V2-day

Marzo 21, 2008 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

Vday

mi sono iscritto alla marcia telematica per il V2-day

a Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

Febbraio 29, 2008 · Filed Under Italia, petizioni, vaticano · Comment 

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Firma per LiberaDonna

ammastellato

Novembre 18, 2007 · Filed Under Italia, petizioni · Comment 

Beppe Grillo è stato querelato dal ministro testimone di nozze di un boss mafioso (Mastella)

in merito alla querela così si esprime Grillo:

la querela mi fa piacere, vuol dire che Clemente Mastella sarà finalmente costretto a chiarire in un pubblico dibattimento se ci sono state interferenze nell’inchiesta Why Not e chi le ha avviate. Siamo tutti curiosi…

Ma perché è stato querelato Grillo? Perché ha espresso questi tre semplici concetti:

  1. La magistratura è stata fermata dalla politica
  2. Una volta con Falcone e Borsellino si usava il tritolo
  3. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia

Dato che li condivido ho deciso di “ammastellarmi” anch’io…

Se potessi avere…1000 € al mese…!

Novembre 12, 2007 · Filed Under Italia, petizioni · Comment 

Ritengo importante pubblicare integralmente l’email con la quale l’ADI invita studenti, dottorandi, ricercatori e tutte le persone sensibili alla tematica della ricerca pubblica ad aderire alla petizione che vorrebbe cercare di spingere verso una direzione di maggiore efficienza del sistema italiano di ricerca universitaria.

Ciao,
Con questa e-mail l’ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca
Italiani) ti informa degli sviluppi della campagna “Se potessi avere
1000 Euro al mese…” ( www.dottorato.it/milleeuro).

Abbiamo ormai superato la quota delle 10.000 firme e la petizione può
quindi essere presentata direttamente al ministro Mussi, al quale
abbiamo chiesto un incontro.
Il Ministro dovrebbe riceverci a breve; in quell’occasione gli
consegneremo anche i testi delle oltre 2000 cartoline che i firmatari
della petizione gli hanno inviato nel frattempo, grazie all’iniziativa
“Non mandarlo a dire, mandagli una cartolina”
(www.dottorato.it/milleeuro) a cui ti abbiamo invitato a partecipare con
un’e-mail qualche tempo fa.

Non solo. Recentemente, grazie all’impegno dell’ADI, il ministro Mussi
in un’intervista rilasciata a La Repubblica TV
(http://it.youtube.com/watch?v=wWY2e6X5-eE) si e’ nuovamente impegnato
(dopo che gli abbiamo fatto arrivare una domanda in diretta) ad
aumentare le borse già dal prossimo anno e a varare una riforma del
dottorato che ne rafforzi il valore anche nel mondo del lavoro.

Siamo fiduciosi che il nostro incontro con il Ministro serva a chiudere
la nostra campagna nella maniera che tutti desideriamo.

Continuiamo a farci sentire!

Ti aggiorneremo ancora non appena ci saranno novità. Speriamo presto…

Giovanni Ricco (segretario ADI)
Francesco Mauriello (presidente ADI)
P.S.: se non lo hai ancora fatto non dimenticare di mandare anche tu la
tua cartolina al ministro!

lettera al ministro Gentiloni

Novembre 6, 2007 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

a breve verrà deciso se l’AGCOM, come richiesto dal mercato, dal buonsenso, dal commissario europeo, dall’esperienza analoga in altri paesi, potrà procedere alla separazione della rete dalla Telecom.

La rete telefonica non è stata costruita dalla Telecom, è stata costruita con soldi pubblici quando la Sip e poi la Telecom erano ancora statali ed è stata successivamente regalata con il pacchetto Telecom in seguito a quel furto chiamato privatizzazione (andava privatizzata l’azienda, ma l’infrastruttura della rete telefonica no, quella è un bene strategico e di proprietà del popolo italiano).

se volete approfondire l’argomento o se siete totalmente digiuni su cosa significa “separazione della rete” potete cominciare leggendo questi post:

per meglio comprendere perché è così importante per gli italiani che avvenga la separazione della rete potete invece leggere questi post:

da questi ultimi due post si evince la condizione di sudditanza a dir poco psicologica (se non economica, mafiosa e lobbistica) del nostro governo nei confronti della Telecom, che si permette di parlare con arroganza e dare precise indicazioni di governo al ministro, il tutto in totale sprezzo della condizione di arretratezza tecnologica in cui versa l’Italia rispetto agli altri paesi europei che hanno norme di mercato molto più chiare e trasparenti.
Purtroppo noi cittadini abbiamo pochissima voce in capitolo, tuttavia preferisco fare poco piuttosto che niente, ed è per questo che di tanto in tanto visito il sito dl ministro Gentiloni e, come molti altri, lascio un mio commento, il tutto nella speranza che almeno in parte vengano prese in considerazione le opinioni dei cittadini (il caso dello sventata legge censoria Levi-Prodi è un esempio di cosa possa fare la mobilitazione dei cittadini, specialmente grazie ad internet)

domenica 4 novembre tramite ho scritto questa email al ministro Gentiloni:

sul suo blog non trovo articoli che parlino della imminente decisione in merito alla separazione della rete da Telecom Italia.
Sarebbe opportuno che ne parlasse PRIMA e non dopo la decisione, in modo da poter leggere PRIMA i commenti e eventualmente utilizzarli per meglio decidere, piuttosto che lamentarsi DOPO se i commenti alla sua decisione non saranno quelli che lei si aspettava.
Spero che, nonostante non la condivida in alcune sue importanti decisioni, lei sia un uomo e non un pupazzo in mano a lobbies e poteri forti.
Distinti saluti

se volete far sentire anche voi la vostra voce non avete che da andare sul sito del ministro e commentare i suoi articoli, oppure inviargli un email.

Se non altro questo ministro mi sembra più intelligente e uomo di Mastella (sebbene non ci voglia molto ad essere migliori di un ministro che è stato testimone di nozze di un boss mafioso).

il governo approva la censura per internet.. e manca solo l’ok del parlamento perchè diventi legge

Ottobre 21, 2007 · Filed Under Italia, censura, che schifo, internet, petizioni, video · 3 Comments 

La proposta è già stata approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora approvato dal parlamento:
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

Questa legge non è stata per nulla discussa, nessuno ne è stato informato, gli stessi ministri che l’hanno approvata dichiarano di essere stupiti dal contenuto di questa legge (ma allora che cazzo fanno? non leggono nemmeno i testi delle leggi che votano?)

La notizia non è trapelata grazie ai giornalisti (e quando mai danno una Notizia con la N maiuscola?)

La notizia non l’hanno divulgata i politici (impegnati nelle loro solite attività come partiti democratici o delle libertà, cocaina, puttane, interventi in TV, acquisto di case a prezzi ridicoli, tangenti…)

La notizia è stata divulgata dal Dr. Valentino Spataro, che dal sito Civile.it ha lanciato l’allarme a tutti gli internauti italiani: questa proposta di legge è stata formulata nel consiglio dei ministri in agosto ed è stata approvata il 12 ottobre (se non avevano intenzione di far passare la proposta vigliaccamente e di nascosto, allora in consiglio dei ministri siedono e lavorano dei mentecatti che non sanno neanche cosa approvano).

come dice lo steso dr. Spataro sul suo sito:

“Segnalata la notizia ai professionisti del settore per la conferma, ho cominciato a mandare qualche email a pochi media del web segnalando il mio approfondimento de iure. In 24 ore anche Repubblica ne parla. Dopo 12 ore Grillo, Ansa, Agi e tutti ormai sanno. Ho registrato il video di queste 36 ore. Copiatelo. E’ libero.”

Beppe Grillo ha così commentato la proposta di legge Levi-Prodi:

“Riccardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro (…) L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. (…) La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe.

In questo modo per poter avere uno spazio web si dovrà avere il beneplacito del ROC.

Cioè ma ci pensate? Già paghiamo per uno spazio web, ora vorrebbero costringerci addirittura a pagare gli extra, senza considerare tutta la censura che ci sarà.

Di seguito il link per firmare una petizione contro questa proposta di legge e il link al filmato dl dr. Spataro in cui viene fatto un resoconto di come questa vicenda sia stata divulgata.

filmato su come la notizia è stata resa pubblica

firma la petizione per salvare internet dalla censura

Petizione per l’introduzione in Italia della CLASS ACTION

Agosto 2, 2007 · Filed Under Italia, multinazionali, petizioni · Comment 

La Class Action è uno strumento fondamentale a favore del cittadino-consumatore, che viene messo nelle condizioni di difendersi da soprusi perpetrati ai suoi danni da aziende ed altri soggetti economici e professionali che hanno a disposizione risorse sproporzionate rispetto a quelle che possono disporre i cittadini.
E’ per questa ragione che la petizione chiede in modo preciso che il Parlamento preveda il gratuito patrocinio per i soggetti che promuoveranno una Class Action.

per firmare la petizione clicca qui

Abolizione Canone Telecom sulla fonia e sulla linea solo dati

Luglio 6, 2007 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

il portale della vergogna: italia.it

Giugno 28, 2007 · Filed Under Italia, internet, petizioni, truffe · Comment 

3 anni di lavori e 45 milioni di euro spesi per un portale che dovrebbe promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, specialmente per il turismo.

il portale effettivamente rappresenta benissimo l’Italia (non tutta, ma una buona parte, quella che conta grazie al “sistema italia” e non per meriti): è così zeppo di difetti e problemi e previsioni meteo false etc… che il popolo della rete si è mobilitato spontaneament, con i seguenti risultati

scandaloitaliano

Questo blog, aperto al contributo di tutti i professionisti del multimedia italiano, nasce per motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè www.italia.it - il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) - è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano.

Indagine su Italia.it - FIRMA!

Se 45 + 9 + ?? milioni di euro per il progetto ‘Scegli Italia’ ti sembrano una cifra spropositata e pensi che IN DEMOCRAZIA I CITTADINI ABBIANO DIRITTO DI SAPERE E DI ESSERE INFORMATI DALLA PA

Indagine Italia.it banner

petizione per il WiMax libero

Giugno 25, 2007 · Filed Under Italia, informatica, internet, petizioni · Comment 

Telecom Italia, H3G, Tiscali, Ericsson, FederUtility, Rai Way, Poste Italiane, Associazione AIIP, Brennercom, AEMCom, Teleunit e Infracom sono - secondo il blog WiMax Italia - le 12 entità interessate alle licenze WiMax previste dal regolamento AGCOM. Ma in queste ore emerge il dato che gli italiani altrettanto interessati alle frequenze radio previste per il WiMax sono molti di più: 90.000, e crescono al ritmo di circa 500 nuove firme all’ora, da una settimana.

I firmatari della petizione, di cui PI Telefonia ebbe occasione di parlare lo scorso febbraio, chiedono che il nostro paese si allinei alle risultanze scientifiche, ai pareri degli esperti di ISOC Italia, alle indicazioni della Commissione Europea, garantendo un terzo di frequenze per un uso aperto (open spectrum) ovvero il metodo più flessibile tra i modelli di gestione conosciuti.

In rete è partito il tam-tam, i blog che invitano a firmare la petizione si moltiplicano di ora in ora e ogni blog in più a parlarne è un contributo sostanziale alla riuscita di un imponente esempio di impegno civile: i net-citizen sembrano sempre di più voler relegare i politici al ruolo di meri esecutori della volontà popolare - questo è Governance - ruolo limitativo per chi fino ad oggi è stato invece abituato ad agire attivamente sull’opinione pubblica attraverso i media mainstream (Government). In questi giorni abbiamo rivolto alcune domande ai protagonisti della vicenda, iniziando proprio da Andrea Rodriguez.

per l’ntervista e il resto dell’articolo (preso da Punto-Informatico) cliccate qui

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