mentire e speculare sui terremotati

settembre 16, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo, che schifo · Comment 

Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo. A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione civile nonché “uomo della Provvidenza” che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia.

Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini 170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera. Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.

Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.

Marco Travaglio

fonte: Red carpet sui cadaveri

solo nel caso di due persone: Gesù Cristo e Silvio Berlusconi

settembre 1, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo · 1 Comment 

[...] le chiacchiere non bastano a crocefiggere una persona. O meglio bastano, sono bastate, solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e, più recentemente, Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili. [...]

Gabriele Villa – su il Giornale del 28/08/2009

laddove non ci fosse la conoscenza, casomai sorgesse il dubbio… il Giornale appartiene alla famiglia Berlusconi

fonte: Boffo, il supercensore condannato per molestie

giornalisti comprati?

Oggi penso che, se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici, forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure andarsene. Non è stato un buon servizio il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia… La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.” – Augusto Minzolini

il 29 ottobre 1994 si esprimeva così l’attuale direttore del TG1

oggi la pensa (e agisce) molto diversamente, agendo nell’interesse di chi lo ha fatto salire ai vertici della “informazione” pubblica

gli altri giornalisti RAI ovviamente non concordano con la scelta di manipolare l’informazione del loro direttore e lo fanno attraverso un comunicato al TG2

Vedendo i trascorsi di Augusto Minzolini e l’audacia con cui diffondeva frasi, eventi o “pettegolezzi” sui politici e potenti… il suo mutato atteggiamento nel caso delle “ragazze di compagnia” da migliaia di euro nella residenza di Berlusconi può essere interpretato dall’intelligenza di molti come una ricevuta di vendita…

fonti:

evoluzione di una notizia

giugno 2, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo, disinformazione · Comment 

può una notizia evolversi nel tempo?

si se si viene a conoscenza di nuovi dettagli (es. per un’ incidente aereo… le ipotesi iniziali possono essere smentite o confermate dal ritrovamento della scatola nera)

si se una persona informata sui fatti (un testimone, un pentito, un collaboratore di giustizia, una “gola profonda”) decide di parlare e rivelare quel che sa

in Italia però una notizia può cambiare e correggersi anche per altri motivi, per cui una mela marcia diventa una mela molto matura e poi una mela tutt’altro che acerba

Silvio Berlusconi è ritenuto corruttore dell’avvocato Mills da una sentenza emessa da un tribunale italiano, ma la condanna è stata inflitta all’avvocato Mills (il corrotto) e non a Berlusconi (il corruttore) perché il “presidente” è al di sopra della legge grazie al lodo Alfano (che garantisce l’immunità al presidente del consiglio e della repubblica)

Come ha riportato la notizia il Giornale (di proprietà di Berlusconi) è un vero esempio di…..

19 maggio 2009

ore 12:26

I magistrati all’attacco di Berlusconi: “l’avvocato Mills fu corrotto da lui”

ore 12:40

Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “il legale Mills fu corrotto dal premier”

ore 13:06

Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Mills mentì per garantirgli l’impunità”

ore 13:24

Caso Mills, le toghe contro il premier

Berlusconi: “Riferirò in parlamento”

20 maggio 2009

ore 8:05

Caso Mills, magistrati contro il premier

Berlusconi: “Una sentenza scandalosa”

chissà quante telefonate, minacce, promesse… o forse più semplicemente ordini e direttive dal padrone per far evolvere così rapidamente una notizia

fonte: Byte Liberi

su un altro blog invece un interessante articolo sul rilievo dato a questa notizia dai vari siti di informazione (giornali, portali, agenzie di stampa…)

P.S.

il Giornale - 20 maggio 2009

ho salvato uno screenshot dell’articolo sul Giornale, nel caso in cui la notizia dovesse “evolversi” ancora non vorrei passare anche io per un bugiardo

Mala tempora….

Madagascar Italia

i morti a fanno notizia

i soprusi di un dittatore, la svendita di un paese agli stranieri in nome di un nuovo colonialismo, la distruzione di foreste, 60 milioni di dollari spesi per un aereo presidenziale in un paese dove il reddito medio è di 1 dollaro al giorno, il presidente di un paese che è anche l’uomo più ricco del paese….

non ci siamo mai interessati del Madagascar non perché non ci interessasse (a parte il film d’animazione), non ci siamo mai interessati del Madagascar perché le nostre televisioni non l’hanno mai fatto…

oggi lo fanno, come mai? ma soprattutto, come lo fanno?

Ci hanno detto che sono morte 40 persone che manifestavno contro il presidente Marc Ravalomanana, guidate nella protesta dal sindaco della capitale Andry Rajoelina

ma perchè manifestavano? in televisione e sui giornali si dice che manifestavano per una maggiore democrazia, facendo apparire il tutto come una protesta aizzata e fomentata dal sindaco Rajoelina per motivi personali…

quello che i mass media (giornali e TV) non dicono è che i malgasci protestano contro la decisione del presidente di dare in concessione  gratuita per 99 anni 1,3 milioni di ettari di terreno, in pratica oltre la metà della terra coltivabile, alla Daewoo

cosa ci farà la Daewoo? produrrà mais e palme da olio

a cosa serviranno questi prodotti? domanda sbagliata, dovremmo dire a chi serviranno.

come a chi? ai malgasci

no, tutto il prodotto è destinato alla popolazione della Corea del Sud, per sfamarli (mais) e per alimentare le loro automobili (dall’olio di palma produrranno biocarburante, con cui sostituire il petrolio)

ma i malgasci avranno qualcosa in cambio? certo, una zappa ciascuno, con cui potranno da novelli schiavi coltivare le terre per sfamare un popolo che non incontreranno mai di persona

ma allora è per questo che protestavano? si, è per questo, cioè per la democrazia, perché i malgasci chiedono di poter esprimere la loro totale contrarietà a questo scellerato accordo dal sapore neocoloniale

“manifestano per non essere espropriati della metà delle terre coltivabili del loro paese” suona diverso da “manifestano per la democrazia”

ma perché non hanno riportato la notizia in questo modo i telegiornali e giornali? eppure la notizia delle proteste in Madagascar circola in rete da novembre, io stesso scrissi un commento su un giornale malgascio per esprimere il mio disgusto verso la scelta del presidente Ravalomanana.

la notizia non viene riportata correttamente perché apparirebbe più o meno così:

In Madagascar, il presidente Marc Ravalomanana, eletto per la seconda volta, è sempre più inviso alla popolazione per via del suo totale distacco dalla reale condizione in cui versa il suo paese.

Incurante delle manifestazioni di protesta giunte da parte del popolo, da varie parti del mondo, da associazioni umanitarie, ambientaliste…

il presidente Marc Ravalomanana ha siglato un accordo con il presidente della coreana Daewoo per concedere alla suddetta multinazionale una concessione di 99 anni su una superficie di 1,3 milioni di ettari di terreno coltivabile

Il terreno coltivabile concesso alla Daewoo è pari alla metà della terra coltivabile del paese e verrà reso coltivabile distruggendo una foresta incontaminata, dove attualmente vivono specie di piante di animali che non si trovano in nessun’altra parte del mondo.

il presidente, forte del consenso avuto nelle elezioni che lo hanno visto eleggere per la seconda volta, non intende recedere dalla sua decisione, nonsotante l’intera popolazione dell’isola stia manifestando contro questa sua decisione

il presidente, pur di non dare ascolto alla popolazione, non ha esitato a far sparare sui manifestanti dalla guradia presidenziale, costituita per lo pù da contractors (mercenari) stranieri, causando una quarantina di morti e centinaia di feriti fra i manifestanti

che dire, detta così mi sembra diversa dalla notizia riportata dai mass media, inoltre la situazione descritta presenta inquietanti similitudini con altri paesi, tra cui l’Italia

ma di quali similitudini parlo?

in Madagscar protestano perché non hanno lavoro ma il presidente svende il territorio a imprese straniere

in Italia le proteste dei disoccupati, licenziati, cassaintegrati aumentano e la polizia intervien per caricare gli scioperanti, inceneritori e rigassificatori vengono costruiti e dati in appalto ma non si liberalizza ancora la raccolta differenziata dei rifiuti, che potrebbe aiutare a smaltire i rifiuti e creare occupazione

in Madagascar come in Italia il presidente è l’uomo più ricco del paese

in Madagascar come in Italia il presidente ritiene di poter decidere tuttto e su tutto poichè investito del mandato popolare,  sbattendo le porte in faccia al dialogo continuo e necessario che ci dovrebbe essere fra chi governa per mandato popolare e il popolo

in Madagascar come in Italia il presidente cerca il controllo delle informazioni: in Italia è raggiunto da berlusconi, in Madagascar il predinte ha fatto chiudere la televisione e la radio di un suo oppositore

in Madagascar probabilmente più che Italia il popolo è ignorante, ma a differenza dell’Italia stanno già sperimentando la fame

in Italia la fame la stanno conoscendoun numero sempre maggiore di disoccupati, licenziati…. quando saranno abbastanza non basternno i celerini a contenerli

per fortuna però in Italia le forze armate sono costituite da italiani e non da mercenari stranieri, per cui spero che se ci dovessero essere disordini enessuno sparerà sui manifestanti…

poi mi ricordo del massacro compiuto all Diaz dalla polizia, della strage di piazza Fontana, di Cossiga che parla di agenti provocatori da infiltrare tra i manifestanti, di Bruno Contrada……

…..

avrei voluto vivere ai tempi di Craxi, quando le cambiali venivano firmate, non oggi che dobbiamo pagarle

fonti:

ipocrisia

gennaio 18, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo, informazione · Comment 

Da qualche tempo i cosiddetti liberali della destra del conflitto di interessi non perdono occasione per chiedere la testa di questo o quel conduttore sgradito al capo supremo. Una volta chiedono la testa di Fabio Fazio perchè ha osato dare la parola al papà di Eluana Englaro, un’altra volta berciano contro Lucarelli che si è occupato della mafia e dei suoi protettori, un’altra volta urlano contro Santoro per non aver garantito il diritto al contraddittorio… Magari si dimenticano di dire che, pur invitati, hanno preferito non mettere piede nelle trasmissioni dove le domande non si concordano prima e dove le risposte bisogna saperle dare.

Quelli che chiedono la testa dei giornalisti sgraditi e invocano il diritto al contraddittorio non hanno ritenuto, invece, di far sentire la propria voce al termine della elegiaca puntata dedicata da Bruno Vespa a Giulio Andreotti. Alla trasmissione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Cossiga, il presidente Casini, il presidente Pisanu, e tanto per non sbagliare, anche la presidente della commisione giustizia della camera, nonchè avvocato di Giulio Andreotti, Giulia Bongiorno, con loro anche Emanuele Macaluso e il giornalista del Corriere Massimo Franco.

Nel corso della puntata dedicata al “divo Giulio” non sono mancati i prevedibili attacchi ai giudici di Palermo, a Giancarlo Caselli, indicati come i responsabili di ogni male, persone indegne di portare le toghe… ci mancava solo che qualcuno invitasse i cittadini a prenderli a calci nel sedere. Per l’ennesima volta si è parlato della completa assoluzione di Andreotti, di demolizione dell’impianto dell’accusa.

Un turista avrebbe pensato di trovarsi di fronte un santo scampato ad un complotto di un gruppo di forsennati, forse di terroristi. Nè al conduttore, nè agli altri ospiti è venuto in mente di ricordare che sia la Corte d’appello sia la Cassazione hanno scritto pagine inquietanti sul rapporto tra mafia e poltica e sullo stesso Andreotti. Nessuno ha ricordato che il presidente Andreotti medesimo ha ritenuto di avvalersi della prescrizione per alcuni dei reati contestati, a nessuno è venuto in mente che in qualsiasi altro paese la descrizione dei rapporti tra poltica e mafia, prima del 1980, avrebbero assunto il sapore di una pietra tombale sulla futura attività politica.
A nessuno è venuto in mente di ricordare che Giancarlo Caselli e i suoi collaboratori erano stati in prima linea contro il terrorismo e contro la criminalità. Quando molti scappavano, furono quei magistrati ad accettare la sfida e a rappresentare la parte migliore dello stato.

In ogni caso, al di là di simili considerazioni che si possono condividere o meno, resta la domanda: perchè non è stato previsto un contraddittorio? Perchè non si è pensato di dare la parola a quei giudici e al giudice Caselli? Perchè i censori dei Fazio e dei Santoro non hanno aperto bocca? Perchè il massacro dela dignità di Giancarlo Caselli e di tanti altri servitori dello stato deve, invece, essere accettata in silenzio, senza la minima reazione?

fonte: contraddittorio si, contraddittorio no

tanti auguri don Pierino

dicembre 29, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo, facce di c..o · Comment 

da grande uomo quale è, il nostro premier non ha trascurato di porgere pubblicamente i suoi personali auguri a Pierino Gelmini (ex Don, il Vaticano ha ben pensato che questo prete accusato di pedofilia fosse di troppo tra le sue fila)

nulla di strano, sappiamo quanto sia educato il nostro caro presidente del consiglio e di come ci tenga a fare tutto di persona… quel che rende diversa la telefonata di auguri a Don Gelmini è che sia l’unica ad essere stata fatta pubblicamente (fonte: la Repubblica)

in se per se non di ci sarebbe nulla di male… ma dovendo scegliere di rendere pubblica una sola telefonata di auguri, perché scegliere quella fatta ad un personaggio così controverso e implicato in tante vicessitudini giudiziarie?

leggendo l’articolo su Repubblica parrebbe che l’unica vicenda giudiziaria che vede coinvolto Don Pierino Gelmini sia l’accusa di molestie sessuali nei confronti di ragazzini ospiti delle sue comunità di recupero…

in realtà l’articolo è fin troppo politicamente corretto e l’autrice Alessandra Arachi avrebbe potuto documentarsi meglio per poter ricordare ai suoi lettori chi è Don Pierino Gelmini per lo stato italiano:

  • bancarotta fraudolenta
  • emissioni di assegni a vuoto
  • truffa
  • ha sfruttato l’incarico di segretario del cardinale per organizzare un’ambigua ditta di import-export con l’America Latina
  • fallimento di una cooperativa edile mentre lui ne gestiva la cassa
  • amava farsi chiamare «monsignore», e per questo motivo fu diffidato della Curia
  • finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hué lo denunciarono per appropriazione indebita, tanto che la vicenda finì sui giornali titolando «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita»
  • costretto a rientrare in Italia «Gli danno quattro anni di carcere, nel luglio del ‘71. Li sconta tutti. Come detenuto, non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi»
  • finì in carcere assieme al fratello, ad Alessandria, per un giro di presunte bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro destinati all’Africa

mi pare che a carico di questo Pierino Gelmini ci sia molto di più che

Accuse pesanti: molestie sessuali ai ragazzi della sua comunità. Uno, due, sette, dieci. Cinquanta accusatori. Il processo è ancora in piedi, Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio. Ma è dal marzo scorso, ormai, che l’udienza preliminare si trascina tra rinvii e dilazioni

lecito il sospetto che Pierino Gelmini possa  dire, senza tema di smentita, “lassù qualcuno mi ama”

tra i politici che si sono personalmente pronunciati in suo favore citiamo:

la lista potrebbe continuare ma io mi fermo qui perché si allungherebbe troppo, inoltre dovrei ritornare a parlare di Silvio Berlusconi e la cosa alla lunga diviene seccante

Come al solito i giornalisti all’estero reputano i loro lettori più intelligenti, capaci quindi di essere messi al corrente di tutti gli aspetti di una vicenda, infatti il New York Times, che raramente dà spazio a notizie provenienti dall’Italia, si è occupato dell’inchiesta aperta su don Gelmini titolando «Prete italiano accusato di molestie sessuali da ex assistiti» e  presentando il religioso ai suoi lettori come «un prete vicino ad alcuni dei politici italiani più potenti»

da leggere anche: (Don) Gelmini: sotto processo, può contare su una valigia di denaro da Berlusconi con la benedizione del sindaco di Amelia

fonti e per approfondire:

esempio di giornalismo: la Repubblica

maggio 8, 2008 · Filed Under Italia, cattivo giornalismo, censura, che schifo, disinformazione · Comment 

La Repubblica (più di 16 milioni di euro di contributi pubblici annui al gruppo L’Espresso) dopo il V2-day riporta: “In 50mila allo show di Grillo” e un articolo di Francesco Merlo

V2-day_Repubblica_2.jpg
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La Repubblica per il primo maggio 2007: “Piazza san Carlo dove hanno parlato i leader sindacali davanti a 100mila persone

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esempio di giornalismo: l’Unità

maggio 7, 2008 · Filed Under Italia, cattivo giornalismo, censura, che schifo, disinformazione · 2 Comments 
L’Unità (6,5 milioni di euro di contributi pubblici annui) dopo il V2-day riporta: “Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone”
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Unita_Torino_1.jpg
L’Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: “Almeno 100mila persone”

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