DISINTOSSICARSI DALLA SPECULAZIONE
DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centro fondi
Di tutti gli scambi che animano i futures sulle materie prime solo il 5% o anche meno è frutto di uno scambio reale di beni, il 95% serve solo a comprare contratti che vengono rivenduti prima della scadenza per lucrare sulla differenza di prezzo.
Questa si chiama speculazione ed è la responsabile dell’aumento vertiginoso del prezzo del grano del mais della soia e praticamente tutte le materie prime necessarie alla vita di tutti i giorni.
Tanto per darvi un’idea del riflesso che questo mercato ha sulle nostre vite abbiamo il prezzo della carne che è aumentato del 400% , così come il prezzo del pane, farina, tortillas etc. Una ragione è che i governi stanno spingendo verso i biocarburanti lasciando sempre meno terreno disponibile per le colture necessarie. Un carburante vegetale, pulito, che toglie risorse a quelle alimentari, non è così che si salva l’ambiente….Non si affama il mondo per spingere una “stufa dell’800” che utilizza solo il 20% dell’energia prodotta (la “moderna” automobile)
La speculazione finanziaria sta puntando proprio al fatto che nei prossimi anni possa scoppiare una crisi alimentare di proporzioni bibliche e sta spingendo al rialzo dei prezzi concretizzando sempre di più questa visione perché con la globalizzazione tutti siamo sempre più dipendenti da questi mercati internazionali. Gli unici che guadagnano sono gli speculatori perché l’aumento del prezzo solo in minima parte si riflette in aumento dei prezzi per chi produce. Anche l’aumento del consumo della carne, con il benessere che aumenta nei paesi come la Cina, l’India ecc., porta all’aumento dei pascoli a scapito della superficie coltivabile, oltre ad un aumento dello sfruttamento delle risorse idriche visto che ogni chilo di carne ha necessità di 150 litri di acqua.
Non possiamo permettere che questi paesi in via di veloce sviluppo seguano la strada dell’occidente diventando delle nuove succursali di Mcdonald e quindi bisogna informare e portare il mondo a consumare molta meno carne di quella che sta consumando adesso. Un problema di salute e anche di ottimizzazione delle risorse. Che cosa possiamo fare noi piccoli mortali?
La risposta è una sola ed è: SVINCOLARCI DALLA SPECULAZIONE ed IMPARARE A MANGIARE!
Come possiamo fare?
Ritornando a produrre e consumare localmente e portare i produttori agricoli a vendere direttamente il prodotto finito evitando così speculazioni di prezzo ad ogni passaggio. Inoltre diminuendo il consumo di carne potremo migliorare il nostro stato psico-fisico e migliorare il rapporto con le risorse disponibili.
Ovviamente dovremo abbandonare l’assurdità dei progetti legati ai biocarburanti. Tornare all’agricoltura non industriale di qualità garantirà una qualità migliore ed un controllo basato sull’andare a verificare direttamente dal produttore locale i suoi processi produttivi. La produzione locale e la filiera alimentare corta, porterà a non dipendere dai mercati internazionali e quindi porterà ad una diminuzione dei prezzi al consumo, un aumento dei prezzi ai produttori e una qualità migliore dei prodotti che non dovranno seguire le assurde logiche della coltura o dell’allevamento intensivi. Tutto questo è una scelta obbligata e se presa in tempo è la sola strada per uscire dal suicidio collettivo che si sta preparando.
Il progetto per rivitalizzare le economie locali è la risposta pronta per essere attuata alla stupidità dilagante che antepone guadagni facili e immediati alla vita di tutti.
Non permettiamoglielo!
That’s all folks
Pierluigi Paoletti
Fonte: www.centrofondi.it
Link: http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_feb_1.pdf
trucchetti dei videogames applicati alla vita reale
chi di voi ha giocato mai a SimCity?
per chi non lo sa il gioco consiste nel creare e gestire una città, quindi si devono costruire case, centri commerciali, industrie, strade, stazioni di polizia….
inoltre bisogna raccogliere le tasse, con i cui introiti possiamo costruire altre edifici, pagare la polizia e i vigili del fuoco, la manutenzione delle strade…
insomma un gioco abbastanza impegnativo ma, come in tutti i videogiochi, è possibile ricorrere a dei trucchetti come questo:
un livello di tassazione basso attira molti cittadini e la città cresce in fretta, tuttavia tasse troppo basse non permettono di raccogliere abbastanza soldi per gestire e ingrandire la città
tasse troppo alte invece permettono di raccogliere molti soldi ma fanno scappare i cittadini e chiudere le imprese..
dove sta il trucco allora?
basta mantenere per tutto l’anno le tasse a zero, sicché per dodici mesi la cittadinanza aumenta, poi a dicembre si mettono le tasse al massimo, così alla fine raccogliamo tasse al massimo livello e per tutto l’anno cresciamo come se le tasse non ci fossero!!!
bello no? ma cosa centra questo trucco con la vita reale?
per noi comuni cittadini che studiamo, lavoriamo, paghiamo le bollette e facciamo sacrifici non cambia nulla, ma…
già, perché c’è qualcuno che un trucchetto simile lo può applicare nella vita reale e con soldi reali!!
chi? le banche ovviamente!!
e come fanno? semplice, una banca possiede delle azioni di aziende italiane quotate in borsa e puntualmente, poco prima del momento di pagare le tasse, le trasferisce all’estero (in genere in Inghilterra)
subito dopo la banca chiede allo stato italiano (cioè a noi) il rimborso delle tasse fino a quel momento pagate per quei titoli azionari
appena avviata la pratica per il rimborso le azioni vengono nuovamente trasferite in italia
quindi alla fine non solo non hanno pagato le tasse ma hanno finanche chiesto un rimborso!!!
questo poi non solo con le azioni di loro proprietà ma anche con quelle detenute per conto di altri investitori, tipo fondi pensioni
ma dopo che questa norme frode fiscale (da oltre 600 milioni di euro) le banche sono state punite, sanzionate??
no!! anzi continuano ad essere scelte dal ministro dell’economia per fare da intermediarie per conto del ministero!!!
ma perché vengono scelte queste banche?? è ovvio, perché vi lavorano, vi hanno lavorato e vi lavoreranno i nostri ministri dell’economia, i nostri governatori della banca ‘Italia (che è un a banca privata e non statale) e il commissario europeo Mario Monti.
le banche incriminate sono la GOLDMAN SACHS, la J.P. MORGAN e la LEHMAN BROTHERS
adesso provate voi ad evadere il fisco vedete se verrete puniti o premiati
grazie Paolo per la segnalazione
chi denuncia i crimini dei poliziotti è un infame
chi denuncia un mafioso è un infame
chi fa la spia a scuola è un infame
chi denuncia un massacro compiuto dai poliziotti è u infame
vien lecito pensare che ci sono dei tratti in comune tra la mafia, l’essere piccoli e una buona parte degli apparati statali, dove mafiosi e mentecatti si sono insidiati per molto tempo come un cancro che ammorba il nostro paese
il perché di questa mia riflessione lo trovate qui
e qui si continua a parlare di Alitalia…
Due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera (Ancona)
A Frosinone un operaio è morto cadendo da un tetto
Nel Ferrarese un altro è stato investito da un Eurostar
a Monfalcone un lavoratore è rimasto schiacciato in un macchinario
Altre due persone sono rimaste gravemente ferite a La Spezia e nel Comasco
Una vittima all’Ilva di Taranto
tutto questo nella sola giornata di ieri
e il governo presta soldi e attenzione all’Alitalia invece di occuparsi di questa strage giornaliera
leggi qui l’articolo su Repubblica
Rete 4 ci costa 300.000 euro al giorno
con effetto retroattivo, a partire dal luglio 2006, stiamo pagando 300.000 euro al giorno di multa per Rete 4, la cui occupazione delle frequenze è stata decretata abusiva da parte della Corte di Giustizia Europea a più riprese (l’ultima volta il 31 gennaio 2008)
i guadagni delle pubblicità su Rete 4 vanno al “nostro” Berlusconi, votato ancora una volta per guidare un popolo al suicidio
i soldi per pagare la multa invece li mettiamo noi, con le nostre tasse che speso non possaimo nememno evadere perché siamo lavoratori “schiavi” dipendenti
il Berlusca e i suoi “amici” invece possono anche evadere le tasse (tanto il falso in bilancio grazi al Berlusca non è più reato penale…), quindi non cotribuiscono nemmeno a pagare la multa che permette al padrone di continuare a instupidirci…
ovviamente sulle TV e sui giornali non si fa cenno di questo, come non si parla della raccolta di firme dl 25 aprile per cambiare il sistema di (dis)informazione in Italia
fonte:Rete 4 ci costa un botto di soldi
DICIAMOCELO
Perchè sono tutti così educati?
Perchè non lo dice nessuno? Già è iniziato? DICIAMOCELO:
SIETE DEGLI IDIOTI! °Tutti quelli che votano Berlusconi sono delle teste di cazzo, delle amebe encefalofalliche, degli organismi retroattivi fermi a 50 anni fa….
Manco un giornalista a rai 3….. tutti che fanno i complimenti, nessuno che dice:-L’hai educato alla perfezione questo paese di merda, impostore!
VI ODIO CON TUTTO IL CUORE
non avete scusanti, non piu’! Odio la vostra ignoranza, mi ripugna.
Odio la vostra ipocrita poltrona, volete così male ai vostri bambini? Lo sapete che lui li educherà alla menzogna e alla ipocrisia?
Vi pesterei i piedi, ma poi desisto, quando sento parlare per strada mi si gonfiano le vene, ma poi desisto, poichè la violenza non educa.
DUE PAROLE per quelli di sinistra che non hanno votato, o non hanno votato la coalizione pd-idv:
Idiotini anche un po’ voi, cazzo fate?! state a guardare?
forse non sapete che anche chi non vota viene governato da chi vince? e adesso vi pentite almeno un po’, non vi si gonfiano le vene pure a voi?
OGGI FINISCE UN’EPOCA__l’epoca ion cui si pensava di di fare figli in questo posto pieno di sole.
MA è un posto denso di teste di cazzo: più di una su due.
VI ODIO–ODIO LA VOSTRA IGNORANZA
alcune considerazioni sull’esito del voto
secondo me le votazioni non sono andate affatto male come molti possono credere
tanta gente teme che con Berlusconi al governo tutto andrà peggio, io dico che Prodi e la sua sinistra avevano il dovere di fare tante cose ma non le hanno fatte
in Italia ci sono tanti problemi da affrontare e adesso la patata bollente toccherà a Berlusconi e al suo alleato Bossi, il quale lo condizionerà pesantemente (per esempio non credo che Bossi vorrà abbandonare quella cattedrale nel deserto che è Malpensa)
è Berlusconi che dovrà affrontare la gestione dei rifiuti in Campania, la TAV che nessuno vuole, i morti causati da una sanità pubblica in cui i medici sono di nomina politica invece che per il merito
lui dovrà affrontare il continuo rincaro del grano a causa di un sistema economico che vuole sostituire i carburanti con i biocarburanti pur di salvaguardare le multinazionali, anche a costo di far morire di fame milioni di persone
sarà sempre Berlusconi a dover risolvere l’illegalità della sua Rete4, a dover gestire il problema di Alitalia (anche in quanto imprenditore, tanto il conflitto di interessi non è stato ritenuto un problema dalla sinistra di Prodi)
ma questo riguarda il futuro prossimo, mentre oggi abbiamo già ottenuto alcuni importanti risultati:
Di Pietro ha raddoppiato i suoi voti (anche grazie a me
) forse perché è stato apprezzato il suo modo di comportarsi e questo significa che qualcuno comincia ad essere più attento e consapevole della politica
sono finalmente spariti dal parlamento tanti politicanti come Storace, Bertinotti, Santanchè, Boselli, De Mita, Giuliano Ferrara…
l’UDC si è ridotta enormemente e si mostra per quella che realmente è portando in parlamento un mafioso come Cuffaro
per la prima vlta si è posto il problema dei candidati parlamentari condannati e per la prima volta un partito, quello di Di Pietro, ha presentato solo candidati senza condanne…
un uomo integerrimo
Elenco riassuntivo
Sentenze di non doversi procedere
Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti
La Corte di Cassazione ha affermato che “qualora l’applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell’imputato ed è fonte per costui di pregiudizio” (Cass. pen., sez. IV, 21 maggio 1996, n. 5069).
Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:
- Lodo Mondadori, corruzione semplice
- Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
- Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)
Intervenuta amnistia
- Falsa testimonianza P2
- Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio
Sentenze di assoluzione
- Caso All Iberian 2 - falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
- Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
- 4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
- Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
- Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
- Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
- Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio
Procedimenti archiviati
- Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
- spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
- traffico di droga
- tangenti fiscali Pay-tv
- Stragi 92-93, concorso in strage
- Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell’Utri, riciclaggio di denaro sporco
Procedimenti in corso
- Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita;
- Mazzette a David Mills, corruzione giudiziaria.
Contrastante è invece il caso Telecinco, come si legge più in basso.
Dettagli sui procedimenti
Traffico di droga
Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
Dichiarazioni sulla P2
Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978 [1][2].
Nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: “…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio…“. Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 è più attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.
Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli“.
Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: “…Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.”
La corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2 ed ha applicato l’amnistia, stabilita nel 1990, chiesta dal Procuratore generale. La Corte di Cassazione nel 1991 conferma la sentenza.
Tangenti alla Guardia di finanza
Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate. In appello la Corte riforma la sentenza di primo grado concedendo le attenuanti generiche. Ciò fa scattare la prescrizione per tre tangenti; per la quarta (Telepiù) Berlusconi viene assolto per non aver commesso il fatto. La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi (Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone), ma assolve Berlusconi da tutti i capi di imputazione per non aver commesso il fatto[5].
Processo All Iberian 1 (tangenti a Bettino Craxi)
Nel 1998 la sentenza di primo grado lo condanna a due anni e quattro mesi per i 23 miliardi versati tramite il conto All Iberian a Bettino Craxi. La sentenza di Appello (secondo grado) sancisce che il reato è estinto per prescrizione e che «per nessuno degli imputati emerge dagli atti l’evidenza dell’innocenza». La sentenza definitiva (terzo grado, 22 novembre 2000, Corte di Cassazione) conferma la sentenza d’appello, e condanna Berlusconi al pagamento delle spese processuali. Ecco un estratto della sentenza definitiva:
- Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi, ndr] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [...] Non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato
Processo All Iberian 2 (falso in bilancio)
Berlusconi è stato indagato per la rete di 64 società e conti offshore del gruppo Fininvest che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni quali la scalata di societa quotate in Borsa (Standa e Rinascente), senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici (come quella di 23 miliardi di lire per Craxi di cui sopra). La rete occulta della Finivest-ombra avrebbe spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. L’accusa per Berlusconi è di falso in bilancio. Il 26 settembre 2005 i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi e gli ex manager Fininvest Ubaldo Livolsi, Giancarlo Foscale e Alfredo Zuccotti dall’accusa di falso in bilancio, in quanto il fatto non costituisce reato: la riforma del diritto societario del 2001, approvata quindi dal Governo Berlusconi II, richiede per il reato di falso in bilancio una querela di parte.
Caso Lentini
Berlusconi è stato rinviato a giudizio per il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, ‘in nero’, per l’acquisto del calciatore GianLuigi Lentini. Nel contratto ufficiale depositato alla Lega Calcio si indicava il prezzo di 18 miliardi e mezzo di lire, ma altri 10 miliardi ‘in nero’ sarebbero stati pagati all’allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Circostanza ammessa dallo stesso Borsano e verificata attraverso lo svolgimento di rogatorie con la Svizzera. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge della Cdl sul falso in bilancio.
Medusa cinematografica
Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.
Falso in bilancio nell’acquisto dei terreni di Macherio
Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.
Lodo Mondadori
Berlusconi era accusato (assieme a Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Vittorio Metta) di concorso in corruzione in atti giudiziari (art.319 ter del codice penale), per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice.
Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Corte d’appello, su ricorso della procura, decide nel giugno 2001 che per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; in primo grado Cesare Previti è stato condannato, mentre per questo stesso episodio Berlusconi, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, ha ottenuto la prescrizione del reato di “corruzione semplice” (poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 7 anni e mezzo) ed ha evitato la condanna.
I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello hanno infatti ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di “corruzione semplice”, e non quello più grave di “corruzione in atti giudiziari”, in quanto non sono stati provati i provvedimenti giudiziari oggetto della corruzione. Hanno inoltre confermato la concessione delle attenuanti generiche, dalle quali consegue la prescrizione per la riduzione dei termini di legge. La Corte di Cassazione ha infine confermato la sentenza d’Appello.
Ecco un estratto della sentenza definitiva:
- Il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è nel frattempo diventato Presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo
Si veda anche: articolo de La Repubblica Ed inoltre: “MONDADORI, STORIA D’UNA SENTENZA COMPRATA” di Marco Travaglio
Processo SME
| Per approfondire, vedi la voce Processo SME. |
Berlusconi era accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso con condanne per Previti e Squillante, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Schifani“, votata nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, lo ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante (capo A) e assolto per insussistenza del reato di corruzione ai fini della mancata vendita della SME (capo B). Previti invece viene condannato.
Processo SME Capo di accusa A
Per il capo di accusa A del suddetto processo SME Silvio Berlusconi viene prosciolto in primo grado per prescrizione in ordine ad alcuni punti del capo medesimo, ed assolto in ordine ad altri.
Questa conclusione è maturata anche grazie alle rogatorie internazionali giunte dalla Svizzera. Esse furono oggetto di aspro confronto, in quanto Berlusconi ha sempre sostenuto che fossero documenti falsificati. Durante il processo, il governo Berlusconi II varò una legge che introduceva norme più rigorose per accertare l’autenticità e la provenienza delle rogatorie internazionali, suscitando la reazione delle opposizioni che giudicavano tale legge un provvedimento inutile o addirittura escogitato ad arte per rendere più difficile alcuni processi.
I documenti in questione provavano la sussistenza di versamenti di 434.404 dollari effettuati da un conto della Fininvest ad uno di Previti, dal quale infine giunsero ad un conto di Squillante.
Al termine del processo i giudici, pur ritenendo che Berlusconi avesse commesso il fatto-reato imputatogli, gli concedettero le attenuanti generiche, che tra gli altri effetti dimezzano i termini di prescrizione di quel reato da quindici anni a sette anni e sei mesi; il reato commesso è risultato così estinto per prescrizione, situazione giuridicamente differente dall’assoluzione, anche se porta ad effetti pratici simili.
Di seguito il dispositivo della sentenza formulato il 10 dicembre 2004 dai giudici della Prima Sezione Penale di Milano:
Visto l’articolo 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 c.p. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l’articolo 530 CO.2 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l’articolo 530 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l’articolo 530 CO.2 c.c.c., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perché il fatto non sussiste.
Gli avvocati di Berlusconi hanno fatto ricorso in appello per ottenere un’assoluzione piena. Il 27 aprile 2007 i giudici hanno assolto Silvio Berlusconi per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste.
Di seguito il dispositivo della sentenza: «La corte, visto l’articolo 605 cpp, in riforma della sentenza del tribunale di Milano in data 10 dicembre 2004, assolve Silvio Berlusconi dal reato a lui ascritto sub capo A) ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale, per non aver commesso il fatto, e dal reato a lui ascritto sub capo B) ai sensi dell’articolo 530 comma 1 cpp perché il fatto non sussiste».
Il ricorso della procura di Milano contro la sentenza di assoluzione viene rigettato dalla VI sezione penale della Corte di Cassazione il 26 ottobre 2007. Berlusconi esce così assolto definitivamente da questo processo.
Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Tangenti fiscali sulle pay-tv
Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Stragi del 1992-1993
La Procura di Firenze ha indagato per molti anni (fino all’agosto 1998) sui mandanti a volto coperto delle stragi:
- del 14/5/93 a Maurizio Costanzo (via Fauro, Roma)
- attentato agli Uffizi del 27/5/93 (via de’ Georgofili, Firenze)
- attentato al Padiglione di Arte Contemporanea del 27/7/93 (Via Palestro, Milano)
- di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano (Roma, 28/7/93)
- allo stadio Olimpico (dicembre 93 - gennaio 94)
- a Formello-Roma (attenato a Salvatore Cotorno, 14/4/94)
La procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (con il soprannome AUTORE 1 e AUTORE 2), considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l’archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal GIP territoriale benché “le indagini svolte abbiano consentito l’acquisizione di risultati significativi” e sebbene “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità“. A Caltanissetta Berlusconi e Dell’Utri furono iscritti nel registro degli indagati come mandanti delle stragi di Via D’amelio (Paolo Borsellino) e Capaci (Giovanni Falcone). Le indagini sono partite da:
- le dichiarazioni di Salvatore Cancemi
- i verbali relativi ai rapporti con Vittorio Mangano
- le dichiarazioni successive di Cannella e La Barbera
- le dichiarazioni di Pennino e Siino
- gli esiti delle indagini della Dia e del Gruppo Falcone e Borsellino
Il 3 maggio 2002 il fasciolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, perché il quadro indiziario risulta friabile. Ma “gli atti del fascicolo hanno ampliamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra gli uomini appartenenti a “Cosa Nostra” ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati“. Quell’atto non venne però firmato dall’altro pm che si era occupato delle inchieste e dei processi sulle stragi, Luca Tescaroli, contrario alle impostazioni della richiesta di archiviazione, soprattutto nella parte in cui si sostiene che le dichiarazioni dei principali pentiti della strage, Cancemi e Brusca, erano “contrastanti”.[3]
Una tesi che è stata confermata anche nella sentenza d’appello della strage di Capaci dove i giudici scrissero tra l’altro che le dichiarazioni di Brusca e Cancemi erano “convergenti” e che era necessario indagare ancora “nelle opportune direzioni per individuare i convergenti interessi di chi era in rapporto di reciproco scambio con i vertici di Cosa nostra”.[4]
Concorso esterno in associazione mafiosa
La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi e Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 il procedimento è stata archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge. Dell’Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; dagli atti risulta che Forza italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e che Berlusconi sarebbe stato messo da Dell’Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.
Il 26 luglio 2007 si è assistito alla ritrattazione del prof. Giuffrida, funzionario della Banca d’Italia e perito per conto della Procura della Repubblica nel processo di Palermo che vedeva imputato il senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, in merito alle conclusioni da questi rassegnate ai Giudici circa l’oscura provenienza di ingenti quantitativi di denaro (113 miliardi di lire dell’epoca), nelle casse della Fininvest nella seconda metà degli anni ‘70.
Giuffrida, che era stato querelato per diffamazione per le sue dichiarazioni al processo, giunge ad un accordo transitivo con Mediaset, in cui si riporta che “‘il dott. Giuffrida [...] riconosce i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni rese al dibattimento ed inoltre che le predette operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest” e che Fininvest/Mediaset prendono atto “che i limiti della consulenza del dott. Giuffrida non sono dipesi da sua negligenza ma da eventi estranei alla sua volonta’ - scadenza dei termini e successiva archiviazione del procededimento - che lo hanno indotto a conclusioni parziali e non definitive“.
I legali di Giuffrida nel processo per diffamazione hanno comuqnue emesso una dichiarazione, riportata dall’ANSA, in cui sostengono di essere stati avvertiti solo pochi giorni prima (il 18 luglio) del fatto che i legali Mediaset avevano proposto una transazione al loro assistito, di non condividere nè quel primo documento (”una bozza di accordo che gli stessi non hanno condiviso, ritenendo che quanto affermato nel documento non corrispondesse alle reali acquisizioni processuali“), nè la versione definitiva leggermente corretta (”non sottoscriveranno non condividendo la ricostruzione dei fatti e le affermazioni in esso contenute“).
La perizia di Giuffrida era stata ritenuta dai giudici già al tempo solo basata su “una parziale documentazione“, ma era stata ritenuta valida anche in virtù del fatto che non aveva “trovato smentita dal consulente della difesa Dell’Utri“, in quanto lo stesso professor Paolo Iovenitti (perito della difesa), davanti alle conclusioni di Giuffrida, aveva ammesso che alcune operazioni erano “potenzialmente non trasparenti” e non aveva “fatto chiarezza sulla vicenda in esame, pur avendo il consulente della difesa la disponibilità di tutta la documentazione esistente presso gli archivi della Fininvest“. [6] [7]
Tale ritrattazione, contenuta nell’accordo transattivo raggiunto dai legali Mediaset ed il prof. Giuffrida a composizione della controversia instaurata dalla Mediaset stessa per diffamazione, non consente comunque di fare chiarezza, una volta per tutte, sulla provenienza dei capitali del gruppo societario facente capo a Silvio Berlusconi.
Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo
Silvio Berlusconi risulta attualmente indagato dalla procura di Roma per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell’allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e camorra durante una intervista rilasciata il 3 febbraio 2006 ad una emittente nazionale. L’iscrizione è avvenuta in seguito alla querela presentata dal presidente della Lega Nazionale delle Cooperative Poletti.
Telecinco (in Spagna)
In Spagna, Berlusconi, con altri manager Fininvest, è accusato di violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (es. riciclaggio di denaro) per l’emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 2001 al 2006 (cio non comporta la prescrizione) per non interferire nelle relazioni fra Italia e Spagna, ma ad aprile 2006 è ripreso su ordine dei giudici ed è tornato nelle mani del famoso giudice Baltasar Garzón che per primo ha avviato il procedimento.
L’Audiencia Nacional ha assolto tutti gli otto imputati e ora, secondo Niccolò Ghedini (avvocato di Berlusconi), si procederà alla immediata archiviazione essendoci stata una assoluzione perché il fatto non sussiste. Si tratta tuttavia di una interpretazione fornita dalla stampa italiana, infatti l’assoluzione (per reati minori di alcuni manager di mediaset) non ha nessuna attinenza col procedimento del giudice Garzón.
Compravendita diritti televisivi
I PM Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 50.000 pagine di atti con rogatorie in 12 paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati:
- Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio)
- Fedele Confalonieri (falso in bilancio)
- Frank Agrama (uomo di “appoggio” Fininvest in America)
- David Mills (marito di un ministro del governo Blair)
- Daniele Lorenzano (capoacquisti Finivest)
- Erminio Giraudi (mercanti di carni a Montecarlo)
- Paolo del Bue (banchiere svizzero)
- Giancarlo Foscale e Candia Camaggi (cugino del Cavaliere e consorte, responsabili della finanza svizzera)
- altri dirigenti di Fininvest e Mediaset.
Oltre a queste sono state stralciate (cioè verranno contestate in procedimento separato) le posizioni di Marina Berlusconi (assurta a presidente Mediaset) e Piersilvio Berlusconi, accusati di riciclaggio.
Dall’indagine All Iberian nasce questo filone d’inchiesta su due società estere collegate alla Silvio Berlusconi Finanziaria (società lussemburghese), la Century One e la Universal One. Sui conti di tali società hanno lasciato l’ultima traccia i fondi neri “distratti su conti bancari in Svizzera, Bahamas e Montecarlo, [..] nella disponibilità degli indagati [..] e gestiti da fiduciari di Berlusconi”. La cresta sulla compravendita dei diritti di film made in USA avveniva, secondo l’ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore (Century One e Universal One e altre come la Wiltshire Trading e la Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.
Berlusconi avrebbe intascato fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi) in nero, senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti (falso in bilancio). Ma la difficoltà maggiore per i PM è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che il premier ha lasciato tutte le cariche sociali nel 1993. Berlusconi avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome. L’ipotesi accusatoria è suffragata dalle testimonianze di Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni dell’Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).
Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici della Mediatrade spa, cioè la società controllata dal Gruppo Berlusconi che ha preso il posto, a partire dal febbraio 1999, Mediaset e la Maltese Ims nell’acquisto dei diritti TV. La procura avrebbe scoperto massici trasferimenti di denaro della Wiltshire Trading (società intestata ad Agrama) a favore di conti svizzeri di personaggi Mediaset (denominati “Leonardo”, “Trattino”, “Teleologico”, “Litoraneo”, “Sorsio”, “Clock” e “Pache”). Questo nuovo filone nasce dalla testimonianza di un ex dirigente Paramount, Bruce Gordon, che definisce Agrama come “agente di Berlusconi” e “rappresentante Fininvest”. Farouk Mohamed Agrama, detto Frank, è considerato l’interfaccia di Lorenzano (ex capoacquisti di Mediaset) in America.
Secondo la procura l’accumulazione dei fondi neri sarebbe continuata anche oltre il 1999, fino al 2002 cioè quando Berlusconi era già Presidente del consiglio. Berlusconi e Mills sono accusati di corruzione in atti giudiziari. Si legge nell’atto notificato il 16 febbraio 2006:
- “Deponendo Mills in qualità di testimone nei processi ‘Arces + altri’ e ‘All Iberian’, accettava la promessa e successivamente riceveva da Carlo Bernasconi (manager Fininvest, morto nel 2001, ndr), a seguito di disposizione di Silvio Berlusconi, la somma di 600mila dollari, investita dallo steso Mills in unità del fondo Giano Capital e l’anno successivo reinvestita nel Torrey Global Offshore Fund, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio di testimone: come in effetti faceva affermando il falso e tacendo in tutto o in parte ciò che era a sua conoscenza in ordine al ruolo di Silvio Berlusconi nella struttura di società offshore creata dallo stesso Mills, struttura fuori bilancio utilizzata nel corso del tempo per attività illegali e operazioni riservate del gruppo Fininvest”.
Davanti ai giudici, in particolare, Mills “ometteva di dichiarare quanto a sua conoscenza in ordine alla proprietà e al controllo delle società offshore del Fininvest B group e di conseguenza non rivelava che delle stesse erano beneficiari Silvio Berlusconi, Carlo Bernasconi e Livio Gironi, e che il controllo sulle stesse era esercitato da fiduciari della famiglia Berlusconi”; inoltre “ometteva di riferire la circostanza del colloquio telefonico intercorso nella notte del 24 novembre 1995 con Silvio Berlusconi in ordine alla società All Iberian e al finanziamento da 10 miliardi di lire erogato tramite All Iberian a Bettino Craxi“.
Bugie ricompensate, secondo la Procura, con quei 600.000 dollari riciclati da Mills in fondi riservati.
Note
- ^ Silvio Berlusconi intervistato da Bruno Vespa nel libro La scossa (Bruno Vespa, 2001, Mondadori, ISBN 8804489529)
- ^ Dichiarazioni del 21 luglio 1994, 5 aprile 1995, 16 gennaio 1996, 8 agosto 1998, 17 marzo 1999 riportate sul libro Le mille balle blu, pp. 73, 77-79, 87 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
- ^ La stessa tesi è stata sostenuta anche da Fedele Confalonieri su la Repubblica del 25 giugno 2000: “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori“.
- ^ Le mille balle blu, pp. 463-464 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
- ^ http://www.repubblica.it/online/politica/macherio/assolto/assolto.html
- ^ Mafia, Fininvest:”Teoremi smentiti”, articolo di Tgcom del 27 luglio 2007
- ^ Il caso Giuffrida: Perché Berlusconi non dice dove ha preso i capitali Fininvest?, articolo di Marco Travaglio, del 1 agosto 2007, che cita tra le altre cose la nota dell’ANSA degli avvocati difensori di Giuffrida e le dichiarazioni dei giudici e di Paolo Iovenitti
fonte: Wikipedia
IL PROFESSORE GIANVITO GIANNELLI-Saga a puntate
Presenteremo a puntate una avvincente storia dei giorni nostri.
Dovrete indovinare se è vera o se è falsa. Chi vince vince un calcio in culo, o passa l’esame.
Dovete pure dire dove si ambienta……………………..
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MIKAKAZZI
Il diritto relegato in una “gabbia” ecco il testamento di Bush
Torture atroci, pessime condizioni igieniche e detenuti in cella senza prove
Insieme agli orrori di Abu Ghraib, “Gitmo” è stata la più grave sconfitta civile degli Usa
Il diritto relegato in una “gabbia”
ecco il testamento di Bush
di VITTORIO ZUCCONI
Il presidente Usa George W. Bush
WASHINGTON - Dopo sei anni di esistenza, dalla creazione nel 2002, e dopo 775 prigionieri passati nelle sue stie da polli senza incriminazione né accuse formali, il campo di concentramento per “combattenti nemici” creato da Bush nella base di Guantanamo a Cuba produce finalmente i primi sette processi a sette imputati di terrorismo, con ovvie richieste di pena capitale per sei di loro.
Sei anni per arrivare all’annuncio dei primi processi sono un periodo di tempo straordinariamente lungo, per una giustizia americana che si muove con ben altra celerità. Ma Guantanamo, o Gitmo secondo il solito acronimo militare, non è qualcosa che appartenga alla storia di cui l’America, la nazione dell’Habeas Corpus, dei diritti dell’arrestato e del “Giusto Processo” possa andare orgogliosa. E’ amministrativamente, perché Gitmo è territorio cubano in affitto, e moralmente, un corpo estraneo a quello che il mondo, e ormai una larga maggioranza di americani, vuole considerare l’America.
Insieme con gli orrori del carcere di Abu Ghraib, i tre campi di prigionia costruiti in fretta in questa base dei Marines, Camp Iguana, Camp Delta e Camp X-Ray, ora chiuso, sono stati negli anni della “guerra di civiltà” la più grave sconfitta civile che gli Stati Uniti abbiano dovuto subire, assai più devastante delle aggressioni terroristiche ai propri soldati al fronte. Sono stati il retrobottega maleodorante e settico che ha incrinato la vetrina della retorica, agli occhi di miliardi di persone.
Non soltanto, e non principalmente, per maltrattamenti e disumanizzazioni deliberate dei prigionieri, certamente trattati meglio a Gitmo che in qualsiasi segreta di regimi totalitari od organizzazioni terroriste, ma per l’insulto quotidiano a quei principi di legalità e di costituzionalità che sono, da oltre due secoli, il fondamento di una democrazia che si considera la “città luminosa sulla collina”, secondo la famosa definizione di Ronald Reagan.
Guantanamo, con i suoi prigionieri acciuffati a casaccio, come dimostra il fatto che 450 dei 775 sono stati liberati dopo anni di detenzione nell’assenza di qualsiasi ragione per trattenerli e uno soltanto, un australiano, è stato condannato a nove mesi per “fiancheggiamento”, è stata per questi sei anni la negazione materiale della superiorità morale. È stata la gabbia nella quale la presidenza Bush si è voluta rinchiudere nel panico delle giornate successive alll’11 settembre, per dare a un popolo americano giustamente sconvolto e smarrito la sensazione di una pronta e decisa risposta alla minaccia. Ma una volta aperta la gabbia, questa Presidenza non ha più trovato la maniera per uscirne senza smentire se stessa. E senza violare ogni articolo, emendamento, codice e precedente.
Per questo, dietro l’annuncio formale del Pentagono, che ha la responsabilità del campo e dei processi, c’è il sospetto di un’intenzione politica nella scelta di tempo della Casa Bianca. Il fatto che la richiesta di pena di morte per cinque, tra cui il “cervello” dell’11 settembre, il pakistano Khalid Sheikh Mohammed, arrivi oggi, in piena campagna elettorale, rappresenta, insieme con le quotidiane proclamazioni di mirabili progressi in Iraq, il tentativo un estremo di modificare in meglio il testamento politico che questa Amministrazione sta scrivendo per se stessa.
Ed è ansiosa di produrre qualche risultato tangibile per i sette anni di guerra in Afghanistan, i cinque in Iraq, i quattromila e cinquecento soldati uccisi, i mille miliardi spesi e i sei anni d di Guantanamo. Un trompe l’oeil, un gioco di prestigio per lasciare nel cilindro la sostanza di tutti i problemi intatti al successero, si chiami MacCain, Clinton od Obama.
I processi ai “Gitmo six”, a Khalid, cadranno sicuramente nel grembo del futuro presidente, con tutti i nodi costituzionali che in questi anni si sono aggrovigliati. Non si sa neppure esattamente come dovrebbero funzionare queste commissioni militari che dovranno giudicare gli imputati, quali forme di ricorso e di rappresentanza avranno gli accusati, quali materiali a carico e discarico potranno essere utilizzati, perché nessuna di questa commissioni, create per essere un compromesso fra un tribunale ordinario e una corte marziale, ha mai funzionato finora. E si può contare fin d’ora su raffiche di ricorsi e di petizioni a ogni giudice competente, di nuovo fino alla Corte Suprema,
Ma nessuna delle acrobazie legali o verbali usate finora dalla Casa Bianca per aggirare la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra pesa quanto pesa l’impiego della tortura usata per farli confessare. Nessun tribunale americano, neppure negli anni della seconda Guerra Mondiale quando lo Fbi arrestava gli agenti hitleriani in Usa avendo sospeso, come è legittimo fare in tempo di guerra, lo habeas corpus, ha mai accettato confessioni estorte con la tortura e con quella tecnica del “waterboarding”, della simulazione atroce dell’annegamento, che soltanto Bush e i suoi ministri fingono di non considerare tortura. Mentre tale è giudicata, e quindi proibita, dagli stessi manuali militari americani.
Toccherà dunque al repubblicano John MacCain, se vincerà lui, rimangiarsi quello che ha finora sempre sostenuto da veterano delle sevizie vietnamite, che il “waterboarding” è tortura, se vuole celebrare i processi militari o ai democratici Clinton e Obama spiegare che cosa intendano fare di quegli imputati e di quel campo di concentramento nel quale, da sei anni, l’America della “politics of fear”, della strategia della paura, ha rinchiuso e umiliato se stessa.

