soldi: per Rete4 si, per la polizia no
il 13 giugno 2008 il ministero dell’interno (governo Berlusconi) dirama la seguente direttiva:
gli accreditamenti per le manutenzioni ordinarie sono sospese
???
che vuol dire?
significa che non ci sono (o per meglio dire vengono usati diversamente) i soldi per le spese di ordinaria manutenzione nelle caserme di polizia e carabiniere
negli edifici che rappresentano lo stato, lo stato non riesce (perché ha altre priorità) a cambiare nemmeno le lampadine fulminate…
riporto dal giornale la Repubblica:
Mancano i soldi per gli agenti sui treni a lunga percorrenza: da 8 mesi sono in attesa delle indennità. Dimezzati poi i fondi per la squadra nautica di Porto Empedocle: le motovedette impegnate sul fronte caldo dell’immigrazione clandestina rischiano di rimanere in porto.
strano che con un governo di destra le forze dell’ordine debbano trovarsi in queste condizioni, tutti ci aspettavamo che, dopo aver montato l’emergenza sicurezza con massicce campagne mediatiche, le forze dell’ordine avrebbero visto aumentare i fondi a disposizione…
strano che non ci siano i soldi per la polizia mentre i 350.000 euro al giorno per far trasmettere abusivamente Rete4 si riescono a trovare con molta facilità, e senza fare collette come si fa per finanziare la ricerca sul cancro….
in effetti non me lo immagino un avviso del tipo
invia un SMS al XXXXXX per permettere a Rete4 di trasmettere abusivamente
il costo è di 1 euro+iva
non cedo che avrebbe molte adesioni un appello del genere, eppure lo stiamo già pagando, dl 1° gennaio 2006, e alla fine del quinquennio della tessera 1816 ella P2 Rete4 e Emilio Fede ci saranno costai un miliardo di euro
non molto, a dire la verità… 16 euro a testa (neonati compresi) estorte per avere programmi e informazione di qualità non sono molti
quindi che si sappia che Rete4 e Emilio Fede grazie a noi e ai nostri soldi esistono malgrado le leggi italiane ed europee
fonte: Polizia e caserme, non c’è un euro “manutenzione? pensateci da soli”
confronto Italia Spagna vs Vaticano
- sia l’Italia che la Spagna sono nell’immaginario collettivo e del vaticano due paesi cattolici (in realtà i cattolici praticanti e/o credenti sono molto di meno dei cattolici solo a parole)
- entrambi i paesi si definiscono laici nella loro costituzione
- in entrambi i paesi il vaticano cerca continuamente di interferire nella politica, arrogandosi un ruolo politico in forza della presunta cattolicità del popolo (tutta da dimostrare, ma per “rispetto” nessuno lo dice)
come si pone nei confronti del vaticano il governo spagnolo e come si pone quello italiano?
Zapatero (Spagna):
Niente più funerali di Stato, basta con i crocifissi negli atti pubblici.
la Chiesa dev’essere cosciente che “la Costituzione non le concede nessun privilegio”.
Non deve esistere nessuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni
Berlusconi (Italia):
al vescovo di Tempio Pausania che gli stava porgendo l’ostia: «Eccellenza, perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?»
il papa leggerà la bibbia sulla televisione pubblica(??), la Rai (senza il benestare del premier non si potrebbe fare, dato che ha avuto il potere di esiliare dalla Rai Enzo Biagi e piazzare varie “amichette” grazie al direttore di Rai Fiction Saccà)
e pensare che il vaticano non manca di emittenti televisive e radiofoniche, Radio Vaticana emette un segnale così potente da aver provocato il tumore e la morte a molte persone
Zapatero ha detto che oramai la Spagna ci ha superato in tutto, anche nel calcio
gli spagnoli stiano crescendo moltissimo (intendo come popolo, non come mera economia) noi italiani invece stiamo regredendo alla forma che ci compete, ovvero al paese in cui stiamo vivendo, illudendoci però di vivere nel paese che ci mostrano sulle TV…
Fonte:
- niente croci nei luoghi pubblici
- quando l’eucarestia ai divorziati?
- il papa leggerà la bibbia in TV
- Berlusconi: «Via Santoro, Biagi e Luttazzi»
- Intercettazione telefonica Saccà-Berlusconi
- Radio Vaticana, cardinale condannato
pagheremo ancora per l’ICI
tutti sono in grado di capire cosa vuol dire non pagare più una tassa
non tutti però sono in grado di capire un concetto molto semplice,ovvero che se diminuiscono i soldi che guadagni dovranno purtroppo diminuire le spese che potrai fare
ancor meno sono le persone in grado di capire che l’economia, che la si applichi ad una famiglia, ad una azienda, ad uno stato, continua a dover sottostare al basilare e elementare concetto sopra esposto
ora, con grande enfasi è stato prima annunciato e poi messo in atto quanto promesso da Berlusconi: l’ICI è stata abolita (strano che abbia mantenuto questa promessa, quella del milione di posti di lavoro o quella della cordata italiana per l’acquisto di Alitalia aspettano…)
non entro nel merito di calcolare quanto effettivamente ognuno di noi ha risparmiato (anche se è alla portata di tutti capire che l’ICI che non pagherò se la mia prima casa è un normale appartamento è di gran lunga inferiore all’ICI che non pagherà chi come prima casa ha una villa, o un superattico, o un appartamento in centro a Roma comprato a prezzi ridicoli da enti statali da Mastella e altri politici).
facciamo i conti sulle spese che non potremo più effettuare come popolo italiano e poi valutiamo se ne è valsa la pena, perché per tagliare l’ICI sono state depennate da Tremonti molte spese già programmate, però questa è una notizia che on sentirete sui telegiornali o da Bruno Vespa:
- fondo anti violenza per le donne (20 milioni)
- fondo per l’inclusione sociale degli immigrati (50 milioni)
- fondo per l’abbattimento degli ecomostri (45 milioni)
- fondo per il sostegno al trasporto ferroviario delle merci
- fondi per il completamento della strada Ionica (350 milioni)
- fondi per la metro leggera di Palermo (240 milioni)
- fondi per la ferrovia circum-etnea (250 milioni)
- fondi per la piattaforma logistica in Sicilia (247 milioni)
- fondi per la superstrada Agrigento e Caltanissetta (180 milioni)
- 721 milioni di euro destinati a rafforzare il trasporto locale, pubblico e su ferrovia
- “Fondo per la promozione del trasporto pubblico locale”, 353 milioni di euro stanziati per il triennio 2008-2010
- fondo per i trasporto verde nei centri storici. “Togliere i soldi per rinnovare autobus e trasporti rapidi di massa come metro e tramvie - denuncia Marcello Panettoni, presidente dell’Associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale - vuol dire condannare un sistema già in gravi difficoltà”
- 30 milioni per il “recupero dei centri storici”
- 60 milioni per le isole minori
- fondi per le biotecnologie
- fondi per le filiere Ogm free
- Fondi per “l’ammodernamento delle rete idrica nazionale” (70 milioni)
- fondi per le “forestazione e riforestazione” (150 milioni)
- Fondo ordinario delle Università (48 milioni)
- fondo per la Formazione artistica e culturale (27 milioni)
- fondo per “la promozione dello sport di cittadinanza” (95 milioni)
- Tagli per i Campionati mondiali di pallavolo 2010 e per quelli di ciclismo
- fondi per lo sviluppo della banda larga (50 milioni)
- fondi per il passaggio al digitale terrestre (20 milioni)
- fondi per il potenziamento dell’informatizzazione pubblica (31 milioni)
se non lo avete notato sono state penalizzate maggiormente le fasce più deboli, le regioni meridionali, le risorse per ammodernare il paese, lo sport…
siamo sicuri che ci convenga? e anche se oggi ci fanno comodo quelle poche centinaia di euro risparmiate abbiamo idea di quanto ci costeranno?
per approfondire e verificare:
- Donne, ambiente e disoccupati - Ici e Alitalia si mangiano i fondi
- Amministratori del sud all’attacco: “Il taglio dell’Ici è una rapina”
scoperto un modo per farsi eleggere di sicuro in parlamento
allora, come poso fare per farmi eleggere anche io parlamentare?
fra 4 ani dovremmo tornre nuovamente al voto per il parlamento e io ho deciso di mettermi in politica sul serio, quindi non partirò da un consiglio comunale per poi passare alla regione e infine, se sarò riuscito a farmi eleggere sempre e a evitare quindi di diventare dirigente di qualche azienda pubblica, candidarmi al parlamento.
io no! ho letto come si fa a essere eletti di sicuro in parlamento…
è facile:
- mi candido in un collegio estero (per esempio nel collegio Europa)
- dichiaro di risiedere in Belgio
- mi rivolgo a Carlo Taormina come avvocato
avvocato? e a che mi serve direte voi?
l’avvocato mi servirà perché qualcuno si lascerà insospettire dal fatto che io in Belgio non ci ho mai messo piede (sebbene vi dichiari la mia residenza)
l’avvocato mi servirà perché diranno che ho commesso dei brogli elettorali dato che riceverò 24.500 voti da gente che non sa nemmeno che esisto ma se mi voterà saranno pure cazzi loro
l’avvocato Carlo Taormina mi servirà perché è bravo (per difendere Berlusconi devi essere davvero bravo) e perché siederà con me in parlamento, e si sa che fra colleghi parlamentari ci si aiuta
forse un magistrato chiederà di arrestarmi ma io non avrò paura perché il permesso di arrestarmi dovrà darlo il parlamento e, ripeto, si sa che fra parlamentari ci si aiuta
ah dimenticavo, mi candiderò con Berlusconi, così da seguire fino in fondo l’esempio del mio novello maestro di vita Nicola Di Girolamo
è a lui e al suo esempio che dovrò il mio futuro da parlamentare
e vi prometto che una volta eletto taglierò tasse e creerò un milione di posti di lavoro
ricordiamoci di Craxi

L’ex Presidente del Consiglio ed ex Ministro Giuliano Amato ha affermato che “Craxi sarà ricordato come un grande statista ed un grande politico” e che, all’epoca, “il pronunciamento della Procura di Milano contro la depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti fu atto deplorevole”.
Peccato che Amato ometta di ricordare che Craxi morì da pregiudicato latitante che si era sottratto alla giustizia e alle leggi del suo Paese, avendo maturato due condanne definitive (5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese) e varie altre che stavano per diventarlo (3 anni in appello per la maxitangente Enimont, 5 anni e 5 mesi in primo grado per le bustarelle dell’Enel, 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione). Posso anche accettare l’idea che Craxi sia stato uno statista che, ad esempio, ha difeso l’autonomia del nostro Paese contro gli Stati Uniti (vedi caso Sigonella), ma certo egli era uomo corrotto e ladro.
Nessuna grandezza di statista potrà mai permettere di cancellare i suoi atti di corruzione ed i suoi furti ai cittadini italiani. La Magistratura individuò infatti 50 miliardi sui conti personali svizzeri Northern Holding e Constellation Financière, più quelli (mai visti né calcolati) bloccati a Hong Kong perché quello stato non ha mai risposto alle rogatorie. Di questi, guarda caso, una parte fu versata da Berlusconi: ben 21 miliardi versati fra il 1990 e il ‘92, estero su estero, trasferiti dai suoi conti svizzeri (”All Iberian“) ai conti svizzeri di Craxi (”Constellation Financiere” e “Northern Holding”). Ciò dopo che Craxi ebbe ad emanare un decreto (detto “Decreto Berlusconi“) che permetteva di trasmettere su tutto il territorio nazionale, pur in assenza di assegnazione delle frequenze.
fonte:Craxi: statista, corrotto e ladro
quote rosa
| Ecco il biglietto inviato da Silvio Berlusconi a Nunzia e Gabri (Newpress) |
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Ecco cosa scrive il Presidente: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!» (Newpress) |
| E questo è il retro: «Molti baci a tutte e due !!! Il “Vostro” presidente» (Newpress) |
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Ecco la risposta di Nunzia De Girolamo: «Caro…(Non si legge) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere… (non si legge)» (Newpress) |
| Il presidente con il bigliettino in mano (Newpress) |
| Berlusconi legge la risposta di Gabri e Nunzia (Newpress) |
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| Nunzia De Girolamo (dal web) |
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| Così appare Nunzia De Girolamo sul sito de la Camera dei Deputati |
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| Nunzia De Girolamo a sinistra, Silvio Berlusconi (al centro) in una foto tratta dal suo sito (www.nunziadegirolamo.it) |
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| Gabriella Giammanco, deputata del Pdl, nella foto del sito della Camera dei Deputati |
| Gabriella Giammanco, spera di entrare a far parte della commissione Cultura (Olycom) |
Santi terroni e mafiosi eroi
Durante il match Verona-Manfredonia di domenica scorsa, dagli spalti del Manfredonia un gruppo di ultras ha ripetutamente intonato il coro “Padre Pio Terrone”. Il gesto ha scatenato una generale indignazione; la questura di Foggia ha aperto un’indagine per verificare la veridicità del fatto, e per accertare chi abbia intonato il motto.
E’ dunque un reato bestemmiare i Santi?
La legge parla chiaro. La Sentenza della Corte Costituzionale del 18 ottobre 1995 dichiara l’illegittimità costituzionale del primo comma dell’articolo 724 del Codice Penale (“Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”) che considera reo di bestemmia chi oltraggia i “simboli o le persone venerati nella religione dello Stato”, pertanto il reato di bestemmia è imputabile solo a chi oltraggia la “divinità”.
Diventa spontaneo chiedersi il perché di tutto questo interessamento nonostante le normative siano più che esplicite.
Soprattutto, altri sono gli episodi qui quali si dovrebbe fare chiarezza.
Ad esempio, durante la scorsa campagna elettorale, Dell’Utri, attuale senatore e portaborse di Berlusconi, e lo stesso premier, hanno dichiarato che a loro avviso Vittorio Mangano, che in carcere si è rifiutato di testimoniare contro i due in merito a crimini di mafia, per tale motivo non può che essere chiamato eroe.
Quindi, bestemmiare contro figure religiose non è reato, ma gli enti sembrano ignorarlo.
Quindi, chiamare eroe un mafioso, non è reato, assolutamente, tant’è vero che nessuno si preoccupa di sottolineare l’assurdità delle dichiarazioni che lo dipingono santo.
un altro delinquente fuori con l’indulto
L’ex ministro della Sanità del governo Berlusconi,Girolamo Sirchia, è stato condannato a tre anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici, come pena accessoria, nell’ambito di un processo per tangenti nel mondo della sanità milanese. Sirchia è stato condannato insieme ad altre sette persone e ad una società, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e appropriazione indebita. Ma nessuno abbia timore: Sirchia non farà un solo giorno di prigione.
Per tre imputati la condanna è coperta da indulto. Anche i tre capi di imputazione per cui Sirchia è stato condannato non sono lontani dalla prescrizione, per cui può darsi che non si arrivi nemmeno al processo di appello. Assistiamo all’ennesimo caso di un “potente” colto con le mani nel sacco, che, come già in passato si è verificato per altri, non pagherà il suo debito con la giustizia, grazie all’indulto voluto da Berlusconi e da una larga parte dell’Unione.
La morale tuttavia è che l’episodio di un ex ministro del Centro-Destra condannato per accuse infamanti, spiacevole di per sé, rappresenta un’ulteriore dimostrazione del fatto che dietro le sbarre rimangono, o ci sono tornati, i ladri di polli, mentre finanzieri di assalto, evasori fiscali, politici e potenti in genere restano in libertà grazie a questo assurdo provvedimento di condono della pena.
fonte: Condannato con indulto
Rete 4 ci costa 300.000 euro al giorno
con effetto retroattivo, a partire dal luglio 2006, stiamo pagando 300.000 euro al giorno di multa per Rete 4, la cui occupazione delle frequenze è stata decretata abusiva da parte della Corte di Giustizia Europea a più riprese (l’ultima volta il 31 gennaio 2008)
i guadagni delle pubblicità su Rete 4 vanno al “nostro” Berlusconi, votato ancora una volta per guidare un popolo al suicidio
i soldi per pagare la multa invece li mettiamo noi, con le nostre tasse che speso non possaimo nememno evadere perché siamo lavoratori “schiavi” dipendenti
il Berlusca e i suoi “amici” invece possono anche evadere le tasse (tanto il falso in bilancio grazi al Berlusca non è più reato penale…), quindi non cotribuiscono nemmeno a pagare la multa che permette al padrone di continuare a instupidirci…
ovviamente sulle TV e sui giornali non si fa cenno di questo, come non si parla della raccolta di firme dl 25 aprile per cambiare il sistema di (dis)informazione in Italia
fonte:Rete 4 ci costa un botto di soldi
un uomo integerrimo
Elenco riassuntivo
Sentenze di non doversi procedere
Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti
La Corte di Cassazione ha affermato che “qualora l’applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell’imputato ed è fonte per costui di pregiudizio” (Cass. pen., sez. IV, 21 maggio 1996, n. 5069).
Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:
- Lodo Mondadori, corruzione semplice
- Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
- Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)
Intervenuta amnistia
- Falsa testimonianza P2
- Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio
Sentenze di assoluzione
- Caso All Iberian 2 - falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
- Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
- 4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
- Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
- Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
- Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
- Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio
Procedimenti archiviati
- Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
- spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
- traffico di droga
- tangenti fiscali Pay-tv
- Stragi 92-93, concorso in strage
- Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell’Utri, riciclaggio di denaro sporco
Procedimenti in corso
- Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita;
- Mazzette a David Mills, corruzione giudiziaria.
Contrastante è invece il caso Telecinco, come si legge più in basso.
Dettagli sui procedimenti
Traffico di droga
Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
Dichiarazioni sulla P2
Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978 [1][2].
Nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: “…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio…“. Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 è più attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.
Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli“.
Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: “…Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.”
La corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2 ed ha applicato l’amnistia, stabilita nel 1990, chiesta dal Procuratore generale. La Corte di Cassazione nel 1991 conferma la sentenza.
Tangenti alla Guardia di finanza
Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate. In appello la Corte riforma la sentenza di primo grado concedendo le attenuanti generiche. Ciò fa scattare la prescrizione per tre tangenti; per la quarta (Telepiù) Berlusconi viene assolto per non aver commesso il fatto. La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi (Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone), ma assolve Berlusconi da tutti i capi di imputazione per non aver commesso il fatto[5].
Processo All Iberian 1 (tangenti a Bettino Craxi)
Nel 1998 la sentenza di primo grado lo condanna a due anni e quattro mesi per i 23 miliardi versati tramite il conto All Iberian a Bettino Craxi. La sentenza di Appello (secondo grado) sancisce che il reato è estinto per prescrizione e che «per nessuno degli imputati emerge dagli atti l’evidenza dell’innocenza». La sentenza definitiva (terzo grado, 22 novembre 2000, Corte di Cassazione) conferma la sentenza d’appello, e condanna Berlusconi al pagamento delle spese processuali. Ecco un estratto della sentenza definitiva:
- Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi, ndr] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [...] Non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato
Processo All Iberian 2 (falso in bilancio)
Berlusconi è stato indagato per la rete di 64 società e conti offshore del gruppo Fininvest che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni quali la scalata di societa quotate in Borsa (Standa e Rinascente), senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici (come quella di 23 miliardi di lire per Craxi di cui sopra). La rete occulta della Finivest-ombra avrebbe spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. L’accusa per Berlusconi è di falso in bilancio. Il 26 settembre 2005 i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi e gli ex manager Fininvest Ubaldo Livolsi, Giancarlo Foscale e Alfredo Zuccotti dall’accusa di falso in bilancio, in quanto il fatto non costituisce reato: la riforma del diritto societario del 2001, approvata quindi dal Governo Berlusconi II, richiede per il reato di falso in bilancio una querela di parte.
Caso Lentini
Berlusconi è stato rinviato a giudizio per il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, ‘in nero’, per l’acquisto del calciatore GianLuigi Lentini. Nel contratto ufficiale depositato alla Lega Calcio si indicava il prezzo di 18 miliardi e mezzo di lire, ma altri 10 miliardi ‘in nero’ sarebbero stati pagati all’allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Circostanza ammessa dallo stesso Borsano e verificata attraverso lo svolgimento di rogatorie con la Svizzera. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge della Cdl sul falso in bilancio.
Medusa cinematografica
Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.
Falso in bilancio nell’acquisto dei terreni di Macherio
Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.
Lodo Mondadori
Berlusconi era accusato (assieme a Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Vittorio Metta) di concorso in corruzione in atti giudiziari (art.319 ter del codice penale), per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice.
Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Corte d’appello, su ricorso della procura, decide nel giugno 2001 che per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; in primo grado Cesare Previti è stato condannato, mentre per questo stesso episodio Berlusconi, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, ha ottenuto la prescrizione del reato di “corruzione semplice” (poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 7 anni e mezzo) ed ha evitato la condanna.
I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello hanno infatti ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di “corruzione semplice”, e non quello più grave di “corruzione in atti giudiziari”, in quanto non sono stati provati i provvedimenti giudiziari oggetto della corruzione. Hanno inoltre confermato la concessione delle attenuanti generiche, dalle quali consegue la prescrizione per la riduzione dei termini di legge. La Corte di Cassazione ha infine confermato la sentenza d’Appello.
Ecco un estratto della sentenza definitiva:
- Il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è nel frattempo diventato Presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo
Si veda anche: articolo de La Repubblica Ed inoltre: “MONDADORI, STORIA D’UNA SENTENZA COMPRATA” di Marco Travaglio
Processo SME
| Per approfondire, vedi la voce Processo SME. |
Berlusconi era accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso con condanne per Previti e Squillante, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Schifani“, votata nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, lo ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante (capo A) e assolto per insussistenza del reato di corruzione ai fini della mancata vendita della SME (capo B). Previti invece viene condannato.
Processo SME Capo di accusa A
Per il capo di accusa A del suddetto processo SME Silvio Berlusconi viene prosciolto in primo grado per prescrizione in ordine ad alcuni punti del capo medesimo, ed assolto in ordine ad altri.
Questa conclusione è maturata anche grazie alle rogatorie internazionali giunte dalla Svizzera. Esse furono oggetto di aspro confronto, in quanto Berlusconi ha sempre sostenuto che fossero documenti falsificati. Durante il processo, il governo Berlusconi II varò una legge che introduceva norme più rigorose per accertare l’autenticità e la provenienza delle rogatorie internazionali, suscitando la reazione delle opposizioni che giudicavano tale legge un provvedimento inutile o addirittura escogitato ad arte per rendere più difficile alcuni processi.
I documenti in questione provavano la sussistenza di versamenti di 434.404 dollari effettuati da un conto della Fininvest ad uno di Previti, dal quale infine giunsero ad un conto di Squillante.
Al termine del processo i giudici, pur ritenendo che Berlusconi avesse commesso il fatto-reato imputatogli, gli concedettero le attenuanti generiche, che tra gli altri effetti dimezzano i termini di prescrizione di quel reato da quindici anni a sette anni e sei mesi; il reato commesso è risultato così estinto per prescrizione, situazione giuridicamente differente dall’assoluzione, anche se porta ad effetti pratici simili.
Di seguito il dispositivo della sentenza formulato il 10 dicembre 2004 dai giudici della Prima Sezione Penale di Milano:
Visto l’articolo 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 c.p. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l’articolo 530 CO.2 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l’articolo 530 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l’articolo 530 CO.2 c.c.c., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perché il fatto non sussiste.
Gli avvocati di Berlusconi hanno fatto ricorso in appello per ottenere un’assoluzione piena. Il 27 aprile 2007 i giudici hanno assolto Silvio Berlusconi per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste.
Di seguito il dispositivo della sentenza: «La corte, visto l’articolo 605 cpp, in riforma della sentenza del tribunale di Milano in data 10 dicembre 2004, assolve Silvio Berlusconi dal reato a lui ascritto sub capo A) ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale, per non aver commesso il fatto, e dal reato a lui ascritto sub capo B) ai sensi dell’articolo 530 comma 1 cpp perché il fatto non sussiste».
Il ricorso della procura di Milano contro la sentenza di assoluzione viene rigettato dalla VI sezione penale della Corte di Cassazione il 26 ottobre 2007. Berlusconi esce così assolto definitivamente da questo processo.
Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Tangenti fiscali sulle pay-tv
Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Stragi del 1992-1993
La Procura di Firenze ha indagato per molti anni (fino all’agosto 1998) sui mandanti a volto coperto delle stragi:
- del 14/5/93 a Maurizio Costanzo (via Fauro, Roma)
- attentato agli Uffizi del 27/5/93 (via de’ Georgofili, Firenze)
- attentato al Padiglione di Arte Contemporanea del 27/7/93 (Via Palestro, Milano)
- di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano (Roma, 28/7/93)
- allo stadio Olimpico (dicembre 93 - gennaio 94)
- a Formello-Roma (attenato a Salvatore Cotorno, 14/4/94)
La procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (con il soprannome AUTORE 1 e AUTORE 2), considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l’archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal GIP territoriale benché “le indagini svolte abbiano consentito l’acquisizione di risultati significativi” e sebbene “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità“. A Caltanissetta Berlusconi e Dell’Utri furono iscritti nel registro degli indagati come mandanti delle stragi di Via D’amelio (Paolo Borsellino) e Capaci (Giovanni Falcone). Le indagini sono partite da:
- le dichiarazioni di Salvatore Cancemi
- i verbali relativi ai rapporti con Vittorio Mangano
- le dichiarazioni successive di Cannella e La Barbera
- le dichiarazioni di Pennino e Siino
- gli esiti delle indagini della Dia e del Gruppo Falcone e Borsellino
Il 3 maggio 2002 il fasciolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, perché il quadro indiziario risulta friabile. Ma “gli atti del fascicolo hanno ampliamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra gli uomini appartenenti a “Cosa Nostra” ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati“. Quell’atto non venne però firmato dall’altro pm che si era occupato delle inchieste e dei processi sulle stragi, Luca Tescaroli, contrario alle impostazioni della richiesta di archiviazione, soprattutto nella parte in cui si sostiene che le dichiarazioni dei principali pentiti della strage, Cancemi e Brusca, erano “contrastanti”.[3]
Una tesi che è stata confermata anche nella sentenza d’appello della strage di Capaci dove i giudici scrissero tra l’altro che le dichiarazioni di Brusca e Cancemi erano “convergenti” e che era necessario indagare ancora “nelle opportune direzioni per individuare i convergenti interessi di chi era in rapporto di reciproco scambio con i vertici di Cosa nostra”.[4]
Concorso esterno in associazione mafiosa
La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi e Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 il procedimento è stata archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge. Dell’Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; dagli atti risulta che Forza italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e che Berlusconi sarebbe stato messo da Dell’Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.
Il 26 luglio 2007 si è assistito alla ritrattazione del prof. Giuffrida, funzionario della Banca d’Italia e perito per conto della Procura della Repubblica nel processo di Palermo che vedeva imputato il senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, in merito alle conclusioni da questi rassegnate ai Giudici circa l’oscura provenienza di ingenti quantitativi di denaro (113 miliardi di lire dell’epoca), nelle casse della Fininvest nella seconda metà degli anni ‘70.
Giuffrida, che era stato querelato per diffamazione per le sue dichiarazioni al processo, giunge ad un accordo transitivo con Mediaset, in cui si riporta che “‘il dott. Giuffrida [...] riconosce i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni rese al dibattimento ed inoltre che le predette operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest” e che Fininvest/Mediaset prendono atto “che i limiti della consulenza del dott. Giuffrida non sono dipesi da sua negligenza ma da eventi estranei alla sua volonta’ - scadenza dei termini e successiva archiviazione del procededimento - che lo hanno indotto a conclusioni parziali e non definitive“.
I legali di Giuffrida nel processo per diffamazione hanno comuqnue emesso una dichiarazione, riportata dall’ANSA, in cui sostengono di essere stati avvertiti solo pochi giorni prima (il 18 luglio) del fatto che i legali Mediaset avevano proposto una transazione al loro assistito, di non condividere nè quel primo documento (”una bozza di accordo che gli stessi non hanno condiviso, ritenendo che quanto affermato nel documento non corrispondesse alle reali acquisizioni processuali“), nè la versione definitiva leggermente corretta (”non sottoscriveranno non condividendo la ricostruzione dei fatti e le affermazioni in esso contenute“).
La perizia di Giuffrida era stata ritenuta dai giudici già al tempo solo basata su “una parziale documentazione“, ma era stata ritenuta valida anche in virtù del fatto che non aveva “trovato smentita dal consulente della difesa Dell’Utri“, in quanto lo stesso professor Paolo Iovenitti (perito della difesa), davanti alle conclusioni di Giuffrida, aveva ammesso che alcune operazioni erano “potenzialmente non trasparenti” e non aveva “fatto chiarezza sulla vicenda in esame, pur avendo il consulente della difesa la disponibilità di tutta la documentazione esistente presso gli archivi della Fininvest“. [6] [7]
Tale ritrattazione, contenuta nell’accordo transattivo raggiunto dai legali Mediaset ed il prof. Giuffrida a composizione della controversia instaurata dalla Mediaset stessa per diffamazione, non consente comunque di fare chiarezza, una volta per tutte, sulla provenienza dei capitali del gruppo societario facente capo a Silvio Berlusconi.
Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo
Silvio Berlusconi risulta attualmente indagato dalla procura di Roma per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell’allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e camorra durante una intervista rilasciata il 3 febbraio 2006 ad una emittente nazionale. L’iscrizione è avvenuta in seguito alla querela presentata dal presidente della Lega Nazionale delle Cooperative Poletti.
Telecinco (in Spagna)
In Spagna, Berlusconi, con altri manager Fininvest, è accusato di violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (es. riciclaggio di denaro) per l’emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 2001 al 2006 (cio non comporta la prescrizione) per non interferire nelle relazioni fra Italia e Spagna, ma ad aprile 2006 è ripreso su ordine dei giudici ed è tornato nelle mani del famoso giudice Baltasar Garzón che per primo ha avviato il procedimento.
L’Audiencia Nacional ha assolto tutti gli otto imputati e ora, secondo Niccolò Ghedini (avvocato di Berlusconi), si procederà alla immediata archiviazione essendoci stata una assoluzione perché il fatto non sussiste. Si tratta tuttavia di una interpretazione fornita dalla stampa italiana, infatti l’assoluzione (per reati minori di alcuni manager di mediaset) non ha nessuna attinenza col procedimento del giudice Garzón.
Compravendita diritti televisivi
I PM Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 50.000 pagine di atti con rogatorie in 12 paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati:
- Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio)
- Fedele Confalonieri (falso in bilancio)
- Frank Agrama (uomo di “appoggio” Fininvest in America)
- David Mills (marito di un ministro del governo Blair)
- Daniele Lorenzano (capoacquisti Finivest)
- Erminio Giraudi (mercanti di carni a Montecarlo)
- Paolo del Bue (banchiere svizzero)
- Giancarlo Foscale e Candia Camaggi (cugino del Cavaliere e consorte, responsabili della finanza svizzera)
- altri dirigenti di Fininvest e Mediaset.
Oltre a queste sono state stralciate (cioè verranno contestate in procedimento separato) le posizioni di Marina Berlusconi (assurta a presidente Mediaset) e Piersilvio Berlusconi, accusati di riciclaggio.
Dall’indagine All Iberian nasce questo filone d’inchiesta su due società estere collegate alla Silvio Berlusconi Finanziaria (società lussemburghese), la Century One e la Universal One. Sui conti di tali società hanno lasciato l’ultima traccia i fondi neri “distratti su conti bancari in Svizzera, Bahamas e Montecarlo, [..] nella disponibilità degli indagati [..] e gestiti da fiduciari di Berlusconi”. La cresta sulla compravendita dei diritti di film made in USA avveniva, secondo l’ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore (Century One e Universal One e altre come la Wiltshire Trading e la Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.
Berlusconi avrebbe intascato fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi) in nero, senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti (falso in bilancio). Ma la difficoltà maggiore per i PM è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che il premier ha lasciato tutte le cariche sociali nel 1993. Berlusconi avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome. L’ipotesi accusatoria è suffragata dalle testimonianze di Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni dell’Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).
Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici della Mediatrade spa, cioè la società controllata dal Gruppo Berlusconi che ha preso il posto, a partire dal febbraio 1999, Mediaset e la Maltese Ims nell’acquisto dei diritti TV. La procura avrebbe scoperto massici trasferimenti di denaro della Wiltshire Trading (società intestata ad Agrama) a favore di conti svizzeri di personaggi Mediaset (denominati “Leonardo”, “Trattino”, “Teleologico”, “Litoraneo”, “Sorsio”, “Clock” e “Pache”). Questo nuovo filone nasce dalla testimonianza di un ex dirigente Paramount, Bruce Gordon, che definisce Agrama come “agente di Berlusconi” e “rappresentante Fininvest”. Farouk Mohamed Agrama, detto Frank, è considerato l’interfaccia di Lorenzano (ex capoacquisti di Mediaset) in America.
Secondo la procura l’accumulazione dei fondi neri sarebbe continuata anche oltre il 1999, fino al 2002 cioè quando Berlusconi era già Presidente del consiglio. Berlusconi e Mills sono accusati di corruzione in atti giudiziari. Si legge nell’atto notificato il 16 febbraio 2006:
- “Deponendo Mills in qualità di testimone nei processi ‘Arces + altri’ e ‘All Iberian’, accettava la promessa e successivamente riceveva da Carlo Bernasconi (manager Fininvest, morto nel 2001, ndr), a seguito di disposizione di Silvio Berlusconi, la somma di 600mila dollari, investita dallo steso Mills in unità del fondo Giano Capital e l’anno successivo reinvestita nel Torrey Global Offshore Fund, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio di testimone: come in effetti faceva affermando il falso e tacendo in tutto o in parte ciò che era a sua conoscenza in ordine al ruolo di Silvio Berlusconi nella struttura di società offshore creata dallo stesso Mills, struttura fuori bilancio utilizzata nel corso del tempo per attività illegali e operazioni riservate del gruppo Fininvest”.
Davanti ai giudici, in particolare, Mills “ometteva di dichiarare quanto a sua conoscenza in ordine alla proprietà e al controllo delle società offshore del Fininvest B group e di conseguenza non rivelava che delle stesse erano beneficiari Silvio Berlusconi, Carlo Bernasconi e Livio Gironi, e che il controllo sulle stesse era esercitato da fiduciari della famiglia Berlusconi”; inoltre “ometteva di riferire la circostanza del colloquio telefonico intercorso nella notte del 24 novembre 1995 con Silvio Berlusconi in ordine alla società All Iberian e al finanziamento da 10 miliardi di lire erogato tramite All Iberian a Bettino Craxi“.
Bugie ricompensate, secondo la Procura, con quei 600.000 dollari riciclati da Mills in fondi riservati.
Note
- ^ Silvio Berlusconi intervistato da Bruno Vespa nel libro La scossa (Bruno Vespa, 2001, Mondadori, ISBN 8804489529)
- ^ Dichiarazioni del 21 luglio 1994, 5 aprile 1995, 16 gennaio 1996, 8 agosto 1998, 17 marzo 1999 riportate sul libro Le mille balle blu, pp. 73, 77-79, 87 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
- ^ La stessa tesi è stata sostenuta anche da Fedele Confalonieri su la Repubblica del 25 giugno 2000: “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori“.
- ^ Le mille balle blu, pp. 463-464 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
- ^ http://www.repubblica.it/online/politica/macherio/assolto/assolto.html
- ^ Mafia, Fininvest:”Teoremi smentiti”, articolo di Tgcom del 27 luglio 2007
- ^ Il caso Giuffrida: Perché Berlusconi non dice dove ha preso i capitali Fininvest?, articolo di Marco Travaglio, del 1 agosto 2007, che cita tra le altre cose la nota dell’ANSA degli avvocati difensori di Giuffrida e le dichiarazioni dei giudici e di Paolo Iovenitti
fonte: Wikipedia






