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Mag 17

il punto della situazione

il debito pubblico a febbraio è arrivato a 1.623,66 miliardi di euro (fonte)

solo di interessi ci costa ogni anno 70 miliardi di euro (fonte)

Alitalia ci costa 1 milione di euro al giorno (fonte)

Rete 4 ci costa 300.000 euro al giorno (fonte)


Mag 16

donne, smettete di lamentarvi!

Tag: riflessioni, vaticanoBruno @ 8:49 am

Spesso si dice alle donne di non lamentarsi, (naturalmente lo dicono i maschietti):

la Chiesa Cattolica vi discrimina?
Non vi ammette al sacerdozio?
Nell’Opus Dei le donne non hanno cariche ma sono addette solo alle pulizie?
Madre Teresa di Calcutta dovette andare in India per sfuggire alla podestà dei vescovi e fare qualcosa di buono “nonostante” loro?
La Chiesa vi considera fattrici e madri, ma potenzialmente pericolose tanto è vero che preclude ai preti di sposarsi, tante volte soggiacciano all’influenza delle donne?
E considera il sesso peccato perché è l’unico momento in cui l’uomo è sottoposto alle brame della donna?
Insomma la donna è Istrumentum Diaboli, tentazione demoniaca per il maschio solipsista?
E nonostante la Chiesa ne abbia abbrustolite parecchie, guarda caso la maggior parte giovani e belle streghe torturandole per far loro ammettere il mercimonio col diavolo, queste maledette donne continuano a dettare le brame dei “deboli” maschi che non sanno sottrarsi alla loro influenza?
La Chiesa vi riconosce pie e sante se morite vergini e possibilmente martiri?  Eh già, il vergine e martire si addice solo alle sante, dei santi non si dice mai, sarà un caso?

Vabbè, non vi lamentate donne, perché nei paesi islamici è peggio. Qui almeno non vi infibulano e non siete costrette a caricarvi come muli, come avviene in Africa e in Asia, sobbarcandovi tutti i lavori più pesanti.

Ringraziate dunque la Chiesa che vi discrimina poco, perchè la Chiesa musulmana vi discrimina di più.

continua a leggere l’articolo su Corvacci.net


Mag 14

quote rosa

Tag: Berlusconi, ItaliaBruno @ 8:25 am

Ecco il biglietto inviato da Silvio Berlusconi a Nunzia e Gabri (Newpress)
Ecco il biglietto inviato da Silvio Berlusconi a Nunzia e Gabri (Newpress)
Ecco cosa scrive il Presidente: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!» (Newpress)

Ecco cosa scrive il Presidente: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!» (Newpress)

E questo è il retro: «Molti baci a tutte e due !!! Il Vostro presidente» (Newpress)
E questo è il retro: «Molti baci a tutte e due !!! Il “Vostro” presidente» (Newpress)
Ecco la risposta di Nunzia De Girolamo: «Caro...(Non si legge) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere... (non si legge)» (Newpress)

Ecco la risposta di Nunzia De Girolamo: «Caro…(Non si legge) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere… (non si legge)» (Newpress)

Il presidente con il bigliettino in mano (Newpress)
Il presidente con il bigliettino in mano (Newpress)
Berlusconi legge la risposta di Gabri e Nunzia (Newpress)
Berlusconi legge la risposta di Gabri e Nunzia (Newpress)
Nunzia De Girolamo (dal web)
Nunzia De Girolamo (dal web)
Così appare Nunzia De Girolamo sul sito de la Camera dei Deputati
Così appare Nunzia De Girolamo sul sito de la Camera dei Deputati
Nunzia De Girolamo a sinistra, Silvio Berlusconi (al centro) in una foto tratta dal suo sito (www.nunziadegirolamo.it)
Nunzia De Girolamo a sinistra, Silvio Berlusconi (al centro) in una foto tratta dal suo sito (www.nunziadegirolamo.it)
Gabriella Giammanco, deputata del Pdl, nella foto del sito della Camera dei Deputati
Gabriella Giammanco, deputata del Pdl, nella foto del sito della Camera dei Deputati
Gabriella Giammanco, spera di entrare a far parte della commissione Cultura (Olycom)
Gabriella Giammanco, spera di entrare a far parte della commissione Cultura (Olycom)


Mag 23

ricordiamoci che…
Il 70% dei militari dei Balcani è forse contaminato

Tag: Italia, che schifoBruno @ 12:02 pm

18713764_08b7978923.jpgSuscita disagio e preoccupazione il modo in cui è stata trattata la storia ignobile dei militari italiani contaminati con l’ Uranio impoverito. I malati sono 515 mentre altri 45 giovani sono già morti.

Riferisce ora Repubblica che un reduce dai Balcani afferma che il 70% dei militari italiani è stato sottoposto ad un’ operazione preventiva alla tiroide.

Dunque i militari sapevano. Sapevano che la contaminazione da Uranio impoverito aveva colpito la grande maggioranza dei nostri soldati, i quali, per somma idiozia, incoscienza e ignoranza erano stati mandati in calzoni e maglietta in zone contaminate da polveri di Uranio Impoverito.

Una volta accortisi del disastro, hanno poi cercato di occultare il tutto. Tirando i dati per i capelli, la commissione Mandelli ha ignobilmente cercato di dimostrare che le morti dei giovani erano casuali e non dovute ad esposizione alle radiazioni (in questo modo tra l’altro lo Stato non avrebbe dovuto nemmeno sborsare un euro!). Io non ci avevo mai creduto. Ora finalmente si fa strada la verità.

L’ occultamento della verità è parte integrante della civiltà nucleare. Quante altre morti, quanti incidenti, quanti disastri sono stati occultati negli ingloriosi 60 anni dell’era nucleare?

Appena qualche giorno fa un sottomarino nucleare britannico ha avuto un grave incidente in cui sono morti due uomini, ma naturalmente “la situazione è sotto controllo” and the show must go on.

fonte: Eco alfabeta

articolo: Il 70% dei militari dei Balcani è forse contaminato


Mag 12

Il Processo Mclibel: il vero volto della Mc Donald’s

Tag: multinazionaliLaura @ 8:41 am

Nel 1990 la Mc Donald’s citò per diffamazione alcuni membri dell’associazione ambientalista inglese London Greenpeace.

Simbolo della protesta e causa della citazione il volantino “What’s wrong with Mc Donald’s”, un pamphlet di sei pagine che riteneva la multinazionale responsabile d’aver disboscato ampie zone di foresta pluviale, di aver trattato barbaramente gli animali da essa stessa allevati, di aver prodotto cibi “spazzatura” spacciandoli per sani, di aver sottopagato i propri dipendenti, di aver plagiato milioni di bambini con campagne pubblicitarie, slogan, gadgets e testimonial fuorvianti.

Tale processo è conosciuto come McLibel (libel in inglese significa diffamazione) ed ebbe inizio il 28 giugno 1994. Degli accusati, gli unici ad andare fino in fondo sono Helen Steel e David Morris, che avevano distribuito il volantino nei mesi precedenti al settembre del ‘90, data della citazione.

Secondo le leggi inglesi, spetta all’accusato dover dimostrare che le proprie affermazioni sono veritiere anziché diffamatorie, e per far questo può servirsi soltanto di testimonianze primarie, ovvero di testimoni e documenti ufficiali.

Helen e David non dispongono di un reddito alto, lei è una barista part-time, lui fa il postino. A stento possono permettersi un avvocato.

Inizialmente la Mc Donald’s si rifiuta di fornire i dati circa alcune delle sue filiali, e richiede che il caso sia esaminato da un solo giudice, non da una giuria, ritenendo che esso tratti argomenti complessi e delicati, difficili da giudicare per una giuria di inesperti.

Quest’ultima richiesta viene accolta, ma la Multinazionale è chiamata a fornire tutta la sua documentazione.

Nel ‘94 Helen e David presentano una contro-querela all’azienda, che durante il periodo del processo, aveva a sua volta diffuso volantini contro le dichiarazioni riportate nel “What’s wrong with Mc Donald’s”.

Le udienze sono particolari: i due attivisti “contrastano”: indossano jeans e t-shirt, si appoggiano ad un solo avvocato contro la schiera di specialisti in giacca e cravatta assunti dalla ditta.

I testimoni portati dalla Mc spesso si contraddicono e si arrampicano sugli specchi: vengono chiamati in aula esperti nutrizionisti, dietologi, sociologi, che lavorano per la ditta.

Il processo dura a lungo, ad esso parteciperanno circa 170 testimoni, e verrà ricordato come il più lungo della storia della giustizia inglese.

Il 19 giugno 1997 viene emessa la sentenza definitiva: la Mc Donald’s non è responsabile della deforestazione in Amazzonia, né dell’inquinamento provocato dai materiali di imballaggio della sua merce. Steel e Morris dovranno pagare alla multinazionale la somma di 60.000£.

Tuttavia, molti contenuti del pamphlet vengono giudicati veritieri: lo sfruttamento del lavoro minorile praticato dalla ditta, l’uso di campagne di marketing non etiche, i bassissimi salari dei dipendenti.

Si è calcolato che i danni d’immagine subiti dalla Mc Donald’s in seguito al processo Mclibel ammontino a 10.000.000£ (circa 15.000.000€), per questo motivo esso viene ricordato come una delle più riuscite azioni di protesta nei confronti non solo della ditta ma del capitalismo stesso.


Mag 09

Santi terroni e mafiosi eroi

Tag: Berlusconi, ItaliaLaura @ 8:39 am

Durante il match Verona-Manfredonia di domenica scorsa, dagli spalti del Manfredonia un gruppo di ultras ha ripetutamente intonato il coro “Padre Pio Terrone”. Il gesto ha scatenato una generale indignazione; la questura di Foggia ha aperto un’indagine per verificare la veridicità del fatto, e per accertare chi abbia intonato il motto.

E’ dunque un reato bestemmiare i Santi?

La legge parla chiaro. La Sentenza della Corte Costituzionale del 18 ottobre 1995 dichiara l’illegittimità costituzionale del primo comma dell’articolo 724 del Codice Penale (“Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”) che considera reo di bestemmia chi oltraggia i “simboli o le persone venerati nella religione dello Stato”, pertanto il reato di bestemmia è imputabile solo a chi oltraggia la “divinità”.

Diventa spontaneo chiedersi il perché di tutto questo interessamento nonostante le normative siano più che esplicite.

Soprattutto, altri sono gli episodi qui quali si dovrebbe fare chiarezza.

Ad esempio, durante la scorsa campagna elettorale, Dell’Utri, attuale senatore e portaborse di Berlusconi, e lo stesso premier, hanno dichiarato che a loro avviso Vittorio Mangano, che in carcere si è rifiutato di testimoniare contro i due in merito a crimini di mafia, per tale motivo non può che essere chiamato eroe.

Quindi, bestemmiare contro figure religiose non è reato, ma gli enti sembrano ignorarlo.

Quindi, chiamare eroe un mafioso, non è reato, assolutamente, tant’è vero che nessuno si preoccupa di sottolineare l’assurdità delle dichiarazioni che lo dipingono santo.


Mag 08

esempio di giornalismo: la Repubblica

Tag: Italia, censura, che schifo, disinformazioneBruno @ 8:26 am

La Repubblica (più di 16 milioni di euro di contributi pubblici annui al gruppo L’Espresso) dopo il V2-day riporta: “In 50mila allo show di Grillo” e un articolo di Francesco Merlo

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La Repubblica per il primo maggio 2007: “Piazza san Carlo dove hanno parlato i leader sindacali davanti a 100mila persone

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Mag 07

esempio di giornalismo: l’Unità

Tag: Italia, censura, che schifo, disinformazioneBruno @ 8:20 am

L’Unità (6,5 milioni di euro di contributi pubblici annui) dopo il V2-day riporta: “Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone”

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L’Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: “Almeno 100mila persone”

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Mag 06

Il frigorifero fai-da-te che funziona senza elettricità

Tag: ambiente & ecologiaBruno @ 8:06 am

pot-in-pot frigorifero senza elettricità

Chiunque è in grado di fabricarsi da sè un frigorifero che funziona senza energia elettrica.

Bastano due vasi di terracotta, uno più piccolo dell’altro. Inserire il vaso più piccolo nel vaso più grande, riempire l’intercapedine di sabbia e bagnarla con acqua. Mettere nel vaso più piccolo il cibo che si vuol conservare al fresco e coprire con un telo.

Aggiungere acqua un paio di volte al giorno e conservare in luogo secco e ventilato. Tutto qui. L’evaporazione sottrae calore, e finchè la sabbia è bagnata il cibo sta al fresco.

Il sistema si chiama “pot in pot” e l’ha inventato un insegnante nigeriano, Mohammed Bah Abba. Consente di conservare per due giorni gli spinaci che nel clima africano seccherebbero in un’ora. Pomodori e peperoni si mantengono per due settimane, le melanzane per quasi un mese.

Su Celsias il frigorifero fai-da-te che funziona senza elettricità

fonte: Blogeko


Mag 03

Raccolta differenziata: facciamola bene!

E’ ampiamente nota l’importanza della raccolta differenziata. Ma siamo sicuri di attuarla BENE? A tal proposito riporto, da fonte WWF, le “regole” di una buona raccolta differenziata.

RISPETTIAMO L’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO E VIVRANNO LE PROSSIME GENERAZIONI!

RACCOLTA DELLA CARTA

Partecipare alla raccolta differenziata della carta vuol dire salvare molti alberi, ma bisogna farlo in modo corretto per evitare di invalidare il processo di riciclaggio.

SI POSSONO DEPOSITARE È VIETATO DEPOSITARE
giornali, riviste, quaderni carta carbone
libri vecchi, sacchetti di carta carta oleata o unta
carta da pacco carta cerata
scatole di cartoni piegati carta accoppiata a materiali plastici (es. cartoni del latte)

RACCOLTA DELLA PLASTICA

In discarica la plastica occupa, a parità di peso con gli altri rifiuti, uno spazio molto maggiore, pari a circa il 25% del volume e praticamente non si decompone.

Anche se teoricamente tutte le plastiche sarebbero riciclabili (per legge ogni oggetto di plastica dovrebbe riportare un marchio con il tipo), i macchinari degli attuali impianti spesso trattano solo alcuni tipi di rifiuti e solo alcune plastiche:

PET, PVC, PE.

In realtà sarebbe meglio che la plastica non fosse affatto utilizzata per contenitori a perdere!

Cerchiamo dunque di limitare il più possibile l’uso di tale materiale!

SI POSSONO DEPOSITARE Vedi foto 1
Contenitori per liquidi, bevande, flaconi detersivi, saponi con il marchio PET, PVC o PE; possibilmente togliere il tappo e schiacciare le bottiglie


MATERIALI NON TRATTATI Vedi foto 2 PERCHÈ TIPO DI PLASTICA
Vaschette e contenitori alimentari Materiali non convenienti PS, PP, HDPE, LDPE, espanso
Confezioni cellophane (alimentari, riviste, prodotti per la casa, …), “buste della spesa” Elevati costi di pulizia; la macchina non li riconosce PE
Videocassette, dischi per PC, audiocassette, penne tipo BIC, piccoli oggetti Plastica indefinita Indicazione mancante
Rasoi monouso Presenza lametta: classico esempio di usa e getta da evitare Indicazione mancante
Tubetti dentifricio Plastica accoppiata con altri materiali varia
Secchielli, bacinelle, vasi,… Non riconosciuti dagli attuali impianti PP, altro
Giocattoli, elettrodomestici in plastica Costituiti di plastiche eterogenee varie

RICICLARE IL VETRO

È sempre meglio utilizzare il vuoto a rendere perché costituisce una mancata produzione di rifiuti ed un risparmio di materia prima e di energia. Infatti riciclare una bottiglia di vetro frantumata comporta un costo ed un inquinamento 5 volte superiori al lavaggio e sterilizzazione della stessa restituita intera.

SI POSSONO DEPOSITARE Vedi foto 1 È VIETATO DEPOSITARE
bottiglie e bicchieri di vetro tubi del neon, lampadine, cellophane
vasetti di vetro e vetri anche se rotti oggetti in ceramica

L’ALLUMINIO e I METALLI

La produzione dell’alluminio comporta un dispendio di energia ed un inquinamento tali che sarebbe opportuno evitare di acquistare prodotti in alluminio o con esso confezionati.

Una sola bottiglia in vetro venduta come “vuoto a rendere” da 1 litro, utilizzabile in media 40 volte, fornisce la stessa prestazione di 120 lattine da 33 centilitri!

SI POSSONO DEPOSITARE Vedi foto 1 È VIETATO DEPOSITARE
Vassoi e piatti in alluminio Confezioni Tetrapack (accoppiato)
Lattine e barattoli Metalli accoppiati ad altri materiali

Per approfondimenti potete cliccare qui


Mag 02

un altro delinquente fuori con l’indulto

Tag: Berlusconi, Italia, che schifoBruno @ 8:31 am

L’ex ministro della Sanità del governo Berlusconi,Girolamo Sirchia, è stato condannato a tre anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici, come pena accessoria, nell’ambito di un processo per tangenti nel mondo della sanità milanese. Sirchia è stato condannato insieme ad altre sette persone e ad una società, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e appropriazione indebita. Ma nessuno abbia timore: Sirchia non farà un solo giorno di prigione.

Per tre imputati la condanna è coperta da indulto. Anche i tre capi di imputazione per cui Sirchia è stato condannato non sono lontani dalla prescrizione, per cui può darsi che non si arrivi nemmeno al processo di appello. Assistiamo all’ennesimo caso di un “potente” colto con le mani nel sacco, che, come già in passato si è verificato per altri, non pagherà il suo debito con la giustizia, grazie all’indulto voluto da Berlusconi e da una larga parte dell’Unione.

La morale tuttavia è che l’episodio di un ex ministro del Centro-Destra condannato per accuse infamanti, spiacevole di per sé, rappresenta un’ulteriore dimostrazione del fatto che dietro le sbarre rimangono, o ci sono tornati, i ladri di polli, mentre finanzieri di assalto, evasori fiscali, politici e potenti in genere restano in libertà grazie a questo assurdo provvedimento di condono della pena.

fonte: Condannato con indulto


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