giornalisti comprati?

Oggi penso che, se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici, forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure andarsene. Non è stato un buon servizio il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia… La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.” – Augusto Minzolini

il 29 ottobre 1994 si esprimeva così l’attuale direttore del TG1

oggi la pensa (e agisce) molto diversamente, agendo nell’interesse di chi lo ha fatto salire ai vertici della “informazione” pubblica

gli altri giornalisti RAI ovviamente non concordano con la scelta di manipolare l’informazione del loro direttore e lo fanno attraverso un comunicato al TG2

Vedendo i trascorsi di Augusto Minzolini e l’audacia con cui diffondeva frasi, eventi o “pettegolezzi” sui politici e potenti… il suo mutato atteggiamento nel caso delle “ragazze di compagnia” da migliaia di euro nella residenza di Berlusconi può essere interpretato dall’intelligenza di molti come una ricevuta di vendita…

fonti:

disdici legalmente il canone RAI

dicembre 10, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non rispettano le leggi, perché dovrebbero farlo gli utenti della Rai continuando a pagare il canone-imposta sulla tv?
Da anni siamo impegnati per l’abolizione di questa imposta e abbiamo sempre invitato i contribuenti a rispettare la legge pagando l’odioso balzello se in possesso di un apparecchio televisivo. Da troppo tempo, però, è imbarazzante invocare questo rispetto, quando sono le istituzioni per prime a violare la legge. Ecco l’elenco di alcune delle violazioni più eclatanti che riguardano la tv di Stato:

  • mancato insediamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, cioè il controllo del legislatore (e quindi del popolo italiano) sull’operato dell’informazione di Stato;
  • la Rai non ha ancora pubblicato sul proprio sito l’elenco delle consulenze esterne e relativi compensi in violazione della legge n. 244/2007 e della circolare DPCM 16/3/07. Anche una interrogazione parlamentare e un esposto alla procura della repubblica non hanno per il momento dato alcun risultato;
  • la Rai impedisce ai cittadini di disdire il canone, ignorando le richieste di suggellamento e di disdetta;
  • richieste intimidatorie e continue di pagamento del canone da parte della Rai a coloro che non hanno un apparecchio televisivo;
  • condotta truffaldina da parte di incaricati Rai che, intrufolandosi nelle case dei contribuenti in modo arrogante e spesso irrispettoso, invitano chi è sprovvisto di tv a firmare dichiarazioni di possesso di apparecchi televisivi spiegando che si tratta solo di una ‘firma per ricevuta’ o per presa visione;
  • da due anni il Governo non risponde a cinque interrogazioni parlamentari e un interpello dell’Agenzia delle Entrate su quali apparecchi, oltre al televisore, sono soggetti al canone. Ma la Rai richiede illegittimamente alle famiglie (ma, chissà perché, non alle imprese!) il pagamento del canone anche per il possesso di un pc, di un cellulare o di altri apparecchi non televisivi;
  • violazione delle norme sulla pluralita’ dell’informazione: la Rai offre spazi record al Governo e ad alcune forze politiche, censurandone altre, come recentemente ribadito dall’Autorità per le garanzia nelle comunicazioni (e non e’ la prima volta);
  • mancata attuazione della legge che prevede l’esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo;
  • i programmi Rai sono spesso inguardabili (questa e’ una mera violazione dei nostri personalissimi gusti…ma forse non siamo i soli a pensarla cosi’).

Fino a quando non sarà ristabilita la legalità, invitiamo tutti i contribuenti ad aderire all’iniziativa “Disdici il canone Rai”.
Non invitiamo i cittadini a partecipare a “scioperi” o a sospendere i pagamenti, in quanto sarebbero sanzionati con multe fino a 600 euro. Invece li informiamo su come disdire legalmente il canone.

disdici legalmente anche tu il canone RAI

siti interessanti

agosto 25, 2008 · Filed Under Senza categoria · Comment 

confronto Italia Spagna vs Vaticano

luglio 6, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo, vaticano · Comment 
  1. sia l’Italia che la Spagna sono nell’immaginario collettivo e del vaticano due paesi cattolici (in realtà i cattolici praticanti e/o credenti sono molto di meno dei cattolici solo a parole)
  2. entrambi i paesi si definiscono laici nella loro costituzione
  3. in entrambi i paesi il vaticano cerca continuamente di interferire nella politica, arrogandosi un ruolo politico in forza della presunta cattolicità del popolo (tutta da dimostrare, ma per “rispetto” nessuno lo dice)

come si pone nei confronti del vaticano il governo spagnolo e come si pone quello italiano?

Zapatero (Spagna):

Niente più funerali di Stato, basta con i crocifissi negli atti pubblici.

la Chiesa dev’essere cosciente che “la Costituzione non le concede nessun privilegio”.

Non deve esistere nessuna discriminazione nei rapporti con le altre religioni

Berlusconi (Italia):

al vescovo di Tempio Pausania che gli stava porgendo l’ostia: «Eccellenza, perché non cambiate le regole per noi separati e ci permettete di fare la comunione?»

il papa leggerà la bibbia sulla televisione pubblica(??), la Rai (senza il benestare del premier non si potrebbe fare, dato che ha avuto il potere di esiliare dalla Rai Enzo Biagi e piazzare varie “amichette” grazie al direttore di Rai Fiction Saccà)

e pensare che il vaticano non manca di emittenti televisive e radiofoniche, Radio Vaticana emette un segnale così potente da aver provocato il tumore e la morte a molte persone

Zapatero ha detto che oramai la Spagna ci ha superato in tutto, anche nel calcio

gli spagnoli stiano crescendo moltissimo (intendo come popolo, non come mera economia) noi italiani invece stiamo regredendo alla forma che ci compete, ovvero al paese in cui stiamo vivendo, illudendoci però di vivere nel paese che ci mostrano sulle TV…

Fonte:

un uomo integerrimo

aprile 15, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo, economia, multinazionali · Comment 

Elenco riassuntivo 

Sentenze di non doversi procedere

Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti

La Corte di Cassazione ha affermato che “qualora l’applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell’imputato ed è fonte per costui di pregiudizio” (Cass. pen., sez. IV, 21 maggio 1996, n. 5069).

Di seguito le sentenze che ricadono in tale categoria:

  • Lodo Mondadori, corruzione semplice
  • Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
  • Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)

Intervenuta amnistia

  • Falsa testimonianza P2
  • Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Sentenze di assoluzione

  • Caso All Iberian 2 – falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
  • Sme-Ariosto 1 – imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
  • 4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
  • Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
  • Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
  • Sme-Ariosto 1 – imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
  • Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio

Procedimenti archiviati

  • Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
  • spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest
  • traffico di droga
  • tangenti fiscali Pay-tv
  • Stragi 92-93, concorso in strage
  • Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell’Utri, riciclaggio di denaro sporco

Procedimenti in corso

  • Diritti televisivi, falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita;
  • Mazzette a David Mills, corruzione giudiziaria.

Contrastante è invece il caso Telecinco, come si legge più in basso.

Dettagli sui procedimenti

Traffico di droga

Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

Dichiarazioni sulla P2

Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978 [1][2].

Nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: “…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio…“. Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 è più attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.

Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli“.

Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: “…Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.

La corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2 ed ha applicato l’amnistia, stabilita nel 1990, chiesta dal Procuratore generale. La Corte di Cassazione nel 1991 conferma la sentenza.

Tangenti alla Guardia di finanza

Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza. In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate. In appello la Corte riforma la sentenza di primo grado concedendo le attenuanti generiche. Ciò fa scattare la prescrizione per tre tangenti; per la quarta (Telepiù) Berlusconi viene assolto per non aver commesso il fatto. La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi (Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone), ma assolve Berlusconi da tutti i capi di imputazione per non aver commesso il fatto[5].

Processo All Iberian 1 (tangenti a Bettino Craxi) 

Nel 1998 la sentenza di primo grado lo condanna a due anni e quattro mesi per i 23 miliardi versati tramite il conto All Iberian a Bettino Craxi. La sentenza di Appello (secondo grado) sancisce che il reato è estinto per prescrizione e che «per nessuno degli imputati emerge dagli atti l’evidenza dell’innocenza». La sentenza definitiva (terzo grado, 22 novembre 2000, Corte di Cassazione) conferma la sentenza d’appello, e condanna Berlusconi al pagamento delle spese processuali. Ecco un estratto della sentenza definitiva:

Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi, ndr] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [...] Non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato

Processo All Iberian 2 (falso in bilancio)

Berlusconi è stato indagato per la rete di 64 società e conti offshore del gruppo Fininvest che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni quali la scalata di societa quotate in Borsa (Standa e Rinascente), senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici (come quella di 23 miliardi di lire per Craxi di cui sopra). La rete occulta della Finivest-ombra avrebbe spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. L’accusa per Berlusconi è di falso in bilancio. Il 26 settembre 2005 i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi e gli ex manager Fininvest Ubaldo Livolsi, Giancarlo Foscale e Alfredo Zuccotti dall’accusa di falso in bilancio, in quanto il fatto non costituisce reato: la riforma del diritto societario del 2001, approvata quindi dal Governo Berlusconi II, richiede per il reato di falso in bilancio una querela di parte.

Caso Lentini

Berlusconi è stato rinviato a giudizio per il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, ‘in nero’, per l’acquisto del calciatore GianLuigi Lentini. Nel contratto ufficiale depositato alla Lega Calcio si indicava il prezzo di 18 miliardi e mezzo di lire, ma altri 10 miliardi ‘in nero’ sarebbero stati pagati all’allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Circostanza ammessa dallo stesso Borsano e verificata attraverso lo svolgimento di rogatorie con la Svizzera. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge della Cdl sul falso in bilancio.

Medusa cinematografica

Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.

Falso in bilancio nell’acquisto dei terreni di Macherio

Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.

Lodo Mondadori

Berlusconi era accusato (assieme a Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Vittorio Metta) di concorso in corruzione in atti giudiziari (art.319 ter del codice penale), per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice.

Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Corte d’appello, su ricorso della procura, decide nel giugno 2001 che per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; in primo grado Cesare Previti è stato condannato, mentre per questo stesso episodio Berlusconi, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, ha ottenuto la prescrizione del reato di “corruzione semplice” (poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 7 anni e mezzo) ed ha evitato la condanna.

I giudici della quinta sezione della Corte d’Appello hanno infatti ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di “corruzione semplice”, e non quello più grave di “corruzione in atti giudiziari”, in quanto non sono stati provati i provvedimenti giudiziari oggetto della corruzione. Hanno inoltre confermato la concessione delle attenuanti generiche, dalle quali consegue la prescrizione per la riduzione dei termini di legge. La Corte di Cassazione ha infine confermato la sentenza d’Appello.

Ecco un estratto della sentenza definitiva:

Il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è nel frattempo diventato Presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo

Si veda anche: articolo de La Repubblica Ed inoltre: “MONDADORI, STORIA D’UNA SENTENZA COMPRATA” di Marco Travaglio

Processo SME

Per approfondire, vedi la voce Processo SME.

Berlusconi era accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso con condanne per Previti e Squillante, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Schifani“, votata nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, lo ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante (capo A) e assolto per insussistenza del reato di corruzione ai fini della mancata vendita della SME (capo B). Previti invece viene condannato.

Processo SME Capo di accusa A

Per il capo di accusa A del suddetto processo SME Silvio Berlusconi viene prosciolto in primo grado per prescrizione in ordine ad alcuni punti del capo medesimo, ed assolto in ordine ad altri.

Questa conclusione è maturata anche grazie alle rogatorie internazionali giunte dalla Svizzera. Esse furono oggetto di aspro confronto, in quanto Berlusconi ha sempre sostenuto che fossero documenti falsificati. Durante il processo, il governo Berlusconi II varò una legge che introduceva norme più rigorose per accertare l’autenticità e la provenienza delle rogatorie internazionali, suscitando la reazione delle opposizioni che giudicavano tale legge un provvedimento inutile o addirittura escogitato ad arte per rendere più difficile alcuni processi.

I documenti in questione provavano la sussistenza di versamenti di 434.404 dollari effettuati da un conto della Fininvest ad uno di Previti, dal quale infine giunsero ad un conto di Squillante.

Al termine del processo i giudici, pur ritenendo che Berlusconi avesse commesso il fatto-reato imputatogli, gli concedettero le attenuanti generiche, che tra gli altri effetti dimezzano i termini di prescrizione di quel reato da quindici anni a sette anni e sei mesi; il reato commesso è risultato così estinto per prescrizione, situazione giuridicamente differente dall’assoluzione, anche se porta ad effetti pratici simili.

Di seguito il dispositivo della sentenza formulato il 10 dicembre 2004 dai giudici della Prima Sezione Penale di Milano:

Visto l’articolo 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 c.p. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l’articolo 530 CO.2 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l’articolo 530 c.p.p. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l’articolo 530 CO.2 c.c.c., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perché il fatto non sussiste.
Gli avvocati di Berlusconi hanno fatto ricorso in appello per ottenere un’assoluzione piena. Il 27 aprile 2007 i giudici hanno assolto Silvio Berlusconi per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste.

Di seguito il dispositivo della sentenza: «La corte, visto l’articolo 605 cpp, in riforma della sentenza del tribunale di Milano in data 10 dicembre 2004, assolve Silvio Berlusconi dal reato a lui ascritto sub capo A) ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale, per non aver commesso il fatto, e dal reato a lui ascritto sub capo B) ai sensi dell’articolo 530 comma 1 cpp perché il fatto non sussiste».

Il ricorso della procura di Milano contro la sentenza di assoluzione viene rigettato dalla VI sezione penale della Corte di Cassazione il 26 ottobre 2007. Berlusconi esce così assolto definitivamente da questo processo.

Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest

Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

Tangenti fiscali sulle pay-tv

Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

Stragi del 1992-1993

La Procura di Firenze ha indagato per molti anni (fino all’agosto 1998) sui mandanti a volto coperto delle stragi:

La procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (con il soprannome AUTORE 1 e AUTORE 2), considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l’archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal GIP territoriale benché “le indagini svolte abbiano consentito l’acquisizione di risultati significativi” e sebbene “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità“. A Caltanissetta Berlusconi e Dell’Utri furono iscritti nel registro degli indagati come mandanti delle stragi di Via D’amelio (Paolo Borsellino) e Capaci (Giovanni Falcone). Le indagini sono partite da:

  • le dichiarazioni di Salvatore Cancemi
  • i verbali relativi ai rapporti con Vittorio Mangano
  • le dichiarazioni successive di Cannella e La Barbera
  • le dichiarazioni di Pennino e Siino
  • gli esiti delle indagini della Dia e del Gruppo Falcone e Borsellino

Il 3 maggio 2002 il fasciolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, perché il quadro indiziario risulta friabile. Ma “gli atti del fascicolo hanno ampliamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra gli uomini appartenenti a “Cosa Nostra” ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati“. Quell’atto non venne però firmato dall’altro pm che si era occupato delle inchieste e dei processi sulle stragi, Luca Tescaroli, contrario alle impostazioni della richiesta di archiviazione, soprattutto nella parte in cui si sostiene che le dichiarazioni dei principali pentiti della strage, Cancemi e Brusca, erano “contrastanti”.[3]

Una tesi che è stata confermata anche nella sentenza d’appello della strage di Capaci dove i giudici scrissero tra l’altro che le dichiarazioni di Brusca e Cancemi erano “convergenti” e che era necessario indagare ancora “nelle opportune direzioni per individuare i convergenti interessi di chi era in rapporto di reciproco scambio con i vertici di Cosa nostra”.[4]

Concorso esterno in associazione mafiosa

La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi e Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 il procedimento è stata archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge. Dell’Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; dagli atti risulta che Forza italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e che Berlusconi sarebbe stato messo da Dell’Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.

Il 26 luglio 2007 si è assistito alla ritrattazione del prof. Giuffrida, funzionario della Banca d’Italia e perito per conto della Procura della Repubblica nel processo di Palermo che vedeva imputato il senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, in merito alle conclusioni da questi rassegnate ai Giudici circa l’oscura provenienza di ingenti quantitativi di denaro (113 miliardi di lire dell’epoca), nelle casse della Fininvest nella seconda metà degli anni ‘70.

Giuffrida, che era stato querelato per diffamazione per le sue dichiarazioni al processo, giunge ad un accordo transitivo con Mediaset, in cui si riporta che “‘il dott. Giuffrida [...] riconosce i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni rese al dibattimento ed inoltre che le predette operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest” e che Fininvest/Mediaset prendono atto “che i limiti della consulenza del dott. Giuffrida non sono dipesi da sua negligenza ma da eventi estranei alla sua volonta’ – scadenza dei termini e successiva archiviazione del procededimento – che lo hanno indotto a conclusioni parziali e non definitive“.

I legali di Giuffrida nel processo per diffamazione hanno comuqnue emesso una dichiarazione, riportata dall’ANSA, in cui sostengono di essere stati avvertiti solo pochi giorni prima (il 18 luglio) del fatto che i legali Mediaset avevano proposto una transazione al loro assistito, di non condividere nè quel primo documento (”una bozza di accordo che gli stessi non hanno condiviso, ritenendo che quanto affermato nel documento non corrispondesse alle reali acquisizioni processuali“), nè la versione definitiva leggermente corretta (”non sottoscriveranno non condividendo la ricostruzione dei fatti e le affermazioni in esso contenute“).

La perizia di Giuffrida era stata ritenuta dai giudici già al tempo solo basata su “una parziale documentazione“, ma era stata ritenuta valida anche in virtù del fatto che non aveva “trovato smentita dal consulente della difesa Dell’Utri“, in quanto lo stesso professor Paolo Iovenitti (perito della difesa), davanti alle conclusioni di Giuffrida, aveva ammesso che alcune operazioni erano “potenzialmente non trasparenti” e non aveva “fatto chiarezza sulla vicenda in esame, pur avendo il consulente della difesa la disponibilità di tutta la documentazione esistente presso gli archivi della Fininvest“. [6] [7]

Tale ritrattazione, contenuta nell’accordo transattivo raggiunto dai legali Mediaset ed il prof. Giuffrida a composizione della controversia instaurata dalla Mediaset stessa per diffamazione, non consente comunque di fare chiarezza, una volta per tutte, sulla provenienza dei capitali del gruppo societario facente capo a Silvio Berlusconi.

Diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo

Silvio Berlusconi risulta attualmente indagato dalla procura di Roma per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell’allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e camorra durante una intervista rilasciata il 3 febbraio 2006 ad una emittente nazionale. L’iscrizione è avvenuta in seguito alla querela presentata dal presidente della Lega Nazionale delle Cooperative Poletti.

Telecinco (in Spagna)

In Spagna, Berlusconi, con altri manager Fininvest, è accusato di violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (es. riciclaggio di denaro) per l’emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 2001 al 2006 (cio non comporta la prescrizione) per non interferire nelle relazioni fra Italia e Spagna, ma ad aprile 2006 è ripreso su ordine dei giudici ed è tornato nelle mani del famoso giudice Baltasar Garzón che per primo ha avviato il procedimento.

L’Audiencia Nacional ha assolto tutti gli otto imputati e ora, secondo Niccolò Ghedini (avvocato di Berlusconi), si procederà alla immediata archiviazione essendoci stata una assoluzione perché il fatto non sussiste. Si tratta tuttavia di una interpretazione fornita dalla stampa italiana, infatti l’assoluzione (per reati minori di alcuni manager di mediaset) non ha nessuna attinenza col procedimento del giudice Garzón.

Compravendita diritti televisivi

I PM Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 50.000 pagine di atti con rogatorie in 12 paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati:

Oltre a queste sono state stralciate (cioè verranno contestate in procedimento separato) le posizioni di Marina Berlusconi (assurta a presidente Mediaset) e Piersilvio Berlusconi, accusati di riciclaggio.

Dall’indagine All Iberian nasce questo filone d’inchiesta su due società estere collegate alla Silvio Berlusconi Finanziaria (società lussemburghese), la Century One e la Universal One. Sui conti di tali società hanno lasciato l’ultima traccia i fondi neri “distratti su conti bancari in Svizzera, Bahamas e Montecarlo, [..] nella disponibilità degli indagati [..] e gestiti da fiduciari di Berlusconi”. La cresta sulla compravendita dei diritti di film made in USA avveniva, secondo l’ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore (Century One e Universal One e altre come la Wiltshire Trading e la Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.

Berlusconi avrebbe intascato fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi) in nero, senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti (falso in bilancio). Ma la difficoltà maggiore per i PM è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che il premier ha lasciato tutte le cariche sociali nel 1993. Berlusconi avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome. L’ipotesi accusatoria è suffragata dalle testimonianze di Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni dell’Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici della Mediatrade spa, cioè la società controllata dal Gruppo Berlusconi che ha preso il posto, a partire dal febbraio 1999, Mediaset e la Maltese Ims nell’acquisto dei diritti TV. La procura avrebbe scoperto massici trasferimenti di denaro della Wiltshire Trading (società intestata ad Agrama) a favore di conti svizzeri di personaggi Mediaset (denominati “Leonardo”, “Trattino”, “Teleologico”, “Litoraneo”, “Sorsio”, “Clock” e “Pache”). Questo nuovo filone nasce dalla testimonianza di un ex dirigente Paramount, Bruce Gordon, che definisce Agrama come “agente di Berlusconi” e “rappresentante Fininvest”. Farouk Mohamed Agrama, detto Frank, è considerato l’interfaccia di Lorenzano (ex capoacquisti di Mediaset) in America.

Secondo la procura l’accumulazione dei fondi neri sarebbe continuata anche oltre il 1999, fino al 2002 cioè quando Berlusconi era già Presidente del consiglio. Berlusconi e Mills sono accusati di corruzione in atti giudiziari. Si legge nell’atto notificato il 16 febbraio 2006:

“Deponendo Mills in qualità di testimone nei processi ‘Arces + altri’ e ‘All Iberian’, accettava la promessa e successivamente riceveva da Carlo Bernasconi (manager Fininvest, morto nel 2001, ndr), a seguito di disposizione di Silvio Berlusconi, la somma di 600mila dollari, investita dallo steso Mills in unità del fondo Giano Capital e l’anno successivo reinvestita nel Torrey Global Offshore Fund, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio di testimone: come in effetti faceva affermando il falso e tacendo in tutto o in parte ciò che era a sua conoscenza in ordine al ruolo di Silvio Berlusconi nella struttura di società offshore creata dallo stesso Mills, struttura fuori bilancio utilizzata nel corso del tempo per attività illegali e operazioni riservate del gruppo Fininvest”.

Davanti ai giudici, in particolare, Mills “ometteva di dichiarare quanto a sua conoscenza in ordine alla proprietà e al controllo delle società offshore del Fininvest B group e di conseguenza non rivelava che delle stesse erano beneficiari Silvio Berlusconi, Carlo Bernasconi e Livio Gironi, e che il controllo sulle stesse era esercitato da fiduciari della famiglia Berlusconi”; inoltre “ometteva di riferire la circostanza del colloquio telefonico intercorso nella notte del 24 novembre 1995 con Silvio Berlusconi in ordine alla società All Iberian e al finanziamento da 10 miliardi di lire erogato tramite All Iberian a Bettino Craxi“.

Bugie ricompensate, secondo la Procura, con quei 600.000 dollari riciclati da Mills in fondi riservati.

Note

  1. ^ Silvio Berlusconi intervistato da Bruno Vespa nel libro La scossa (Bruno Vespa, 2001, Mondadori, ISBN 8804489529)
  2. ^ Dichiarazioni del 21 luglio 1994, 5 aprile 1995, 16 gennaio 1996, 8 agosto 1998, 17 marzo 1999 riportate sul libro Le mille balle blu, pp. 73, 77-79, 87 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
  3. ^ La stessa tesi è stata sostenuta anche da Fedele Confalonieri su la Repubblica del 25 giugno 2000: “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori.
  4. ^ Le mille balle blu, pp. 463-464 (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Rizzoli, ISBN 8817009431).
  5. ^ http://www.repubblica.it/online/politica/macherio/assolto/assolto.html
  6. ^ Mafia, Fininvest:”Teoremi smentiti”, articolo di Tgcom del 27 luglio 2007
  7. ^ Il caso Giuffrida: Perché Berlusconi non dice dove ha preso i capitali Fininvest?, articolo di Marco Travaglio, del 1 agosto 2007, che cita tra le altre cose la nota dell’ANSA degli avvocati difensori di Giuffrida e le dichiarazioni dei giudici e di Paolo Iovenitti

fonte: Wikipedia

per chi ancora ci crede all’Auditel

aprile 9, 2008 · Filed Under Italia, informazione · Comment 

il giudice delle trasmissioni televisive

per un clamoroso equivoco un sistema nato per dare un prezzo agli spot pubblicitari si è elevato quale giudice dell’intera informazione televisiva anche di quella giornalistica. La società Auditel è nata a Milano nel 1986 per pubblicare l’ascolto delle trasmissioni televisive.

Auditel del nulla I dati Auditel vengono elaborati tramite un rilevamento statistico, la televisione e la radio non sono media a due canali ed non è possibile dunque essendo l’utente un fruitore passivo determinare esattamente quanti stiano guardando un determinato programma. Per ovviare a questo problema la società ha installato presso un preciso campione statistico un apparecchio denominato Meter, inizialmente erano 2400 famiglie italiane salite a 5100 famiglie, un campione inferiore alle 14.000 persone di cui non è dato sapere nemmeno la disposizione sul territorio nazionale. Il dato statistico è su un campione così esiguo e soprattutto male assortito secondo chi contesta i dati del rilevamento da presentare una percentuale d’errore troppo elevata.

Alcuni studi effettuati da istituti di statistica indipendenti hanno evidenziato la totale inattendibilità dei dati forniti con il sistema di rilevazione adottato, sbilanciato a favore del “duopolio Rai-Mediaset”. La contestazione dei dati Auditel è cominciata, in maniera organica, con un’inchiesta di Giulio Gargia sul settimanale Cuore, allora diretto da Stefano Disegni. Il giornalista riuscì a intervistare una ventina di famiglie del panel Auditel. Dalle testimonianze emersero rilevanti distorsioni nell’uso del meter che rendevano inattendibile i dati immessi già dalla loro formazione.

Un episodio clamoroso, finito sulle prime pagine de La Repubblica e La Stampa fu quello del 15 luglio 2000, quando, secondo i dati Auditel, tra le 21,03 e le 21,18, più di tre milioni di persone avevano la TV sintonizzata su RAI Uno. In quel momento, però, sui monitor c’era solo il segnale orario per oltre un quarto d’ora. Infatti a quel ora sui monitor di RAI Uno, dopo l’interruzione per pioggia di un programma all’aperto condotto da Mara Venier e Katia Ricciarelli, è andato in onda l’orologio del segnale orario per oltre 15 minuti.

Altro caso misterioso e ancora inspiegabile è quello verificatosi con Telecapri, l’emittente campana più seguita secondo l’Auditel. Dal 16 al 18 dicembre 1998, il segnale dell’emittente fu interrotto da un provvedimento della magistratura, che la mise sotto sequestro. I trasmettitori furono sigillati. Sulle frequenze di Telecapri non c’era nulla, nemmeno il solito monoscopio con i Faraglioni. Eppure i dati Auditel dicono che l’avevano vista, in media, 50mila spettatori al giorno con picchi di 450mila nella notte tra le 2 e le 6 tra il 17 e il 18 dicembre.

Il campionamento Auditel era stato concepito in epoche in cui vi era solo la Tv analogica. Il sistema fatica ad inseguire una realtà in continuo cambiamento tecnologico con spostamenti continui degli utenti verso il digitale satellitare, il digitale terrestre, il digitale via cavo, la web-tv e la Tv via telefono mobile ed ulteriori possibilità come la Tv on-demand.

L’Auditel non è quindi rappresentativo della popolazione italiana, ma semplicemente un dato ricavato da una base statistica non solo insufficiente, ma anche malamente selezionata. Come sostenuto da molte piccole emittenti che contestano anche il fatto che la RAI in molte zone soprattutto montane è l’unico segnale ricevibile in quanto la legge italiana prescrive che il segnale statale deve essere ricevibile in tutto il territorio nazionale anche la dove non sia economicamente vantaggioso trasmettere (è la motivazione per cui si paga il canone).

Questo rilevamento nato per motivazioni differenti, soprattutto palesemente errato, nonché oscuro nelle modalità stesse e nella reale distribuzione dei Meter è il giudice di ciò che noi vediamo in TV. Quindi prima di chiedervi se siano gli italiani ad essere “rincoglioti” per la spazzatura che guardano, chiedetevi se realmente stanno seguendo certe trasmissioni o semplicemente una buona parte delle famiglie campione si sia dimenticata semplicemente la TV accesa prima di uscire o si sia addormentata semplicemente di fronte a una noiosa e scialba trasmissione domenicale e non.

Loris Modena

fonte: Tutte le bugie dell’Auditel: come ci fanno credere che…

 

Berlusconi: io credo in lui

marzo 27, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, approfondimenti, che schifo, facce di c..o · Comment 

Il “buon” Silvio non finisce mai di stupire..

Alla soglia dei 72 anni, mica 27, come se fosse un verginello, si ripresenta agli italiani, chiedendone il voto, dopo essere stato il responsabile di una legge elettorale

La porcellum di Calderoli
il nano Truffolo
mai più con Bossi
Berlusconi corrompe anche le leggi statistiche

voluta dal suo precedente governo che non consente ai cittadini di scegliere il candidato voluto ma lo obbliga a ratificare delle scelte fatte dai segretari e dai presidenti di partito, legittimando quindi qualcosa di evidentemente anticostituzionale, con il suo solito “candore” e “sorriso”.

Ma vediamo quelle che sono le sue ultime “imprese” affinchè tutti abbiano delle corrette informazioni sulle quali valutare l’opportunità della propria futura scelta visto che molte di queste informazioni o non si conoscono, perchè oggi l’Informazione in Italia è un optional, o perchè tendono ad essere dimenticate conferendo alla memoria nessuna importanza e valore da parte di moltissimi cittadini.

Candidatura di Giuseppe Ciarrapico

Questi ha suscitato sdegno persino nel fedelissimo di Silvio, Fini, per aver propagandato il fascismo dichiarandolo di non averlo mai rinnegato (trattasi di reato: apologia del fascismo) ma anzi di essere stato in gioventù un fiero “supporter” del fascismo perchè con esso si garantiva giustizia sociale..
Ma quello che dovrebbe scandalizzare non è tanto la rettifica, impostagli per evitare problemi mediatici essendo sotto campagna elettorale, quanto l’essere stato candidato da Berlusconi con dei precedenti scabrosi di cui potete leggere e vedere qui:

fondi all’editoria: il metodo Ciarrapico
Fascista il Ciarra? magari fosse solo quello
Ciarrapico fascista ideale a spese altrui
“Duce! Duce!” al comizio di Berlusconi

Quindi, come è possibile evincere dalla lettura di questi documenti, perchè non si può parlare in modo irrazionale e da sprovveduti, chiunque può constatare che ancora una volta nel prossimo parlamento ci saranno dei pregiudicati, dei condannati in via definitiva, che hanno fatto dell’immoralità e dell’illegalità il loro preferenziale bigliettino da visita scontando le pene in parlamento piuttosto che in galera.

La “teoria dei giochi”

Mi permetto di citare uno degli studi approntati dal matematico, noto nobel per l’economia del 1994, John Nash riferendomi al piduista Berlusconi in quanto come questa teoria si fondava sull’equilibrio delle strategie applicate per centrare l’obiettivo preposto, cosi anche “l’amato Silvio”, che cerca di mostrarsi persona equilibrata e convinta della sua forza politica, sono settimane che “gioca” con la nostra intelligenza sciorinando numeri e percentuali ingannevoli che tendono ad affabulare gli uditori che difficilmente su certi numeri possono replicare in un costruttivo contradditorio non disponendo degli stessi elementi di partenza:

Berlusconi mente ancora, senza pudore
sincere bugie e proposte

Giustizia

Noto per essere stato pluri indagato per la vicenda del Lodo Mondadori, della vicenda Sme, per le collusioni con la mafia per via di un suo vecchio stalliere come Mangano, noto mafioso, oltre che per Dell’Utri (naturalmente confermatissimo in parlamento.. ancora..) e tantissimi altri esponenti di Cosa Nostra con cui è stato accertato un collegamento con il cavaliere, vi segnalo questi video legati tanto alla vicenda Sme quanto ai suoi legami con le criminalità organizzate ricordando, in generale, che quando sentiamo parlare di assoluzione in realtà si può trattare, onestamente non sempre, di prescrizione, che non vuol dire che il reato non è stato commesso, ma che sono scaduti i termini per i quali si può ancora procedere contro l’imputato.. ricordiamoci quindi di dare il giusto peso e valore alle parole..

Berlusconi assolto: il falso in bilancio non è più reato
la legge sia uguale per gli altri
la legge è uguale per tutti? parte 1
la legge è uguale per tutti? parte 2

Informazione

Quello dell’Informazione, almeno per quanto mi riguarda, non che gli altri aspetti siano meno importanti, per un Paese soprattutto che si professa democratico e libero,ha una valenza straordinaria perchè l’accessibilità alle notizie, a tutte quelle che sono di interesse collettivo, e la loro totale fruizione e disponibilità credo che rappresenti uno degli indici attraverso i quali un paese può essere valutato per la sua libertà di espressione e consistenza da un punto di vista anche morale, educativo e sociale.
Potrei su questo dibattere moltissimo, essendomi molto documentato, ormai da un paio di anni, su moltissimi aspetti scendendo anche nella profondità delle cose proprio per provare ad avere una visione che non fosse superficiale..
E se penso alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che obbliga, previo penali sempre più onerose saldate con fondi pubblici, il nostro Paese, sin dal 2003, a spedire Rete4 sul satellite in quanto illegale (per non aver superato il bando di assegnazione delle frequenze radiotelevisive) e ad assegnare la possibilità di trasmettere su tutto il territorio nazionale a Francesco di Stefano, titolare dell’emittente Europa7 con questo che non avviene anche perchè Silvietto a dicembre del 2003, ad una settimana dalla scadenza delle licenze di Rete4, firma un decreto per salvare quel suo lecchino e zerbino di Emilio Fede (ricompensato da questo grande spavento con la candidatura per il prossimo Parlamento nelle fila del Pdl di sua moglie, la sig.ra Diana De Feo..) lo sdegno che ne consegue dovrebbe essere tanto in tutti quelli che rivendicano sempre e comunque libertà di espressione.
Ove questa vicenda non bastasse, ricordo non solo il conflitto di interessi di Silviuccio che possiede 3 emittenti televisive, e da editore anche decine e decine di giornali e periodici (molti dei quali, pur avendo ormai un certo potere economico, stranamente, continuano ad essere assoggettati alla logica per la quale ricevono finanziamenti pubblici..) ma che, quando era al governo, poteva spadroneggiare anche dei canali Rai (non che ora non sia cosi..) disponendo quindi di circa 6 canali per poter affermare la propria egemonia..
Gli poteva bastare?
No, certo che no..
Infatti recentemente con molto stupore il gruppo Mediaset-Fininvest si è ritirato dall’assegnazione delle frequenze del Wimax (antenne che garantiscono la connettività su una porzione di territorio molto ampio) e la cosa solo ai non addetti ai lavori ha sorpreso visto i profondi risvolti economici di questa operazione; ma semplicemente l’arcano lo si intuisce quando si scopre che dietro Telecom (aggiudicatrice di moltissime di queste frequenze su tutto il territorio nazionale) ci potrebbe essere Silvietto che è pronto a rilevare una parte di Telecom, grandemente indebitata, e quindi bisognosa di capitali, al cui interno ci sarebbe anche LA7…
Quindi potrebbe prefigurarsi uno scenario del tipo Rai (Uno, Due, Tre) Mediaset e La7, tutte sotto il controllo del nanetto malefico..
Ci sono giornalisti o quotidiani che hanno parlato di tutto questo?
Di questa colossale e anomala situazione tutta italiana?

Berlusconi Tele-set (o 7)
l’informazione libera ha i giorni contati
Bastardo!

Marco Travaglio: Rai libera o occupata?
Berlusconi sull’editto bulgaro da Gianni Riotta
Indro Montanelli su Berlusconi (censurato dalla Rai)

Per chiudere questo dossier dedicato a chi soffre di “berlusconite” segnalo questi video di marco travaglio e di altri autori:

Marco Travaglio: liste pulite
Marco Travaglio: il contraddittorio
a che serve il parlamento?
figura di merda di Berlusconi al parlamento europeo

In attesa di produrre un analogo dossier anche per veltroni, non solo per par condicio, ma semplicemente per onestà intellettuale e correttezza, volendo provare io in quel difficile tentativo di fornire a tutta una buona informazione, scevra da pregiudizi e da condizionamenti esterni, ma solo condita da una ironia che vuole sdrammatizzare certe situazioni, saluto tutti cordialmente e con simpatia, scusandomi con chiunque, sin da ora, dovesse ritenere inopportuno e sgradito questo mio impegno e lavoro di condivisione delle notizie.

Giuseppe

 grazie Angelo per la segnalazione

Affideresti un paese ad un uomo così ?

marzo 24, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, disinformazione, facce di c..o · Comment 

L’uso che Biagi, Santoro, … come si chiama quell’altro … Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.

Silvio Berlusconi, 18 aprile 2002

 

Il presidente del Consiglio non trova niente di meglio che segnalare tre biechi individui: Santoro, Luttazzi e il sottoscritto. Quale sarebbe il reato? […] Poi il presidente Berlusconi, siccome non intravede nei tre biechi personaggi pentimento e redenzione, lascerebbe intendere che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente, dia disposizioni di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho verso me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri […]. Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto […]. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci.

Enzo Biagi, 18 aprile 2002

15 feb 22:04

Berlusconi: Enzo Biagi se ne andò dalla Rai per avere la liquidazione

ROMA – Silvio Berlusconi nega di essere la causa dell’addio di Enzo Biagi alla Rai. ”Mi sono battuto perche’ Biagi non lasciasse la televisione, – ha dichiarato il Cavaliere nel corso della trasmissione Rai Tv7 – ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato”. (Agr)

fonte: Analisi ragionata della stupidità umana

sono sempre più convinto di votare Di Pietro…

febbraio 21, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

Quattro punti secchi:

  • una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all’influenza dei partiti
  • l’esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e lo spostamento di Rete 4 sul satellite
  • limite di una sola rete per i concessionari privati (come Mediaset)
  • abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

La Corte europea ha detto che rispetto alla diatriba tra Retequattro e Europa 7 si deve ristabilire la legalità, ridando a Europa 7 quello che è di Europa 7 e trasferendo Retequattro sul satellite. Quindi dico a Berlusconi: se non vuoi rispettare la legge e le sentenze italiane, rispetta almeno quelle europee – Antonio Di Pietro

avevo già maturato la decisione di votare Antonio Di Pietro, e con queste sue dichiarazioni mi convinco sempre di più che sto prendendo la decisione migliore

fonte: Corriere della Sera

Clemente Mastella

ottobre 10, 2007 · Filed Under Italia, approfondimenti, che schifo · Comment 

Clemente Mastella, attuale Ministro di Grazia e Giustizia, nonché Sindaco di Ceppaloni, avente diritto quindi a doppio stipendio e relativi doppi benefici, nasce professionalmente come giornalista. Ma come inizia la carriera di costui? Semplice: Mastella stesso racconta come l’assunzione alla Rai sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale. In vista delle elezioni politiche del 1976, come sempre racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva “ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò”. Mastella fu quindi eletto deputato, nelle fila della Democrazia Cristiana. E dopodiché non ha più tolto il sedere da una poltrona. Molto discussi sono i trascorsi rapporti di amicizia con l’ex-presidente del consiglio comunale di Villabate e condannato per mafia Francesco Campanella. Rapporti tanto stretti che Mastella fu testimone delle nozze di Campanella. Alle stesse nozze fu testimone anche il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. All’inizio del febbraio 2007 viene raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Napoli. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio, dichiarato nel 2004 con sentenza del Tribunale di Napoli. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un fatto dovuto, dal momento che, all’epoca della commissione dei presunti illeciti (2002), Mastella era membro a tutti gli effetti del consiglio di amministrazione della Società di cui era, tra l’altro, vicepresidente. Interpellato al riguardo, Mastella si è ovviamente chiamato fuori dal crac della squadra, sostenendo di non aver mai partecipato direttamente alla gestione della Società.

fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Mastella

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