il vero potere
“Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”
mentire con la verità
come è vero che la verità può essere espressa in molteplici forme, è altrettanto vero che la menzogna e la falsità possono assumere le più disparate vestigia.
Da bambini si comincia con delle stupide bugie, spesso facilmente smascherabili proprio perché ingenue; da adulti però conosciamo la malizia e il secondo fine, la volontà di ingannare al fine di esercitare un potere… e allora le menzogne diventano più complesse, al pari delle motivazioni che le partoriscono.
Su un dato argomento si può mentire con una sapiente scelta di cosa dire e cosa non dire… di seguito un esempio attuale e che riguarda purtroppo da vicino molte persone:
“L’ISTAT dice che il tasso di disoccupazione nell’ultimo anno è salito dal 6.1 al 6.7%. I dati sulla disoccupazione in Italia “sono i migliori” nel contesto europeo. Lo ha affermato Berlusconi in una conferenza stampa alla fine dei lavori del Consiglio europeo.
[...]
Nell’ultimo anno è aumentata la disoccupazione nelle nazioni della zona-euro. Secondo Eurostat, il tasso dei disoccupati è salito al 7,8% con forti differenze (dall’Olanda 2,7%, alla Spagna 13,4%). Il tasso di disoccupazione americano è del 6,7%, quello giapponese 3,9%.
Come può sostenere Berlusconi che stiamo meglio degli altri Paesi europei? I numeri sembrano dargli ragione: il tasso di disoccupazione italiano è più basso della media europea. Le statistiche però vanno lette, perché dietro un numero sono nascoste molte altre storie. Così è per la disoccupazione, un rapporto tra due numeri: tra chi cerca lavoro o un lavoro l’aveva e l’ha perso e forza lavoro, cioè le persone disposte a lavorare. Se la situazione generale peggiora e uno si scoraggia e smette di cercare lavoro, il tasso di disoccupazione scende! Gli “scoraggiati” sono persone senza lavoro che a domanda dell’ISTAT: “Perché non sta cercando lavoro?” barrano la X su “Ritiene di non riuscire a trovarlo”. Per evitare questo problema che offre statistiche inaffidabili, gli economisti suggeriscono di guardare al tasso di occupazione. Ancora un numero: stavolta tra chi lavora e chi è disposto a lavorare.
E qui arriva l’inghippo: il tasso di occupazione italiano è tra i più bassi in Europa. Secondo l’Eurispes da noi è il 58,7%, inferiore di otto punti percentuali rispetto ai Paesi dell’euro, pari al 67%. Tradotto in numeri, se il tasso di occupazione fosse paragonabile a quello europeo, equivarrebbe a tre milioni di posti di lavoro [...]. Il tasso di disoccupazione reale sarebbe compreso tra l’11 ed il 13%. [...]” - Mauro Gallegati, Facolta’ di Economia Giorgio Fua’ dell’Universita’ Politecnica delle Marche
Formalmente quindi Berlusconi dice la verità affermando che il tasso di disoccupazione in Italia è inferiore alla media europea, nella sostanza però mente… però io non biasimo lui (lui mente perché gode dei benefici delle sue menzogne), io biasimo quelli che recepiscono delle affermazioni, dati, statistiche… e ci credono senza un minimo di senso critico, senza un minimo di approfondimento…
si dice che perché un truffatore riesca nella sua truffa, serve una certa complicità del truffato, complicità che può assumere anche la forma dell’ingenuità, o della fiducia mal riposta, o del non ricordarsi di chi ha già fatto promesse a vanvera e mentito…
fonte: la disoccupazione non esiste!
propaganda invece di giornalismo
Quasi settant’anni fa, nel corso della seconda guerra mondiale, nella città di Leningrado fu commesso un crimine efferato. Per più di 70 giorni, una banda di estremisti chiamata «Armata rossa» tenne in ostaggio milioni di abitanti di quella città e, così facendo, provocò la rappresaglia della Wehrmacht tedesca dall’interno. I tedeschi non ebbero altra alternativa, se non bombardare la popolazione e imporre un blocco totale causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Un po’ di tempo prima, un crimine simile era stato commesso in Inghilterra. La banda di Churchill si era nascosta tra la popolazione londinese, sfruttando milioni di cittadini come scudi umani. I tedeschi furono costretti a inviare la Luftwaffe e, sebbene con riluttanza, a ridurre la città in rovine. Lo chiamarono il Blitz.
Questa è la descrizione che apparirebbe oggi nei libri di storia – se i tedeschi avessero vinto la guerra. Assurdo? Non più delle quotidiane descrizioni nei nostri media, che si ripetono fino alla nausea: i terroristi di Hamas usano gli abitanti di Gaza come «ostaggi» e sfruttano le donne e i bambini come «scudi umani». Non ci lasciano altra alternativa se non i bombardamenti massicci nei quali, con nostro profondo dolore, migliaia di donne, bambini e uomini disarmati vengono uccisi o feriti.
In questa guerra, come in qualunque guerra moderna, la propaganda gioca un ruolo fondamentale. La disparità tra le forze, tra l’esercito israeliano – con i suoi caccia, elicotteri da combattimento, aerei teleguidati, navi da guerra, artiglieria e tank – e le poche migliaia di combattenti di Hamas dotati di armi leggere, è di uno su mille, forse uno su un milione. Nell’arena politica il gap tra loro è ancora più ampio. Ma nella guerra di propaganda, il gap è quasi infinito. Quasi tutti i media occidentali inizialmente ripetevano la versione ufficiale della propaganda israeliana. Essi ignoravano quasi del tutto le ragioni dei palestinesi, per non parlare delle dimostrazioni quotidiane del campo della pace israeliano. La logica del governo israeliano («Lo stato deve difendere i suoi cittadini contro i razzi Qassam») è stata accettata come se quella fosse tutta la verità. L’altro punto di vista, per cui i Qassam sono una rappresaglia per l’assedio che affama il milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza, non è stato riportato affatto. Solo quando le scene orribili provenienti da Gaza hanno cominciato ad apparire sui teleschermi occidentali, l’opinione pubblica mondiale ha gradualmente iniziato a cambiare.
È vero, i canali televisivi occidentali e israeliani hanno mostrato solo una piccolissima frazione dei terribili eventi che appaiono 24 ore su 24 sul canale arabo al Jazeera, ma una sola immagine di un bimbo morto nelle braccia del padre terrorizzato è più potente di mille frasi elegantemente costruite dal portavoce dell’esercito israeliano. E alla fine, è decisiva.
La guerra – ogni guerra – è il regno delle menzogne. Che si chiami propaganda o guerra psicologica, tutti accettano l’idea che sia giusto mentire per un paese. Chiunque dica la verità rischia di essere bollato come traditore. Il problema è che la propaganda è convincente per lo stesso propagandista. E dopo che ci si è convinti che una bugia è verità, e la falsificazione realtà, non si riesce più a prendere decisioni razionali.
Un esempio di questo fenomeno riguarda quella che finora è stata la atrocità più scioccante di questa guerra: il bombardamento della scuola dell’Onu Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya. Immediatamente dopo che esso era stato conosciuto in tutto il mondo, l’esercito ha «rivelato» che i combattenti di Hamas avevano sparato con i mortai da un punto vicino l’ingresso della scuola. Poco tempo dopo, il militare che aveva mentito ha dovuto ammettere che la foto aveva più di un anno. In breve: una falsificazione. In seguito l’ufficiale bugiardo ha affermato che avevano «sparato ai nostri soldati da dentro la scuola». Dopo appena un giorno, l’esercito ha dovuto ammettere dinanzi al personale Onu che anche quella era una menzogna. Nessuno aveva sparato da dentro la scuola; nella scuola non c’erano combattenti di Hamas: era piena di profughi terrorizzati. Ma l’ammissione ormai non faceva quasi più differenza. A quel punto, il pubblico israeliano era totalmente convinto che avessero «sparato da dentro la scuola», e gli annunciatori tv lo hanno affermato come un semplice fatto.
Lo stesso è accaduto con le altre atrocità. Nell’atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell’amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l’esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak – un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico. Il vero scopo (a parte quello di farsi eleggere alle prossime elezioni) è porre fine al governo di Hamas nella Striscia di Gaza. Nell’immaginazione di chi ha pianificato la guerra, Hamas è un invasore che ha ottenuto il controllo di un paese straniero. Naturalmente la realtà è completamente diversa. Il movimento di Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni democratiche che si sono svolte in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Ha vinto perché i palestinesi erano giunti alla conclusione che l’atteggiamento pacifico di Fatah non avesse ottenuto nulla da Israele – né un congelamento degli insediamenti, né il rilascio dei prigionieri, né un qualunque passo significativo verso la fine dell’occupazione e la creazione dello stato palestinese. Hamas è profondamente radicato nella popolazione – non solo come movimento di resistenza che combatte l’occupante, come l’Irgun e il Gruppo Stern in passato – ma anche come organismo politico e religioso che fornisce servizi sociali, scuola e sanità. Dal punto di vista della popolazione, i combattenti di Hamas non sono un organismo straniero, ma figli di ogni famiglia della Striscia e delle altre regioni palestinesi. Essi non si «nascondono dietro la popolazione»: la popolazione li vede come i suoi unici difensori. Perciò, l’intera operazione si basa su presupposti errati. Trasformare la vita in un inferno sulla terra non fa insorgere la popolazione contro Hamas ma, al contrario, essa si stringe dietro Hamas e rafforza la propria determinazione a non arrendersi. La popolazione di Leningrado non si sollevò contro Stalin, più di quanto i londinesi non si sollevarono contro Churchill.
tratto dal blog di Sabina Guzzanti
come si conserva il potere
“Il trono si conquista con le spade ed i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni” – (Cardinale Mazzarino, consigliere del Re di Francia Luigi XIV)
il ghetto di Varsavia come Gaza
DI STEVE HUTCHESON
Arab News
La scorsa settimana ho visto la foto di un padre che teneva il suo bambino di sei mesi. Il volto del padre era privo di espressione; il bambino nelle sue braccia era morto. Il nome del bambino era Mohammed Al-Borai; assieme a diversi altri era stato ucciso nello scoppio di un proiettile sparato indiscriminatamente da un cannone israeliano nelle aree densamente popolate di Gaza.
Vi erano altre foto, una di un gruppo di ragazzini che tenevano fiori che stavano attorno al corpo tempestato di colpi e macchiato di sangue del bambino. Quella mi ha colpito come la più straziante. Ho avuto delle discussioni sulla causa degli attentati suicidi tra i palestinesi e sarà questa immagine più di ogni altra che mi interesserà al massimo. Nelle loro menti il bambino morto avrà più impatto sul loro futuro che qualsiasi altra cosa si possa dire loro.
E’ stato allora che ho iniziato a meditare forse più completamente la condizione dei palestinesi oggi ed i paralleli nella storia degli ebrei che portò al loro esodo di massa dai loro paesi per emigrare nella terra che all’epoca era conosciuta come Palestina.
Il Ghetto di Varsavia durante l’Olocausto ebraico detiene un significato speciale per gli ebrei europei. Era un luogo di oppressione ed il sentiero per la morte finale di migliaia della loro popolazione che è diventato simbolico della loro lotta per il riconoscimento. Tuttavia ciò che trascurano di riconoscere come loro discendenti che continuano di fronte all’opposizione con il loro tipo di idealismo ebraico e sionista è il parallelo stabilito di condizioni che ora impongono al popolo arabo della Palestina.
I nazisti rastrellarono gli ebrei della Polonia e li acquartierarono in una piccola area di Varsavia, costruendo una barricata attorno al perimetro per impedire loro di andarsene. In questo modo anche gli israeliani attraverso il conflitto e la forza hanno spinto molti degli abitanti arabi fuori da Israele in una enclave che ora ha una densità di popolazione di 4.200 persone per kmq, che è 14 volte quella della circostante area di Israele che ha 360 persone per kmq.
I nazisti privarono gli abitanti del ghetto di cibo e rifornimenti essenziali. Allo stesso modo il governo israeliano ha fermato il flusso di merci agli 1,4 milioni di abitanti di Gaza limitando i convogli di rifornimenti ad un mero gocciolamento.
I nazisti ridussero l’assunzione media di calorie degli abitanti ebrei del ghetto a 241 calorie al giorno. Così anche gli israeliani hanno ridotto l’assunzione di calorie dei palestinesi a Gaza. Secondo un rapporto dell’ONU, attualmente è al 61% de fabbisogno medi giornalieri.
I nazisti restrinsero i servizi pubblici come l’acqua e l’elettricità Così pure ha fatto il governo israeliano.
I nazisti limitarono l’adeguata assistenza sanitaria per gli abitanti. Gli israeliani limitano l’assistenza sanitaria a Gaza restringendo le forniture sanitarie all’interno o la cura dei casi che è necessario sia fatta all’esterno.
Gli abitanti ebrei attraverso lo ZZB e lo ZOB resistettero, sebbene troppo tardi, all’oppressione da parte dei nazisti e la loro ribellione fu schiacciata brutalmente senza preoccupazione per chi fosse in mezzo. Così anche i palestinesi di Gaza attraverso le loro organizzazioni di resistenza, in particolare Hamas, si sono ribellati contro i loro oppressori e così anche gli israeliani utilizzano tutti i mezzi disponibili per schiacciare la ribellione senza preoccuparsi di chi sta in mezzo o di chi mutilano od uccidono nel farlo.
I nazisti distrussero la struttura del ghetto radendolo al suolo in una ampia ricerca per sbaragliare la resistenza alla loro oppressione. Gli israeliani abbattono indiscriminatamente edifici e le infrastrutture di Gaza in una ricerca per scacciare la resistenza alla loro oppressione. I nazisti assegnarono agli ebrei una condizione inferiore rispetto a tutti gli altri abitanti privandoli dei loro diritti di cittadini ed anche di esseri umani. Israele assegna ai profughi tenuti a Gaza una condizione minore di quella data agli ebrei universalmente e priva i palestinesi del loro diritto di ritornare alle loro terre di un tempo.
I nazisti utilizzarono qualsiasi mezzo a loro disposizione per spezzare la volontà degli abitanti ebrei del ghetto. Gli israeliani fanno la stessa cosa; utilizzano qualsiasi mezzo a loro disposizione per spezzare la volontà dei palestinesi.
I nazisti uccidevano indiscriminatamente gli abitanti ebrei del ghetto. Gli israeliani non uccidono indiscriminatamente gli abitanti nell’imporre il loro controllo su Gaza?
Gli ebrei di Israele ed altrove hanno del tutto ragione di protestare per la disumanità dei nazisti nel trattamento verso di loro ed obbligare il mondo a non permettere che la stessa situazione accada di nuovo. I palestinesi protestano per la disumanità del trattamento degli israeliani, tuttavia, con una bizzarra distorsione degli eventi, il mondo permette ancora che l’oppressione avvenga e continui.
Fu dopo che gli ebrei del ghetto erano stati in gran parte uccisi o trasferiti che il mondo ne prese le parti e si sentì colpevole di non avere agito più in fretta.
Con l’immagine di Mohammed Al-Borai nella mente mi chiedo quando il mondo prenderà posizione e dirà: Quando è troppo è troppo, non vi sarà una replica del Ghetto di Varsavia e particolarmente quando gli esecutori sono coloro che hanno sofferto di più per questo comportamento.
Vi è un fondamentale conflitto di disumanità che accade al popolo palestinese di Gaza che il mondo ignora deliberatamente. Una disumanità che fu inflitta dai nazisti agli ebrei nel Ghetto di Varsavia ed ora più che mai eguaglia strettamente quella che loro stanno infliggendo al popolo di Gaza. Hanno imparato una dura lezione ma non è stata una lezione ben appresa. E’ stato dato loro il potere di praticare l’umanità ma invece hanno deciso che tratteranno gli affari dei palestinesi nello stesso modo disumano nel quale i nazisti hanno trattato loro.
Un monumento futuro conterrà senza dubbio le foto di Mohammed Al-Borai nella braccia di suo padre ed il mondo condannerà l’ingiustizia.
Versione originale:
Steve Hutcheson
Fonte:www.arabnews.com
Link: http://www.arabnews.com/?page=7§ion=0&article=107394&d=2&m=3&y=2008
2.03.08
Versione italiana:
Steve Hutcheson ha lavorato per diversi anni nella ripresa da crisi in Kosovo, Afghanistan ed Indonesia ed ora è di stanza in Thailandia. Può contattarsi a: steve50@mail.com
Fonte: http://freebooter.interfree.it/
4.03.08
Traduzione a cura di FREEBOOTER
fonte: ComeDonChisciotte
lo scemo del villaggio globale
LO SCEMO DEL VILLAGGIO GLOBALE
di Nando Dicè
Già il fatto che un pianeta, coperto per il 70% di Acqua, lo chiamassero “Terra”, doveva farmi riflettere. E anche quando mi insegnavano “…Padre Figlio e…” madre, penserete voi, no! Spirito Santo, avrei dovuto riflettere. Ma non riuscivo a riflettere, anzi non riuscivo proprio a pensare. Ed allora ho capito: mi hanno preso per scemo.
Non tanto per il fatto che si lavora 12 ore al giorno senza essere mai felice, che l’esistenza del “tempo libero” presuppone l’esistenza occulta del “tempo da schiavo”, ma per il fatto che mi ripetono che questo è il “migliore dei mondi possibili”. Scusate, ma se anche gli schiavi avevano la pausa pranzo insieme a tutta la famiglia, chi non pranza a casa con la famiglia un’intera settimana cos’è, più libero d’uno schiavo? Mi dicono: “noooo, è un uomo libero…”. Bella sta libertà!
A ben pensarci se qualcuno mi domandasse: “ma tu pagheresti qualcuno, per farti
comandare?”, Credo che risponderei di no. Eppure, noi paghiamo i politici per farlo e l’unica cosa che ci fa rabbia e che costano troppo. Dicono che solo in democrazia il popolo è sovrano, ma sovrano di che? La politica che serve il popolo, si è trasformata nel popolo che serve la politica, l’economia che serve il popolo, è mutata nel popolo che serve l’economia, e continuando di questo passo il popolo “serve”, serve sempre. In sintesi, in democrazia il popolo è servo. Ho gridato: “non è giusto!”. Mi hanno chiamato populista. Ma da quand’è che difendere il popolo è un’offesa?
“Ma tutti sono democratici”, hanno gridato. Ma tutti chi? Se tre quarti del pianeta non lo è, non lo vuole essere e non lo è mai stato. Un poco offesi, mi hanno detto “la democrazia parlamentare esiste da sempre…”. Sarà! ma nei libri di scuola, prima dei due secoli scorsi, io non l’ho mai trovata. In ultima analisi, chi non adora la democrazia è contro il “bene”. Allora, tutta la storia dell’uomo prima del 1800 è stata a favore del “male”? Discorso possibile, sia chiaro, ma vorrei solo vedere la faccia di un centinaio di Papi e di San Francesco in particolare. Non credo ne sarebbero felici.
Mi avevano convinto che il “bene” avesse abolito la schiavitù. Poi, mi sono accorto che l’avevano prima creata. In Europa, dalla caduta dell’Impero Romano sino alla nascita della classe mercantile liberiste non esistevano schiavi. È chi erano i mercanti liberisti, se non gli antenati delle multinazionali d’oggi? Loro, con la scoperta del “nuovo mondo” e con la necessità di mano d’opera, crearono gli schiavi e sempre loro, quando gli schiavi incominciarono a costare più del “proletariato” l’abolirono. Ma questo non me l’hanno detto! Si saranno distratti?
Mi hanno assicurato che il “mercato”, in cui l’uomo ha il dovere etico di raggiungere la propria soddisfazione personale, esiste da sempre, ha le sue leggi ed è uguale per tutti. Etico? Ma l’etica non era, il non cercare mai il proprio interesse personale prima dell’interesse collettivo? Sempre? Ma dove, se prima del ‘600 non era affatto così? Ma poi, soprattutto, da quand’è che il mercato fa le leggi? La cosa strana è che non c’è stato nessuno dei liberisti d’oggi, che parla contro lo Stato, che non lo abbia sfruttato nel passato. La FIAT senza lo Stato (e quindi senza noi meridionali), per esempio sarebbe fallita 18 volte.
“L’azione economica deve “essere libera” da condizionamenti politici.” Perché non dicono mai che l’azione politica deve essere libera dal condizionamento economico? Non lo dicono perché l’uomo non è a “compartimenti stagni” è ogni azione coinvolge tutti gli aspetti della sua vita. Ma questo non lo dicono mai. Economia uber alles.
Democrazia è il potere del popolo! Bella frase. Ma che significa? Che votano tutti? No, quello è il suffragio universale, una cosa che non ha neppure cento anni. Quindi prima di questi 60-70 anni, chi aveva diritto al voto, tutti i capo famiglia? Si, ma fino al 1787, dopo, solo quelli che pagavano 10 franchi di tasse. Non potendosi comprare il voto, si comprarono il “diritto al voto”.
La cosa più strana al mondo è, quando parlano della mia terra. Il Sud divenne italiano con il risorgimento! Scusate, ma prima cosa eravamo? Voluta dal popolo, si ripete, con un plebiscito. Ma che votò solo l’ 1,92% della popolazione non lo dice nessuno? che da Stato ricco divenimmo Stato disoccupato non lo dicono mai?
Dovevamo fare la patria degli italiani. Che bello, ma che i Savoia volessero (cedere) vendere il Veneto all’Austria per un miliardo di lire, è o non è “amor di patria”? E che sempre per “amor di patria” si vendettero Corsica, Nizza e Savoia lo vogliamo scrivere sui testi di storia? Ma soprattutto da quando cittadinanza, cultura ed origine devono essere assolutamente coincidenti?
E che dire del globale. Perché nessuno mi spiega che il “mondo globalizzato” non significa tutto il mondo, ma poco più del 14% della popolazione mondiale. Perché nessuno dice che il monoteismo non è la religione di maggioranza del pianeta? Che il progresso materiale non è infinito. Che il 45% delle ricchezze mondiali e nelle mani dell’1% della popolazione. Che nel paese guida delle “democrazia” non esiste il suffragio universale. Che chi accusa di razzismo mezzo mondo, ha dato il voto ai negri solo nel 1965. Che tutto il denaro in circolazione è di proprietà di pochi banchieri. Che la nostra “società di mercato” non è unica, né migliore e che non esiste da sempre? Silenzio. E meno male, questi i “cattivi” non li cercano, se li scelgono.
Ma dal ’45 abbiamo la pace! Sì, una pace con appena 163 guerre e 32 milioni di morti. Ma prima si stava molto peggio! Certo descrivono la storia passata sempre come vogliono loro. Come se vi volessi descrivere la storia di tutta l’Indonesia prendendo come esempio il giorno dopo lo Tsunami. Abbiamo gli stessi diritti! Si, ma perché non ci dite che non tutti hanno gli stessi mezzi per esercitarli? Sembra strano, ma più i diritti si dicono “universali”, meno si realizzano concretamente!
Dominiamo la tecnologia! Ma dite la verità, dite che è la tecnologia che domina voi. Sono andato a comprare una mela, mi hanno chiesto “come la vuole, biologica, integrale, all’OGM, naturale, italiana, americana, col controllo della filiera, ad impatto 0, dop o doc?”. ‘Na mela!!!!!!!?????
Tutti siamo uguali! Al massimo dovremmo essere “pari”, ma anche se fossimo “uguali”, perché non ci dite uguali a chi?
Aiuto! ogni tre giorni una specie animale si estingue; ogni 3 anni muore un dialetto e ogni 12 una lingua. Aiuto! ogni 3 minuti una specie vegetale muore. Aiuto! aumentano i suicidi (almeno su questo, gli altri, cioè noi napoletani siamo al tasso più basso d’Europa: 1,9). AIUTO!!!!!!! “Non ti spaventare, mi hanno detto, stai tranquillo, ti abbiamo “regalato” il progresso.” Meno male: e se mi regalavate il regresso cosa succedeva? Ma io sono educato, mica posso offenderli rifiutando. Sai che ridere se uno scemo morisse sotto le bombe intelligenti?
“Non ti preoccupare, mi hanno detto, il nemico non sei tu (povero scemo) ma i terroristi!”. Ma chi? quelli che con 4 mitra e tre bombe a mano girano nelle foreste come Sandokan? Non capisco, con 4 mitra si diventa “signori della guerra”, mentre con armi di distruzioni di massa, signori della pace? Strano! Ma vi sembra normale che esiste un esercito con armi tali, che se “spara”, insieme al nemico uccide anche se stesso? Meno male che lo scemo ero io!
“Dai, non lamentarti sempre: abbiamo sconfitto il comunismo…”. La mia educazione m’impone di non parlar male dei morti, quindi non parlerò del comunismo, ma non erano vostri alleati nella conquista del mondo? “Però, almeno abbiamo sconfitto il fascismo…!” Bene, allora potete togliere per favore, la tassa per la conquista dell’Eritrea che paghiamo ancora sulla benzina? “Abbiamo debellato il Nazismo!”. Sì, ma ne avete continuato il lato peggiore: clonazione, manipolazione genetica, sperimentazioni sociali, controllo maniacale delle attività umane, emarginazione dei dissidenti, lager di segregazione e tortura, giacobinismo.
“Ma questo è un sistema che si auto controlla, non hai visto mani pulite?” Mani che..??? Ma doveva venire Di Pietro per farci sapere che erano ladri? E poi cosa è cambiato? Al posto di Fini, Fini. Al posto di D’alema, D’Alema, al posto di Andreotti, Andreotti. Di La Malfa, La Malfa. Anche Intini è tornato in televisione.
“Dai non esagerare, siamo andati sulla Luna…”. Che fortuna, tanto del traffico a volte, non riesco neppure ad arrivare in ufficio. Non ti dico poi per trovare il parcheggio.
“Non puoi negare che si vive meglio del passato…”. Che ne sapete? Come fate ad esserne certi? Ma soprattutto che significa “meglio”? Capisco una sola cosa, e se l’ho capita io, non ci vuole tanto: il vostro modello di sviluppo sta cambiando la natura e anche gli uomini, ci sta portando al baratro con eventi incontrollabili ed imprevedibili. Perché non vi fermate?
Il progresso è inevitabile! Ma non era la morte l’unica cosa inevitabile?
Il progresso è la prima cosa! Ma non era la salute?
Il progresso ci serve! Anche se fa male?
Può darsi, ma ci serve lo stesso, ne abbiamo bisogno! Tossici dipendenti progressisti!
Da quando ho capito di non aver capito nulla, sono convinto di una cosa: nulla è come dovrebbe essere. Ma su una cosa mi resta ancora il dubbio: in un “villaggio globale” di 4 miliardi di persone, proprio io dovevo essere lo scemo? Ma le cose non si possono cambiare del tutto, nei villaggi normali, c’era sempre “uno scemo del villaggio”, nel “villaggio globale” “uno”, significa essere tanti!
Nando Dicè
Fonte: http://www.mirorenzaglia.com
Link: http://www.mirorenzaglia.com/index.php?itemid=263
sintomi
La strage di Erba è un sintomo. Un segnale. Quanti segnali arrivano, ogni giorno, dal corpo di questa nazione malata? Due morti a Roma per un incendio. Extracomunitari stipati come topi in appartamenti fatiscenti. Carabinieri picchiati a Livorno mentre rimuovono le auto in sosta vietata. Per far passare i pompieri a spegnere un incendio. Occhi rubati in ospedale ai cadaveri.
Ogni mattina è una lotta. La casella della posta ci porta in casa la povertà. Le bollette gonfiate dei servizi pubblici. Multe pesanti per ritardi, anche di un solo giorno, sui pagamenti. Tasse velenose come l’Ici, una tassa sui risparmi per la propria casa. Rate dei debiti per la macchina, il dentista, la scuola. Bambini che scompaiono. Tenuti stretti per mano dai genitori ad ogni passo. E lo scempio dell’ambiente. Un traffico senza senso. Le polveri delle auto e degli inceneritori che ti entrano dentro. Senza che nessuno muova un dito. Con i diossini diessini alla sinistra e i petrolieri alla destra.
La casa, i sessanta metri quadri, diventano un rifugio. La nuova cella degli schiavi. Per chi se la può permettere. E da uno schermo si materializzano gli incapaci. Quelli che fanno dichiarazioni. Tutti i giorni. L’incapacità al potere genera mostri. Olindo e Rosa sono sintomi. Ma è solo l’inizio. Altri verranno.
La foto di gruppo in cortile a Caserta è uno spot della decadenza della nazione. L’avete vista? Quelli nella foto decidono del nostro futuro. Con quelle facce. Non sanno neppure farsi il nodo della cravatta. Due giorni di summit simile a un soufflè. Per stanziare cento miliardi di euro per il Sud. I meridionali quei soldi non li vogliono. Anche perché non li avranno. Si fermeranno prima. Alla stazione Termini di Roma, destinazione partiti e ministeri. E quello che rimane nelle tasche delle varie mafie. La Cassa del Mezzogiorno ha impoverito il Sud e ingrassato i partiti. La storia si ripete. Senza il ripristino della legalità e investimenti dall’estero il Mezzogiorno non riparte. 100 miliardi sono tre finanziarie. TRE FINANZIARIE.
Si parla di energia e Rubbia non c’è, di infrastrutture e Piano non c’è, di cultura e Fo non c’è. Rimane un rumore sordo. Lo sentite? E’ il vostro stomaco. Lo stomaco della nazione. Che ha fame di futuro e di rinnovamento. Un rumore che porta il cambiamento o la pazzia. RESET!Ps: Da Maria Fida Moro: “Approfitto della sua pazienza per ringraziare tutti coloro che sono stati solidali con me e mi hanno espresso affetto e partecipazione.Se qualcuno vuole scrivermi può farlo a noituttinoi@noituttinoi.it“
preso dal blog di Beppe Grillo
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