fiducia nel papa
finalmente il papa si è pronunciato sulla pedofilia di molti preti.. e si è pronunciato contro!!!
Benedetto XVI in Australia si è così espresso
Una vergogna, siano giudicati
certo il fatto che si sia espresso con questi toni è importante… anche se l’averlo detto in un paese - l’Australia - dove recentemente oltre 100 preti sono stati condannati per reati di pedofilia, dove come al solito i vescovi hanno coperto i preti pedofili invece di denunciarli….
però sono fiducioso, se il papa si spinge a chiedere che i preti che si macchiano di pedofilia (deturpando dei bambini, il che rende il crimine oltremodo abietto) sicuramente darà disposizioni affinché i vescovi non coprano più le nefandezze dei preti quando ne verranno nuovamente a conoscenza
son altresì fiducioso che anche in Italia, dove indagare o giudicare o arrestare un prete diviene una questione politica… sono fiducioso che anche in Italia il papa si esprimerà negli stessi toni e darà le stesse indicazioni ai vescovi di denunciare i preti pedofili e di escluderli dal novero dei preti…
non vedremo mai più preti pedofili trasferiti da una parrocchia ad un’altra invece che denunciati…
non sentiremo più di vescovi che hanno coperto tali abomini con il loro silenzio
ad essere sincero voglio crederci, la mia parte raziocinante e che conserva i ricordi mi dice di non credere, di non avere fiducia… ma voglio vedere se a volte anche da chi e da dove meno te lo aspetti può nascere qualcosa di buono
confronto Italia Spagna vs Vaticano
- sia l’Italia che la Spagna sono nell’immaginario collettivo e del vaticano due paesi cattolici (in realtà i cattolici praticanti e/o credenti sono molto di meno dei cattolici solo a parole)
- entrambi i paesi si definiscono laici nella loro costituzione
- in entrambi i paesi il vaticano cerca continuamente di interferire nella politica, arrogandosi un ruolo politico in forza della presunta cattolicità del popolo (tutta da dimostrare, ma per “rispetto” nessuno lo dice)
come si pone nei confronti del vaticano il governo spagnolo e come si pone quello italiano?
Zapatero (Spagna):
Niente più funerali di Stato, basta con i crocifissi negli atti pubblici.
la Chiesa dev’essere cosciente che “la Costituzione non le concede nessun privilegio”.
Non deve esistere nessuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni
Berlusconi (Italia):
al vescovo di Tempio Pausania che gli stava porgendo l’ostia: «Eccellenza, perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?»
il papa leggerà la bibbia sulla televisione pubblica(??), la Rai (senza il benestare del premier non si potrebbe fare, dato che ha avuto il potere di esiliare dalla Rai Enzo Biagi e piazzare varie “amichette” grazie al direttore di Rai Fiction Saccà)
e pensare che il vaticano non manca di emittenti televisive e radiofoniche, Radio Vaticana emette un segnale così potente da aver provocato il tumore e la morte a molte persone
Zapatero ha detto che oramai la Spagna ci ha superato in tutto, anche nel calcio
gli spagnoli stiano crescendo moltissimo (intendo come popolo, non come mera economia) noi italiani invece stiamo regredendo alla forma che ci compete, ovvero al paese in cui stiamo vivendo, illudendoci però di vivere nel paese che ci mostrano sulle TV…
Fonte:
- niente croci nei luoghi pubblici
- quando l’eucarestia ai divorziati?
- il papa leggerà la bibbia in TV
- Berlusconi: «Via Santoro, Biagi e Luttazzi»
- Intercettazione telefonica Saccà-Berlusconi
- Radio Vaticana, cardinale condannato
donne, smettete di lamentarvi!
Spesso si dice alle donne di non lamentarsi, (naturalmente lo dicono i maschietti):
la Chiesa Cattolica vi discrimina?
Non vi ammette al sacerdozio?
Nell’Opus Dei le donne non hanno cariche ma sono addette solo alle pulizie?
Madre Teresa di Calcutta dovette andare in India per sfuggire alla podestà dei vescovi e fare qualcosa di buono “nonostante” loro?
La Chiesa vi considera fattrici e madri, ma potenzialmente pericolose tanto è vero che preclude ai preti di sposarsi, tante volte soggiacciano all’influenza delle donne?
E considera il sesso peccato perché è l’unico momento in cui l’uomo è sottoposto alle brame della donna?
Insomma la donna è Istrumentum Diaboli, tentazione demoniaca per il maschio solipsista?
E nonostante la Chiesa ne abbia abbrustolite parecchie, guarda caso la maggior parte giovani e belle streghe torturandole per far loro ammettere il mercimonio col diavolo, queste maledette donne continuano a dettare le brame dei “deboli” maschi che non sanno sottrarsi alla loro influenza?
La Chiesa vi riconosce pie e sante se morite vergini e possibilmente martiri? Eh già, il vergine e martire si addice solo alle sante, dei santi non si dice mai, sarà un caso?
Vabbè, non vi lamentate donne, perché nei paesi islamici è peggio. Qui almeno non vi infibulano e non siete costrette a caricarvi come muli, come avviene in Africa e in Asia, sobbarcandovi tutti i lavori più pesanti.
Ringraziate dunque la Chiesa che vi discrimina poco, perchè la Chiesa musulmana vi discrimina di più.
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conversione di un islamico
Mi sono decisa a parlare della conversione al cristianesimo di Magdi Allam avendo letto la presa di distanza del Vaticano dai giudizi critici sull’Islam che il giornalista ha rilasciato dopo la cerimonia del battesimo nella veglia pasquale in San Pietro.
Voglio precisare che non mi permetto di giudicare Papa Benedetto XVI e che al tempo stesso sono profondamente convinta che debba essere a ogni costo difesa la libertà di professare la propria religione così come di convertirsi. Ma non posso più tacere sulla disinformazione riguardo al mondo musulmano che Magdi Allam porta avanti da anni. Pur essendo italiana, le mie origini si radicano nella cultura islamica e faccio parte della comunità araba in Italia. Non sono praticante, ma per rispetto della religione musulmana, la religione dei miei genitori in cui sono cresciuta, sento di dover intervenire.
Non sono interessata alla conversione di Magdi Allam, e così credo la maggioranza degli italiani, ma ho ben chiaro - e da diverso tempo - qual è il suo obiettivo. Magdi Allam grida al genocidio contro gli ebrei e i cristiani nel mondo islamico. Ci sono stati e ci sono casi, ce lo insegna la storia. Ma ci sono stati e ci sono conflitti anche all’interno di una stessa religione, tra sciiti e wahabiti, tra sunniti e sciiti, tra cattolici e protestanti. Di questo, però, Allam non scrive, come non scrive delle tante testimonianze e dei tanti sforzi per favorire il dialogo interreligioso. No, lui vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E’ diabolico, ma non ci riuscirà.
Nei giorni scorsi in Qatar - un Paese di soli 800 mila abitanti - è stata aperta la prima chiesa cristiana e negli Emirati Arabi la quinta, mentre in Oman sono quattro quelle già presenti. Ancora, in Tunisia c’è la più vecchia sinagoga di tutta l’Africa, il Marocco ha avuto un ministro del Turismo di religione ebraica così come oggi il re ha alcuni consiglieri che professano quella fede, mentre in Libano la Costituzione dice che il presidente debba essere cristiano. Insomma, ci sono tanti esempi di tolleranza e dialogo che la gente magari non conosce, ma Allam non ne parla mai. Lui cita soltanto esempi di conflitti. Certo che nel mondo musulmano ci sono gli integralisti, chi lo nega? E in presenza di conflitti gli integralisti esasperano il fattore religioso. Ma nessuno oserebbe dire che poiché Mussolini e Hitler erano cristiani il cristianesimo sia violento.
Gli articoli che da anni scrive Magdi Allam sono stati molto dannosi per la comunità arabo-musulmana in Italia. Non c’è stato alcun esponente della destra, anche la più estrema, che abbia fatto un lavoro tanto negativo. Allam ha troppo astio dentro di sé, mi auguro che ora dopo il battesimo trovi pace interiore, lo dico senza ironia. Scommetto però che arriverà invece un libro sulla sua conversione, spero soltanto che darà i soldi in beneficenza a qualche parrocchia. Ci risparmi altre lezioni di malafede tra le religioni, anche il Vaticano ha capito che crea zizzania fra due mondi che cercano un dialogo difficile, ma molto importante.
Caro Magdi, alla faccia tua il dialogo continuerà.
Afef Jnifen
povero Don Gelmini…
Don Gelmini, ormai non più prete perché ha chiesto(??) di essere ridotto allo stato laicale per meglio difendersi(?????) dalle accuse di molestie sessuali, verrà probabilmente rinviato a giudizio, nel senso che la procura lo ha chiesto.
ovviamente, come tutti gli accusati in Italia, anche lui è innocente e lo dimostrerà, senza per questo lasciarsi distogliere dal suo lavoro.
il processo farà (spero) il suo corso, per cui alla fine si stabilirà una verità ufficiale su queste accuse
una cosa però è certa e accettata come verità anche dallo stato italiano, e cioè che Don Gelmini un santo non lo è affatto:
- bancarotta fraudolenta
- emissioni di assegni a vuoto
- truffa
- ha sfruttato l’incarico di segretario del cardinale per organizzare un’ambigua ditta di import-export con l’America Latina
- fallimento di una cooperativa edile mentre lui ne gestiva la cassa
- amava farsi chiamare «monsignore», e per questo motivo fu diffidato della Curia
- finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hué lo denunciarono per appropriazione indebita, tanto che la vicenda finì sui giornali titolando «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita»
- costretto a rientrare in Ialia «Gli danno quattro anni di carcere, nel luglio del ‘71. Li sconta tutti. Come detenuto, non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi»
- finì in carcere assieme al fratello, ad Alessandria, per un giro di presunte bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro destinati all’Africa
anche col vaticano ovviamente si è lasciato in ottimi rapporti (vedi L’ira di Don Gelmini contro il Vaticano)
che dire, a me sembra un uomo tanto abietto che neanche il vaticano ha voluto averci a che fare (a tutto c’è un limite…)
chissà se lo vedremo in carcere, più verosimilmente resterà fuori per via dell’età o qualche altro motivo e continuerà a proclamarsi innocente
preti e re
in ogni epoca, ipocriti chiamati preti hanno posto corone sulle teste di ladri chiamati re - Robert Green Ingersoll
è morto il papa
E’ morto il “Papa” ma non si tratta di Benedetto XVI. Joseph Alois Ratzinger è il Papa di un’altra mafia, diversa da quella del defunto. Il defunto è Michele Greco, uno dei capi storici di Cosa Nostra, morto in carcere.
Pur mantenendo le proprie peculiarità, le due mafie hanno dei punti in comune.
Come si evince dal video, vogliono entrambe la “pace“. Greco ne vuole una giudiziaria, il Papa vorrebbe una pace terrena (è un pacifista) e auspica per tutti i fedeli quella eterna.
Un’altra cosa in comune è che le due mafie vorrebbero mettere sotto tutela l’umanità in cambio di certe garanzie. Cosa Nostra chiede il pizzo alle imprese, l’asservimento dei politici, degli intellettuali e il silenzio dei cittadini e offre protezione: cioè chi si piega non rischia di rimetterci la pelle. La Chiesa chiede il rispetto dei suoi dogmi e in cambio garantisce la vita eterna, quella del Paradiso in presenza del buon Dio.
Entrambe sono mondi dominati dal maschio. La donna non ha praticamente diritti perché la gestione delle cose è “cosa da uomini“. Entrambi non vedono di buon occhio i gay e le lesbiche.
Entrambe, quando arriva il momento del giudizio, mettono in ginocchio il giudicato. La Chiesa per fargli confessare i peccati, Cosa Nostra per incaprettarlo.
Entrambe spesso sfuggono alle leggi dello Stato. La mafia perché le leggi sono il suo unico vero nemico, il clero sfugge per potere gestire a modo suo gli scandali finanziari e sessuali dei suoi componenti.
Entrambe vivono in mezzo a noi e si confondono nella folla. I mafiosi sono irriconoscibili ed insospettabili. I preti invece, prima si potevano riconoscere dalla loro toga nera. Ora sono spesso in borghese, insospettabili pure loro. Già, chissà perché.
fonte: le mafie: entrambe
a Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra
Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
senza parole…
non negli Stati Uniti, non in un paese dove vige la legge islamica, non nel medio evo ma oggi e in Italia.
eventuali commenti li lascio a voi
lezioni dalla Birmania
in questi giorni l’attenzione dei media ci costringe a puntare lo sguardo sulla Birmania, un paese del sud-est asiatico che vive da oltre 45 anni sotto un regime che opprime la popolazione, tenendola in uno stato di miseria e povertà nonostante il Myanmar sia un paese ricco di risorse naturali (gas naturale, rubini, teck, etc.), nonostante fosse il maggior produttore mondiale di olio e di riso sotto l’impero britannico.
Oggi tutti sanno cosa succede in Myanmar, eppure questo stato di cose è andato avanti per 45 anni e mai nessuno (tranne poche eccezioni) se ne è preoccupato.
Oggi per esprimere la propria solidarietà al popolo birmano ci si mette un fiocchettino rosso sulla maglietta, si esprime indignazione.
Anche il papa esprime la sua “vicinanza spirituale” al popolo birmano.
Gli Stati Uniti decidono di vietare le transazioni economiche per i dirigenti del regime.
Ma noi cosa stiamo facendo? di certo non possiamo andare laggiù per fare qualcosa di persona, gli stranieri oggigiorno non sono ben accetti in Myanmar, e allora che possiamo fare?
Possiamo trarre tutti gli insegnamenti che possiamo da questa tragedia. A qualcuno o a molti abituati a parlare (e basta) più che a ragionare potrà sembrare poco, eppure io penso che ci sia così tanto da imparare da questa tragedia che sarebbe un’ignominia lasciare che questa tragedia si consumi senza che sia servita a qualcosa anche per noi.
- La prima lezione che possiamo trarre è che il potere ha bisogno che non si sappia, che non circolino le idee e le notizie, infatti uno dei primi atti repressivi della giunta militare della Birmania è stata di bloccare internet (nonostante fosse già ampiamente limitato e censurato)
- l’ONU ancora una volta si è dimostrato per quello che è, ovvero un inutile consesso dove vengono tutelai gli interessi di alcuni paesi e di alcuni gruppi di potere, in totale di sprezzo delle sofferenze di intere popolazioni
- il papa è “vicino spiritualmente” al popolo birmano, tuttavia i vescovi precisano pero’ che, secondo il diritto canonico e gli insegnamenti sociali della Chiesa cattolica, “i preti e le religiose non si possono coinvolgere nei partiti politici e nelle attuali proteste”, in parole povere la strada del martirio è meglio che la percorrano i monaci buddisti, perché i sedicenti eredi degli apostoli di Gesù non possono intervenire nella vita politica di un paese (che poi è la stessa posizione che esprimono i vescovi italiani, o no?)
- i giornali italiani, a prescindere dalla tendenza politica che pretendono di avere, riportano le stesse notizie e allo steso modo, infatti sia Repubblica che sul Corriere è riportato l’appello del papa ma non la presa di posizione dei vescovi cattolici della Birmania
- gli Stati Uniti quando non hanno interessi nel controllo strategico di un posto (come in Iraq o Afghanistan) non hanno neanche interesse a esportare la democrazia, al massimo si limitano a sanzioni economiche (che colpiscono la popolazione) e restrizioni alle transazioni economiche dei dirigenti del regime: ma negli anni precedenti non le avevano imposte?
Oggi nel Darfur continuano a morire molte più persone che in Birmania, e questo massacro va avanti da molto più tempo, eppure non si trova la copertura finanziaria per l’invio di caschi blu nella regione, sicché ogni giorno che passa i morti aumentano, finché la notizia diventerà un semplice sottofondo come gli omicidi di palestinesi da parte degli israeliani.

