un vero imprenditore italiano?
In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.
Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l’imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell’impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere in base all’articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.
Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.
La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.
fonte: Angelucci si è fatto da sè
che la mano destra non sappia cosa fa la mano sinistra
Questi senatori stanno votando al posto di compagni di partito assenti, cioè stanno commettendo un atto espressamente vietato dal regolamento del Senato. Chi spudoratamente, chi fischiettando con noncuranza, chi nascondendo la mano galeotta sotto un giornale, per poi guardarsi attorno come mariuoli. Sarebbe da ridere, se non fosse che con questo comportamento hanno fatto approvare la famigerata legge Cirami nonostante probabilmente mancasse il numero legale dei presenti in aula. Ipocrita la replica del presidente del senato Pera, seconda carica dello Stato, quello la cui massima aspirazione è, per sua stessa ammissione, mangiare in mutande: “La votazione è stata regolare”. Ridicola l’accusa lanciata da Giuseppe Consolo (l’ultimo in basso a destra): ” L’opposizione ha le traveggole”.
Guardateli bene in faccia, appuntatevi i loro nomi, perché questi signori stanno truffando il Paese che hanno giurato di servire con onestà e correttezza. Ricordatevelo voi che li avete votati.
l’ennesima legge porcata (in pratica l’imputato può scegliersi il giudice) votata in maniera illegittima (con Berlusconi se le leggi non sono incostituzionali devono pur avere qualche altro difetto)
non so se è vero che gli italiani hanno i governanti che si meritano… non so quanti di voi saprebbero essere così infimi, incapaci di compiere un’azione e prendersene i meriti o gli oneri…
io mi sono comportato così da bambino, quando mentivo per non essere rimproverato, ma da adulto cerco di comportarmi da uomo
è evidente che questi buffoni non sono uomini ma solo $#*%&$£ (offesa censurata e a discrezione di chi legge)
dimettersi: Italia vs USA
il governatore si è dimesso.
“Chiedo scusa a tutti i cittadini di New York che hanno creduto in me e alla mia famiglia, che mi è stata vicina finora” ha detto Spitzer. “Ho sbagliato, mi dispiace di avervi deluso ma credo che ogni figura pubblica debba pagare le conseguenze delle sue azioni”. “Provo profondo rimorso”, ha aggiunto, “sono umano e ho sbagliato. La lezione che si può trarre è quella di cercare di migliorare e farò di tutto per farlo” (da repubblica.it)
che cosa può essere accaduto di tanto grave da far dimettere il governatore dello stato di New York?
rifiuti che sommergono la grande mela?
beccato a incassare e distribuire mazzette?
sotto processo per qualche reato di corruzione?
ma signori!
no…
Secondo quanto rivelato dal New York Times, a incastrare il politico sarebbe un’intercettazione telefonica dell’Fbi, durante la quale si sente il governatore di New York organizzare un incontro con una squillo ‘di lusso’ nella stanza 871 dell’hotel “Mayflower” di Washington il 13 febbraio scorso. (sempre da repubblica.it).
non scherziamo.
il governatore dello stato di New York, grande elettore di Hillary Clinton, alla vigilia della grande scelta per il presidente degli Stati Uniti (non quello del Lussemburgo, con tutto il rispetto, degli Stati Uniti…) si dimette. se ne va. non cerca scuse. “ho sbagliato”. non invoca punizioni per la “stampa comunista”, non dice che risponderà “alla sua coscienza” non prova a cambiare le leggi per ottenere prescrizioni o assoluzioni ad personam.
vogliamo volar basso? ricordate Cosimo Mele (ex Udc, il partito di Casini)?
quando beccarono Cosimo Mele con una signora a fare sesso droga e rock&rol Cesa (Udc) propose di istituire una indennità parlamentare contro le tentazioni.
certo… l´america è uno strano posto, dove puoi mentire sull’Iraq ma non su una fellatio extraconiugale.
in ogni caso credo che piú di un governatore italiano dovrebbe dare un´occhiatina a quello che succede oltreoceano…
fonte: il governatore e lo scandalo
anche nel piccolo la legge non è uguale per tutti

Un ex presidente della Camera che froda la società di impianti sciistici utilizzando illecitamente lo skipass di sua figlia, nel nostro paese non fa notizia. E questa è la vera notizia.
Il fatto è accaduto durante le ultime festività (non si precisa quali) eppure ne ha dato conto solo su una testata locale (L’Alto Adige). Sulla stampa nazionale zero, niente di niente. Sarò un ingenuo ma, se fossi un giornalista, dopo il grande successo del libro “La Casta” di Stella e Rizzo, questa mi sembrerebbe una notizia ghiottissima, da prima pagina. Invece silenzio.
Non molto tempo fa si è montato giustamente un caso sull’aereo di Stato usato da Rutelli-Mastella & friends per andare a vedere il Gran Premio di Monza. Ma anche un fatto, indubbiamente minore come questo, non mi pare tuttavia meno grave, e non credo debba passare sotto silenzio: si tratta pur sempre di un reato penale. Casini è un importante personaggio politico (oddio), che è stato anche presidente della Camera: come può agire con tanta leggerezza? Casini se l’è cavata con una multa da 30 euro, probabilmente un signor nessuno si beccava anche una bella denuncia per truffa.
Come ha osservato giustamente Oscar Ferrari, una cosa simile in America avrebbe provocato dimissioni immediate. Qui in Italia ovviamente è pura fantascienza. E poi, dimissioni da cosa? Da parlamentare neanche per sogno: da noi non ci si dimette neppure con una condanna definitiva sul gobbo, figuriamoci per uno skipass.
Dal partito neppure, perché Casini non ha cariche, non è presidente e neppure segretario: è semplicemente “leader”, come sta scritto nell’organigramma del partito sul sito ufficiale dell’UDC.
fonte: Aghost
link: semplicemente leader
Le pere di Mele – Parlamentari a puttane
Che l’onorevole (?) Mele vada a puttane o si spari delle pere o sniffi a me non frega proprio niente. Quello che mi indigna invece è che individui come lui, o amici del suo partito, ci vengano a fare il predicozzo morale sul valore sacro della famiglia, sulla droga che uccide e che bisogna sfuggire come lebbra, sul rispetto della donne come persone (e le puttane non sono persone?). Quello che mi indigna è che persone come lui magari raccolgano firme per abolire le legge sul divorzio e sull’aborto. L’avete notato che i massimi capi dei partiti di destra, che a parole difendono la famiglia, sono tutti divorziati? Sono tutti, non solo i capi, sepolcri imbiancati di fuori ma pieni di vermi schifosi dentro, di evangelica memoria.
E che dire della cazzata che ha sparato Cesa, capo del partito di Mele, quando ha proposto che ai parlamentari bisognerebbe dare una indennità speciale per portarsi le mogli a Roma? Ovviamente bisognerebbe portarsi a Roma anche figli, padri, madri, suoceri e suocere, a carico. E chi ci garantisce che i deputati poi non userebbero quei soldi per andare a puttane? Io invece proporrei, eccetto che per i deputati, una indennità speciale per tutti quelli che la moglie non ce l’hanno o hanno una moglie che non gliela dà più; parte del “tesoretto” potrebbe essere usato per venire incontro agli scapoli di diritto o di fatto per aiutarli a superare lo stress da mancanza; anche una puttana potrebbe aiutare. Senza contare che anche queste lavoratrici ne trarrebbero vantaggio.
E che dire ancora dei test antidroga per gli onorevoli? L’altro giorno, in piazza Montecitorio, solo 120 parlamentari hanno fatto il test. Cosa significa: che gli altri 825, tra deputati e senatori, sono tutti drogati? Ma è stata una emerita buffonata. E chi è così fesso, che dopo essersi fatto va a sottoporsi ad un test volontario? Bisognerebbe fare i test a sorpresa, come per i ciclisti ed i calciatori. Vi immaginate voi, dopo una di quelle invereconde sceneggiate che vengono fatte in parlamento, che un medico si avvicini ad un onorevole o onorevolessa e chieda: mi scusi, mi faccia un po’ di pipì. Allora sì che sarebbe una cosa seria. O no.
Il parlamento è quasi tutto pieno di imbroglioni disonesti. Quelli dell’Unione dei Democratici Cristiani (UDC) sapevano molto bene, quando hanno piazzato Mele nella lista in modo utile per essere eletto, che quest’ultimo solamente qualche giorno prima era uscito dalla galera per aver riscosso tangenti in appalti pubblici e per assunzioni e che quelle tangenti se le andava a giocare al casinò. Non dovrebbe dimettersi da parlamentare solo Mele, ma tutto l’UDC dovrebbe essere cacciato dal Parlamento. Per passare poi agli altri partiti. Si correrebbe il rischio che il Parlamento rimarrebbe svuotato. Da adibire solo alle visite guidate.
Fonte: Diario di Rocco Biondi – Blog http://roccobiondi.blogspot.com/





