un vero imprenditore italiano?
In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.
Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l’imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell’impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere in base all’articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.
Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.
La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.
fonte: Angelucci si è fatto da sè
maggioranza degli italiani contraria al nucleare e nuove centrali sarebbero inutili
Gli italiani a larga maggioranza non vogliono il nucleare. Lo dice il Rapporto Italia 2009 dell’Eurispes, reso noto pochi giorni fa.
Eppure a sentire come parlano i nostri governanti, il ritorno al nucleare sembrerebbe assodato, condiviso e pacifico, eppure l’opinione della popolazione deve essere nota ai vari Lunardi e altri politici con forti interessi personali nella realizzazione di costose e inutili opere pubbliche, infatti casomai a qualcuno venisse voglia di protestare, i luoghi scelti per ospitare le centrali saranno presidiati dall’esercito.
L’Eurispes non è un centro di informazione eversiva, ecologista e ambientalista vicina a ambienti anarchici e di sinistra (questa precisazione la ritengo utile per evitare stupidi commenti cui il dibattito politico e i giornalisti e televisioni ci hanno ormai abituato)
Allora cosa di ce l’Eurispes? sostanzialmente due cose:
- la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare
- la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile
la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare
Secondo l’Eurispes, solo il 38% degli italiani si dice favorevole al nucleare. Di essi, nota bene, l’8,2% è favorevole solo a patto che le centrali vengano costruite lontane dalla zona di residenza. Contrario all’energia nucleare il 45,7% degli italiani.
Gli anti nuclearisti più convinti sono i giovani dai 25 ai 34 anni (50,3%), tra i 35 e i 44 anni (49,8%) e trai 18-24anni (45,2%), e dato che saranno proprio i giovani a doversi piangere eventualmente le centrali nucleari ritengo che la loro opinione dovrebbe avere più peso rispetto a quella dei vari ultrasettantenni seduti in parlamento.
Ma con quali motivazioni gli italiani hanno espresso il loro parere?
I contrari, temono soprattutto i rischi del nucleare (27,3%), mentre un altro 18,4% ritiene che le centrali nucleari non sarebbero una soluzione rapida per risolvere i problemi connessi all’energia.
I favorevoli, invece, motivano la loro convinzione soprattutto (30,1%) affermando che l’atomo sarebbe una buona soluzione per porre rimedio alla crisi energetica.
Purtroppo devo dire che la ragione in questo caso sta dalla parte dei contrari, mentre i favorevoli hanno una visione troppo ottimistica dei tempi e delle potenzialità del nucleare, infatti a fronte dei vari inconvenienti dovuti al nucleare (tra cui il raddoppio dei casi di leucemia tra i bambini che vivono vicino alle centrali e l’aumento di questo tumore fino a 50km dalle centrali), i tempi per realizzare il nucleare in Italia sarebbe lungo…
la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile
L’Eurispes ha anche calcolato che per costruire le centrali nucleari all’Italia servirebbero, al netto di problemi e di ”accettazione sociale”, almeno 10 anni e circa 30 miliardi di euro. Questa almeno la stima provvisoria.
Ma almeno il nucleare diminuirebbe la dipendenza dell’Italia dal petrolio di importazione? No, dice l’Eurispes: se ne consumerebbe solo il 4,5% in meno. E un simile risultato si può ottenere investendo nel risparmio energetico somme di gran lunga minori.
E quel 14,9% di energia nucleare che importiamo dalla Francia? Interessante, l’osservazione dell’Eurispes: in Italia non è necessario costruire altre centrali, nucleari o a combustibili fossili che siano. Quelle esistenti hanno una potenza installata pari a 89.800 Mw a fronte di una domanda di picco di 55.600 Mw. Dunque, avanzerebbero addirittura 34.000 Mw. Avanzerebbero: il punto è che attualmente l’utilizzo degli impianto è inferiore al 50%.
Ma almeno il nucleare è economicamente conveniente!!!!!!!!!!!!!!!
Certo, tutto diventa economicamente conveniente quando i sussidi statali sono generosi, e la produzione di energia elettrica da nucleare è uno dei settori più sovvenzionati al mondo
Purtroppo è in corso una campagna mediatica per influenzare l’opinione pubblica a favore del nucleare, ma ognuno può farsi una propria idea ragionando con la propria testa e informandosi di persona, non tramite le opinoni preconfezionate e interessate dei vari “esperti” e opinionisti intervistati in televisione sui giornali.
Su internet di informazioni sul nucleare se ne trovano abbastanza per farsi una propria idea, sia a favore che contro, consapevole e non imboccata
fonte: Blogeko
propaganda invece di giornalismo
Quasi settant’anni fa, nel corso della seconda guerra mondiale, nella città di Leningrado fu commesso un crimine efferato. Per più di 70 giorni, una banda di estremisti chiamata «Armata rossa» tenne in ostaggio milioni di abitanti di quella città e, così facendo, provocò la rappresaglia della Wehrmacht tedesca dall’interno. I tedeschi non ebbero altra alternativa, se non bombardare la popolazione e imporre un blocco totale causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Un po’ di tempo prima, un crimine simile era stato commesso in Inghilterra. La banda di Churchill si era nascosta tra la popolazione londinese, sfruttando milioni di cittadini come scudi umani. I tedeschi furono costretti a inviare la Luftwaffe e, sebbene con riluttanza, a ridurre la città in rovine. Lo chiamarono il Blitz.
Questa è la descrizione che apparirebbe oggi nei libri di storia – se i tedeschi avessero vinto la guerra. Assurdo? Non più delle quotidiane descrizioni nei nostri media, che si ripetono fino alla nausea: i terroristi di Hamas usano gli abitanti di Gaza come «ostaggi» e sfruttano le donne e i bambini come «scudi umani». Non ci lasciano altra alternativa se non i bombardamenti massicci nei quali, con nostro profondo dolore, migliaia di donne, bambini e uomini disarmati vengono uccisi o feriti.
In questa guerra, come in qualunque guerra moderna, la propaganda gioca un ruolo fondamentale. La disparità tra le forze, tra l’esercito israeliano – con i suoi caccia, elicotteri da combattimento, aerei teleguidati, navi da guerra, artiglieria e tank – e le poche migliaia di combattenti di Hamas dotati di armi leggere, è di uno su mille, forse uno su un milione. Nell’arena politica il gap tra loro è ancora più ampio. Ma nella guerra di propaganda, il gap è quasi infinito. Quasi tutti i media occidentali inizialmente ripetevano la versione ufficiale della propaganda israeliana. Essi ignoravano quasi del tutto le ragioni dei palestinesi, per non parlare delle dimostrazioni quotidiane del campo della pace israeliano. La logica del governo israeliano («Lo stato deve difendere i suoi cittadini contro i razzi Qassam») è stata accettata come se quella fosse tutta la verità. L’altro punto di vista, per cui i Qassam sono una rappresaglia per l’assedio che affama il milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza, non è stato riportato affatto. Solo quando le scene orribili provenienti da Gaza hanno cominciato ad apparire sui teleschermi occidentali, l’opinione pubblica mondiale ha gradualmente iniziato a cambiare.
È vero, i canali televisivi occidentali e israeliani hanno mostrato solo una piccolissima frazione dei terribili eventi che appaiono 24 ore su 24 sul canale arabo al Jazeera, ma una sola immagine di un bimbo morto nelle braccia del padre terrorizzato è più potente di mille frasi elegantemente costruite dal portavoce dell’esercito israeliano. E alla fine, è decisiva.
La guerra – ogni guerra – è il regno delle menzogne. Che si chiami propaganda o guerra psicologica, tutti accettano l’idea che sia giusto mentire per un paese. Chiunque dica la verità rischia di essere bollato come traditore. Il problema è che la propaganda è convincente per lo stesso propagandista. E dopo che ci si è convinti che una bugia è verità, e la falsificazione realtà, non si riesce più a prendere decisioni razionali.
Un esempio di questo fenomeno riguarda quella che finora è stata la atrocità più scioccante di questa guerra: il bombardamento della scuola dell’Onu Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya. Immediatamente dopo che esso era stato conosciuto in tutto il mondo, l’esercito ha «rivelato» che i combattenti di Hamas avevano sparato con i mortai da un punto vicino l’ingresso della scuola. Poco tempo dopo, il militare che aveva mentito ha dovuto ammettere che la foto aveva più di un anno. In breve: una falsificazione. In seguito l’ufficiale bugiardo ha affermato che avevano «sparato ai nostri soldati da dentro la scuola». Dopo appena un giorno, l’esercito ha dovuto ammettere dinanzi al personale Onu che anche quella era una menzogna. Nessuno aveva sparato da dentro la scuola; nella scuola non c’erano combattenti di Hamas: era piena di profughi terrorizzati. Ma l’ammissione ormai non faceva quasi più differenza. A quel punto, il pubblico israeliano era totalmente convinto che avessero «sparato da dentro la scuola», e gli annunciatori tv lo hanno affermato come un semplice fatto.
Lo stesso è accaduto con le altre atrocità. Nell’atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell’amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l’esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak – un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico. Il vero scopo (a parte quello di farsi eleggere alle prossime elezioni) è porre fine al governo di Hamas nella Striscia di Gaza. Nell’immaginazione di chi ha pianificato la guerra, Hamas è un invasore che ha ottenuto il controllo di un paese straniero. Naturalmente la realtà è completamente diversa. Il movimento di Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni democratiche che si sono svolte in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Ha vinto perché i palestinesi erano giunti alla conclusione che l’atteggiamento pacifico di Fatah non avesse ottenuto nulla da Israele – né un congelamento degli insediamenti, né il rilascio dei prigionieri, né un qualunque passo significativo verso la fine dell’occupazione e la creazione dello stato palestinese. Hamas è profondamente radicato nella popolazione – non solo come movimento di resistenza che combatte l’occupante, come l’Irgun e il Gruppo Stern in passato – ma anche come organismo politico e religioso che fornisce servizi sociali, scuola e sanità. Dal punto di vista della popolazione, i combattenti di Hamas non sono un organismo straniero, ma figli di ogni famiglia della Striscia e delle altre regioni palestinesi. Essi non si «nascondono dietro la popolazione»: la popolazione li vede come i suoi unici difensori. Perciò, l’intera operazione si basa su presupposti errati. Trasformare la vita in un inferno sulla terra non fa insorgere la popolazione contro Hamas ma, al contrario, essa si stringe dietro Hamas e rafforza la propria determinazione a non arrendersi. La popolazione di Leningrado non si sollevò contro Stalin, più di quanto i londinesi non si sollevarono contro Churchill.
tratto dal blog di Sabina Guzzanti
come è iniziato
29 novembre 1947 – Le Nazioni Unite approvano la risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed altri si astengono), che prevede la divisione della Palestina in tre parti:
- uno stato ebraico sul 56% del territorio
- uno stato palestinese
- una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme.
Il confine tracciato viene definito “Linea Verde”.
E’ l’inizio della catastrofe, che culminerà nel 1948, con la creazione di Israele sulle terre, sulle città e sui villaggi della Palestina, e con la diaspora di milioni di palestinesi.
“A partire dalla mattina successiva (18 dicembre 1947, ndr) all’adozione della Risoluzione di spartizione, i 75.000 palestinesi della città furono sottoposti a una campagna di terrore istigata congiuntamente dall’Irgun e dall’Haganà. Arrivati soltanto da pochi decenni, i coloni ebrei avevano costruito le loro case più in alto sulla montagna. Quindi abitavano sopra i quartieri arabi e da lì potevano con facilità bombardarli e fare i cecchini. Avevano cominciato a farlo di frequente fin dai primi di dicembre. Usavano anche altri sistemi di intimidazione: i soldati ebrei rotolavano barili pieni di esplosivo ed enormi palle di acciaio giù nelle aree residenziale arabe e versavano lungo le strade olio misto a carburante, al quale poi davano fuoco. Appena i palestinesi, presi dal panico, correvano fuori di casa per cercare di spegnere quei fiumi di fuoco, venivano colpiti dal fuoco delle mitragliatrici.
Nelle aree dove le due comunità intrattenevano ancora delle relazioni, l’Haganà portava a riparare le automobili nei garage palestinesi, le riempiva di esplosivi e detonatori, e così seminava caos e morte. Dietro questo genere di assalto c’era un’unità speciale dell’Haganà, la Hashahar (’aurora’), composta di mistarvim - letteralmente in ebraico, “diventare arabo” – cioè di quegli ebrei che si travestivano da palestinesi.
(…)
La fase che seguì introdusse un capitolo nuovo nella storia della Palestina. (…) Il villaggio scelto dall’Alto Comando fu Balad al-Shaykh, luogo di sepoltura dellao Shaykh Izz al-Din al-Qassam, uno dei leader più venerati e carismatici degli anni Trenta, ucciso dagli inglesi nel 1935 (…). A un comandante locale, Haim Avinoam, venne ordinato di ‘circondare il villaggio, uccidere il maggior numero possibile di uomini e danneggiare le proprietà, ma di astenersi dal colpire donne e bambini’. L’attacco ebbe luogo il 31 dicembre e durò tre ore. Si concluse con la morte di oltre 60 palestinesi, non tutti erano uomini. Ma notate bene che in questo caso si faceva ancora distinzione tra uomini e donne: nell’incontro successivo la Consulta decise che per le operazioni future questa distinzione era una complicazione inutile. Nel momento in cui veniva attaccato Balad al-Shaykh, le unità dell’Haganà di Haifa testarono il campo con un’azione molto più drastica: entrarono in un quartiere arabo della città, Wadi Rushmiyya, espulsero gli abitanti e fecero saltare in aria le case. Si può considerare questo come l’inizio ufficiale delle operazioni di pulizia etnica nelle città palestinesi. Mentre venivano commesse tali atrocità gli inglesi mostravano indifferenza.
tratto da “La pulizia etnica della Palestina“, di Ilan Pappe, Fazi editore, 2008, pagg. 79-82
Renato Schifani
Renato Schifani, l’attuale presidente del Senato:
La sua prima dichiarazione, come saluto all’aula, è stata: “Sarò garante di tutti!”, ha poi affermato che legalità e sicurezza sono temi da non sottovalutare, ha poi ricordato le figure di Falcone e Borsellino.
Il dottor Schifani da oggi è chiamato a ricoprire la seconda più importante carica istituzionale dopo quella del presidente della repubblica. La seconda carica dello stato per importanza politica.
L’ormai presidente Schifani che ciancia già da subito di legalità e sicurezza è quello che insieme a Maccanico ha dato il nome alla legge che nel 2003 bloccava i processi a carico di SILVIO BERLUSCONI. Legge poi dichiarata incostituzionale nel 2004.
Negli archivi della Camera di commercio di Palermo risulta una società, oggi inattiva, costituita nel 1992 da Schifani con Antonio Mengano e Antonino Garofalo: la Gms. Antonino Garofalo è stato arrestato nel 1997 e poi rinviato a giudizio per USURA ED ESTORSIONE nell’ambito di indagini condotte dal sostituto Gaetano Paci della Procura di Palermo.
Negli anni 80 era socio, insieme a La Loggia, con il futuro BOSS MAFIOSO NINO MANDALA’ in una società assicurativa di nome SICULABROCKERS.
LEGALITA’ E SICUREZZA, FALCONE E BORSELLINO!!!!
Infine, da ricordare, come antipasto all’odierna dichiarazione sulla sua volontà di essere garante di tutti, dopo la condanna di CUFFARO per favoreggiamento Schifani dichiarò:
“Oggi Cuffaro ha ripreso saldamente in mano il timone di una Sicilia che già è cresciuta così come i dati sul Pil e sulla disoccupazione ai minimi storici ci indicano. Dobbiamo anche riconoscere a Cuffaro che è stato e continua ad essere l’unico garante dell’unità della coalizione….Forza Italia sarà al suo fianco (di Cuffaro ndr) in questa nuova fase del governo della regione….”
Insomma c’è proprio da attendersi che Schifani si adopererà per essere il garante di tutti, ma proprio tutti!
fonte: il nuovo presidente del senato Schifani
Per aver ripetuto in televisione questi fatti (non dicerie) Marco Travaglio è stato querelato da Schifani
Schifani invece non può essere querlato da nessuno perchè per legge è al di sopra della legge (lo stabilisce il Lodo Alfano)
Gli stessi fatti sono riportati da tmpo in alcuni libri, senza che gli autori incappassero però nelle querele di Schifani, evidentmente cete notizie si possono scrivere ma non dire in TV
il motivo di questa tolleranza di Schifani verso la “diffamazione” tramite libri e intolleranza per la “diffamazione” per mezzo televisivo è semplice: chi legge un libro ha consapevolmente scelto come infomarmi perchè ha un cervello, chi si informa tramite la televisione non ha scelto (perchè nel sistema televisivo italiano non c’è scelta), e non ha scelto o perchè non ha cervello o perchè non lo usa
Schifani teme di perdere credibilità e di essere smascherato agli occhi dei senza cervello, non teme di essere riconosciuto come colluso con la mafia, altrimenti avrebbe denunciato anche chi la sua storia l’ha scritta in un libro
ma su internet non serve l’invito del conduttore per parlare, chiunque può esprimersi.
forse Schifani querelerà i blogger che lo diffamano, forse con una legge anti-pedofilia o anti-terrorismo si introdurranno norme per incarcerare i blogger (oggi si limitano al sequestro preventivo del blog, pratica censoria e illegittima)
in tal caso si diffonderanno maggiormente tecnologie come Tor o Freenet
come si dice: “chi vivrà, vedrà”, ma vivere non vuol dire solo mangiare dormire e fare sesso, vivere vuol dire poter avere quel che si merita, non dover essere schiavo dei figli dei potenti, non dover ereditare un gradino basso nella società perchè non hanno raccomandazioni o protettori potenti…
nucleare: tanto rumore per nulla?
Centinaia di litri di acqua radioattiva dispersi nell’arco di mesi nell’oceano Pacifico. Secondo quanto riportato dalla “Cnn”, il sottomarino a propulsione nucleare “USS Houston”, appartenente alla “US Navy”, avrebbe disperso un quantitativo imprecisato di acqua radioattiva durante il suo percorso. (2 agosto 2008 – la Repubblica)
a quanto pare i Giapponesi non l’hanno presa bene, soprattutto perché la presenza di basi militari americane sul loro territorio pare sia voluta più dal governo (quale che sia) che dalla popolazione. Difficile non cogliere delle analogie con l’Italia.
Nella notte fra il 7 e l’8 luglio dalla centrale nucleare di Tricastin in Francia finisce nei fiumi Gaffière e Lauzon, immissari del Rodano. Acqua contaminata con 74 chili di uranio. E nei luoghi adiacenti si vive tuttora senz’acqua: vietato bere, irrigare, pescare, nuotare.
C’è uranio perfino nelle falde sotterranee d’acqua a due chilometri dalla centrale di Tricastin. Ma potrebbe dipendere da una perdita proveniente da un deposito di scorie. (luglio 2008 – Blogeko)
non mi sembra che ci sia da essere tranquilli, l’acqua è stata contaminata…
e invece quasi quasi mi tranquillizzo, pare che si stia enfatizzando troppo, si stia esagerando…
“Su questi episodi mi pare ci sia stata un’enfatizzazione eccessiva”. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, minimizza gli incidenti verificatisi negli ultimi tempi nelle centrali nucleari francesi.
“tutti questi episodi sono sotto il livello minimo di pericolo”
Parole rinforzate poi nel pomeriggio da Silvio Berlusconi. Se il prezzo del petrolio non scende, ha sostenuto il presidente del Consiglio, “l’occidente dovrà immettersi in una massiccia realizzazione di centrali nucleari” (24 luglio 2008 – la Repubblica)
quasi quasi mi convinco anch’io, voglio una centrale vicino a casa mia, mi conviene, avrò uno sconto sulla bolletta per il “disturbo psicologico”
“Chi subira’ il disturbo psicologico (perche’ solo di questo si tratta) di ospitare una centrale dovra’ essere premiato e non si tratta solo di premiare il Comune o la Provincia che certamente dovranno avere delle royalties”, ha spiegato, “ma dobbiamo andare direttamente sui cittadini che dovranno pagare l’energia molto, molto, meno che negli altri posti, grazie a bollette piu’ leggere”. (28 maggio 2008 – ministro Claudio Scajola)
certamente il ministro è in possesso dei risultati di recentissime scoperte scientifiche, la contaminazione da radioattività non può esserci, al massimo potrei subire “disturbi psicologici”
poi però mi chiedo, se Scajola andasse a raccontare questa sua interessante teoria ai 100 operai contaminati a Tricastin (in Francia, non in Corea del Nord o in un altro paese “canaglia”….) o se la raccontasse ai loro figli, mogli…
ma tranquilli, la contaminazione è lieve, risibile, trascurabile…
100 operai “contaminati leggermente” da cobalto 58, dicono le fonti ufficiali (Ecoblog)
EDF la società che gestisce l’impianto ha dichiarato:
Condurremo delle indagini per determinare la causa di questo evento che non ha alcuna conseguenza né sulla salute delle persone né per l’ambiente . (Ecoblog)
prò adesso comincio ad essere confuso, confuso perchè qualcuno mente, EDF (azienda che guadagna dalla gestione di centrali nucleari) oppure l’associazione Sortir du nucléaire (dal nome mi par di capire che vogliano l’uscita dal nucleare)
infatti ci ricordano che
Contrariamente a quanto sostengono le fonti e cioè che questi incidenti non sono pericolosi, ricordiamo che dal 1990 la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni (ICRP) ha ammesso che ogni dose di radiazione contiene un rischio cancerogeno e genetico. (Ecoblog)
a questo punto comincio a non capirci più nulla(???)
da un lato mi vogliono tranquillizzare, blandire, coccolare con notizie confortanti, non devo preoccuparmi, i miei disturbi psicologici saranno ripagati, non ci sono pericoli…
però le notizie che leggo mi inducono a pensare il contrario
po però accendo la TV, leggo i giornali e tuti mi dicono che non ci sono problemi, lo dicono anche le autorità francesi…
però il mio effimero castello di certezze fiducia crolla quando getto uno sguardo ai giornali francesi,i quali raccontano una versione totalmente diversa, in cui dicono che la contaminazione c’è ed è ua cosa grave (che si sia contaminata a falda acquifera)
leggo che le autorità francesi ordinano una verifica a tappeto in tutte le centrali di Francia, leggo che la Socatri (la società che gestisce la centrale di Tricastin) ha tardato nelle comunicazioni e minimizzato l’entità dell’incidente, permettendo così l’aggravarsi della situazione
leggo che
la quantità di uranio sversata durante questo incidente (12 g per litro d’acqua, circa 360 kg di uranio secondo Le Monde) sorpassa di 100 volte la quantità massima autorizzata di liquido radioattivo legalmente sversabile dalla Socatri in un anno intero!
leggo anche che
Le Monde nota alcuni “fatti” misteriosi: secondo uno studio tedesco, nei pressi dei siti dove sorgono le centrali nucleari si verificano più leucemie infantili rispetto alla media nazionale. Per l’esattezza i tumori del sangue nei bambini hanno una frequenza più che doppia (2,2 volte) rispetto alla media in un raggio di 5 km dalle centrali nucleari e la frequenza di tali tumori rimane più elevata in un raggio di 50 km intorno alle centrali.
(vedi Incidente nucleare a Tricastin: giornali italiani vs giornali francesi)
allora vuol dire che i giornali e le TV in Italia mi stanno mentendo perché di proprietà di banche e gruppi industriali che hanno interesse a investire nel ritorno del nucleare in italia??
sarà che ancora oggi i bambini nati vicino a Chernobyl vengono in Itala per respirare aria sana
sarà che di nucleare sento parlare tutti tranne che chi ha una qualche conoscenza di come funzioni una centrale nucleare
sarà che mi sto per laureare in fisica e mi sembra che dei olitici nessuno ne capisca un cazzo di nucleare
sarà che il ritorno al nucleare vorrà dire un sacco di finanziamenti statali ai costruttori e gestori di centrali nucleari
sarà che l’uranio nel mondo è concentrato in pochissimi posti (molti meno che i posti da dove estrarre petrolio)
sarà che l’Italia non ha giacimenti di uranio
sarà che l’uranio, con i consumi attuali, rischia di finire entro i prossimi 50 anni
sarà che la Germania ha abbandonato il nucleare e investe nel solare
sarà che noi abbiamo molto più sole della Germania
sarà che forse in Germania allora sono più intelligenti di noi…
o forse più semplicemente da noi parla chiunque abbia fiato e parla su qualsiasi argomento, tanto se si è ignoranti basta ascoltare cosa dice un opinionista e si diventa esperti…
un’ultima cosa: il nucleare non è affatto economico, lo diventa grazie alle incentivazioni statali e ai fondi dei militari, i quali utilizzano le centrali per procurarsi il plutonio con cui costruire le bombe atomiche (su questo non fornisco alcun link, chi vuole può approfondire cercando su internet, o studiando, o leggendo)
non acquistate uova codice 2 e 3
Per la tua salute e il rispetto del mondo animale, fai molta attenzione al codice riportato!

Oggi il 90% delle uova in Italia è ottenuto da galline IMPRIGIONATE A “VITA” negli allevamenti in batteria, in gabbie di metallo, così PICCOLE DA NON RIUSCIRE NEANCHE A MUOVERE LE ALI, che dovrebbero essere eliminate o notevolmente ampliate e modificate a partire dal 2012, secondo quanto stabilito da una normativa dell’Unione Europea.
Un codice alfa numerico identifica ogni uovo:
il primo numero Indica la tipologia di allevamento
0 = biologico (1 gallina per
1 = all’aperto (1 gallina per
2 = a terra (7 galline per
3 = IN GABBIA (25 GALLINE PER METRO QUADRATO IN POSATOI CHE OFFRONO
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A terra dentro capannoni |
In gabbia dentro capannoni |
Berlusconi: io credo in lui
Il “buon” Silvio non finisce mai di stupire..
Alla soglia dei 72 anni, mica 27, come se fosse un verginello, si ripresenta agli italiani, chiedendone il voto, dopo essere stato il responsabile di una legge elettorale
La porcellum di Calderoli
il nano Truffolo
mai più con Bossi
Berlusconi corrompe anche le leggi statistiche
voluta dal suo precedente governo che non consente ai cittadini di scegliere il candidato voluto ma lo obbliga a ratificare delle scelte fatte dai segretari e dai presidenti di partito, legittimando quindi qualcosa di evidentemente anticostituzionale, con il suo solito “candore” e “sorriso”.
Ma vediamo quelle che sono le sue ultime “imprese” affinchè tutti abbiano delle corrette informazioni sulle quali valutare l’opportunità della propria futura scelta visto che molte di queste informazioni o non si conoscono, perchè oggi l’Informazione in Italia è un optional, o perchè tendono ad essere dimenticate conferendo alla memoria nessuna importanza e valore da parte di moltissimi cittadini.
Candidatura di Giuseppe Ciarrapico
Questi ha suscitato sdegno persino nel fedelissimo di Silvio, Fini, per aver propagandato il fascismo dichiarandolo di non averlo mai rinnegato (trattasi di reato: apologia del fascismo) ma anzi di essere stato in gioventù un fiero “supporter” del fascismo perchè con esso si garantiva giustizia sociale..
Ma quello che dovrebbe scandalizzare non è tanto la rettifica, impostagli per evitare problemi mediatici essendo sotto campagna elettorale, quanto l’essere stato candidato da Berlusconi con dei precedenti scabrosi di cui potete leggere e vedere qui:
Fascista il Ciarra? magari fosse solo quello
Ciarrapico fascista ideale a
“Duce! Duce!” al comizio di Berlusconi
Quindi, come è possibile evincere dalla lettura di questi documenti, perchè non si può parlare in modo irrazionale e da sprovveduti, chiunque può constatare che ancora una volta nel prossimo parlamento ci saranno dei pregiudicati, dei condannati in via definitiva, che hanno fatto dell’immoralità e dell’illegalità il loro preferenziale bigliettino da visita scontando le pene in parlamento piuttosto che in galera.
La “teoria dei giochi”
Mi permetto di citare uno degli studi approntati dal matematico, noto nobel per l’economia del 1994, John Nash riferendomi al piduista Berlusconi in quanto come questa teoria si fondava sull’equilibrio delle strategie applicate per centrare l’obiettivo preposto, cosi anche “l’amato Silvio”, che cerca di mostrarsi persona equilibrata e convinta della sua forza politica, sono settimane che “gioca” con la nostra intelligenza sciorinando numeri e percentuali ingannevoli che tendono ad affabulare gli uditori che difficilmente su certi numeri possono replicare in un costruttivo contradditorio non disponendo degli stessi elementi di partenza:
Berlusconi mente ancora, senza pudore
sincere bugie e proposte
Giustizia
Noto per essere stato pluri indagato per la vicenda del Lodo Mondadori, della vicenda Sme, per le collusioni con la mafia per via di un suo vecchio stalliere come Mangano, noto mafioso, oltre che per Dell’Utri (naturalmente confermatissimo in parlamento.. ancora..) e tantissimi altri esponenti di Cosa Nostra con cui è stato accertato un collegamento con il cavaliere, vi segnalo questi video legati tanto alla vicenda Sme quanto ai suoi legami con le criminalità organizzate ricordando, in generale, che quando sentiamo parlare di assoluzione in realtà si può trattare, onestamente non sempre, di prescrizione, che non vuol dire che il reato non è stato commesso, ma che sono scaduti i termini per i quali si può ancora procedere contro l’imputato.. ricordiamoci quindi di dare il giusto peso e valore alle parole..
Berlusconi assolto: il falso in bilancio non è più reato
la legge sia uguale per gli altri
la legge è uguale per tutti? parte 1
la legge è uguale per tutti? parte 2
Informazione
Quello dell’Informazione, almeno per quanto mi riguarda, non che gli altri aspetti siano meno importanti, per un Paese soprattutto che si professa democratico e libero,ha una valenza straordinaria perchè l’accessibilità alle notizie, a tutte quelle che sono di interesse collettivo, e la loro totale fruizione e disponibilità credo che rappresenti uno degli indici attraverso i quali un paese può essere valutato per la sua libertà di espressione e consistenza da un punto di vista anche morale, educativo e sociale.
Potrei su questo dibattere moltissimo, essendomi molto documentato, ormai da un paio di anni, su moltissimi aspetti scendendo anche nella profondità delle cose proprio per provare ad avere una visione che non fosse superficiale..
E se penso alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che obbliga, previo penali sempre più onerose saldate con fondi pubblici, il nostro Paese, sin dal 2003, a spedire Rete4 sul satellite in quanto illegale (per non aver superato il bando di assegnazione delle frequenze radiotelevisive) e ad assegnare la possibilità di trasmettere su tutto il territorio nazionale a Francesco di Stefano, titolare dell’emittente Europa7 con questo che non avviene anche perchè Silvietto a dicembre del 2003, ad una settimana dalla scadenza delle licenze di Rete4, firma un decreto per salvare quel suo lecchino e zerbino di Emilio Fede (ricompensato da questo grande spavento con la candidatura per il prossimo Parlamento nelle fila del Pdl di sua moglie, la sig.ra Diana De Feo..) lo sdegno che ne consegue dovrebbe essere tanto in tutti quelli che rivendicano sempre e comunque libertà di espressione.
Ove questa vicenda non bastasse, ricordo non solo il conflitto di interessi di Silviuccio che possiede 3 emittenti televisive, e da editore anche decine e decine di giornali e periodici (molti dei quali, pur avendo ormai un certo potere economico, stranamente, continuano ad essere assoggettati alla logica per la quale ricevono finanziamenti pubblici..) ma che, quando era al governo, poteva spadroneggiare anche dei canali Rai (non che ora non sia cosi..) disponendo quindi di circa 6 canali per poter affermare la propria egemonia..
Gli poteva bastare?
No, certo che no..
Infatti recentemente con molto stupore il gruppo Mediaset-Fininvest si è ritirato dall’assegnazione delle frequenze del Wimax (antenne che garantiscono la connettività su una porzione di territorio molto ampio) e la cosa solo ai non addetti ai lavori ha sorpreso visto i profondi risvolti economici di questa operazione; ma semplicemente l’arcano lo si intuisce quando si scopre che dietro Telecom (aggiudicatrice di moltissime di queste frequenze su tutto il territorio nazionale) ci potrebbe essere Silvietto che è pronto a rilevare una parte di Telecom, grandemente indebitata, e quindi bisognosa di capitali, al cui interno ci sarebbe anche LA7…
Quindi potrebbe prefigurarsi uno scenario del tipo Rai (Uno, Due, Tre) Mediaset e La7, tutte sotto il controllo del nanetto malefico..
Ci sono giornalisti o quotidiani che hanno parlato di tutto questo?
Di questa colossale e anomala situazione tutta italiana?
Berlusconi Tele-set (o 7)
l’informazione libera ha i giorni contati
Bastardo!
Marco Travaglio: Rai libera o occupata?
Berlusconi sull’editto bulgaro da Gianni Riotta
Indro Montanelli su Berlusconi (censurato dalla Rai)
Per chiudere questo dossier dedicato a chi soffre di “berlusconite” segnalo questi video di marco travaglio e di altri autori:
Marco Travaglio: liste pulite
Marco Travaglio: il contraddittorio
a che serve il parlamento?
figura di merda di Berlusconi al parlamento europeo
In attesa di produrre un analogo dossier anche per veltroni, non solo per par condicio, ma semplicemente per onestà intellettuale e correttezza, volendo provare io in quel difficile tentativo di fornire a tutta una buona informazione, scevra da pregiudizi e da condizionamenti esterni, ma solo condita da una ironia che vuole sdrammatizzare certe situazioni, saluto tutti cordialmente e con simpatia, scusandomi con chiunque, sin da ora, dovesse ritenere inopportuno e sgradito questo mio impegno e lavoro di condivisione delle notizie.
Giuseppe
grazie Angelo per la segnalazione
la fragile economia del dollaro
DI MIKE WHITNEY
Global Research
La borsa del petrolio dell’Iran potrebbe travolgere il dollaro
Due settimane fa Bush è stato inviato in missione in Medio Oriente per consegnare «una testa di cavallo». Ricordiamo tutti la scena sconvolgente del film «Il Padrino» di Francis Ford Coppola, quando Luca Brasi va a Hollywood per convincere un produttore di film recalcitrante a prendere suo nipote Don Corleone nel prossimo film. Il grande produttore è infine convinto ad ingaggiare il giovane attore quando si risveglia nel suo letto affianco alla testa mozzata del suo pregiato purosangue. Penso che Bush abbia fatto «un’offerta che non si può rifiutare» di questo stesso genere ai dirigenti dei paesi del Golfo quando si è intrattenuto con loro agli inizi del mese.
I media hanno tentato di descrivere il viaggio di Bush in Medio Oriente come una «missione di pace», ma non si trattava che di una cortina di fumo. Infatti, tre giorni dopo che Bush aveva lasciato Gerusalemme, Israele intensificava le sue operazioni militari nei territori occupati, riprendendo il suo spietato blocco del cibo, dell’acqua, delle medicine e dell’energia, contro il milione e mezzo di abitanti di Gaza. In termini chiari, o Bush ha dato il via libera alle operazioni o le aggressioni israeliane sono uno sberleffo al Presidente degli Stati Uniti.
Allora quale era lo scopo reale del viaggio di Bush? Dopo tutto, non ha alcun interesse alla pace o al rispetto del suo impegno a risolvere la crisi israelo-palestinese. Perché avrà scelto di visitare il Medio Oriente quando il suo secondo mandato presidenziale è agli sgoccioli e non ha alcuna chance di riuscita?
A volte le visite personali sono importanti, in particolar modo quando la natura delle informazioni è così delicata che il messaggio deve essere trasmesso faccia a faccia. In questo caso Bush si è dato la pena di attraversare mezzo mondo per dire ai Sauditi ed ai loro amici degli stati del Golfo che dovevano continuare a legare il loro petrolio al dollaro, se no sarebbero andati «a riposare con i pesci» [altro riferimento al film Il Padrino, ndt]. In questi ultimi due mesi, diversi sceicchi e ministri delle finanze si sono lamentati per la caduta del dollaro e hanno minacciato di rompere con la famosa «indicizzazione con il dollaro» e di optare per un paniere di divise monetarie. Il viaggio di Bush sembra aver ravvivato lo spirito di cooperazione fraterna. Il malcontento è cessato e tutti sono risaliti «a bordo». I dirigenti regionali sembrano oggi molto meno infastiditi dal fatto che l’inflazione intacca le loro economie e non cessa di accrescere i costi della mano d’opera, del del cibo, dell’energia e degli immobili.
L’agenzia di stampa Reuters lo riassume così :
«Dopo una raffica di disaccordi pubblici sulla riforma monetaria l’anno scorso, le banche centrali del Golfo tentano di fare fronte comune vantando l’indicizzazione come fonte di stabilità e minimizzando la debolezza del dollaro come un fenomeno passeggero».
Si direbbe che Bush addolcisca le cose.
In queste due ultime settimane, i dirigenti del Golfo hanno osservato con nervosismo la Federal Reserve ribassare mostruosamente i tassi d’interesse di 125 punti di base. I ribassi erodono costantemente il capitale di 1 trilione di $ (mille miliardi) che gli sceicchi hanno investito nei buoni del tesoro e nei titoli USA.
«L’inflazione in Arabia Saudita e nell’Oman è al suo livello più alto da 16 anni. L’inflazione è salita ad un tetto raggiunto 19 anni fa negli Emirati Arabi uniti. I responsabili politici del Golfo sono pronti ad intervenire direttamente nel mercato dei prestiti, dei beni immobili e dei prodotti per compensare la riduzione dei tassi». (Reuters)
Il valore dei beni immobili è salito a razzo. Negli Emirati Arabi Uniti, il valore delle proprietà commerciali è raddoppiato dall’inizio del 2007. La bomba inflazionista ha costretto altri paesi del Golfo a versare aiuti alimentari alle loro popolazioni e ad «un aumento del 70% dei salari per alcuni impiegati del governo federale degli Emirati Arabi Uniti».
I lavoratori emigrati malcontenti hanno recentemente manifestato violentemente a Dubai, esigendo d’essere indennizzati equamente per il forte aumento dei prezzi. Il valore del riyal, la moneta dell’Arabia Saudita, ha raggiunto il suo livello più alto da 21 anni a questa parte.
Gli agenti di cambio si attendono un altro aumento dell’8% del dirham e del riyal entro il mese di aprile prossimo e predicono che i tassi d’interesse obbligheranno le banche centrali degli stati del Golfo a convertirsi all’euro o ad un paniere di divise monetarie della regione. Tuttavia, sino ad ora i fedeli principi sauditi non hanno cessato di sostenere il dollaro.
Difendere l’egemonia del dollaro
Qual è l’importanza quindi di continuare a valutare il petrolio in dollari? Gli Stati Uniti farebbero la guerra per difendere lo statuto di «moneta di riserva» mondiale del dollaro? La risposta a questa domanda potrebbe arrivare questa settimana, poichè la tanto attesa Borsa del Petrolio iraniano deve aprire tra il 1° e l’11 febbraio. Secondo Davoud Danesh-Jafari, il ministro delle finanze iraniano, «tutti i preparativi sono stati fatti per lanciare la borsa; si aprirà durante i dieci giorni della festa dell’Alba» (le cerimonie che commemorano la vittoria della Rivoluzione islamica del 1979 in Iran). Questa borsa è considerata come una minaccia diretta contro il dominio mondiale del dollaro, poichè esigerà che «il petrolio, i prodotti petrolchimici ed il gas iraniano» siano scambiati contro monete diverse dal dollaro USA. (Press TV, Iran) [La notizia originale citata è questa, l'annuncio ufficiale dell'apertura è stato dato il 17 Febbraio. N.d.r]
Il sistema del petrodollaro non è diverso dal sistema dello standard aureo. Oggi questa divisa è semplicemente garanzia di una fonte di energia vitale da cui dipende ogni società industrializzata: il petrolio. Se il dollaro non fosse più l’unica moneta utilizzata nella vendita del petrolio, non sarebbe più di fatto la moneta di riserva mondiale e gli Stati Uniti sarebbero costretti a ridurre massicciamente il loro deficit commerciale, a ricostruire le loro capacità industriali e a ridivenire un paese esportatore. La sola alternativa è di creare una cerchia di regimi clienti, che reprimano le aspirazioni collettive dei loro popoli al fine di poter seguire scrupolosamente le direttive di Washington.
In quanto a sapere se l’amministrazione Bush comincerebbe una guerra per difendere l’egemonia del dollaro, è una domanda che bisognerebbe rivolgere a Saddam Hussein. L’Iraq fu invaso proprio sei mesi dopo la conversione di Saddam all’euro. Il messaggio è chiaro, l’Impero difenderà la sua moneta.
Ugualmente, l’Iran ha rimpiazzato il dollaro nel 2007 e ha richiesto che il Giappone paghi le sue enormi fatture d’energia in yen. La «conversione» ha irritato l’amministrazione Bush e d’allora l’Iran è il bersaglio dell’aggressività degli Stati Uniti. Infatti, anche se 16 agenzie d’informazione degli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto (NIE) dicendo che l’Iran non sta sviluppando armi nucleari e anche se l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica constata che l’Iran adempie ai suoi obblighi rispetto al Trattato di non-proliferazione nucleare (TNP), un attacco preventivo degli Stati Uniti contro l’Iran sembra sempre probabile.
E anche se i media occidentali minimizzano ormai le prospettive di una nuova guerra nella regione, Israele sta prendendo precauzioni e ciò suggerisce che l’idea non è poi così campata in aria. «Israele chiede che dei rifugi antibomba siano installati allo scopo di preparare il pubblico ad un’altra guerra che, questa volta, vedrà piovere missili». (Press TV, Iran)
«La prossima guerra conoscerà un ricorso massivo alle armi balistiche contro l’insieme del territorio israeliano» ha affermato Udi Shani, un generale a riposo. (Global Research)
La Russia, che pensa che le possibilità di un conflitto nel Golfo vadano in crescendo, ha risposto con l’invio di una forza navale nel Mediterraneo e nell’Atlantico del Nord.
Secondo un articolo apparso in inglese sul sito Global Research:
«La nave ammiraglia della flotta del Mar Nero della Russia, l’incrociatore lancia-missili Moskva ha raggiunto la flotta da guerra russa nel Mediterraneo il 18 gennaio per partecipare alle manovre in corso… L’operazione attuale è la prima operazione in grande scala della Marina russa nell’Atlantico negli ultimi 15 anni. Tutte le navi e gli aerei da combattimento trasportano munizioni da combattimento».
Anche la Francia pianifica manovre militari nello Stretto di Ormuz. L’operazione «Bouclier du Golfe 01» [Scudo del Golfo 01, ndt]) avrà luogo al largo delle coste dell’Iran e impiegherà migliaia di soldati in operazioni armate interforze che includeranno – tra l’altro – simulazioni di attacchi a piattaforme petrolifere».
Secondo il ministro della Difesa francese, «le esercitazioni che si svolgeranno dal 23 febbraio al 5 marzo vedranno la partecipazione di 1500 soldati francesi, 2500 degli Emirati e 1300 del Qatar. Queste manovre avranno luogo su terra, in mare ed in aria». E secondo il tenente-colonnello Fusalba, «circa una mezza dozzina di navi da guerra, 40 aerei e decine di veicoli blindati prenderanno parte alle esercitazioni militari». (Defense News)
Inoltre, nell’ultima settimana, tre dei principali cavi sottomarini che assicurano il traffico Internet sono stati rotti nel Golfo Persico e i tre quarti delle comunicazioni internazionali tra l’Europa ed il Medio Oriente sono state interrotte. Una gran parte del Medio Oriente è piombata nell’ignoranza [Vedi qui, qui e qui N.d.r.].
E’ puramente una coincidenza o c’è qualcos’altro sotto la superficie?
Ian Brockwell, dell’ «American Chronicle» ha detto:
«Nell’ipotesi che la rottura dei cavi non sia frutto del caso, ci dobbiamo chiedere chi farebbe una cosa del genere e perché. Evidentemente l’Iran, che è stato il più colpito, non avrebbe avuto interessi in una tale azione e potrebbe essere il bersaglio dei responsabili. Si tratta del preludio di un attacco o di un test per un attacco futuro? Le comunicazioni sono sempre state un fattore importante dell’azione militare e la rottura dei cavi potrebbe ridurre la capacità difensiva dell’Iran». (American Chronicle) [In realtà, come spiegato negli articoli e relativi commenti indicati sopra, l'Iran sarebbe stato colpito solo marginalmente dall'interruzione delle comunicazioni N.d.r.]
Malgrado l’assenza di copertura mediatica, nel Golfo le tensioni salgono e le probabilità di un attacco da parte degli Stati Uniti contro l’Iran rimangono molto elevate. Bush è convinto del fatto che se non affronta l’Iran, allora non lo farà nessuno. Crede anche che, se non difenderà militarmente il dollaro, l’unica superpotenza mondiale che sono gli stati Uniti apparterrà presto al passato. Ora, il vero problema è sapere se Bush si renderà conto che gli Stati Uniti sono già irrimediabilmente impantanati in due conflitti «non vincibili» o se ancora una volta «ascolterà i suoi visceri» e ci trascinerà in un nuovo rovinoso conflitto nella regione.
Titolo originale: “Fragile Dollar Hegemony: Iran’s Oil Bourse could Topple the Dollar”
Fonte:http://www.globalresearch.ca/
Link
04.02.2008
Traduzione di BIANCAROSA ROMANO per www.comedonchisciotte.org
un porco coi baffi
Da IlGiornale.it: 28giugno2007 -
- Oltre 7 milioni di € pagati da Telecom a Maurizio Costanzo per consulenze: emerge dalla verifica fiscale che la Guardia di finanza da oltre sette mesi sta conducendo sulle spese sostenute dal gruppo telefonico, negli uffici della sede di piazza Affari. Non sarebbero state individuate le prestazioni (report scritti, relazioni aziendali) che potrebbero giustificare simili esborsi.
Maurizio Costanzo, né è indagato, né oggetto in prima persona di verifica fiscale, fino a quando IlVelino.it e Panorama.it hanno rilanciato la storia nel web senza però indicare il nome del personaggio destinatario della super-consulenza.
Costanzo, interpellato dal Giornale: «Tutto alla luce del sole con fatture e pagamenti di tasse. Cerchiamo quindi di non stupirci come i pastori al passaggio della cometa nel giorno di Natale. Da vent’anni sono consulente e ho sempre fatto questo mestiere tanto che le numerose verifiche della Guardia di finanza su miei conti e mie società si sono concluse sempre con un nulla di fatto e ne vado orgoglioso».
Le fatture al vaglio della verifica risultano emesse sia dal presentatore in prima persona sia dalla Mcc, la Maurizio Costanzo Comunicazione, società che vede tra i soci al 50% lo stesso Costanzo, al 46% la 21, investimenti SpA del gruppo di Alessandro Benetton e un 4% intestato alla Siref fiduciaria.
Il nome di Maurizio Costanzo è quindi l’unico finora emerso tra i consulenti top del gruppo Telecom nell’era Tronchetti Provera. -
Commento:
Che è accaduto di quella verifica? Nulla. Ci aggiungerei che la 21 Investimenti SPA investe nella Fininvest di Berlusconi, il solito gioco delle scatole cinesi. E pure che la Siref fiduciaria , che ha la faccia tosta di dichiararsi Onlus (senza fini di lucro), fa parte del Gruppo Bancario Intesa S.Paolo, il cui presidente è Angelo Caloia, presidente per quindici anni allo IOR, la banca del Vaticano. Insomma l’Opus Dei non è estranea, nessuno si illuda che in Vaticano un laico possa entrare nelle sue casse se non è iscritto Opus Dei (per saperne di più leggi: La realtà dell’Opus Dei che nessuno racconta http://corvacci.net/?p=194 )
Costanzo è stato indagato molte volte ma ne è uscito sempre per il rotto della cuffia, da un lato potente per la longa mano di Berlusconi, dall’altra grande sostenitore della sinistra, propagandista di Rutelli al cui seguito fu fatto assessore nel comune di Roma.
Rappresentante del vero politico moderno, che predica il suo partito e collude coll’altro in nome del Dio danaro.
Nel suo curriculum ha un’infinità di successi e qualche insuccesso, tra questi il suo nome iscritto alla P2 (tessera 1819), per cui fu indagato ed escluso dalla TV nazionale per riciclarsi in quella di Berlusconi.
Di lui disse Rizzoli alla commissione di Tina Anselmi sulla P2 – Posso dire che il giornalista Maurizio Costanzo entrò nel gruppo Rizzoli su precisa raccomandazione di Licio Gelli, il quale era in stretti rapporti col predetto e alla cui carriera mostrava di tenere particolarmente. Il Costanzo era un vero e proprio superprotetto del Gelli… Fu così che il Costanzo divenne dapprima direttore della “Domenica del Corriere”, poi dei servizi giornalistici della Tv privata della Rizzoli, poi ancora del quotidiano “L’Occhio”. -
Anche Berlusconi faceva parte della P2, ma anche su di lui non emersero accuse. Dall’indagine su Costanzo idem, come al solito un nulla di fatto. La Casta si sa è intoccabile.
Insomma intrallazzando tra dx e sx l’immenso potere di Costanzo e sua moglie perdura…
fonte: corvacci.net






