altre notizie non date
l’Italia è un paese dove un attore di teatro deve essere posto sotto scorta perché minacciato di morte a causa del suo spettacolo “do ut des” in cui ridicolizza la mafia
l’Italia è un paese in cui un giornalista antimafia si rifiuta di iscriversi all’albo dei giornalisti (forse non vuole essere accomunato a persone come Fede, Vespa, Giordano, Belpietro…) e per questo viene rinviato a giudizio ben due volte per esercizio abusivo della professione di giornalista, cosa anomala perché dopo la prima assoluzione non avrebbe potuto essere incriminato per lo stesso “reato”… ma si sa che l’Italia è il paese delle occasioni
l’attore è Giulio Cavalli, il giornalista è Pino Maniaci di Telejato
in un paese dove in parlamento siedono condannati per associazione mafiosa, dove verranno impedite le intercettazioni telefoniche, dove con un atto del parlamento si negano i cambiamenti climatici in atto, dove per legge le centrali nucleari verranno imposte senza dover avere l’accordo delle popolazioni locali, dove saranno gli agenti segreti a proteggere Apicella e le “amichette” di papi quando prenderanno i voli di stato…
personaggi come questi, di cui nessuna televisione ci racconta nulla… conoscere le loro storie e le loro battaglie per un mondo migliore e senza mafia… almeno questo possiamo farlo
il blog di Giulio Cavalli e il sito di Telejato
giornalisti comprati?
“Oggi penso che, se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici, forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure andarsene. Non è stato un buon servizio il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia… La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.” – Augusto Minzolini
il 29 ottobre 1994 si esprimeva così l’attuale direttore del TG1
oggi la pensa (e agisce) molto diversamente, agendo nell’interesse di chi lo ha fatto salire ai vertici della “informazione” pubblica
gli altri giornalisti RAI ovviamente non concordano con la scelta di manipolare l’informazione del loro direttore e lo fanno attraverso un comunicato al TG2
Vedendo i trascorsi di Augusto Minzolini e l’audacia con cui diffondeva frasi, eventi o “pettegolezzi” sui politici e potenti… il suo mutato atteggiamento nel caso delle “ragazze di compagnia” da migliaia di euro nella residenza di Berlusconi può essere interpretato dall’intelligenza di molti come una ricevuta di vendita…
fonti:
- “il politico non ha un privato” parola di Augusto Minzolini
- Minzolini, come rendere privato il servizio pubblico
- Augusto Minzolini – VERGOGNATI!!!
- citazioni di Augusto Minzolini
- Augusto Minzolini su Wikipedia
ipocrisia
Da qualche tempo i cosiddetti liberali della destra del conflitto di interessi non perdono occasione per chiedere la testa di questo o quel conduttore sgradito al capo supremo. Una volta chiedono la testa di Fabio Fazio perchè ha osato dare la parola al papà di Eluana Englaro, un’altra volta berciano contro Lucarelli che si è occupato della mafia e dei suoi protettori, un’altra volta urlano contro Santoro per non aver garantito il diritto al contraddittorio… Magari si dimenticano di dire che, pur invitati, hanno preferito non mettere piede nelle trasmissioni dove le domande non si concordano prima e dove le risposte bisogna saperle dare.
Quelli che chiedono la testa dei giornalisti sgraditi e invocano il diritto al contraddittorio non hanno ritenuto, invece, di far sentire la propria voce al termine della elegiaca puntata dedicata da Bruno Vespa a Giulio Andreotti. Alla trasmissione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Cossiga, il presidente Casini, il presidente Pisanu, e tanto per non sbagliare, anche la presidente della commisione giustizia della camera, nonchè avvocato di Giulio Andreotti, Giulia Bongiorno, con loro anche Emanuele Macaluso e il giornalista del Corriere Massimo Franco.
Nel corso della puntata dedicata al “divo Giulio” non sono mancati i prevedibili attacchi ai giudici di Palermo, a Giancarlo Caselli, indicati come i responsabili di ogni male, persone indegne di portare le toghe… ci mancava solo che qualcuno invitasse i cittadini a prenderli a calci nel sedere. Per l’ennesima volta si è parlato della completa assoluzione di Andreotti, di demolizione dell’impianto dell’accusa.
Un turista avrebbe pensato di trovarsi di fronte un santo scampato ad un complotto di un gruppo di forsennati, forse di terroristi. Nè al conduttore, nè agli altri ospiti è venuto in mente di ricordare che sia la Corte d’appello sia la Cassazione hanno scritto pagine inquietanti sul rapporto tra mafia e poltica e sullo stesso Andreotti. Nessuno ha ricordato che il presidente Andreotti medesimo ha ritenuto di avvalersi della prescrizione per alcuni dei reati contestati, a nessuno è venuto in mente che in qualsiasi altro paese la descrizione dei rapporti tra poltica e mafia, prima del 1980, avrebbero assunto il sapore di una pietra tombale sulla futura attività politica.
A nessuno è venuto in mente di ricordare che Giancarlo Caselli e i suoi collaboratori erano stati in prima linea contro il terrorismo e contro la criminalità. Quando molti scappavano, furono quei magistrati ad accettare la sfida e a rappresentare la parte migliore dello stato.
In ogni caso, al di là di simili considerazioni che si possono condividere o meno, resta la domanda: perchè non è stato previsto un contraddittorio? Perchè non si è pensato di dare la parola a quei giudici e al giudice Caselli? Perchè i censori dei Fazio e dei Santoro non hanno aperto bocca? Perchè il massacro dela dignità di Giancarlo Caselli e di tanti altri servitori dello stato deve, invece, essere accettata in silenzio, senza la minima reazione?
fonte: contraddittorio si, contraddittorio no
Causa persa per Berlusconi
The Economist vince la causa contro Berlusconi!!!
Nel luglio 2001 Silvio Berlusconi, allora capo del governo dell’Italia, intentò una causa in Italia ritenendo di che la rivista The Economist lo avesse diffamato nel suo articolo “Una storia italiana“, pubblicato dalla rivista il 26 Aprile 2001. La copertina della rivista titolava: “Perché Silvio Berlusconi non è adatto a guidare l’Italia”. Siamo lieti di annunciare che la Corte di Milano ha emesso un giudizio rigettando tutte le pretese del signor Berlusconi e obbligandolo invece a pagare le spese alla rivista The Economist. Il giudizio in forma integrale è disponibile qui. The Economist non farà ulteriori commenti. Il signor Berlusconi è ancora una volta capo del governo dell’Italia.
tradotto da: The Economist, 5th September 2008
Italy in … 4 indexes!
Describe the current macroeconomic state of Italy using only four attributes seems a very hard challenge, but also a good way to establish “priority” in my Country. If an index is indispensable to describe the state of a Country, probably it means that it is full of information, or that it measures a very important characteristic of the Country, or both.
I tried to use the following four attributes[1] to describe the “good” and “bad” Italy, and most important, to suggest some key-problems that needed to be solved:
1. Real GDP:
Very important to convey the idea that Italy is one of the richest and most developed Countries. IMF, World Bank and CIA World Factbook agree that Italy ranks 7th by GDP.
This feature is important to understand that Italy has great opportunity to organize in the best way its society: richness means possibility to plan the future!
2. Corruption Perception Index (CPI) and Views of Corruption in the Future (VCF) :
( sources: http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2007; and http://www.transparency.org/content/download/27256/410704/file/GCB_2007_report_en_02-12-2007.pdf )
Useful to understand one of the biggest problems in Italy and the “perceived” trend of this phenomena. The CPI in 2007 ranked Italy 41th, one of the lowest position among developed Countries; the VCF show that 61%[2] of people in Italy think that in the next three years Country/Territory corruption will increase.
This is a point of weakness. A far-seeing policy maker should focus his efforts also in fighting this increasing phenomena.
3. Life expectancy :
This index could be considered a good summary of a lot of information: diffusion of diseases (due to contagious illnesses, bad/good hygiene, pollution, ecc.), efficacy and accessibility to public/private health (so, in some way, also social welfare), ecc.
Italy ranks 13th in World rank for life expectancy. Our life expectancy in 2007 was 79.94, one of the highest value among developed and richest Countries[3].
This is a point of strengthens that a policy maker should try to preserve. People looks carefully to their health and life expectancy.
4. Median age of population :
Italian population is one of the oldest in the World! Italy ranked 4th in 2008[4], with an average age of its population equal to 42.50.
An old population means higher social costs (e.g. for sanity), lower labor force and other related problems. For instance, one of the aspect that a policy maker should pay attention in this case is to plan policies to induce immigration.
Other aspects are important, but surely less than the four mentioned before. A curiosity: Italy is 14th in the rank of most livable places[5]!
[1] Sometimes I reported numerical value to give a better understanding of why I think that the index is important.
[2] Similarly, in USA this value is 59%, but actually USA ranks 20th for CPI.
[3] In USA life expectancy is 78.00, and the Country ranks only 41th.
[4] Source: CIA World Factbook 2008
[5] http://www.photius.com/rankings/greenest_countries_2008.html
Ma in che Paese ho vissuto???
Ma in che Paese ho vissuto i miei primi 25 anni ?
Sono da alcuni mesi in America….tanto per cambiare… l’ennesima persona che deve attraversare l’oceano. Sono qui, per studiare: osservo le vicende italiane con ogni mezzo disponibile…ma in che Paese ho vissuto fin oggi ???
Un Paese che da un mese è in subbuglio per una riforma Universitaria… rivolte di piazze, scontri in politica, politici che non sanno fare altro che continuar ad accusarsi, anche in questi momenti in cui nel MONDO c’è una crisi finanziaria, ed in Italia c’è una vera e propria rivolta delle piazze.
Una persona come me, che vuole seguire le vicende italiane, segue i telegiornali, legge i giornali, cerca di valutare le diverse opinioni. Ma siamo SEMPRE italiani: furbetti e maledettamente falsi!
Ora, cerchiamo di capire come va l’Università in Italia con alcuni articoli:
- la fabbrica dei docenti
- Da Brescia a Reggio Calabria – Così la Gelmini diventò avvocato
- Università truccate, paese in declino
- “l’università italiana è un bordello”
Ecco a che posto siamo nel Mondo: Rankings: All Economics
Riuscite a trovare un congruo numero di Atenei italiani?
Badate che l’EUI è un istituto europeo mentre la Bocconi è privata (ed in genere i bandi danno come titolo preferenziale un titolo estero). Poi dobbiamo scendere alla posizione 185… meglio di noi anche Cipro e Taiwan.
Non voglio essere limitato all’economia. Ed allora vi invito ad osservare il confronto con Germania e Regno Unito. Il numero a sinistra rappresenta il “rank” rispetto alle Università europee. Ho ovviamente evitato il confronto con i college americani…siamo realisti!
| 1 | University of Cambridge |
| 4 | University of Oxford |
| 6 | University College London |
| 8 | University of Edinburgh |
| 11 | University of Glasgow |
| 17 | Universita di Bologna |
| 21 | Freie Universität Berlin |
| 23 | University of Southampton |
| 26 | Universität Hamburg |
| 27 | Technische Universität Berlin |
| 28 | Humboldt Universität zu Berlin |
| 29 | Universität Leipzig |
| 33 | Universität Karlsruhe |
| 35 | University of Warwick |
| 39 | Rheinisch Westfalische Technische Hochschule Aachen |
| 41 | Universität zu Koln |
| 42 | Ruprecht Karls Universität Heidelberg |
| 44 | Technische Universität München (Note 7) |
| 45 | Rheinische Friedrich Wilhelms Universität Bonn |
| 47 | Newcastle University |
| 49 | Universität Munster |
| 52 | Technische Universität Chemnitz |
| 54 | University of Leeds |
| 56 | Universität Freiburg |
| 57 | Ludwig Maximilians Universität München (Note 9) |
| 59 | University of Birmingham |
| 61 | University of Sheffield |
| 62 | Friedrich Alexander Universität Erlangen Nurnberg |
| 64 | Universität Trier |
| 65 | Universita di Pisa |
| 67 | Johann Wolfgang Goethe Universität Frankfurt am Main |
| 68 | University of York |
| 69 | University of Bristol |
| 70 | Imperial College (Note 10) |
| 71 | Universität Hannover |
| 73 | Universität Stuttgart |
| 76 | Universität Dortmund |
| 80 | Universita degli Studi di Roma la Sapienza |
| 83 | Technische Universität Dresden |
| 85 | Universität Bremen |
| 88 | Lancaster University |
| 89 | Universität Bielefeld |
| 92 | Universita degli Studi di Firenze |
| 94 | University of Nottingham (Note 14) |
| 97 | Technische Universität Darmstadt |
| 100 | Durham University |
Noterete come, escluso l’”outlier” Bologna,…..siamo parecchio indietro!
Viva l’Italia!
un papa a Parigi
sabato scorso il papa si è recato in visita a Parigi; della visita avevo letto solo i titoli dei quotidiani “la Repubblica” e il “Corriere della Sera” e sono stati proprio i titoli a incuriosirmi:
Parigi, in 200.000 per la messa del Papa – la Repubblica
Parigi, in 300 mila per il Papa – Corriere della Sera
la differenza nei numeri è notevole, anche a voler essere molto tolleranti…
a questo punto nella mia testa si scatenano alcuni pensieri:
- quale giornale ha mentito sul numero dei presenti e perché?
- i giornali di altri paesi come riportano la notizia?
- se si sbagliano tanto grossolanamente sui presenti, su quante altre cose si sbagliano nell’articolo?
la prima domanda è ovvia, dato che stiamo parlando di uno scarto di 100.000 persone:
- se mente il Corriere allora ha gonfiato i presenti del 50%
- se mente la Repubblica ha diminuito i presenti del 33%
- e se mentono entrambi? è lecito pensare che la verità si trovi in una cifra intermedia… da questo dubbio è scaturita la mia seconda domanda
come riportano la notizia i quotidiani di altri paesi? cerco su google “pope visit paris” e inizio a leggere alcuni articoli…
- il Washington Post parla di 260.000 presenze
- nella sezione news di Netscape è riportato un articolo scritto da un giornalista di Associate Press che finalmente cita una fonte ufficiale:
quindi le stime ufficiali sono di 220.000 persone…
a questo punto ho potuto appurare che Repubblica ha diminuito arbitrariamente il numero dei presenti del 10%, il Corriere invece lo ha gonfiato di oltre il 36%
le motivazioni sono oscure, almeno per noi ingenui che non conosciamo i proprietari dei due giornali, le loro orientazioni politiche e i gruppi di potere cui fanno capo.
Leggo poi i testi degli articoli: solo Repubblica ha scritto un articolo, il Corriere si limita a riproporre un filmato riassuntivo della visita del pontefice; il Washington Post parla della Francia come di un paese “tradizionalmente cattolico” mentre sull’articolo di Associated Press leggo che la cattolicità (presunta, millantata) della Francia è in declino, a causa dell’allontanamento al cattolicesimo dei francesi, oltre che a causa della presenza massiccia di musulmani e ebrei…
ma le differenze fra quanto riferito sui giornali esteri e su quelli italiani riserva un’ultima chicca…
leggendo i titoli degli articoli vengo a sapere della manifestazione di un gruppo i “attivisti” per manifestare contro la diffusione dell’AIDS; evidentemente non condividono il rimedio proposto dal papa Ratzinger “fedeltà e astinenza”, anche in paesi dove le malattie sessualmente trasmesse stanno ammazzando popolazioni intere…
ma come mai nessun giornale italiano riporta la notizia? effettivamente cercando ho trovato la notizia su Yahoo Notizie, la quale però è espressa in toni decisamente diversi rispetto alla versione inglese Yahoo News.
Yahoo News titola “AIDS support group demonstrates against pope’s visit”
Yahoo Notizie invece ha un titoloe un articolo molto più inquietante: “Visita del Papa in Francia: sotto controllo attivisti gay”
per inciso… nella versione inglese di Yahoo la parola gay non è nemmeno presente nell’articolo
comunque su Yahoo sono un po’ meno ingenuo dal momento che ho letto di come Yahoo sia solita censurare le notizie in paesi come la Cina… ora so che “addolcisce” i suoi articoli anche in Italia
insomma, posso ringraziare il papa per avermi aiutato (anche se involontariamente) a capire qualcosa in più su chi ci propina le “notizie”
P.S. ovviamente il Giornale di Berlusconi riporta la cifra di 300.000 presenze e solo un video… esattamente come il Corriere della Sera
sul buco nero al CERN
in questi giorni si fa un gran parlare del pericolo che la terra sparisca, inghiottita in un buco che si potrebbe creare al CERN, dove il 10 settembre è entrato in funzione LHC (finalmente, dopo molti ritardi, qualche vittima e qualche intoppo)
la domanda che mi sono sentito rivolgere (studio Fisica) più di una volta è la seguente: ma è vero??
come mia risposta trascrivo quella che ho dato a mio fratello:
la probabilità è molto remota e solo teorica (non è MAI stato osservato un buco nero, ma solo supposta la sua esistenza per via di anomalie nelle orbite di alcune stelle, anomalie spiegabili con una massa enorme e invisibile… insomma un po’ come spiegare i regali a natale con babbo natale; a livello subatomico FORSE si creano e distruggono di continuo minuscoli buchi neri, ma è un risultato che viene fuori da delle equazioni.. ancora una volta NON esistono le minime prove sperimentali…)
sta tranquillo, se si dovesse creare un buco nero penso scompariremmo subito.. i quattro anni calcolati da qualche scienziato non so come vengano fuori
[...] cmq penso che si sia dato tanto risalto alla notizia, nota peraltro da anni, solo perché è spettacolare e vendibile ad un pubblico addestrato dalle produzioni hollywoodiane….
ancora una volta ho potuto constatare la TOTALE INUTILITA’ di molti articoli pubblicati sui quotidiani
l’estrema ignoranza di chi ci governa!
Ricordate il dito medio alzato di Umberto Bossi ??‘
Una delle tante schifezze dei nostri politici che anziché pensare a fare il loro dovere, fanno sfoggio della loro volgarità, arroganza….ed anche ignoranza!
In quella sede il senatour Umberto Bossi alzò il dito medio, durante l’inno italiano, quando udì la frase “…che schiava di Roma…”. In quella sede esclamò che mai più l’Italia sarà schiava di Roma!
MALEDETTA BESTIA L’IGNORANZA !!!!!!
TI PERSEGUITA E TI MOSTRA MISERO AGLI OCCHI DI TUTTI !!
Infatti, cari italiani, come potete vedere OVUNQUE voi vogliate, nell’inno di Mameli non è l’Italia ad essere intesa schiava di Roma….ma la Vittoria (la dea Vittoria).
…
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.…
….e pensare che poi Bossi si lamenta perché gli hanno bocciato il figlio alle superiori….
…visto il padre….ci credo bene!
Per non dimenticare Giovanni Falcone…
“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa,
chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”. (Giovanni Falcone)
Laureato in Giurisprudenza nel 1961, Giovanni Falcone vinse il concorso in Magistratura nel 1964.
Sostituto procuratore a Trapani per dodici anni, arrivò a Palermo dopo l’omicidio del giudice Cesare Terranova e cominciò a lavorare all’Ufficio istruzione, che sotto la successiva guida di Rocco Chinnici diviene un esempio innovativo di organizzazione giudiziaria. Chinnici chiamò al suo fianco anche Paolo Borsellino e Falcone, al quale affida, nel maggio 1980, le indagini contro Rosario Spatola: un lavoro che coinvolgeva anche criminali negli Stati Uniti e all’epoca osteggiato da alcuni altri magistrati.
Alle prese con questo caso, Falcone comprese che per indagare con successo le associazioni mafiose era necessario basarsi anche su indagini patrimoniali e bancarie, per ricostruire il percorso del denaro che accompagnava i traffici ed un quadro complessivo del fenomeno, per evitare la serie di assoluzioni con cui si erano conclusi i precedenti processi contro la mafia.
Le inchieste avviate da Chinnici e portate avanti dalle brillanti indagini di Falcone e di tutto il pool portarono così ad istruire il primo grande processo contro la mafia.
Ma la mafia reagì bruciando il terreno attorno ai giudici: dopo l’omicidio di Giuseppe Montana e Ninni Cassarà nell’estate 1985, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, si cominciò a temere per l’incolumità anche dei due magistrati
Il 16 novembre 1987 diventa una data storica e insieme un momento fondamentale per il Paese, che per la prima volta inchioda la mafia traducendola alla Giustizia. Il Maxiprocesso sentenzia 360 condanne per complessivi 2665 anni di carcere segnando un grande successo per il lavoro svolto da tutto il pool antimafia.
Se lo Stato aveva conseguito una vittoria memorabile, la partita era lungi da considerarsi conclusa. Inoltre, Caponnetto si apprestava a lasciare l’incarico per ragioni di salute, e raggiunti limiti di età. Alla sua sostituzione vennero candidati Falcone, ed Antonino Meli. Nel settembre 1987, dopo una discussa votazione, il Consiglio Superiore della Magistratura nominò Meli. A favore di Falcone, votò anche il futuro Procuratore della Repubblica di Palermo, Giancarlo Caselli. Il 30 luglio 1988 Meli, ormai in aperto contrasto con Falcone, e, come premonizzato da Borsellino, sciolse ufficialmente il pool.
…
Giovanni Falcone viene ucciso dalla mafia nella cosiddetta strage di Capaci, il 23 maggio 1992
La detonazione provoca un’esplosione immane ed una voragine enorme sulla strada.




