un’altra notizia taciuta
sebbene il presidente Napolitano ci inviti a smorzare le polemiche in vista del G8, voglio condividere con i lettori di questo blog una notizia che non sentirete in televisione e che non leggerete sui giornali (non ho trovato la notizia nè su Repubblica nè sul Corriere)
la discarica di Chiaiano si è allagata a causa delle piogge e riversa fango misto a schiuma bianca, costringendo i residenti di Poggio Vallesana a rimanere chiusi in casa
la discarica di Chiaiano, quella presidiata dall’esercito, quella dove vengono interrati rifiuti pericolosi, quella cui è proibito l’accesso e il controllo ai cittadini e ai loro rappresentanti, quella per la quale ancora oggi protestano, quella per cui la polizia ha caricato chi protestava contro…
la colpa delle piogge non è del governo e di chi lucra sui rifiuti, però da una discarica dichiarata “sito di interesse nazionale” e presidiata come una base militare, vanto dell’opera di pulizia di Napoli fatta da Silvio Berlusconi… da una discarica con simili credenziali mi sarei aspettato di meglio
ma forse è meglio non parlarne… in fondo quando il bagno è otturato a casa nostra cerchiamo di evitare che un ospite ci vada… peccato che questo bagno (anzi questa latrina) sia stata costruita nella camera da letto, da pranzo, nella camera dei bambini di un’intera cittadinanza, imponendogliela con la forza e senza possibilità di verificare alcunché sul suo utilizzo
oggi questo ci appare lontano, ma quando verrà inaugurato (cioè imposto) un inceneritore, una centrale nucleare, una discarica a due passi dalla nostra città allora capiremo un po’ meglio cosa vuol dire non poter uscire di casa perché le strade sono allagate dal veleno…
fonti:
Madagascar Italia
i morti a fanno notizia
i soprusi di un dittatore, la svendita di un paese agli stranieri in nome di un nuovo colonialismo, la distruzione di foreste, 60 milioni di dollari spesi per un aereo presidenziale in un paese dove il reddito medio è di 1 dollaro al giorno, il presidente di un paese che è anche l’uomo più ricco del paese….
non ci siamo mai interessati del Madagascar non perché non ci interessasse (a parte il film d’animazione), non ci siamo mai interessati del Madagascar perché le nostre televisioni non l’hanno mai fatto…
oggi lo fanno, come mai? ma soprattutto, come lo fanno?
Ci hanno detto che sono morte 40 persone che manifestavno contro il presidente Marc Ravalomanana, guidate nella protesta dal sindaco della capitale Andry Rajoelina
ma perchè manifestavano? in televisione e sui giornali si dice che manifestavano per una maggiore democrazia, facendo apparire il tutto come una protesta aizzata e fomentata dal sindaco Rajoelina per motivi personali…
quello che i mass media (giornali e TV) non dicono è che i malgasci protestano contro la decisione del presidente di dare in concessione gratuita per 99 anni 1,3 milioni di ettari di terreno, in pratica oltre la metà della terra coltivabile, alla Daewoo
cosa ci farà la Daewoo? produrrà mais e palme da olio
a cosa serviranno questi prodotti? domanda sbagliata, dovremmo dire a chi serviranno.
come a chi? ai malgasci
no, tutto il prodotto è destinato alla popolazione della Corea del Sud, per sfamarli (mais) e per alimentare le loro automobili (dall’olio di palma produrranno biocarburante, con cui sostituire il petrolio)
ma i malgasci avranno qualcosa in cambio? certo, una zappa ciascuno, con cui potranno da novelli schiavi coltivare le terre per sfamare un popolo che non incontreranno mai di persona
ma allora è per questo che protestavano? si, è per questo, cioè per la democrazia, perché i malgasci chiedono di poter esprimere la loro totale contrarietà a questo scellerato accordo dal sapore neocoloniale
“manifestano per non essere espropriati della metà delle terre coltivabili del loro paese” suona diverso da “manifestano per la democrazia”
ma perché non hanno riportato la notizia in questo modo i telegiornali e giornali? eppure la notizia delle proteste in Madagascar circola in rete da novembre, io stesso scrissi un commento su un giornale malgascio per esprimere il mio disgusto verso la scelta del presidente Ravalomanana.
la notizia non viene riportata correttamente perché apparirebbe più o meno così:
In Madagascar, il presidente Marc Ravalomanana, eletto per la seconda volta, è sempre più inviso alla popolazione per via del suo totale distacco dalla reale condizione in cui versa il suo paese.
Incurante delle manifestazioni di protesta giunte da parte del popolo, da varie parti del mondo, da associazioni umanitarie, ambientaliste…
il presidente Marc Ravalomanana ha siglato un accordo con il presidente della coreana Daewoo per concedere alla suddetta multinazionale una concessione di 99 anni su una superficie di 1,3 milioni di ettari di terreno coltivabile
Il terreno coltivabile concesso alla Daewoo è pari alla metà della terra coltivabile del paese e verrà reso coltivabile distruggendo una foresta incontaminata, dove attualmente vivono specie di piante di animali che non si trovano in nessun’altra parte del mondo.
il presidente, forte del consenso avuto nelle elezioni che lo hanno visto eleggere per la seconda volta, non intende recedere dalla sua decisione, nonsotante l’intera popolazione dell’isola stia manifestando contro questa sua decisione
il presidente, pur di non dare ascolto alla popolazione, non ha esitato a far sparare sui manifestanti dalla guradia presidenziale, costituita per lo pù da contractors (mercenari) stranieri, causando una quarantina di morti e centinaia di feriti fra i manifestanti
che dire, detta così mi sembra diversa dalla notizia riportata dai mass media, inoltre la situazione descritta presenta inquietanti similitudini con altri paesi, tra cui l’Italia
ma di quali similitudini parlo?
in Madagscar protestano perché non hanno lavoro ma il presidente svende il territorio a imprese straniere
in Italia le proteste dei disoccupati, licenziati, cassaintegrati aumentano e la polizia intervien per caricare gli scioperanti, inceneritori e rigassificatori vengono costruiti e dati in appalto ma non si liberalizza ancora la raccolta differenziata dei rifiuti, che potrebbe aiutare a smaltire i rifiuti e creare occupazione
in Madagascar come in Italia il presidente è l’uomo più ricco del paese
in Madagascar come in Italia il presidente ritiene di poter decidere tuttto e su tutto poichè investito del mandato popolare, sbattendo le porte in faccia al dialogo continuo e necessario che ci dovrebbe essere fra chi governa per mandato popolare e il popolo
in Madagascar come in Italia il presidente cerca il controllo delle informazioni: in Italia è raggiunto da berlusconi, in Madagascar il predinte ha fatto chiudere la televisione e la radio di un suo oppositore
in Madagascar probabilmente più che Italia il popolo è ignorante, ma a differenza dell’Italia stanno già sperimentando la fame
in Italia la fame la stanno conoscendoun numero sempre maggiore di disoccupati, licenziati…. quando saranno abbastanza non basternno i celerini a contenerli
per fortuna però in Italia le forze armate sono costituite da italiani e non da mercenari stranieri, per cui spero che se ci dovessero essere disordini enessuno sparerà sui manifestanti…
poi mi ricordo del massacro compiuto all Diaz dalla polizia, della strage di piazza Fontana, di Cossiga che parla di agenti provocatori da infiltrare tra i manifestanti, di Bruno Contrada……
…..
avrei voluto vivere ai tempi di Craxi, quando le cambiali venivano firmate, non oggi che dobbiamo pagarle
fonti:
- Madagascar, lutto nazionale per 28 manifestanti morti. Protestavano contro il colonialismo dei biocarburanti della Daewoo
- Madagascar, Daewoo e neocolonialismo
maggioranza degli italiani contraria al nucleare e nuove centrali sarebbero inutili
Gli italiani a larga maggioranza non vogliono il nucleare. Lo dice il Rapporto Italia 2009 dell’Eurispes, reso noto pochi giorni fa.
Eppure a sentire come parlano i nostri governanti, il ritorno al nucleare sembrerebbe assodato, condiviso e pacifico, eppure l’opinione della popolazione deve essere nota ai vari Lunardi e altri politici con forti interessi personali nella realizzazione di costose e inutili opere pubbliche, infatti casomai a qualcuno venisse voglia di protestare, i luoghi scelti per ospitare le centrali saranno presidiati dall’esercito.
L’Eurispes non è un centro di informazione eversiva, ecologista e ambientalista vicina a ambienti anarchici e di sinistra (questa precisazione la ritengo utile per evitare stupidi commenti cui il dibattito politico e i giornalisti e televisioni ci hanno ormai abituato)
Allora cosa di ce l’Eurispes? sostanzialmente due cose:
- la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare
- la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile
la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare
Secondo l’Eurispes, solo il 38% degli italiani si dice favorevole al nucleare. Di essi, nota bene, l’8,2% è favorevole solo a patto che le centrali vengano costruite lontane dalla zona di residenza. Contrario all’energia nucleare il 45,7% degli italiani.
Gli anti nuclearisti più convinti sono i giovani dai 25 ai 34 anni (50,3%), tra i 35 e i 44 anni (49,8%) e trai 18-24anni (45,2%), e dato che saranno proprio i giovani a doversi piangere eventualmente le centrali nucleari ritengo che la loro opinione dovrebbe avere più peso rispetto a quella dei vari ultrasettantenni seduti in parlamento.
Ma con quali motivazioni gli italiani hanno espresso il loro parere?
I contrari, temono soprattutto i rischi del nucleare (27,3%), mentre un altro 18,4% ritiene che le centrali nucleari non sarebbero una soluzione rapida per risolvere i problemi connessi all’energia.
I favorevoli, invece, motivano la loro convinzione soprattutto (30,1%) affermando che l’atomo sarebbe una buona soluzione per porre rimedio alla crisi energetica.
Purtroppo devo dire che la ragione in questo caso sta dalla parte dei contrari, mentre i favorevoli hanno una visione troppo ottimistica dei tempi e delle potenzialità del nucleare, infatti a fronte dei vari inconvenienti dovuti al nucleare (tra cui il raddoppio dei casi di leucemia tra i bambini che vivono vicino alle centrali e l’aumento di questo tumore fino a 50km dalle centrali), i tempi per realizzare il nucleare in Italia sarebbe lungo…
la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile
L’Eurispes ha anche calcolato che per costruire le centrali nucleari all’Italia servirebbero, al netto di problemi e di ”accettazione sociale”, almeno 10 anni e circa 30 miliardi di euro. Questa almeno la stima provvisoria.
Ma almeno il nucleare diminuirebbe la dipendenza dell’Italia dal petrolio di importazione? No, dice l’Eurispes: se ne consumerebbe solo il 4,5% in meno. E un simile risultato si può ottenere investendo nel risparmio energetico somme di gran lunga minori.
E quel 14,9% di energia nucleare che importiamo dalla Francia? Interessante, l’osservazione dell’Eurispes: in Italia non è necessario costruire altre centrali, nucleari o a combustibili fossili che siano. Quelle esistenti hanno una potenza installata pari a 89.800 Mw a fronte di una domanda di picco di 55.600 Mw. Dunque, avanzerebbero addirittura 34.000 Mw. Avanzerebbero: il punto è che attualmente l’utilizzo degli impianto è inferiore al 50%.
Ma almeno il nucleare è economicamente conveniente!!!!!!!!!!!!!!!
Certo, tutto diventa economicamente conveniente quando i sussidi statali sono generosi, e la produzione di energia elettrica da nucleare è uno dei settori più sovvenzionati al mondo
Purtroppo è in corso una campagna mediatica per influenzare l’opinione pubblica a favore del nucleare, ma ognuno può farsi una propria idea ragionando con la propria testa e informandosi di persona, non tramite le opinoni preconfezionate e interessate dei vari “esperti” e opinionisti intervistati in televisione sui giornali.
Su internet di informazioni sul nucleare se ne trovano abbastanza per farsi una propria idea, sia a favore che contro, consapevole e non imboccata
fonte: Blogeko
La produzione di energia elettrica da nucleare è uno dei settori più sovvenzionati al mondo
È soprattutto grazie alle generose elargizioni pubbliche che l’elettricità prodotta dai reattori può rimanere concorrenziale sui mercati dei Paesi industrializzati. Prelevati dalle tasche dei contribuenti, i finanziamenti sono garantiti in tutte le fasi del processo. Il primo, e molto spesso trascurato, ambito è quello della ricerca, dove il nucleare assorbe più di tutte le altre fonti messe insieme. È quanto dimostrano i dati dell’International Energy Agency, secondo cui tra il 1974 e il 2006 gli studi, i progetti e le ricerche sulla tecnologia per la fissione e per la fusione nucleare hanno assorbito il 48,4 per cento delle spese di ricerca per l’energia nei Paesi industrializzati.
Anche se molto spesso celati e difficili da rintracciare, i sussidi sono poi garantiti nel lungo percorso che inizia con la posa della prima pietra e termina nei depositi temporanei di scorie. Si passa dagli investimenti, forniti con prestiti agevolati e protetti da agenzie di stato, al tetto assicurativo in caso di incidente, ridotto a cifre ridicole rispetto al rischio reale; dalla produzione, sussidiata in bolletta, allo smantellamento delle centrali che in molti casi finisce per costare quanto la costruzione e ricadere interamente sulla società. Fase per fase ecco alcuni esempi dei sussidi garantiti nei Paesi industrializzati alle centrali nucleari.
| Ricerca | Giappone | Dei 3,6 miliardi di dollari versati nel 2006 dal governo alla ricerca nel settore energia, 2,2 sono stati destinati al nucleare. Negli ultimi 20 anni in Giappone il nucleare ha assorbito oltre il 60 per cento della ricerca energetica. |
| Costruzione | Francia | Attraverso la COFACE, lo Stato copre i rischi di impresa per la costruzione di centrali all’estero. I circa 2,5 miliardi di euro che la società francese Areva dovrà pagare per i ritardi e gli extra costi nella costruzione del reattore di Olkiluoto in Finlandia, saranno versati dai contribuenti francesi. |
| Produzione | Stati Uniti | Lo Us Energy Policy Act, approvato nel 2005, assicura alle nuove centrali un sussidio di 1,8 centesimi di dollaro per ogni kW/h prodotto. |
| Assicurazione degli impianti | Stati Uniti | La copertura assicurativa di ogni impianto non deve superare i 300 milioni di dollari. In caso di incidenti più gravi lo Stato si fa carico dei danni. Per i primi due anni di attività l’assicurazione è completamente pagata dallo stato. Friends of the Earth stima che in caso di grave incidente i danni economici possono essere 1000 volte maggiori della copertura assicurata. |
| Smaltimento delle scorie | Italia | I fondi per lo smaltimento delle scorie delle ex centrali sono prelevati in bolletta. Tra il 1987 e il 2006 la spesa pubblica è stata di 2,5 miliardi di euro. Nei prossimi 20 anni si stima saranno necessari altri 3,5 miliardi. |
| Smantellamento delle centrali | Gran Bretagna | 100 miliardi di euro è l’ultima stima di spesa per lo smantellamento degli impianti britannici. Esborso in gran parte coperto dal governo. |
Non esiste nessuna stima complessiva sulle spese nucleari dei Paesi industrializzati. È fuori dubbio però che nel momento in cui il rubinetto dei sussidio dovesse chiudersi gli investimenti nucleari non sarebbero più convenienti. È quanto accaduto negli Stati Uniti, dove la temporanea diminuzione dei fondi nel corso degli ultimi 30 anni ha congelato i progetti di nuove centrali . Un’attività, quella nucleare, ripresa solo di recente grazie all’approvazione nel 2005 dello Us Energy Policy Act, legge che assicura alle nuove centrali un sussidio di 1,8 centesimi di dollaro per ogni kW/h prodotto, oltre a un ulteriore sussidio di 500 milioni di dollari per l’assicurazione di ogni nuovo reattore.
Fondi che si vanno a aggiungere alle numerose sovvenzioni previste per leggi e regolamenti specifici. Solo per fare un esempio, uno studio di Earth Track sul terzo reattore in costruzione alla centrale di Calvert Cliffs, nel Maryland, ha individuato sette sussidi diversi per un sostegno complessivo di 8,4 cent a kW/h contro i 3,7 messi dal privato.
Misure di questo tipo sono comuni in molti altri Stati e contribuiscono a mantenere artificialmente basso il prezzo del nucleare, nascondendo i suoi costi reali. Secondo un recente studio pubblicato negli Stati Uniti dalla Keystone, e condiviso dall’industria, senza l’intervento pubblico e a parità di condizioni, l’elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare tra gli 8 e gli 11 centesimi di dollaro per kW/h. Il doppio rispetto alla media americana.
fonte: i sussidi che fanno male al pianeta (capitolo 3)
Manca l’uranio, altro che nuove centrali nucleari!
L’uranio sta finendo, fra il 2015 e il 2025 le centrali nucleari dovranno fermarsi per mancanza di combustibile.
Adesso che il Governo vuole imporre anche con la forza le centrali nucleari, Berlusconi forse farebbe bene ad ascoltare una voce che, mica dai no global!, viene dal centro-destra.
E’ quella della svizzera Isabelle Chevalley, dottore in chimica, fondatrice di Ecologie libérale, che si autodefinisce appunto “un movimento di centro destra”. Dell’uranio Isabelle Chevalley ha scritto sul suo blog 24 Heures. Ecco cosa dice.
Dal 2001 al 2007 il prezzo dell’uranio si è moltiplicato di 10 volte, da 7 a 75 dollari la libbra. A partire dal 1991 non si è estratto uranio a sufficienza per far fronte alle necessità delle attuali 450 centrali nucleari.
Nel 2003, la metà del fabbisogno è stata soddisfatta da scorie militari.
I giacimenti che vengono scoperti attualmente sono quasi tutti più poveri di uranio rispetto a quelli già sfruttati.
Soprattutto, un giacimento non viene mai sfruttato fino in fondo perché l’operazione non è conveniente dal punto di vista economico, nonostante l’alto prezzo.
Il prezzo del combustibile ora pesa solo per il 5-10% sul costo di una centrale. Il principale ostacolo allo sfruttamento dei giacimenti di uranio è legato ad ostacoli tecnici, quale che sia il prezzo di vendita.
Perciò la mancanza di uranio limiterà a poco a poco l’utilizzazione delle centrali nucleari fra il 2015 e il 2025. E’ bene pensarci prima di mettere in cantiere nuove centrali nucleari, nota Isabelle Chevalley, dato che si ammortizzano in 40 anni di funzionamento. Quarant’anni, almeno.
Si troveranno nuovi giacimenti? Le miniere diventano operative solo vent’anni dopo la scoperta, e negli ultimi vent’anni non è stato scoperto nessun grande giacimento.
La produzione di uranio è molto concentrata: l’80% viene da soli sei Paesi, Russia, Nigeria, Namibia, Kazakistan, Australia e Canada. E questo rende l’industria nucleare molto vulnerabile.
L’uranio è anche nell’acqua del mare. Ve ne sono disciolti 4 miliardi di tonnellate, sufficienti a rifornire le centrali nucleari attuali per 60.000 anni. Ma c’è una difficoltà, espone Isabelle Chevalley. La concentrazione è inferiore a 3 milligrammi per metro cubo.
Estrarre uranio dall’acqua del mare? Utopia. Ciclopico, costoso, complesso. Ci sono i dettagli, sul blog di Isabelle Chevalley: per estrarre l’uranio necessario a una centrale ci vorrebbe un’energia quasi pari a quella che la centrale può produrre.
Conclusione di Isabelle Chevalley: è totalmente illusorio voler costruire nuove centrali nucleari. E’ una conclusione “schierata”, dicevo: viene dal centro destra. Se Berlusconi volesse considerare…
Dal blog 24 Heures di Isabelle Chevalley manca l’uranio, altro che nuove centrali nucleari!
Isabelle Chevalley su Wikipedia
Leggi Energia a buon mercato, non c’è nucleare che tenga
Leggi Francia nucleare, il mito dell’autosufficienza energetica
Leggi Nucleare italiano, ma quanto ci costi?
fonte:Manca l’uranio, altro che nuove centrali nucleari!
la storia delle cose
Le affermazioni del video sono documentate nel sito inglese The Story of Stuff.
fonte: Blogeko
Ilva, Alitalia e morti di diossina a taranto
cosa hanno in comune l’ILVA, l’Alitalia e la diossina nel latte materno a Taranto?
Emilio Riva è il proprietario dell’ILVA, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa.
Emilio Riva è anche uno dei “capitani coraggiosi” che hanno dato vita alla CAI per salvare l’Alitalia
L’ILVA è da anni sotto osservazione, monitoraggio, processo…. insomma è un problema grave e mortale per la città di Taranto e dintorni perché da sola emette il 92% di tutta la diossina emessa in Italia, l’8% di quella emessa in tutta Europa
A causa della contaminazione da diossina vengono abbattuti capi di bestiame, a causa della diossina i bambini si avvelenano bevendo il latte materno…
Invece di nutrirsi, ad ogni poppata si avvelenano un po’. Perché a Taranto i neonati che bevono latte materno, bevono anche diossina. Lo rivelano le analisi commissionate dall’associazione di volontariato “Bambini contro l’inquinamento“.Analisi secondo cui la concentrazione di diossina e pcb (policlorobifenili, composti chimici contenenti cloro e tossici quanto la diossina), rilevata in tre campioni di latte materno di altrettante mamme è risultata superiore di 25 volte alla dose tollerabile giornaliera, stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico Ilva. “La diossina ce la ritroviamo ovunque” dice Giuseppe Merico, pediatra e presidente dell’associazione. “I risultati sui campioni di latte materno confermano i nostri sospetti. Adesso aspettiamo risposte concrete dalle istituzioni“. – tratto da Medicina Live
- l’ILVA negli ultimi quatttro anni ha prodotto utili per 2 miliardi e mezzo di euro perché le leggi italiane le permettono quello che in nessun altro paese d’Europa le sarebbe concesso in termini di emissioni inquinanti
- Vivo a 70Km da Taranto e 30Km da Brindisi, e’ più facile prendere un tumore che l’influenza!!!
– commento non mio ma di un lettore di ecoblog
perché il protocollo di Kyoto costerebbe troppo all’economia italiana
Prendiamo per esempio la Stefania Prestigiacomo.
In pochi sanno che è Ministro “dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.
Quei pochi forse sanno che a Bruxelles, la bella Stefania, insieme a Berlusconi, ha chiesto una deroga al Parlamento europeo sulle emissioni di co2.
In pochissimi immagino sappiano che la Prestigiacomo è, per così dire, in forte conflitto di interessi. Lo apprendo da Il Manifesto del 17 ottobre 2008:
Stefania Prestigiacono continua mantenere il 21,5 per cento del capitale sociale della Fincoe srl, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa, società che opera a Priolo Gargallo, appunto nel petrolchimico. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 per cento la Vetroresina engineering development (Ved) sempre a Priolo. Il 22,5 per cento della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa il cui 6,29 per cento è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo. La Sarplast è fallita nel 1997: nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. La procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.
Poi c’è la questione del sottosegretario all’economia, l’onorevole Nicola Cosentino. Ho saputo della sua esistenza grazie a l’Espresso oggi in edicola: pare che già cinque pentiti collaboratori di giustizia ammettano: “Era a disposizione dei casalesi“.
Se per economia italiana intendiamo le aziende dei membri del governo e gli interessi di clan mafiosi come i casalesi, allora è vero che qualsiasi legge che tuteli il nostro ambiente, la nostra salute e la salute nostra e dei nostri figli sarebbe dannosa per l’economia, ma ovviamente questa non è la nostra economia, bensì la loro, e ci deruba (evasioni e frodi fiscali), ci uccide (morti sul lavoro), ci toglie il futuro (latte materno ormai contaminato da diossina a Taranto per colpa dell’Ilva, nel casertano…)
Qualcosa andrà fatto per rimediare a tutto questo perché non sono il solo che non si rassegna a sopravvivere così
fonte: unpercento (un blog davvero interessante)
nucleare: tanto rumore per nulla?
Centinaia di litri di acqua radioattiva dispersi nell’arco di mesi nell’oceano Pacifico. Secondo quanto riportato dalla “Cnn”, il sottomarino a propulsione nucleare “USS Houston”, appartenente alla “US Navy”, avrebbe disperso un quantitativo imprecisato di acqua radioattiva durante il suo percorso. (2 agosto 2008 – la Repubblica)
a quanto pare i Giapponesi non l’hanno presa bene, soprattutto perché la presenza di basi militari americane sul loro territorio pare sia voluta più dal governo (quale che sia) che dalla popolazione. Difficile non cogliere delle analogie con l’Italia.
Nella notte fra il 7 e l’8 luglio dalla centrale nucleare di Tricastin in Francia finisce nei fiumi Gaffière e Lauzon, immissari del Rodano. Acqua contaminata con 74 chili di uranio. E nei luoghi adiacenti si vive tuttora senz’acqua: vietato bere, irrigare, pescare, nuotare.
C’è uranio perfino nelle falde sotterranee d’acqua a due chilometri dalla centrale di Tricastin. Ma potrebbe dipendere da una perdita proveniente da un deposito di scorie. (luglio 2008 – Blogeko)
non mi sembra che ci sia da essere tranquilli, l’acqua è stata contaminata…
e invece quasi quasi mi tranquillizzo, pare che si stia enfatizzando troppo, si stia esagerando…
“Su questi episodi mi pare ci sia stata un’enfatizzazione eccessiva”. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, minimizza gli incidenti verificatisi negli ultimi tempi nelle centrali nucleari francesi.
“tutti questi episodi sono sotto il livello minimo di pericolo”
Parole rinforzate poi nel pomeriggio da Silvio Berlusconi. Se il prezzo del petrolio non scende, ha sostenuto il presidente del Consiglio, “l’occidente dovrà immettersi in una massiccia realizzazione di centrali nucleari” (24 luglio 2008 – la Repubblica)
quasi quasi mi convinco anch’io, voglio una centrale vicino a casa mia, mi conviene, avrò uno sconto sulla bolletta per il “disturbo psicologico”
“Chi subira’ il disturbo psicologico (perche’ solo di questo si tratta) di ospitare una centrale dovra’ essere premiato e non si tratta solo di premiare il Comune o la Provincia che certamente dovranno avere delle royalties”, ha spiegato, “ma dobbiamo andare direttamente sui cittadini che dovranno pagare l’energia molto, molto, meno che negli altri posti, grazie a bollette piu’ leggere”. (28 maggio 2008 – ministro Claudio Scajola)
certamente il ministro è in possesso dei risultati di recentissime scoperte scientifiche, la contaminazione da radioattività non può esserci, al massimo potrei subire “disturbi psicologici”
poi però mi chiedo, se Scajola andasse a raccontare questa sua interessante teoria ai 100 operai contaminati a Tricastin (in Francia, non in Corea del Nord o in un altro paese “canaglia”….) o se la raccontasse ai loro figli, mogli…
ma tranquilli, la contaminazione è lieve, risibile, trascurabile…
100 operai “contaminati leggermente” da cobalto 58, dicono le fonti ufficiali (Ecoblog)
EDF la società che gestisce l’impianto ha dichiarato:
Condurremo delle indagini per determinare la causa di questo evento che non ha alcuna conseguenza né sulla salute delle persone né per l’ambiente . (Ecoblog)
prò adesso comincio ad essere confuso, confuso perchè qualcuno mente, EDF (azienda che guadagna dalla gestione di centrali nucleari) oppure l’associazione Sortir du nucléaire (dal nome mi par di capire che vogliano l’uscita dal nucleare)
infatti ci ricordano che
Contrariamente a quanto sostengono le fonti e cioè che questi incidenti non sono pericolosi, ricordiamo che dal 1990 la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni (ICRP) ha ammesso che ogni dose di radiazione contiene un rischio cancerogeno e genetico. (Ecoblog)
a questo punto comincio a non capirci più nulla(???)
da un lato mi vogliono tranquillizzare, blandire, coccolare con notizie confortanti, non devo preoccuparmi, i miei disturbi psicologici saranno ripagati, non ci sono pericoli…
però le notizie che leggo mi inducono a pensare il contrario
po però accendo la TV, leggo i giornali e tuti mi dicono che non ci sono problemi, lo dicono anche le autorità francesi…
però il mio effimero castello di certezze fiducia crolla quando getto uno sguardo ai giornali francesi,i quali raccontano una versione totalmente diversa, in cui dicono che la contaminazione c’è ed è ua cosa grave (che si sia contaminata a falda acquifera)
leggo che le autorità francesi ordinano una verifica a tappeto in tutte le centrali di Francia, leggo che la Socatri (la società che gestisce la centrale di Tricastin) ha tardato nelle comunicazioni e minimizzato l’entità dell’incidente, permettendo così l’aggravarsi della situazione
leggo che
la quantità di uranio sversata durante questo incidente (12 g per litro d’acqua, circa 360 kg di uranio secondo Le Monde) sorpassa di 100 volte la quantità massima autorizzata di liquido radioattivo legalmente sversabile dalla Socatri in un anno intero!
leggo anche che
Le Monde nota alcuni “fatti” misteriosi: secondo uno studio tedesco, nei pressi dei siti dove sorgono le centrali nucleari si verificano più leucemie infantili rispetto alla media nazionale. Per l’esattezza i tumori del sangue nei bambini hanno una frequenza più che doppia (2,2 volte) rispetto alla media in un raggio di 5 km dalle centrali nucleari e la frequenza di tali tumori rimane più elevata in un raggio di 50 km intorno alle centrali.
(vedi Incidente nucleare a Tricastin: giornali italiani vs giornali francesi)
allora vuol dire che i giornali e le TV in Italia mi stanno mentendo perché di proprietà di banche e gruppi industriali che hanno interesse a investire nel ritorno del nucleare in italia??
sarà che ancora oggi i bambini nati vicino a Chernobyl vengono in Itala per respirare aria sana
sarà che di nucleare sento parlare tutti tranne che chi ha una qualche conoscenza di come funzioni una centrale nucleare
sarà che mi sto per laureare in fisica e mi sembra che dei olitici nessuno ne capisca un cazzo di nucleare
sarà che il ritorno al nucleare vorrà dire un sacco di finanziamenti statali ai costruttori e gestori di centrali nucleari
sarà che l’uranio nel mondo è concentrato in pochissimi posti (molti meno che i posti da dove estrarre petrolio)
sarà che l’Italia non ha giacimenti di uranio
sarà che l’uranio, con i consumi attuali, rischia di finire entro i prossimi 50 anni
sarà che la Germania ha abbandonato il nucleare e investe nel solare
sarà che noi abbiamo molto più sole della Germania
sarà che forse in Germania allora sono più intelligenti di noi…
o forse più semplicemente da noi parla chiunque abbia fiato e parla su qualsiasi argomento, tanto se si è ignoranti basta ascoltare cosa dice un opinionista e si diventa esperti…
un’ultima cosa: il nucleare non è affatto economico, lo diventa grazie alle incentivazioni statali e ai fondi dei militari, i quali utilizzano le centrali per procurarsi il plutonio con cui costruire le bombe atomiche (su questo non fornisco alcun link, chi vuole può approfondire cercando su internet, o studiando, o leggendo)
Il frigorifero fai-da-te che funziona senza elettricità

Chiunque è in grado di fabricarsi da sè un frigorifero che funziona senza energia elettrica.
Bastano due vasi di terracotta, uno più piccolo dell’altro. Inserire il vaso più piccolo nel vaso più grande, riempire l’intercapedine di sabbia e bagnarla con acqua. Mettere nel vaso più piccolo il cibo che si vuol conservare al fresco e coprire con un telo.
Aggiungere acqua un paio di volte al giorno e conservare in luogo secco e ventilato. Tutto qui. L’evaporazione sottrae calore, e finchè la sabbia è bagnata il cibo sta al fresco.
Il sistema si chiama “pot in pot” e l’ha inventato un insegnante nigeriano, Mohammed Bah Abba. Consente di conservare per due giorni gli spinaci che nel clima africano seccherebbero in un’ora. Pomodori e peperoni si mantengono per due settimane, le melanzane per quasi un mese.
Su Celsias il frigorifero fai-da-te che funziona senza elettricità
fonte: Blogeko




