un vero imprenditore italiano?

aprile 30, 2009 · Filed Under approfondimenti · Comment 

In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.

Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l’imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell’impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere in base all’articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.
Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.

La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.

fonte: Angelucci si è fatto da sè

qualcuno dirà che abbiamo capito male

gennaio 30, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, facce di c..o · Comment 

Silvio Berlusconi, in una lettera dell’ottobre 2007 indirizzata ai suoi elettori,
per protestare contro il governo Prodi (fonte)

Il 16-17-18 novembre saremo in piazza in migliaia di città

sempre lui, un anno dopo, in risposta alle manifestazioni di piazza contro il suo governo (fonte)

Non si risolvono i problemi andando in piazza a protestare

e tanto per ribadire la nuova linea di pensiero(?) e scongiurare pericolosi assembramenti di pericolosi cittadini, per interposta persona (il ministro Maroni) fa vietare le manifestazioni in tutte le piazze che hanno una chiesa

Comma Maroni, articolo unico: Divieto di manifestazioni davanti ai luoghi di culto

ma rendiamo merito a Berlusconi di questi suoi personali successi

  • esercito nelle strade
  • discariche coperte dal segreto militare e protette dall’esercito
  • inceneritori finanziati con i contributi che paghiamo per o sviluppo delle energie rinnovabili (CIP6) (fonte)
  • Alitalia pagata di tasca nostra e regalata agli amici del presidente del consiglio invece che essere venduta al miglior offerente (fonte)

e poi basta perché la lista diverrebbe lunga a dismisura… e non mi va di rovinarmi l’appetito continuandola

Ilva, Alitalia e morti di diossina a taranto

novembre 7, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, ambiente & ecologia, che schifo, economia · 1 Comment 

cosa hanno in comune l’ILVA, l’Alitalia e la diossina nel latte materno a Taranto?

Emilio Riva

Emilio Riva è il proprietario dell’ILVA, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa.

Emilio Riva è anche uno dei “capitani coraggiosi” che hanno dato vita alla CAI per salvare l’Alitalia

L’ILVA è da anni sotto osservazione, monitoraggio, processo…. insomma è un problema grave e mortale per la città di Taranto e dintorni perché da sola emette il 92% di tutta la diossina emessa in Italia, l’8% di quella emessa in tutta Europa

A causa della contaminazione da diossina vengono abbattuti capi di bestiame, a causa della diossina i bambini si avvelenano bevendo il latte materno…

Invece di nutrirsi, ad ogni poppata si avvelenano un po’. Perché a Taranto i neonati che bevono latte materno, bevono anche diossina. Lo rivelano le analisi commissionate dall’associazione di volontariato “Bambini contro l’inquinamento“.
Analisi secondo cui la concentrazione di diossina e pcb (policlorobifenili, composti chimici contenenti cloro e tossici quanto la diossina), rilevata in tre campioni di latte materno di altrettante mamme è risultata superiore di 25 volte alla dose tollerabile giornaliera, stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico Ilva. “La diossina ce la ritroviamo ovunque” dice Giuseppe Merico, pediatra e presidente dell’associazione. “I risultati sui campioni di latte materno confermano i nostri sospetti. Adesso aspettiamo risposte concrete dalle istituzioni“. – tratto da Medicina Live
ma cosa centra quindi l’inquinamento prodotto dall’Ilva con il cosidetto salvataggio dell’Alitalia?
forse nulla, però il ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo (industriale nel settore petrolchimico) ha recentemente e in silenzio cambiato i membri della commissione che avrebbero dovuto fornire l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), una carta necessaria per la prosecuzione dell’attività. I nuovi tecnici sono “di sua fiducia” (cioè del ministro).
I nuovi tecnici non hanno ancora svolto alcun lavoro probabilmente ma hanno già anticipato che le emissioni dello stabilimento rientrano nei limiti…
“Per la prima volta poi – dice il direttore regionale dell’Arpa pugliese, il professor Giorgio Assennato – al tavolo c’erano anche i tecnici dell’azienda”.
e l’Alitalia? non mi sembra tutto questo affare, ma se è il prezzo da pagare per farsi cambiare una commissione per la valutazione ambientale e per far prendere posizione all’Italia contro il protocollo di Kyoto, fino al punto che Berlusconi e la Prestigiacomo hanno minacciato il veto a qualsiasi decisione europea in merito….
solo due cose ancora:
  1. l’ILVA negli ultimi quatttro anni ha prodotto utili per 2 miliardi e mezzo di euro perché le leggi italiane le permettono quello che in nessun altro paese d’Europa le sarebbe concesso in termini di emissioni inquinanti
  2. Vivo a 70Km da Taranto e 30Km da Brindisi, e’ più facile prendere un tumore che l’influenza!!! :(commento non mio ma di un lettore di ecoblog
fonti e per approfondire:
leggi anche:

l’Alitalia si è fermata ad Albenga

settembre 25, 2008 · Filed Under Italia, economia · 1 Comment 

ma come mai è fallita una compagnia come Alitalia?

veramente vogliamo credere che sia colpa della mancanza di senso di responsabilità di alcuni piloti? o della CGIL?

se ci si deve salvare da un fallimento le colpe vanno attribuite a chi è corresponsabile del fallimento, non ai lavoratori che si rifiutano di firmare un contratto che non ritengono giusto

Claudio Scajola è uno dei corresponsabili(??) :

Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l’Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino, la nuova rotta, anche grazie all’interessamento del ministro, entrò in funzione Il 17 maggio 2002 e il nuovo collegamento venne presentato ufficialmente dall’amministratore delegato dell’Alitalia Francesco Mengozzi e dal ministro dell’Interno Claudio Scajola. Ma con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. L’ex deputato di Rifondazione comuinista Gigi Malabarba presentò una interrogazione parlamentare affermando che il massimo storico di passeggeri registrati su quel volo era stato di 18 unità. “Era un volo ad personam per il ministro Scajola”, sottolineò. Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo ma non più tra le rotte di Alitalia ma bensì con Air One in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo.[7] Nel Governo Berlusconi IV Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato[8][9]

fonte:Wikipedia

e ancora oggi il volo è stato prontamente ripristinato con fondi pubblici (vedi e un altro milione vola via…)

se si tratta di coincidenze forse sarà il caso di nominare Claudio Scajola santo patrono di Albenga perché riesce, con la sola forza di un incarico istituzionale, a ripristinare il collegamento aereo con la capitale (con soldi pubblici però, oggi anche i miracoli hanno un costo)

chi salverà(?) Alitalia

settembre 23, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, economia · 1 Comment 

capitani coraggiosi

La cordata preannunciata da Berlusconi in campagna elettorale dopo tanti mesi è finalmente realtà

meglio però sarebbe dire “ancora” visto il rifiuto dei dipendenti di dover salvare la compagnia con sacrifici che solo loro sarebbero chiamati a compiere, senza che si vadano a punire le colpe di tutti i precedenti amministratori di Alitalia, di sicuro colpevoli, almeno nella parte di loro competenza, di questo fallimento nazionale.

Ma chi sono questi “capitani coraggiosi” che hanno dato vita a CAI, l’unica(??) società in grado di salvare Alitalia dal fallimento?

Roberto Colaninno
Da manager diventa imprenditore senza capitali. Conquista Telecom facendo debiti. Insieme a Gnutti e Consorte non hanno soldi necessari, ma agganci politici: le banche concedono mega prestiti milionari e con un sistema di scatole cinesi conquistano il 51% di Telecom. Hopa (controllata al 51% da Colaninno e Gnutti, con dentro Monte dei Paschi di Siena, Unipol e Fininvest, nel miglior spirito bipartisan) possiede il 56,6% di Bell (oscura società con sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo). Bell controlla il 13,9% di Olivetti, che possiede il 70% di Tecnost, che controlla il 52% di Telecom. Praticamente Colaninno e soci controllano Telecom detendone solo il 1,5%. C’è il dubbio che il controllo di Bell su Olivetti sia avvenuto per effetto di notizie riservate di Colaninno (reato di incidere trading, che tuttavia la Consob non ha accertato). Il Financial Times parla di “rapina in pieno giorno”. Telecom viene gestita così bene che dopo due anni affoga nei debiti, ma Colaninno riesce a venderla a Tronchetti Provera (Pirelli) e a Benetton, con una plusvalenza di 1,5 miliardi di Euro (praticamente esentasse). Naturalmente i veri sconfitti sono i piccoli azionisti della società. Nel 2005 la Consob lo condanna al pagamento di una sanzione per conflitto d’interessi.

Marco Tronchetti Provera
Subentra a Colaninno e lascia nel 2006 dopo aver causato danni disastrosi alla società (il titolo crolla) ed ai piccoli azionisti. Certo anche lui come azionista ci rimette (circa 100 milioni di euro), ma ne incassa 295, tra stipendi e stock options.

Carlo Toto
Parte dall’azienda di famiglia, la Toto costruzioni, che sotto la sua guida di Carlo negli anni ‘60 non perde una commessa da amministrazioni pubbliche (come le Ferrovie) ed enti locali abruzzesi. Carlo Toto è di casa all’Anas e piano piano passa dai semplici rifacimenti stradali alla costruzione di ponti, gallerie e corsie. Tutto fila liscio fino al 1981, quando lo arrestano con un funzionario Anas in una delle poche indagini pre-mani pulite. L’accusa per falso riguarda l’appalto del ponte sul fiume Comano (crollato nel giugno del 1980). Nel 1988 arriva la condanna in appello con i benefici di legge. Patteggia 11 mesi di condanna per le mazzette pagate per l’appalto di un mega-parcheggio. Nel giugno ‘94 comprò il suo primo Boeing a un fallimento per quattro milioni di dollari. Anche grazie a quel Boeing, che poi fu rimesso a nuovo dalle officine Lufthansa, Toto finì per firmare un preziosissimo accordo di partnership – era il 2000 – con la compagnia tedesca. Al matrimonio con Lufthansa Toto portava una dote ricca: Air One aveva occupato sistematicamente tutte le rotte nazionali «trascurate» da Alitalia. Quando tuttavia Toto si propone come acquirente di Alitalia, le banche che avrebbero dovuto sborsare 2 miliardi di euro, manifestano scarsa fiducia nell’operazione. Vanta una grande amicizia con il segretario generale della Cisl Bonanni, uno di quelli che ha detto “no” all’accordo con Air France.

Francesco Bellavista Caltagirone
Lo troviamo socio di Hopa, sembra con i finanziamenti erogati dalla ex Popolare Lodi alla società off shore Maryland, utilizzata in passato anche per comprare Rcs e titoli della stessa Popolare Lodi. Risulta indagato nell’ inchiesta sull’ aggiotaggio Antonveneta. Insieme a Sergio Billè (già Presidente di Confcommercio) risulta coinvolto nelle vicende che riguardano il “furbetto del quartierino” Stefano Ricucci.

Gilberto Benetton
Partecipa con Tronchetti Provera all’operazione Telecom, acquistata da Colaninno. Nel 1999 acquista l’altra grande azienda pubblica privatizzata, cioè la società Autostrade. Anche in questo caso l’operazione avviene attraverso il debito, che poi dovrebbe essere pagato dalla nuova “gallina dalle uova d’oro” (Autostrade appunto). Nel 2005 la società insieme ad Argofin di Marcellino Gavio entra in Impregilo, alla vigilia della gara per il Ponte di Messina.

Marco Fossati
La Star è l’azienda storica della famiglia. La finanziaria Findim entra nel giro Telecom, quando Tronchetti Provera lascia. Si dichiara convinto che la società nei prossimi due anni migliorerà fortemente. Si fa portatore di un piano alternativo per il rilancio Telecom, che prevede l’ingresso nella società di Mediaset. Per convincere Silvio Berlusconi, Fossati ha addirittura portato Alierta (della spagnola Telefonica socia di telecom) ad Arcore appoggiandosi al lavoro diplomatico di Alejandro Agag, genero dell´ex premier spagnolo Aznar ed ex segretario del Ppe, e di Flavio Briatore, entrambi amici del Cavaliere. Gli stessi uomini che tre anni fa fiancheggiavano la scalata di Stefano Ricucci al Corriere della Sera. Ma intanto il titolo scende.

Marcellino Gavio
I suoi successi “autostradali” prendono le mosse dai rapporti politici, in particolare con il Partito Socialdemocratico di Romita e Nicolazzi. All’epoca del Ministro Prandini (pluricondannato) ottiene mille miliardi di appalti pubblici. Nel 1992 il suo amministratore delegato Bruno Binasco è stato imputato in processi per corruzione (è stato infine condannato insieme a Primo Greganti per finanziamento illecito ai partiti, nell’ambito dei processi di Mani Pulite). Su di lui nel 1992 fu spiccato un mandato di cattura, per presunte tangenti a Gianstefano Frigerio, segretario regionale DC, riguardo l’appalto per l’allargamento della Milano-Genova. Gavio si rifugiò all’estero, a Montecarlo, fino al settembre ‘93, fino a quando decise di presentarsi ai giudici di Milano, dove si salvò grazie alle solite prescrizioni. Interessanti le intercettazioni con il Ministro Lunardi ed Emilio Fede: dimostrano il suo metodo di lavoro. Risulta indagato, insieme a Ugo Martinat, nelle vicende della Torino-Lione. Attraverso Argofin controlla un terzo di Impregilo, in cui entra poco prima dell’appalto per il Ponte di Messina.

Salvatore Ligresti
Chiacchierato per i suoi presunti rapporti con la mafia, è finito in carcere per l’inchiesta Mani Pulite e condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Speculatore su aree edificabili, di lui si sa che passava le mazzette direttamente a Craxi propria manu e che è stato più volte salvato dalle grandi banche, prone la potere politico. Il suo ex rivale in affari Berlusconi lo nomina nel luglio 2004 amministratore delegato della Rcs Media Group, che controlla il Corriere della Sera, guarda caso. Insieme a Gavio e Benetton è socio di Impregilo, coinvolta nella vicenda dell’appalto per il Ponte di Messina.

Salvatore Mancuso
Nel 2007 la sua nomina alla Presidenza del Banco di Sicilia, con il consenso di Totò Cuffaro e le congratulazioni di Francesco Musetto, viene salutata come un evento. Ma di li a poco dovrà dimettersi. Ma il suo fondo Equinox, con sede in Lussemburgo, è presente in molte operazioni discutibili. Così Mittel, finanziaria guidata da Giovanni Bazoli (presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo), e il fondo Equinox di Salvatore Mancuso hanno sottoscritto un accordo con Banca Mps e Banco Popolare, creditrici di Fingruppo, per liquidare in bonis Hopa, la società della galassia del finanziere bresciano Emilio Gnutti – finito in disgrazia in seguito alla calda estate dei furbetti del quartierino, anno 2005, quando fu coinvolto nella vicenda giudiziaria delle scalate bancarie e delle intercettazioni telefoniche – e degli imprenditori a lui vicini. Qualche giorno prima di partecipare alla cordata Alitalia acquista il 65% di Air Four, compagnia aerea executive con sede a Milano.

Claudio Sposito
E’ uno degli uomini chiave del salvataggio di Fininvest dal fallimento all’inizio deglia anni ’90.All’epoca operava come plenipotenziario italiano per conto della banca d’affari Morgan & Stanley ed il rapporto con Berlusconi divenne così solido che nel 1998 diventerà amministratore delegato di Fininvest. Nel 2003 ritroviamo Sposito ed il suo fondo Clessidra ad operare con Gnutti, Presidente di Hopa, con l’intervento di Mediobanca. Sposito controlla oggi ADR, che gestisce gli aeroporti di Roma.

Emilio Riva
E’ il re italiano dell’acciaio. Non è sconosciuto alla giustizia, che lo ha condannato per il reato di inquinamento della Ilva Siderurgica prima a Genova e ora a Taranto. Inoltre nel 2006 veniva riconosciuto colpevole di frode processuale e tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti di Taranto. Pene mai scontate grazie ai vari indulti e sconti. Il suo metodo di lavoro è la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite: In una lettera al Governo del 14 dicembre Emilio Riva avverte che l’eventuale riduzione delle emissioni di anidride carbonica comporterebbe “la necessità di fermare parte significativa degli impianti in uso. Il personale – afferma – colpito da tali riduzioni non potrebbe essere inferiore, anche nell’ipotesi più conservativa, alle quattromila unità”.

Molti degli imprenditori coinvolti risultano legati dal “filo rosso” della vicenda Telecom, che dunque merita nuovi e ulteriori approfondimenti. Molti degli imprenditori sono stati condannati, in più di un caso per vicende di tangenti e corruzione. Quasi sempre hanno fatto i loro affari a debito, cioè grazie a prestiti delle banche. In particolare di una e così sono debitori di Banca Intesa. Sarebbe interessante conoscere l’entità del prestito. Non è che in realtà Banca intesa stia soltanto cercando di recuperare i suoi crediti? Molti di loro sono Cavalieri del Lavoro. Nel sito ufficiale si legge che “Gli imprenditori insigniti di questa onorificenza, dalla sua istituzione ai nostri giorni, rappresentano l’élite imprenditoriale del paese e che “L’Ordine al “Merito del Lavoro” premia l’insignito non solo per una specifica attività intrapresa, ma lo vincola ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del paese”. Complimenti!

C’è qualcuno che si aspetta che imprenditori siano mossi dall’intento di rendere un servizio alla collettività?

C’è qualcuno che non pensa che, comunque vadano le cose, alla fine usciranno dalla vicenda con la loro brava e ingente plusvalenza?

fonte: Alitalia: i capitani coraggiosi

cosa fanno per noi? e cosa per loro?

settembre 7, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

Questo governo è decisionista su tutto tranne che sulle vere esigenze del paese. Le condizioni economiche in cui si trovano le famiglie italiane rappresentano l’emergenza più grande. Sono tante, troppe le famiglie che non arrivano a fine mese perché vedono continuamente erosi i propri stipendi dal carovita galoppante.

Una condizione questa che influisce pesantemente anche sugli indici di natalità. Se non hai i soldi per pagare l’affitto e le bollette è molto difficile che decidi di mettere al mondo un figlio. Ma questo al governo non interessa, che continua a flettere i muscoli solo su temi che lo riguardano da vicino, o nello sbandierare provvedimenti spot. L’abolizione dell’Ici è stato uno di questi provvedimenti patacca che il governo ha spacciato per un aiuto alle famiglie. Peccato però che le famiglie che sentono il peso della crisi economica, del caro petrolio, caro cibo e caro tutto, la casa di proprietà non ce l’hanno e quel provvedimento a loro non sposta nulla.

Un governo che ha davvero a cuore la sorte delle famiglie, visto che siamo alla fine di agosto, avrebbe potuto agire varando un provvedimento che stoppasse il caro libri. Ha stravolto le regole del mercato e della concorrenza per regalare la parte buona di Alitalia a 14 imprenditori assai poco coraggiosi, ha introdotto per decreto il ritorno ai voti nella scuola, avrebbe dovuto impedire la truffa legalizzata dei testi scolastici che aumentano ad ogni anno e ad ogni famiglia costano in media 430 euro.
Su questo fronte purtroppo si è scelta un’altra strada, ci si è limitati ad auspicare che il prezzo dei testi scolastici non aumenti, rinviando ogni intervento al futuro. Ma i libri si comprano adesso e le famiglie lo sanno bene!

fonte: Disinteresse di governo

Italia più rispettata nel mondo

agosto 10, 2008 · Filed Under Italia, immagini · Comment 

l\'Italia con questo governo è più rispettata

come giustamente Berlusconi ci fa notare, non senza una punta di orgoglio, da quando è tornato al governo l’Italia è molto più rispettata a livello internazionale

ma allora come mai anche una compagnia area straniera ci “manca di rispetto”??

passi per i mezzi di informazione che, all’estero, sono tutti in mano alla sinistra, ma una compagnia area…. boh

il punto della situazione

maggio 17, 2008 · Filed Under Italia, censura, citazioni, curiosità, economia, file sharing & p2p, riflessioni · Comment 

il debito pubblico a febbraio è arrivato a 1.623,66 miliardi di euro (fonte)

solo di interessi ci costa ogni anno 70 miliardi di euro (fonte)

Alitalia ci costa 1 milione di euro al giorno (fonte)

Rete 4 ci costa 300.000 euro al giorno (fonte)

e qui si continua a parlare di Alitalia…

aprile 23, 2008 · Filed Under Italia, economia · Comment 

Due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera (Ancona)

A Frosinone un operaio è morto cadendo da un tetto

Nel Ferrarese un altro è stato investito da un Eurostar

a Monfalcone un lavoratore è rimasto schiacciato in un macchinario

Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco

Una vittima all’Ilva di Taranto

tutto questo nella sola giornata di ieri

e il governo presta soldi e attenzione all’Alitalia invece di occuparsi di questa strage giornaliera

leggi qui l’articolo su Repubblica

  • lui paga l’1% di tasse, e tu?

  • non sei come Pertini

    mai al Quirinale
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