ricordiamoci che per Rutelli è giusta la galera per chi scarica

Marzo 23, 2008 · Filed Under Italia, file sharing & p2p, internet · Comment 

un anno fa l’associazione dei consumatori Altroconsumo ha chiesto a Francesco Rutelli il suo parere sulla normativa italiana sul peer to peer.

La normativa prevede sanzioni di tipo penale.

Secondo Rutelli, il mantenimento del penale per chi abusa dei sistemi di sharing è sacrosanto.

Nella lettera (qui in PDF), il Ministro spiega che oltre ai diritti dei consumatori vanno anche tutelati altri diritti. “Tali sono da considerare - scrive - gli interessi degli autori e degli editori, per i quali il diritto d’autore riconosce la giusta remunerazione del proprio lavoro, l’opera d’ingegno”.

E’ giusto che ci si ricordi di queste prese di posizione, perché quando saremo nella merda sino al collo ci interrogheremo su come ci siamo arrivati e per colpa di chi….

…oppure saremo in grado di evitare di sprofondare e ci ricorderemo di queste persone come ci ricordiamo dei compagni coglioni che abbiamo avuto da piccoli a scuola…

l’articolo di un anno fa è su Punto Informatico

V2-day

Marzo 21, 2008 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

Vday

mi sono iscritto alla marcia telematica per il V2-day

dare un voto all’operato dei poliziotti

Marzo 14, 2008 · Filed Under Stati Uniti d'America, internet · Comment 

immaginate un sito dove potete inserire il vostro giudizio sul modo di comportarsi di ogni poliziotto che voi incontriate.

immaginate di poter andare su questo sito, inserire il nome e cognome di un poliziotto (o il suo numero di tesserino) e di poter esprimere un giudizio su come tale poliziotto si è comportato (denunciare un suo abuso dell’autorità concessagli, elogiarne il comportamento in una data vicessitudine…)

un tale sito esiste, solo negli Stati Uniti però

su RateMyCop i cittadini statunitensi posson esprimere il loro giudizio sugli oltre 140.000 poliziotti che operano nel loro paese.

ma…

ovviamente per ogni iniziativa come questa, che comporta una maggiore presa di coscienza da parte del cittadino, ci sono sempre molti interessi affinché il progetto naufraghi

manco a dirlo sono proprio i poliziotti quelli cui non piace assolutamente questa iniziativa

pur operando nel pieno della legalità e del rispetto per la privacy dei poliziotti e delle ovvie esigenze lavorative (es. gli agenti sotto copertura) questa iniziativa non piace proprio ai poliziotti d’oltreoceano (chissà se ai nostri piacerebbe…)

questo timore di essere giudicati dai propri cittadini (le persone al servizio delle quali lavorano) ha spinto la polizia a esercitare pressioni (illegalmente) sino al risultato che il fornitore del servizio di hosting del sito ha oscurato il sito, adducendo scuse pretestuose come un inesistente uso eccessivo di risorse.

il problema è stato risolto spostando il sito su di un altro fornitore di hosting, con il prevedibile risultato che RateMyCop ha avuto un’enorme pubblicità a causa della vicenda, mentre GoDaddy (il precedente fornitore di Hosting) e la polizia ne escono decisamente male…

l’articolo sulla vicenda lo trovate suPunto Informatico

P.S.

l’unica iniziativa simile in Italia, per quanto ne sappia, è OpenPolis.it, dove però i soggetti sotto osservazione sono i politici

partecipiamo alla politica!

Marzo 3, 2008 · Filed Under Italia, web 2.0 · Comment 

openpolis.it è sito fantastico tramite cui possiamo contribuire direttamente per avere una corretta informazione sui nostri politici, a tutti i livelli, dai parlamentari europei ai nostri parlamentari sino ai consiglieri comunali.

è possibile vedere quali sono i politici che lavorano e quali sono sempre assenti dalle votazioni, le posizioni dei politici in merito alle varie questioni, leggere le dichiarazioni fatte dai politici (Mastella, Berlusconi, Veltroni, ecc..)

è possibile vedere le posizioni dei vari partiti in merito alle più disparate questioni,è possibile proporre nuove attività di monitoraggio(es. si sta lavorando per rendere pubbliche le informazioni sul patrimonio dei politici, come previsto per legge, si lavora per monitorare le spese elettorali e i procedimenti giudiziari a carico dei politici, tutto secondo quanto già previsto dalla legge ma di fatto questi strumenti non sono messi a disposizione dallo stato)

mi sembra un ottimo progetto, il tutto totalmente indipendente e senza scopi di lucro

da non trascurare anche l’ottima scelta delle tecnologie con cui sviluppare il progetto (tutte open source)

io vi sto collaborando da circa una settimana…

Online tutta la ricerca di Harvard

Febbraio 17, 2008 · Filed Under informazione, internet · 1 Comment 

Ricerca, documenti accademici, studi dei più acclamati luminari: tutto online, tutto consultabile da tutti. Harvard balza nel web, si lascia avvincere dalle prospettive della libera circolazione della cultura. I docenti delle facoltà scientifiche e artistiche dell’università americana hanno aderito all’unanimità alla proposta di riversare in rete i documenti che produrranno.

Harvard ha scelto la via dell’Open Access, una via battuta già da numerose istituzioni in tutto il mondo: i docenti potranno condividere quanto elaborato, i ricercatori potranno offrire ad un pubblico accademico e non i risultati della propria attività, perché venga vagliata e rielaborata, consolidata e reimpiegata. Il tutto verrà ospitato in un archivio online gestito dalla biblioteca dell’ateneo: l’accesso ai documenti sarà gratuito ed immediato per chiunque abbia accesso a Internet, il materiale sarà aperto ai crawler dei motori di ricerca perché guadagni ulteriore visibilità. Una scelta sicuramente gradita tanto a Google, già impegnata su questo fronte, quanto ad Internet Archive che sulla ricerca online ha puntato moltissimo.

Gli autori dei documenti, nel contempo, non perderanno i propri diritti su quanto renderanno pubblico: potranno trarre profitto dal proprio lavoro, potranno decidere di offrirlo alle stampe consegnandolo agli editori che non temono di pubblicare materiale già disponibile online. Ma saranno svincolati dal meccanismo limitante dell’immissione dei documenti nel circuito di nicchia delle riviste specialistiche: sono costose e si rivolgono a un pubblico estremamente ristretto. Ristretto al punto che l’operato dei ricercatori non riesce a sconfinare dalle mura dell’ateneo nel quale è stato prodotto, non riesce a costituire un mattone per edificare ulteriore cultura.
Le ricerche scaturite dalle facoltà di Harvard convergeranno automaticamente nel database Open Access dell’ateneo, tuttavia i docenti potranno chiedere di escludere i propri documenti dall’archivio. Un’opzione che è probabile rappresenterà un’eccezione: la proposta è stata acclamata da insegnanti e ricercatori.

Ma l’opposizione degli editori è già dietro l’angolo: Allan Adler, rappresentante della Association of American Publishers (AAP), teme che una soluzione open access mini alla base il processo di peer review al quale le riviste sottopongono gli articoli dei ricercatori. Una lacuna che rischia di compromettere l’affidabilità della cultura accademica messa in circolazione.

Ma i sostenitori del movimento Open Access non temono quanto paventato dagli editori: il libero fluire della cultura ne garantisce la conservazione e il rinnovamento e innesca un meccanismo di revisione declinato su scala universale. Un fluire della cultura che ne assicura la conservazione e il rinnovamento.

Gaia Bottà

fonte: Punto-Informatico.it

su internet con Vodafone: censurati

Febbraio 4, 2008 · Filed Under censura, internet · Comment 

Vodafone oscura il sito dei Radicali: è pericoloso

Vodafone applica dei filtri sul traffico dati e le conseguenze sono che molti siti risultano irraggiungibili: uno di questi è il sito dei Radicali, che per quanto non siano condivisi da molti sicuramente non sono pornografici, pedofili, razzisti o quant’altro ci si propone di filtrare

è ancora una volta questa la situazione in cui si trova chi sceglie il proprio fornitore di accesso ad internet basandosi solo sulle informazioni pubblicitarie, spesso solo quelle fornite dagli spot televisivi

il mondo di internet è molto più complesso di quello che si crede e cadere vittime di offerte poco trasparenti, a volte al limite della truffa, è facile, specie per chi si improvvisa esperto solo perché passa ore a guardare la TV e conosce i prezzi delle ultime offerte di Tiscali, Vodafone, Fastweb, Alice etc…

io personalmente diffido dei grossi operatori: se spendono tanti soldi in pubblicità di certo non li sottraggono ai loro guadagni, ma più verosimilmente li sottraggono alle spese di manutenzione, alla formazione tecnica dei l loro personale, alla qualità del servizio offerto…

un altro negozio truffa su internet

Gennaio 16, 2008 · Filed Under Italia, internet, truffe · Comment 

apprendo con dispiacere dell’ennesimo negozio online che si è rivelato essere una truffa:
Mallteam.it, Striscia la Notizia indaga su acquisti online

Il dispiacere è reso ancor maggiore dal fatto che il negozio in questione era molto interessante, tant’è che mi sono rifornito da loro in passato più volte

Dispiace ancor di più perché il negozio è di Bari…

sto parlando di Mallteam.it, il cui sito risulta attualmente Under Construction nonostante sia stato attivo per oltre un anno.

lettera al ministro Gentiloni

Novembre 6, 2007 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

a breve verrà deciso se l’AGCOM, come richiesto dal mercato, dal buonsenso, dal commissario europeo, dall’esperienza analoga in altri paesi, potrà procedere alla separazione della rete dalla Telecom.

La rete telefonica non è stata costruita dalla Telecom, è stata costruita con soldi pubblici quando la Sip e poi la Telecom erano ancora statali ed è stata successivamente regalata con il pacchetto Telecom in seguito a quel furto chiamato privatizzazione (andava privatizzata l’azienda, ma l’infrastruttura della rete telefonica no, quella è un bene strategico e di proprietà del popolo italiano).

se volete approfondire l’argomento o se siete totalmente digiuni su cosa significa “separazione della rete” potete cominciare leggendo questi post:

per meglio comprendere perché è così importante per gli italiani che avvenga la separazione della rete potete invece leggere questi post:

da questi ultimi due post si evince la condizione di sudditanza a dir poco psicologica (se non economica, mafiosa e lobbistica) del nostro governo nei confronti della Telecom, che si permette di parlare con arroganza e dare precise indicazioni di governo al ministro, il tutto in totale sprezzo della condizione di arretratezza tecnologica in cui versa l’Italia rispetto agli altri paesi europei che hanno norme di mercato molto più chiare e trasparenti.
Purtroppo noi cittadini abbiamo pochissima voce in capitolo, tuttavia preferisco fare poco piuttosto che niente, ed è per questo che di tanto in tanto visito il sito dl ministro Gentiloni e, come molti altri, lascio un mio commento, il tutto nella speranza che almeno in parte vengano prese in considerazione le opinioni dei cittadini (il caso dello sventata legge censoria Levi-Prodi è un esempio di cosa possa fare la mobilitazione dei cittadini, specialmente grazie ad internet)

domenica 4 novembre tramite ho scritto questa email al ministro Gentiloni:

sul suo blog non trovo articoli che parlino della imminente decisione in merito alla separazione della rete da Telecom Italia.
Sarebbe opportuno che ne parlasse PRIMA e non dopo la decisione, in modo da poter leggere PRIMA i commenti e eventualmente utilizzarli per meglio decidere, piuttosto che lamentarsi DOPO se i commenti alla sua decisione non saranno quelli che lei si aspettava.
Spero che, nonostante non la condivida in alcune sue importanti decisioni, lei sia un uomo e non un pupazzo in mano a lobbies e poteri forti.
Distinti saluti

se volete far sentire anche voi la vostra voce non avete che da andare sul sito del ministro e commentare i suoi articoli, oppure inviargli un email.

Se non altro questo ministro mi sembra più intelligente e uomo di Mastella (sebbene non ci voglia molto ad essere migliori di un ministro che è stato testimone di nozze di un boss mafioso).

quasi tutte le ADSL filtrano il P2P

Ottobre 31, 2007 · Filed Under Italia, internet, truffe · Comment 

Che i vari provider italiani e nel mondo applicassero dei filtri per impedire o limitare l’utilizzo del P2P lo sapevo da tempo.

Adesso però posso finalmente citare uno studio organico e professionale in cui viene chiarito il punto della situazione in Italia:

il quadro che ne emerge non è affatto dei migliori, infatti oltre alla consueta scarsa trasparenza e mancanza dirispetto per gli utenti d parte di grandi multinazionali e provider, si affianca una carenza normativa (il che è la norma in Italia) che non tutela gli utenti e non specifica chiaramente quali sono i dettagli tecnici che un fornitore di ADSL è tenuto a comunicare.

Tele2 e Wind filtrano il traffico (Michele, te lo avevo detto)

Libero filtra il traffico, per Fastweb alcuni utenti dicono di si altri di no, per Telecom ufficialmente non avviene (ma devo dire che chi sottoscrive un ADSL con Telecom tipicamente non è proprio uno che capisce molto di internet…)

Nel variegato panorama dei provider (perché di provider ce ne sono molti, non solo quelli di cui vediamo la pubblicità in televisione) solo due operatori hanno chiaramente espresso la loro posizione (e quindi cosa si deve aspettare un loro cliente):

  • NGI commercializza un’offerta ADSL in cui il P2P è filtrato, ma tale ADSL costa molto di meno ed è appositamente rivolta a quei clienti che vogliono navigare velocemente, non scaricare film o quant’altro, esigenze per le quali NGI fornisce altre offerte tutte molto professionali
  • SiPortal dichiara di tutelare (e quindi non filtrare) il traffico P2P degli utenti

in attesa che l’AGCOM riesca a far approvare un regolamento che obblighi gli ISP a rendere esplicito al cliente che servizio effettivamente gli vendono, potete leggere il resoconto della situazione su Punto Informatico

il governo approva la censura per internet.. e manca solo l’ok del parlamento perchè diventi legge

Ottobre 21, 2007 · Filed Under Italia, censura, che schifo, internet, petizioni, video · 3 Comments 

La proposta è già stata approvata dal consiglio dei ministri ma non ancora approvato dal parlamento:
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

Questa legge non è stata per nulla discussa, nessuno ne è stato informato, gli stessi ministri che l’hanno approvata dichiarano di essere stupiti dal contenuto di questa legge (ma allora che cazzo fanno? non leggono nemmeno i testi delle leggi che votano?)

La notizia non è trapelata grazie ai giornalisti (e quando mai danno una Notizia con la N maiuscola?)

La notizia non l’hanno divulgata i politici (impegnati nelle loro solite attività come partiti democratici o delle libertà, cocaina, puttane, interventi in TV, acquisto di case a prezzi ridicoli, tangenti…)

La notizia è stata divulgata dal Dr. Valentino Spataro, che dal sito Civile.it ha lanciato l’allarme a tutti gli internauti italiani: questa proposta di legge è stata formulata nel consiglio dei ministri in agosto ed è stata approvata il 12 ottobre (se non avevano intenzione di far passare la proposta vigliaccamente e di nascosto, allora in consiglio dei ministri siedono e lavorano dei mentecatti che non sanno neanche cosa approvano).

come dice lo steso dr. Spataro sul suo sito:

“Segnalata la notizia ai professionisti del settore per la conferma, ho cominciato a mandare qualche email a pochi media del web segnalando il mio approfondimento de iure. In 24 ore anche Repubblica ne parla. Dopo 12 ore Grillo, Ansa, Agi e tutti ormai sanno. Ho registrato il video di queste 36 ore. Copiatelo. E’ libero.”

Beppe Grillo ha così commentato la proposta di legge Levi-Prodi:

“Riccardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro (…) L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. (…) La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe.

In questo modo per poter avere uno spazio web si dovrà avere il beneplacito del ROC.

Cioè ma ci pensate? Già paghiamo per uno spazio web, ora vorrebbero costringerci addirittura a pagare gli extra, senza considerare tutta la censura che ci sarà.

Di seguito il link per firmare una petizione contro questa proposta di legge e il link al filmato dl dr. Spataro in cui viene fatto un resoconto di come questa vicenda sia stata divulgata.

filmato su come la notizia è stata resa pubblica

firma la petizione per salvare internet dalla censura

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