da Ubuntu a Xubuntu
dopo l’installazione di Ubuntu, digitare da terminale
sudo apt-get install xubuntu*
e basta….
Come rendere Ubuntu più performante - Swappiness Tuning
Uno dei colli di bottiglia nell’utilizzo di una qualsiasi distribuzione Linux, Ubuntu compresa, è la partizione di swap. La partizione di swap, che a volte può essere anche un semplice file, risulta essere fino a 100 volte più lenta della RAM. Questo è abbastanza ovvio…
Lo swap file viene controllato e gestito da una variabile del kernel chiamata “swappiness”. Questa variabile può essere valorizzata da 0 a 100. Il valore, più è alto, maggiore sarà la probabilità di scrittura sul file di swap.
Un modo per ottenere delle prestazioni migliori, consiste nel diminuire il valore di questa variabile. L’ “aumento di prestazioni” si nota soprattutto nei computer non di ultimissima generazione.
Swappiness Tuning
Dopo aver aperto il terminale da Applications > Accessories > Terminal, verifica il valore della variabile swappiness
sudo cat /proc/sys/vm/swappiness
di default, dovrebbe essere impostata a 60. Ora prova a cambiare il valore della variabile, modificandola a 10
sudo sysctl -w vm.swappiness=10
Ora prova ad utilizzare il sistema. Vedi se noti qualche miglioramento. Se hai un computer datato come il mio vecchio notebook ibm, dovresti notare un miglioramento.
Per rendere permanenti le modifiche, e ritrovarti le nuove impostazioni al reboot della macchina, devi modificare il file sysctl.conf contenuto nella directory /etc.
sudo gedit /etc/sysctl.conf
Modifica il valore della variabile “vm.swappiness” con il valore che hai provato precedentemente.

articolo tratto da Daniele Salamina’s Blog
Come rendere Ubuntu più performante - Libera memoria elminando le console virtuali
Questa tecnica consiste nell’eliminare le console virtuali che normalmente vengono caricate al boot del sistema ubuntu. Infatti, se provi a premere ALT+F2, ALT+F3, ecc.. ti verranno mostrate le console di sistema. Lavorando in ambiente grafico, queste console non hanno nessuna utilità. Rimuovendo le console dal boot del sistema, potrai guadagnare qualche mega di memoria ram.
Come nella prima parte di questi post dedicati al tuning di ubuntu, il vantaggio sarà evidente nei computer non di ultimissima generazione. Vediamo come fare…
Libera memoria eliminando le console virtuali
Con il tuo editor preferito apri il file /etc/inittab
sudo gedit /etc/inittab
Ora all’interno dell’editor cerca questa stringa
1:2345:respawn:/sbin/getty 38400 tty1.
Commenta le righe che vanno dalla numero 3 alla 6, aggiungendo il cancelletto come lo screenshot in basso.

Riavvia il computer.
articolo tratto da Daniele Salamina’s Blog
installare VMware server su Ubuntu 7.04 Feisty
preliminarmente, se dovete rimuovere una precedente installazione di VMware server, oltre a rimuovere i pacchetti, cancellate anche le seguenti cartelle
- /etc/vmware
- /usr/lib/vmware
adesso aggiungiamo al file sources.list il repository aggiungendo in coda al file le eguenti righe:
# vmware server
deb http://archive.canonical.com/ubuntu feisty-commercial main
adesso da terminale diamo i seguenti comandi:
sudo apt-get update
apt-cache search vmware-server
adesso installiamo i pacchetti necessari:
sudo apt-cache search vmware-server|awk ‘{print $1}’|xargs sudo apt-get install -y
(quest’ultimo comando potrebbe non funzionare con un copia e incolla, se così fosse digitatelo nel terminale e tutto andrà a posto)
e così abbiamo finito (facile no?)
possiamo verificare i pacchetti che sono stati installati mediante il comando:
dpkg -l|grep vmware
il risultato dovrebbe essere questo:
ii vmware-server 1.0.2-2 Free virtual machine server from VMware
ii vmware-server-kernel-modules 2.6.20.15.14 vmware-server kernel module dependency packa
ii vmware-server-kernel-modules-2.6.20-15 2.6.20.5-15.20 vmware-server modules for Linux (kernel 2.6.
ii vmware-server-kernel-source 1.0.2-2 Kernel modules for VMware Server.
ii vmware-tools-kernel-modules-2.6.20-15 2.6.20.5-15.20 vmware-tools modules for Linux (kernel 2.6.2
ii xserver-xorg-video-vmware 10.15.0-0ubuntu1 X.Org X server — VMware display driver
Vmware lo possiamo lanciare dal menù Applicazioni > Strumenti di Sistema > Vmware Server Console
Per una guida più esaustiva potete consultare :
Ubuntu repository: VMware server available for Ubuntu. Installazione su Feisty 7.04
che poi è la guida che io ho seguito e di cui questo post non è altro che un conciso riassunto.
installare i codec su ubuntu
per motivi legali, dovuti a brevetti e copyright, molte distribuzioni di linux non integrano al loro interno i codec necessari alla riproduzione di molti contenuti multimediali (audio, filmati, dvd)
per installare i codec necessari potete avvalervi di Automatix, oppure installare per da voi quanto necessario: inizialmente ho utilizzato automatix, adesso propendo per farne a meno e installare da me quanto ocorre.
la procedura da seguire è la seguente:
abilitate i repository universe, multiverse e restricted
aprite un terminale e date il comando:
sudo apt-get update
installiamo i codec necessari:
se siamo su Ubuntu :
sudo apt-get install gstreamer0.10-ffmpeg gstreamer0.10-pitfdll gstreamer0.10-fluendo-mp3 gstreamer0.10-plugins-ugly gstreamer0.10-plugins-ugly-multiverse gstreamer0.10-plugins-bad gstreamer0.10-plugins-bad-multiverse totem-xine libxine-extracodecs
se siamo su Kubuntu:
sudo apt-get install libxine-extracodecs libarts1-mpeglib libarts1-xine libakode2-mpeg
se invece siamo su Xubuntu:
sudo apt-get install libxine-extracodecs
adesso abilitiamo la visione dei DVD
sudo apt-get install libdvdread3
sudo /usr/share/doc/libdvdread3/install-css.sh
oppure (a seconda della versione in uso..)
sudo /usr/share/doc/libdvdread3/examples/install-css.sh
infine installiamo i w32codecs
sudo gedit /etc/apt/sources.list
inseriamo in coda al file i seguenti repository
deb http://medibuntu.sos-sts.com/repo/ edgy free non-free
deb-src http://medibuntu.sos-sts.com/repo/ edgy free non-free
aggiungiamo la chiave pgp necessaria
wget -q http://medibuntu.sos-sts.com/repo/medibuntu-key.gpg -O- | sudo apt-key add -
adesso aggiorniamo la lista dei pacchetti
sudo apt-get update
e infine
sudo apt-get install w32codecs
Dovrebbe essere tutto terminato
P.S.
la procedura l’ho testata su Ubuntu 7.04
non l’ho testata per versioni di Ubuntu a 64 bit, ad ogni modo questa “guida” è un resoconto di quanto ho fatto seguendo le istruioni riportate in questo post:
Come installare i codec in Ubuntu Feisty/Edgy/Dapper e derivate
copiare DVD protetti con Ubuntu
Copiare DVD VIDEO protetti su Linux è semplicissimo! Vi basterà disporre di un software di masterizzazione come K3B o Nero Linux, oltre alle seguenti librerie:
libdvdread3 - library for reading DVDs
libdvdread provides the functionality that is required to access many DVDs. It parses IFO files, reads NAV-blocks, and performs CSS authentication and descrambling.libdvdcss2 - Library for accessing DVDs like block device usind deCSS if needed. Homepage: http://www.videolan.org/libdvdcss
This is in Medibuntu as it violates patents.
La prima dovrebbe essere già inclusa in Ubuntu, se non lo è basterà installarla da terminale:
sudo apt-get install libdvdread3
La seconda libreria è invece contenuta in Medibuntu, un repository di contenuti protetti da brevetto o soggetti ad altre limitazioni legali. Dovete aggiungere manualmente i repository, basta semplicemente seguire le istruzioni riportate sul sito: copiare e incollare le due righe in un terminale e dare invio. Al termine, digitate:
sudo apt-get updatesudo apt-get install libdvdcss2
In pratica questa libreria consente di leggere e decodificare DVD protetti da copia, attraverso un qualunque software di masterizzazione o il file manager. Addirittura, se volete copiare i file protetti contenuti nella cartella VIDEO_TS, mentre con Windows o Mac otterreste errori se non utilizzate un apposito programma, in Linux potete fare direttamente copia e incolla dove preferite! In questo, KDE come ambiente desktop è insuperabile: consente di copiare i contenuti al volo e senza errori, usando l’apposito kioslave (in pratica il percorso) videodvd:/
Se invece desiderate comprimere i vostri dvd in Mpeg4, potete usare dvd rip: è un software spartano nell’aspetto ma pieno di funzioni avanzatissime. Potrete impostare il codec da utilizzare, le dimensioni del file finale, ritagliare l’immagine e intervenire in mille modi sulla qualità del vostro lavoro. Provare per credere!
Per creare DVD VIDEO, VIDEO CD o SVCD a partire da file video, potete usare DeVeDe, presente nei repository ufficiali di Ubuntu e installabile quindi facilmente tramite “Aggiungi/Rimuovi programmi”.
Dato che ci siete, installate anche libk3b2-mp3, consente a K3B di creare cd audio a partire da mp3 e può sempre tornare utile.
fonte: http://lillipuziano.wordpress.com/2007/06/06/copiare-dvd-protetti-con-ubuntu/
UCK - Ubuntu Customization Kit
UCK è un programma che ti permette di personalizzare un Live CD di UBuntu (o di una derivata come Kubuntu, Xubuntu, etc…).
Grazie a UCK puoi decidere quali pacchetti aggiungere o rimuovere, i linguagi disponibili, la documentazione da includere…
il sito del progetto è http://uck.sourceforge.net/
tenere “pulito” ubuntu
per eliminare le librerie oramai rimaste inutilizzate (a causa di un aggiornamento del sistema o della disinstallazione di programmi) basta aprire una finestra del terminale e digitare il comando:
sudo apt-get autoremove
e dare la conferma per l’eliminazione dei paccheti (si tratta di librerie e dipendenze non più collegate ad alcun programma installato)
aMSN: problemi con Ubuntu
installare aMSN su Ubuntu è semplicissimo, però quando ho provato ad avviarlo mi ha segnalato che non riesce a trovare il modulo TLS
il probema si può risolvere così:
sudo gedit /usr/lib/tls1.50/pkgIndex.tcl
e correggere, nel file aperto
tls 1.5
con
tls 1.50
il resto rimane invariato.
le informazioni le ho tratte da questa pagina (dove trovate una spiegazione più dettagliata e delle immagini)
Full Circle Magazine
Full Circle Magazine è un nuovo e-magazine su Ubuntu.
si occupa di Ubuntu in tutte e sue edizioni (Xubuntu, Kubuntu, ecc…) ed è possibile scaricare il .pdf dei vari numeri per stamparlo (ad oggi sono usciti due numeri: Issue 0 e Issue 1)
purtroppo non c’è nessuno che si occupi della traduzione in italiano
io non so se contribuirò con qualche traduzione, comunque se qualcuno volesse collaborare alle traduzioni in italiano, questo è il link da seguire

