perché il protocollo di Kyoto costerebbe troppo all’economia italiana

ottobre 29, 2008 · Filed Under Italia, ambiente & ecologia, che schifo, economia · Comment 

Prendiamo per esempio la Stefania Prestigiacomo.
In pochi sanno che è Ministro “dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.
Quei pochi forse sanno che a Bruxelles, la bella Stefania, insieme a Berlusconi, ha chiesto una deroga al Parlamento europeo sulle emissioni di co2.
In pochissimi immagino sappiano che la Prestigiacomo è, per così dire, in forte conflitto di interessi. Lo apprendo da Il Manifesto del 17 ottobre 2008:

Stefania Prestigiacono continua mantenere il 21,5 per cento del capitale sociale della Fincoe srl, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia. La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa, società che opera a Priolo Gargallo, appunto nel petrolchimico. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 per cento la Vetroresina engineering development (Ved) sempre a Priolo. Il 22,5 per cento della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa il cui 6,29 per cento è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo. La Sarplast è fallita nel 1997: nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. La procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.

Poi c’è la questione del sottosegretario all’economia, l’onorevole Nicola Cosentino. Ho saputo della sua esistenza grazie a l’Espresso oggi in edicola: pare che già cinque pentiti collaboratori di giustizia ammettano: “Era a disposizione dei casalesi“.

Se per economia italiana intendiamo le aziende dei membri del governo e gli interessi di clan mafiosi come i casalesi, allora è vero che qualsiasi legge che tuteli il nostro ambiente, la nostra salute e la salute nostra e dei nostri figli sarebbe dannosa per l’economia, ma ovviamente questa non è la nostra economia, bensì la loro, e ci deruba (evasioni e frodi fiscali), ci uccide (morti sul lavoro), ci toglie il futuro (latte materno ormai contaminato da diossina a Taranto per colpa dell’Ilva, nel casertano…)

Qualcosa andrà fatto per rimediare a tutto questo perché non sono il solo che non si rassegna a sopravvivere così

fonte: unpercento (un blog davvero interessante)

Andrea Camilleri su Berlusconi

ottobre 28, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, video · Comment 

grazie Paolo per la segnalazione

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma … tutto si trasforma

ottobre 25, 2008 · Filed Under economia, riflessioni · Comment 

Oggi è sotto gli occhi di tutti l’andamento della crisi finanziaria e le conseguenze che la bolla finanziaria ha sulla cosiddetta “economia reale”. Tante versioni sono state fornite per spiegare quanto accade a livello mondiale: speculazioni finanziarie, mutui, assenza di regolamentazioni, aumento del prezzo del petrolio, diminuzione del tasso di cambio dollaro-euro, ecc. Le motivazioni fornite per spiegare questa grande crisi mondiale che con elevata probabilità porterà ad una profonda recessione sono parziali e continuano a guardare sempre più indietro nel tempo (fino agli anni ’90) alla ricerca della possibile origine del processo.

Gli economisti sono stati accusati di non aver saputo prevedere la crisi, i governi di non aver fatto abbastanza per impedirla, la cosiddetta “gente comune” è rea di aver partecipato al gioco d’azzardo della borsa, di aver contratto mutui a tasso variabile, gli investitori sono chiamati in causa per aver speculato sulle commodities, utilizzando prodotti finanziari quali derivati, futures, ecc. La situazione, agli occhi di molti, appare incomprensibile, e di sicuro è molto complessa.

In questi ultimi anni, si può essere concordi su un fondamentale cambiamento: la nascita e lo sviluppo repentino delle tecnologie informatiche e di internet. A partire dagli anni ’90 la diffusione “globale” delle tecnologie informatiche ha creato un mondo parallelo e virtuale: creazione di siti web, vetrine online, giornali online, negozi online, università online, giochi di ruolo online ed infine mondi virtuali (Second life, ecc.) sui quali, a loro volta, è possibile svolgere attività fino a quel momento esclusivamente appartenenti alla sfera del “reale” e, fatto del tutto anomalo, collegarle con la vita “reale”. In altri termini, molte attività umane che fino agli anni ’90 era svolta su questo pianeta in un tempo limitato dal sorgere e tramontare del sole sono stata traslate e duplicate nel modo informatico. Sarebbe stato un bel gioco, se non vi fosse stato un passaggio cruciale: il legame fra il mondo “virtuale” ed il mondo “reale” (uso le virgolette perché oggi anche il virtuale è considerato reale). Riassumendo, oggi si può vendere su internet, si può acquistare su internet, si può “vivere” virtualmente e fare profitti con attività virtuali. Qualcosa inceppa il meccanismo, perché ovviamente il mondo virtuale e quello reale non sono identici! In anni passati le attività produttive erano legate al tempo, oggi il mondo produttivo è stato legato al mondo virtuale, e le transazioni, che prima richiedevano tempo, oggi sono istantanee. La moneta circola in modo velocissimo, capitali si spostano in modo immediato, perdono o acquistano valore a velocità elevatissime: ma che legame ha tutto questo con il mondo che tocchiamo? Quale aderenza vi è oggigiorno fra un biglietto di banconota ed un bene fisico acquistabile?

La moneta si scambia su internet, i beni (mediante futures ed options, ecc.) si scambiano su internet con transazioni immediate; eppure qualcuno dovrà produrli! Ma in quanto tempo? Come può il mondo adattarsi alle velocità elevatissime delle transazioni elettroniche? Impossibile: nessun sistema produttivo, almeno fino ad oggi, ci consente di produrre qualsiasi bene fisico in tempi immediati, e tanto meno la tecnologia odierna (ancora non dotata di teletrasporto) ci permette di spostare i beni fisici in tempi istantanei. Il risultato è che si spostano capitali virtuali, si spostano beni virtuali, ma nulla si muove nella realtà. In tempi successivi, con un lag temporale, si avvertono e si notano le conseguenze: movimenti di fattori produttivi (fabbriche chiuse ed operai licenziati) che lasciano povertà reale e tangibile, poiché quello che non è stato prodotto nella realtà non si può produrre virtualmente. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma: i beni non si creano, non si distruggono, ma si trasformano in virtuali…portandoci verso la profezia di “Matrix”.

La mia opinione è che la velocità delle transazioni non è fisicamente sostenibile: nulla può essere scambiato a velocità istantanea e quanto avviene oggigiorno è il risultato di un “effetto spiazzamento” causato dalla differente velocità con le quali il mondo reale ed il suo “alter ego” virtuale si muovono.

contro i brevetti sul software

ottobre 24, 2008 · Filed Under economia, informatica, petizioni · Comment 

ancora una volta le lobby economiche ci stanno per imporre regole assurde, ad esclusivo vantaggio di multinazionali e a totale discapito delle piccole e medie imprese, mentre noi poveri cittadini in tutto questo siamo solo polli da spennare, schiavi da sfruttare….

di cosa parlo? del rinnovato tentativo di introdurre in Europa la brevettabilità del software

non vi dice nulla questo? allora sappiate che saremmo chiamati a pagare dei sovrapprezzi su ogni acquisto fatto tramite internet a causa di innumerevoli brevetti già esistenti

a titolo di esempio guardate quanti brevetti infrangerebbe un semplicissimo sito di e-commerce:

  1. Negozio on-line: Vendere cose su una rete usando un server, un client ed un processore per i pagamenti, oppure usando un client ed un server – EP803105, EP738446, EP1016014
  2. Ordine via cellulare: Vendita tramite rete di telefonia mobile – EP1090494
  3. Carrello della spesa: Carrello elettronico per gli acquisti – EP807891
  4. [Compact Disk] [Film] [Libri]: Schede e ricerca ristretta – EP689133, EP1131752
  5. Un collegamento fatto con un’immagine: Finestra di anteprima – EP537100
  6. Ottenere una chiave via SMS: Invio chiave per decodifica dati di acquisto attraverso reti di telefonia mobile – EP1374189
  7. Guarda un film: Video streaming (trasmissione video a richiesta segmentata) – EP633694
  8. Protezione dalla copia: Cifra un file affinché possa essere visualizzato solo su dispositivi autorizzati – EP1072143
  9. Carta di credito: Paga con carta di credito via Internet – EP779587
  10. Adatta pagine: Genera pagine web differenti a seconda del dispositivo identificato – EP1320972
  11. Richiedi un prestito: Applicazione per prestito automatico – EP715740
  12. Pagamento sicuro con carta: Pagamento sicuro con carta di credito/debito e codice PIN – EP1218865
  13. Inviare ordini: Inviare ordini in risposta a richiesta – EP986016
  14. Consegna: Inviare oggetti al giusto punto di smistamento del servizio di consegna scelto – EP1181655
  15. Sistema di supporto: Sistema di supporto basato su risposte a domande – EP915422
  16. Anteprima dei capitoli: Uso della TV come metafora per la selezione di frammenti video diversi – EP670652
  17. Immagine: Riduci il tempo di caricamento della pagina riducendo automaticamente la qualità dell’immagine – EP992922
  18. Risultati correlati: Mostra i risultati correlati se il cliente gradisce quelli attuali – EP628919
  19. Codice di sconto: Consenti sconto codici da inserire da parte dei clienti – EP929874
  20. Web-to-Print: Generazione di formati prestampa o stampe da modelli a bassa risoluzione via Internet – EP852359, EP1169848

è più chiaro ora quello cui andiamo incontro?

invece di lamentarci dopo possiamo sin d’ora esprimere il nostro dissenso a questo scellerato disegno firmando questa petizione

la libertà va difesa ogni giorno, pretesa, non chiesta o supplicata a chi ci governa

agire o far finta di agire

ottobre 23, 2008 · Filed Under citazioni · Comment 

“Se un uomo si accinge ad un’opera e non fa per finta, ma desidera veramente condurla a termine, agirà in modo conforme; cioè compirà le sue azioni, secondo una successione precisa, pertinente all’opera stessa. Se fa dopo quello che, secondo la logica, avrebbe dovuto fare prima, o se tralascia del tutto un passaggio necessario, si può essere sicuri che non sta facendo sul serio, ma finge. E questo è immutabilmente vero sia nelle cose materiali che in quelle spirituali.”  – Da Il primo gradino di Lev Tolstoj.

come aprire una casa editrice

ottobre 22, 2008 · Filed Under Italia, economia · 3 Comments 

una piccola casa editrice può cominciare come una ditta individuale, quindi il primo passo da fare fatto è quello di aprire la Partita IVA. Se si sceglie di fare una società, bisogna, ovviamente, prima aprire la società e via dicendo (per tutte le questioni amministrative mi faccio seguire da un commercialista).
Secondo passo: recarsi in prefettura e iscriversi nel Registro degli Editori e Stampatori. L’iscrizione è gratuita. Si prende appuntamento per telefono, il tutto in 5 minuti.
Terzo passo: recarsi alla Camera di Commercio e comunicare l’apertura dell’impresa. Si paga la quota di iscrizione (intorno ai 100 euro).
Fatto. La casa editrice è aperta
Altri passi da fare: richiesta dell’ISBN (si va sul sito www.isbn.it e si fa tutto); se si vuole, chiedere alle Poste Italiane di poter usufruire della Tariffa Ridotta Editoriale.
Questo l’aspetto “burocratico”.

l’articolo è tratto da una discussione su Anoobi

parlare o tacere?

ottobre 19, 2008 · Filed Under citazioni · Comment 

se conosci bene l’argomento le parole verranno – Marco Porcio Catone

ferrovie oggi

ottobre 16, 2008 · Filed Under Italia, Senza categoria, che schifo · Comment 

Stazione di Barletta, c’era una volta una sala d’aspetto degna di questo nome, l’edicola e il tabacchino erano un semplice bancone dietro cui c’era il venditore

oggi la sala d’aspetto è stata suddivisa in tre stanzette: una è diventata un’edicola, l’altra è stata affittata al tabaccaio, il quale inoltre può mettere fuori una macchinetta per vendere sigarette e un’altra per vendere gratta e vinci
la sala d’aspetto invece l’hanno ricavata mettendo quattro panchine nell’ingresso della stazione: i viaggiatori in attesa sono esposti in una vetrina in piazza e dove passano tutti coloro che si recano alla biglietteria: era molto meglio la sala d’aspetto che c’era prima, più discreta e rispettosa dei cosiddetti “clienti”

è stata finalmente installata una biglietteria automatica ma, ahimè non funziona

i treni sono diminuiti e gli orari di partenza sono stati accorpati, sicché partire fra le 10 e le 11 è impensabile oramai (il che è immaginabile in un paesino di provincia, non in una città di 100.000 abitanti e forse capoluogo di provincia)

i prezzi dei biglietti però aumentano, nonostante nelle nostre bollette elettriche ci sia un aggravio di spesa per far pagare meno l’elettricità alle ferrovie dello stato

le obliteratrici invece hanno un indice di operatività di meno del 50%, cioè devi mediamente provare almeno due volte e in genere su almeno due obliteratrici diverse per poter obliterare il biglietto.

i macchinisti che denunciano pubblicamente le condizioni di insicurezza in cui versa il sistema ferroviario vengono licenziati mentre i dirigenti come Cimoli vengono pagati milioni di euro per portare alla bancarotta l’azienda pubblica.

non sono stati installati pannelli solari sulle pensiline della stazione
però hanno messo distributori di merendine e bibite sotto le pensiline

Nella stazione di Bari hanno riempito i sottopassaggi, le aree di sosta e le pensiline di schermi piatti con cui ci bombardano 24 ore su 24 con pubblicità sparata a tutto volume: chi paga la corrente per questi schermi pubblicitari? Quanto pagano gli inserzionisti? Quanto ci guadagna la società grandi stazioni? come utilizza i guadagni per gli interessi dei viaggiatori visto che finanche il bagno pubblico della stazione è a pagamento?

hanno introdotto il biglietto elettronico che si può pagare tramite internet e stampare a casa propria, però non capisco perché questi biglietti costino di più di quelli che posso scegliere alle biglietterie automatiche (cercando di acquistare un biglietto per un espresso tramite internet non potevo non pagare anche il posto prenotato, a differenza delle biglietterie automatiche)

veniamo oramai definiti clienti ma in realtà siamo utenti, perché l’azienda è ancora pubblica (cioè nostra), perché la paghiamo con le nostre tasse sia nazionali che regionali
siamo utenti e non clienti perché le ferrovie agiscono in regime di monopolio mentre un cliente presuppone un mercato con una pluralità di operatori e offerte

si dice che quando c’era lui i treni arrivavano in orario
oggi di un suo emule non possiamo nemmeno dire lo stesso

ipocrisia

ottobre 14, 2008 · Filed Under citazioni, vaticano · Comment 

Spesso le leggi cercano più di adattarsi ai costumi e alle rivendicazioni di particolari individui o gruppi, che non di promuovere il bene comune della società – Benedetto XVI

parole dette da un pontefice, monarca assoluto di uno stato che vive come un parassita grazie alle risorse che lo stato italiano gli elargisce in virtù di leggi fatte a esclusivo privilegio del vaticano e del clero

il papa però le ha pronunciate riferendosi alle unioni civili…. gradirei mi parlasse delle esenzioni ICI sulle attività commerciali, sulla extrateritorialità di cui gode la fabbrica di tumori Radio Vaticana, sulla extraterritorialità di cui godono gli uffici di alcune sue cliniche, uffici che non possono quindi essere perquisiti anche se il primario della clinica è colpevole e/o responsabile della morte di tante persone a causa del dio denaro

è il caso di citare un detto:

il bove dice al ciuccio che è cornuto

fonte:Il Papa a Lourdes: “I vescovi accettino la messa in latino”

lettura consigliata: La casta dei casti quanto ci costa? Arroganze e ingerenze vaticane

dispute teologiche

ottobre 9, 2008 · Filed Under citazioni · Comment 

tante lunghe dispute fra teologi si possono riassumere in questo modo: ‘È così. Non è così. È così. Non è così’ – Benjamin Franklin

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