeno passeggero».

Si direbbe che Bush addolcisca le cose.

In queste due ultime settimane, i dirigenti del Golfo hanno osservato con nervosismo la Federal Reserve ribassare mostruosamente i tassi d’interesse di 125 punti di base. I ribassi erodono costantemente il capitale di 1 trilione di $ (mille miliardi) che gli sceicchi hanno investito nei buoni del tesoro e nei titoli USA.

«L’inflazione in Arabia Saudita e nell’Oman è al suo livello più alto da 16 anni. L’inflazione è salita ad un tetto raggiunto 19 anni fa negli Emirati Arabi uniti. I responsabili politici del Golfo sono pronti ad intervenire direttamente nel mercato dei prestiti, dei beni immobili e dei prodotti per compensare la riduzione dei tassi». (Reuters)

Il valore dei beni immobili è salito a razzo. Negli Emirati Arabi Uniti, il valore delle proprietà commerciali è raddoppiato dall’inizio del 2007. La bomba inflazionista ha costretto altri paesi del Golfo a versare aiuti alimentari alle loro popolazioni e ad «un aumento del 70% dei salari per alcuni impiegati del governo federale degli Emirati Arabi Uniti».

I lavoratori emigrati malcontenti hanno recentemente manifestato violentemente a Dubai, esigendo d’essere indennizzati equamente per il forte aumento dei prezzi. Il valore del riyal, la moneta dell’Arabia Saudita, ha raggiunto il suo livello più alto da 21 anni a questa parte.

Gli agenti di cambio si attendono un altro aumento dell’8% del dirham e del riyal entro il mese di aprile prossimo e predicono che i tassi d’interesse obbligheranno le banche centrali degli stati del Golfo a convertirsi all’euro o ad un paniere di divise monetarie della regione. Tuttavia, sino ad ora i fedeli principi sauditi non hanno cessato di sostenere il dollaro.

Difendere l’egemonia del dollaro

Qual è l’importanza quindi di continuare a valutare il petrolio in dollari? Gli Stati Uniti farebbero la guerra per difendere lo statuto di «moneta di riserva» mondiale del dollaro? La risposta a questa domanda potrebbe arrivare questa settimana, poichè la tanto attesa Borsa del Petrolio iraniano deve aprire tra il 1° e l’11 febbraio. Secondo Davoud Danesh-Jafari, il ministro delle finanze iraniano, «tutti i preparativi sono stati fatti per lanciare la borsa; si aprirà durante i dieci giorni della festa dell’Alba» (le cerimonie che commemorano la vittoria della Rivoluzione islamica del 1979 in Iran). Questa borsa è considerata come una minaccia diretta contro il dominio mondiale del dollaro, poichè esigerà che «il petrolio, i prodotti petrolchimici ed il gas iraniano» siano scambiati contro monete diverse dal dollaro USA. (Press TV, Iran) [La notizia originale citata è questa, l'annuncio ufficiale dell'apertura è stato dato il 17 Febbraio. N.d.r]

Il sistema del petrodollaro non è diverso dal sistema dello standard aureo. Oggi questa divisa è semplicemente garanzia di una fonte di energia vitale da cui dipende ogni società industrializzata: il petrolio. Se il dollaro non fosse più l’unica moneta utilizzata nella vendita del petrolio, non sarebbe più di fatto la moneta di riserva mondiale e gli Stati Uniti sarebbero costretti a ridurre massicciamente il loro deficit commerciale, a ricostruire le loro capacità industriali e a ridivenire un paese esportatore. La sola alternativa è di creare una cerchia di regimi clienti, che reprimano le aspirazioni collettive dei loro popoli al fine di poter seguire scrupolosamente le direttive di Washington.

In quanto a sapere se l’amministrazione Bush comincerebbe una guerra per difendere l’egemonia del dollaro, è una domanda che bisognerebbe rivolgere a Saddam Hussein. L’Iraq fu invaso proprio sei mesi dopo la conversione di Saddam all’euro. Il messaggio è chiaro, l’Impero difenderà la sua moneta.

Ugualmente, l’Iran ha rimpiazzato il dollaro nel 2007 e ha richiesto che il Giappone paghi le sue enormi fatture d’energia in yen. La «conversione» ha irritato l’amministrazione Bush e d’allora l’Iran è il bersaglio dell’aggressività degli Stati Uniti. Infatti, anche se 16 agenzie d’informazione degli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto (NIE) dicendo che l’Iran non sta sviluppando armi nucleari e anche se l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica constata che l’Iran adempie ai suoi obblighi rispetto al Trattato di non-proliferazione nucleare (TNP), un attacco preventivo degli Stati Uniti contro l’Iran sembra sempre probabile.

E anche se i media occidentali minimizzano ormai le prospettive di una nuova guerra nella regione, Israele sta prendendo precauzioni e ciò suggerisce che l’idea non è poi così campata in aria. «Israele chiede che dei rifugi antibomba siano installati allo scopo di preparare il pubblico ad un’altra guerra che, questa volta, vedrà piovere missili». (Press TV, Iran)

«La prossima guerra conoscerà un ricorso massivo alle armi balistiche contro l’insieme del territorio israeliano» ha affermato Udi Shani, un generale a riposo. (Global Research)

La Russia, che pensa che le possibilità di un conflitto nel Golfo vadano in crescendo, ha risposto con l’invio di una forza navale nel Mediterraneo e nell’Atlantico del Nord.

Secondo un articolo apparso in inglese sul sito Global Research:

«La nave ammiraglia della flotta del Mar Nero della Russia, l’incrociatore lancia-missili Moskva ha raggiunto la flotta da guerra russa nel Mediterraneo il 18 gennaio per partecipare alle manovre in corso… L’operazione attuale è la prima operazione in grande scala della Marina russa nell’Atlantico negli ultimi 15 anni. Tutte le navi e gli aerei da combattimento trasportano munizioni da combattimento».

Anche la Francia pianifica manovre militari nello Stretto di Ormuz. L’operazione «Bouclier du Golfe 01» [Scudo del Golfo 01, ndt]) avrà luogo al largo delle coste dell’Iran e impiegherà migliaia di soldati in operazioni armate interforze che includeranno – tra l’altro – simulazioni di attacchi a piattaforme petrolifere».

Secondo il ministro della Difesa francese, «le esercitazioni che si svolgeranno dal 23 febbraio al 5 marzo vedranno la partecipazione di 1500 soldati francesi, 2500 degli Emirati e 1300 del Qatar. Queste manovre avranno luogo su terra, in mare ed in aria». E secondo il tenente-colonnello Fusalba, «circa una mezza dozzina di navi da guerra, 40 aerei e decine di veicoli blindati prenderanno parte alle esercitazioni militari». (Defense News)

Inoltre, nell’ultima settimana, tre dei principali cavi sottomarini che assicurano il traffico Internet sono stati rotti nel Golfo Persico e i tre quarti delle comunicazioni internazionali tra l’Europa ed il Medio Oriente sono state interrotte. Una gran parte del Medio Oriente è piombata nell’ignoranza [Vedi qui, qui e qui N.d.r.].

E’ puramente una coincidenza o c’è qualcos’altro sotto la superficie?

Ian Brockwell, dell’ «American Chronicle» ha detto:

«Nell’ipotesi che la rottura dei cavi non sia frutto del caso, ci dobbiamo chiedere chi farebbe una cosa del genere e perché. Evidentemente l’Iran, che è stato il più colpito, non avrebbe avuto interessi in una tale azione e potrebbe essere il bersaglio dei responsabili. Si tratta del preludio di un attacco o di un test per un attacco futuro? Le comunicazioni sono sempre state un fattore importante dell’azione militare e la rottura dei cavi potrebbe ridurre la capacità difensiva dell’Iran». (American Chronicle) [In realtà, come spiegato negli articoli e relativi commenti indicati sopra, l'Iran sarebbe stato colpito solo marginalmente dall'interruzione delle comunicazioni N.d.r.]

Malgrado l’assenza di copertura mediatica, nel Golfo le tensioni salgono e le probabilità di un attacco da parte degli Stati Uniti contro l’Iran rimangono molto elevate. Bush è convinto del fatto che se non affronta l’Iran, allora non lo farà nessuno. Crede anche che, se non difenderà militarmente il dollaro, l’unica superpotenza mondiale che sono gli stati Uniti apparterrà presto al passato. Ora, il vero problema è sapere se Bush si renderà conto che gli Stati Uniti sono già irrimediabilmente impantanati in due conflitti «non vincibili» o se ancora una volta «ascolterà i suoi visceri» e ci trascinerà in un nuovo rovinoso conflitto nella regione.

Titolo originale: “Fragile Dollar Hegemony: Iran’s Oil Bourse could Topple the Dollar”

Fonte:http://www.globalresearch.ca/
Link
04.02.2008

Traduzione di BIANCAROSA ROMANO per www.comedonchisciotte.org

sono sempre più convinto di votare Di Pietro…

febbraio 21, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

Quattro punti secchi:

  • una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all’influenza dei partiti
  • l’esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e lo spostamento di Rete 4 sul satellite
  • limite di una sola rete per i concessionari privati (come Mediaset)
  • abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

La Corte europea ha detto che rispetto alla diatriba tra Retequattro e Europa 7 si deve ristabilire la legalità, ridando a Europa 7 quello che è di Europa 7 e trasferendo Retequattro sul satellite. Quindi dico a Berlusconi: se non vuoi rispettare la legge e le sentenze italiane, rispetta almeno quelle europee – Antonio Di Pietro

avevo già maturato la decisione di votare Antonio Di Pietro, e con queste sue dichiarazioni mi convinco sempre di più che sto prendendo la decisione migliore

fonte: Corriere della Sera

vendersi per denaro…. vendendo la nostra salute

febbraio 20, 2008 · Filed Under Italia, ambiente & ecologia, che schifo, disinformazione, multinazionali · Comment 

se si vende il proprio corpo per denaro si chiama prostituzione, e per qualcuno (ma non per la maggior parte, dato che è il mestiere più antico del mondo) è una pratica moralmente inaccettabile.

se si vende il proprio voto si è probabilmente italiani, quasi sicuramente parlamentari italiani

se si vende la propria onestà mentendo pubblicamente si è quasi di sicuro degli scienziati (o pseudo-tali)

Umberto Veronesi è un oncologo di fama mondiale, ex ministro della sanità e sicuramente una persona la cui opinione ha una forte presa sulla gente comune (leggi ignorante)

Umberto Veronesi ha in comune con Zichichi la familiarità con le apparizioni televisive e l’aver perso (semmai l’avessero avuta) l’onestà intellettuale, ovvero il saper mantenere separate le proprie convinzioni personali dalle opinioni espresse in qualità di “esperti”

Umberto Veronesi ha mentito pubblicamente in televisione affermando che i moderni termovalorizzatori “non inquinano”

l’affermazione di Veronesi mi fa schifo, non per il concetto in se (chiunque può sbagliare, chiunque può ignorare gli studi compiuti, chiunque può non capire un cazzo di come funziona il ciclo dei rifiuti, del perché sono stati costruiti i termovalorizzatori, delle nanoparticelle emesse e non filtrate perché non esistono filtri in grado di filtrarle…)

chiunque può non sapere che le nanoparticelle emesse dai termovalorizzatori causano l’insorgere di tumori (ma un oncologo del calibro di Veronesi non legge, non si aggiorna?)

non tutti però hanno un interesse economico diretto nel negare che i termovalorizzatori inquinano

Veronesi ha interessi economici nel negare l’inquinamento dovuto ai termovalorizzatori dato che la sua fondazione percepisce finanziamenti da aziende che i termovalorizzatori li costruiscono e li gestiscono, per esempio:

ACEA - multiutility con inceneritori

PIRELLI - (petrolio, centrali ad olio combustibile)

ENEL (Centrali a Carbone ed oli pesanti e pure nucleare)

VEOLIA Envoirment (ditta che costruisce inceneritori!!!)

P.S.

a riprova del fatto che gli inceneritori non sono la soluzione ma solo un modo di affrontare temporaneamente il problema dei rifiuti dovuto al loro abnorme aumento, in Germania, “patria” di termovalorizzatori, si pianifica un loro smantellamento per approdare invece ad una gestione a ciclo chiuso dei rifiuti, dove il problema viene affrontato sin dalla produzione di un prodotto per poter avere un riciclo completo.

la notizia trae spunto da: Veronesi dichiara che “i moderni termovalorizzatori non inquinano”

a riguardo leggete anche l’articolo Cancronesi e le previsioni sul cancro sul blog di Beppe Grillo

9 febbraio 2009 – aggiornamento
le summenzionate ditte non figurano più tra le aziende partner della Fondazione Veronesi, bensì come partner per la Conferenza Mondiale The Future of Science, la quale è organizzata da tre fondazioni, cioè la Giorgio Cini, la Silvio Tronchetti Provera e la Umberto Veronesi

Interessante però andare a leggere quali siano i partner di queste fondazioni… ebben ritroviamo le assicurazioni Genereali, banca SanPaolo… insomma le aziende che a loro volta sono azioniste di Acea, Eni, Enel e compagnia bella… una bella operazione di maquillage insomma, ma grattando scostando il velo della fondazione ritroviamo le stesse aziende che finanziano le fondazioni

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