altre notizie non date

luglio 6, 2009 · Filed Under Italia, informazione · Comment 

l’Italia è un paese dove un attore di teatro deve essere posto sotto scorta perché minacciato di morte a causa del suo spettacolo “do ut des” in cui ridicolizza la mafia

l’Italia è un paese in cui un giornalista antimafia si rifiuta di iscriversi all’albo dei giornalisti (forse non vuole essere accomunato a persone come Fede, Vespa, Giordano, Belpietro…) e per questo viene rinviato a giudizio ben due volte per esercizio abusivo della professione di giornalista, cosa anomala perché dopo la prima assoluzione non avrebbe potuto essere incriminato per lo stesso “reato”… ma si sa che l’Italia è il paese delle occasioni

l’attore è Giulio Cavalli, il giornalista è Pino Maniaci di Telejato

in un paese dove in parlamento siedono condannati per associazione mafiosa, dove verranno impedite le intercettazioni telefoniche, dove con un atto del parlamento si negano i cambiamenti climatici in atto, dove per legge le centrali nucleari verranno imposte senza dover avere l’accordo delle popolazioni locali, dove saranno gli agenti segreti a proteggere Apicella e le “amichette” di papi quando prenderanno i voli di stato…

personaggi come questi, di cui nessuna televisione ci racconta nulla… conoscere le loro storie e le loro battaglie per un mondo migliore e senza mafia… almeno questo possiamo farlo

il blog di Giulio Cavalli e il sito di Telejato

servirsi di Dio per adorare Mammona

giugno 9, 2009 · Filed Under Berlusconi, che schifo, riflessioni · 1 Comment 

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: ” Bibbia, parole, segreti, misteri ” e ” Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.

fonte: Arcoiris.tv

evoluzione di una notizia

giugno 2, 2009 · Filed Under Berlusconi, Italia, cattivo giornalismo, disinformazione · Comment 

può una notizia evolversi nel tempo?

si se si viene a conoscenza di nuovi dettagli (es. per un’ incidente aereo… le ipotesi iniziali possono essere smentite o confermate dal ritrovamento della scatola nera)

si se una persona informata sui fatti (un testimone, un pentito, un collaboratore di giustizia, una “gola profonda”) decide di parlare e rivelare quel che sa

in Italia però una notizia può cambiare e correggersi anche per altri motivi, per cui una mela marcia diventa una mela molto matura e poi una mela tutt’altro che acerba

Silvio Berlusconi è ritenuto corruttore dell’avvocato Mills da una sentenza emessa da un tribunale italiano, ma la condanna è stata inflitta all’avvocato Mills (il corrotto) e non a Berlusconi (il corruttore) perché il “presidente” è al di sopra della legge grazie al lodo Alfano (che garantisce l’immunità al presidente del consiglio e della repubblica)

Come ha riportato la notizia il Giornale (di proprietà di Berlusconi) è un vero esempio di…..

19 maggio 2009

ore 12:26

I magistrati all’attacco di Berlusconi: “l’avvocato Mills fu corrotto da lui”

ore 12:40

Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “il legale Mills fu corrotto dal premier”

ore 13:06

Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Mills mentì per garantirgli l’impunità”

ore 13:24

Caso Mills, le toghe contro il premier

Berlusconi: “Riferirò in parlamento”

20 maggio 2009

ore 8:05

Caso Mills, magistrati contro il premier

Berlusconi: “Una sentenza scandalosa”

chissà quante telefonate, minacce, promesse… o forse più semplicemente ordini e direttive dal padrone per far evolvere così rapidamente una notizia

fonte: Byte Liberi

su un altro blog invece un interessante articolo sul rilievo dato a questa notizia dai vari siti di informazione (giornali, portali, agenzie di stampa…)

P.S.

il Giornale - 20 maggio 2009

ho salvato uno screenshot dell’articolo sul Giornale, nel caso in cui la notizia dovesse “evolversi” ancora non vorrei passare anche io per un bugiardo

Mala tempora….

sulla riforma delle pensioni

marzo 10, 2009 · Filed Under Italia, che schifo · 4 Comments 

l’età della pensione per le donne è stata innalzata a 65 anni

giusto o sbagliato, condiviso o meno che sia,il provvedimento è stato approvato agitando il solito spauracchio dell’Europa che si impone (altre volte invece le direttive europee sono ignorate totalmente, ma questo quando andrebbero a toccare gli interessi dei potenti e di chi comanda…)

ma restando in tema di pensioni…  dobbiamo ancora una volta constatare che sulle pensioni dei parlamentari non si è fatto praticamente nulla. Naturalmente il problema si pone nello stesso modo per tutti i consiglieri regionali anche se le regole sono più rigorose.

Una questione fondamentale è che le nuove regole dovrebbero valere anche per chi è già ex parlamentare e fruisce dell’assegno, infatti la Corte Costituzionale ha già sancito che non si tratta di vera e propria pensione, ma di un vitalizio, come tale modificabile in qualunque momento.

Citiamo alcuni casi clamorosi, tanto per parlare con dati alla mano e con nomi e cognomi:

  • Irene Pivetti, nel 2013, a 50 anni, dopo 9 anni a Montecitorio inizierà a percepire una pensione di 6.203 euro mensili.
  • Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92′, è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese.
  • Giovanni Valcavi, banchiere varesino, è rimasto al Senato 68 giorni (dovette poi dimettersi per incompatibilità) ma ogni mese, dal 23 aprile del 1992 , porta a casa una pensione attualmente di 3.108 euro.
  • Dall’autunno del 2000 incassa ogni mese il vitalizio senatoriale (sia pure ridotto per reversibilità) la vedova di un uomo che non mise mai piede al Senato: Arturo Guatelli, che subentrò a camere già sciolte al senatore Morlino (morto per infarto).
  • 4 ex parlamentari radicali ( Angelo Pezzana, Piero Graveri, Luca Boneschi e René Andreani), che percepiscono una pensione di 1.733 euro netti al mese per essere stati al Parlamento un solo giorno, si sono infatti dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati eletti.
  • Toni Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Pannella lo inserì nelle liste radicali facendolo eleggere in Parlamento, dove i mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento. Dopo 64 giorni e 9 sedute, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, dal 1993 (compiuti 60 anni) riscuote ogni mese la pensione parlamentare, oggi di 3.108 euro.
  • Antonio Martusciello, Forza Italia , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio.
  • Rino Piscitello, Partito Democratico, 47 anni e mezzo, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio.
  • Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese.
  • Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese.
  • Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, 52 anni, 7.958 al mese.
  • Ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni.
  • Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni .
  • Percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni.
  • Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro.
  • Incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni.
  • Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, e Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese.
  • Ci sono anche sotto i sessant’anni, l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd.
  • Ci sono gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), 58 anni,e Willer Bordon, 59 anni: entrambi avranno (riscatti permettendo) il massimo del vitalizio senatoriale: 9.604 euro.

Non vanno poi dimenticati gli ex parlamentari condannati per gravi reati e che ciononostante percepiscono laute pensioni:

  • Paolo Cirino Pomicino (Udeur): 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per corruzione per fondi neri Eni
  • Antonio Del Pennino (FI):2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito Enimont; 1 anno 8 mesi e 20 giorni, patteggiati per i finanziamenti illeciti della metropolitana milanese
  • protagonisti di Tangentopoli, come Renato Altissimo, Giulio Di Donato, Paolo Pillitteri, Giusi La Ganga, Francesco De Lorenzo, Claudio Martelli, Carlo Tognoli.
  • falsi testimoni come Salvatore Rino Formica
  • condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi.

Negli Stati Uniti, all’unanimità, hanno deciso di negare la pensione ai parlamentari condannati per corruzione, spergiuro e altri reati contro la pubblica amministrazione. «I politici corrotti – ha spiegato il promotore della legge, Nancy Boyda – meritano condanne alla prigione, non pensioni pagate dal contribuente».

Ogni anno tra Camera e Senato si spendono più di 200 milioni di euro per pensioni degli ex parlamentari e la cifra è destinata solo a salire se non ci saranno interventi.

fonte: DISONOREVOLI PENSIONI

disdici legalmente il canone RAI

dicembre 10, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non rispettano le leggi, perché dovrebbero farlo gli utenti della Rai continuando a pagare il canone-imposta sulla tv?
Da anni siamo impegnati per l’abolizione di questa imposta e abbiamo sempre invitato i contribuenti a rispettare la legge pagando l’odioso balzello se in possesso di un apparecchio televisivo. Da troppo tempo, però, è imbarazzante invocare questo rispetto, quando sono le istituzioni per prime a violare la legge. Ecco l’elenco di alcune delle violazioni più eclatanti che riguardano la tv di Stato:

  • mancato insediamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, cioè il controllo del legislatore (e quindi del popolo italiano) sull’operato dell’informazione di Stato;
  • la Rai non ha ancora pubblicato sul proprio sito l’elenco delle consulenze esterne e relativi compensi in violazione della legge n. 244/2007 e della circolare DPCM 16/3/07. Anche una interrogazione parlamentare e un esposto alla procura della repubblica non hanno per il momento dato alcun risultato;
  • la Rai impedisce ai cittadini di disdire il canone, ignorando le richieste di suggellamento e di disdetta;
  • richieste intimidatorie e continue di pagamento del canone da parte della Rai a coloro che non hanno un apparecchio televisivo;
  • condotta truffaldina da parte di incaricati Rai che, intrufolandosi nelle case dei contribuenti in modo arrogante e spesso irrispettoso, invitano chi è sprovvisto di tv a firmare dichiarazioni di possesso di apparecchi televisivi spiegando che si tratta solo di una ‘firma per ricevuta’ o per presa visione;
  • da due anni il Governo non risponde a cinque interrogazioni parlamentari e un interpello dell’Agenzia delle Entrate su quali apparecchi, oltre al televisore, sono soggetti al canone. Ma la Rai richiede illegittimamente alle famiglie (ma, chissà perché, non alle imprese!) il pagamento del canone anche per il possesso di un pc, di un cellulare o di altri apparecchi non televisivi;
  • violazione delle norme sulla pluralita’ dell’informazione: la Rai offre spazi record al Governo e ad alcune forze politiche, censurandone altre, come recentemente ribadito dall’Autorità per le garanzia nelle comunicazioni (e non e’ la prima volta);
  • mancata attuazione della legge che prevede l’esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo;
  • i programmi Rai sono spesso inguardabili (questa e’ una mera violazione dei nostri personalissimi gusti…ma forse non siamo i soli a pensarla cosi’).

Fino a quando non sarà ristabilita la legalità, invitiamo tutti i contribuenti ad aderire all’iniziativa “Disdici il canone Rai”.
Non invitiamo i cittadini a partecipare a “scioperi” o a sospendere i pagamenti, in quanto sarebbero sanzionati con multe fino a 600 euro. Invece li informiamo su come disdire legalmente il canone.

disdici legalmente anche tu il canone RAI

scoperto un modo per farsi eleggere di sicuro in parlamento

giugno 20, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo · Comment 

allora, come poso fare per farmi eleggere anche io parlamentare?

fra 4 ani dovremmo tornre nuovamente al voto per il parlamento e io ho deciso di mettermi in politica sul serio, quindi non partirò da un consiglio comunale per poi passare alla regione e infine, se sarò riuscito a farmi eleggere sempre e a evitare quindi di diventare dirigente di qualche azienda pubblica, candidarmi al parlamento.

io no! ho letto come si fa a essere eletti di sicuro in parlamento…

è facile:

  1. mi candido in un collegio estero (per esempio nel collegio Europa)
  2. dichiaro di risiedere in Belgio
  3. mi rivolgo a Carlo Taormina come avvocato

avvocato? e a che mi serve direte voi?

l’avvocato mi servirà perché qualcuno si lascerà insospettire dal fatto che io in Belgio non ci ho mai messo piede (sebbene vi dichiari la mia residenza)

l’avvocato mi servirà perché diranno che ho commesso dei brogli elettorali dato che riceverò 24.500 voti da gente che non sa nemmeno che esisto ma se mi voterà saranno pure cazzi loro

l’avvocato Carlo Taormina mi servirà perché è bravo (per difendere Berlusconi devi essere davvero bravo) e perché siederà con me in parlamento, e si sa che fra colleghi parlamentari ci si aiuta

forse un magistrato chiederà di arrestarmi ma io non avrò paura perché il permesso di arrestarmi dovrà darlo il parlamento e, ripeto, si sa che fra parlamentari ci si aiuta

ah dimenticavo, mi candiderò con Berlusconi, così da seguire fino in fondo l’esempio del mio novello maestro di vita Nicola Di Girolamo

è a lui e al suo esempio che dovrò il mio futuro da parlamentare

e vi prometto che una volta eletto taglierò tasse e creerò un milione di posti di lavoro

quote rosa

maggio 14, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia · Comment 
Ecco il biglietto inviato da Silvio Berlusconi a Nunzia e Gabri (Newpress)
Ecco il biglietto inviato da Silvio Berlusconi a Nunzia e Gabri (Newpress)
Ecco cosa scrive il Presidente: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!» (Newpress)

Ecco cosa scrive il Presidente: «Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!» (Newpress)

E questo è il retro: «Molti baci a tutte e due !!! Il Vostro presidente» (Newpress)
E questo è il retro: «Molti baci a tutte e due !!! Il “Vostro” presidente» (Newpress)
Ecco la risposta di Nunzia De Girolamo: «Caro...(Non si legge) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere... (non si legge)» (Newpress)

Ecco la risposta di Nunzia De Girolamo: «Caro…(Non si legge) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere… (non si legge)» (Newpress)

Il presidente con il bigliettino in mano (Newpress)
Il presidente con il bigliettino in mano (Newpress)
Berlusconi legge la risposta di Gabri e Nunzia (Newpress)
Berlusconi legge la risposta di Gabri e Nunzia (Newpress)
Nunzia De Girolamo (dal web)
Nunzia De Girolamo (dal web)
Così appare Nunzia De Girolamo sul sito de la Camera dei Deputati
Così appare Nunzia De Girolamo sul sito de la Camera dei Deputati
Nunzia De Girolamo a sinistra, Silvio Berlusconi (al centro) in una foto tratta dal suo sito (www.nunziadegirolamo.it)
Nunzia De Girolamo a sinistra, Silvio Berlusconi (al centro) in una foto tratta dal suo sito (www.nunziadegirolamo.it)
Gabriella Giammanco, deputata del Pdl, nella foto del sito della Camera dei Deputati
Gabriella Giammanco, deputata del Pdl, nella foto del sito della Camera dei Deputati
Gabriella Giammanco, spera di entrare a far parte della commissione Cultura (Olycom)
Gabriella Giammanco, spera di entrare a far parte della commissione Cultura (Olycom)

Mastella, un vero stakanovista…

gennaio 22, 2008 · Filed Under Italia, che schifo, immagini · 1 Comment 

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Mastella al lavoro

Le pere di Mele – Parlamentari a puttane

agosto 8, 2007 · Filed Under Italia, che schifo, riflessioni · Comment 

Che l’onorevole (?) Mele vada a puttane o si spari delle pere o sniffi a me non frega proprio niente. Quello che mi indigna invece è che individui come lui, o amici del suo partito, ci vengano a fare il predicozzo morale sul valore sacro della famiglia, sulla droga che uccide e che bisogna sfuggire come lebbra, sul rispetto della donne come persone (e le puttane non sono persone?). Quello che mi indigna è che persone come lui magari raccolgano firme per abolire le legge sul divorzio e sull’aborto. L’avete notato che i massimi capi dei partiti di destra, che a parole difendono la famiglia, sono tutti divorziati? Sono tutti, non solo i capi, sepolcri imbiancati di fuori ma pieni di vermi schifosi dentro, di evangelica memoria.
E che dire della cazzata che ha sparato Cesa, capo del partito di Mele, quando ha proposto che ai parlamentari bisognerebbe dare una indennità speciale per portarsi le mogli a Roma? Ovviamente bisognerebbe portarsi a Roma anche figli, padri, madri, suoceri e suocere, a carico. E chi ci garantisce che i deputati poi non userebbero quei soldi per andare a puttane? Io invece proporrei, eccetto che per i deputati, una indennità speciale per tutti quelli che la moglie non ce l’hanno o hanno una moglie che non gliela dà più; parte del “tesoretto” potrebbe essere usato per venire incontro agli scapoli di diritto o di fatto per aiutarli a superare lo stress da mancanza; anche una puttana potrebbe aiutare. Senza contare che anche queste lavoratrici ne trarrebbero vantaggio.
E che dire ancora dei test antidroga per gli onorevoli? L’altro giorno, in piazza Montecitorio, solo 120 parlamentari hanno fatto il test. Cosa significa: che gli altri 825, tra deputati e senatori, sono tutti drogati? Ma è stata una emerita buffonata. E chi è così fesso, che dopo essersi fatto va a sottoporsi ad un test volontario? Bisognerebbe fare i test a sorpresa, come per i ciclisti ed i calciatori. Vi immaginate voi, dopo una di quelle invereconde sceneggiate che vengono fatte in parlamento, che un medico si avvicini ad un onorevole o onorevolessa e chieda: mi scusi, mi faccia un po’ di pipì. Allora sì che sarebbe una cosa seria. O no.
Il parlamento è quasi tutto pieno di imbroglioni disonesti. Quelli dell’Unione dei Democratici Cristiani (UDC) sapevano molto bene, quando hanno piazzato Mele nella lista in modo utile per essere eletto, che quest’ultimo solamente qualche giorno prima era uscito dalla galera per aver riscosso tangenti in appalti pubblici e per assunzioni e che quelle tangenti se le andava a giocare al casinò. Non dovrebbe dimettersi da parlamentare solo Mele, ma tutto l’UDC dovrebbe essere cacciato dal Parlamento. Per passare poi agli altri partiti. Si correrebbe il rischio che il Parlamento rimarrebbe svuotato. Da adibire solo alle visite guidate.

Fonte: Diario di Rocco Biondi – Blog http://roccobiondi.blogspot.com/

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