giornalisti comprati?
“Oggi penso che, se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici, forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure andarsene. Non è stato un buon servizio il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia… La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.” – Augusto Minzolini
il 29 ottobre 1994 si esprimeva così l’attuale direttore del TG1
oggi la pensa (e agisce) molto diversamente, agendo nell’interesse di chi lo ha fatto salire ai vertici della “informazione” pubblica
gli altri giornalisti RAI ovviamente non concordano con la scelta di manipolare l’informazione del loro direttore e lo fanno attraverso un comunicato al TG2
Vedendo i trascorsi di Augusto Minzolini e l’audacia con cui diffondeva frasi, eventi o “pettegolezzi” sui politici e potenti… il suo mutato atteggiamento nel caso delle “ragazze di compagnia” da migliaia di euro nella residenza di Berlusconi può essere interpretato dall’intelligenza di molti come una ricevuta di vendita…
fonti:
- “il politico non ha un privato” parola di Augusto Minzolini
- Minzolini, come rendere privato il servizio pubblico
- Augusto Minzolini – VERGOGNATI!!!
- citazioni di Augusto Minzolini
- Augusto Minzolini su Wikipedia
un papa a Parigi
sabato scorso il papa si è recato in visita a Parigi; della visita avevo letto solo i titoli dei quotidiani “la Repubblica” e il “Corriere della Sera” e sono stati proprio i titoli a incuriosirmi:
Parigi, in 200.000 per la messa del Papa – la Repubblica
Parigi, in 300 mila per il Papa – Corriere della Sera
la differenza nei numeri è notevole, anche a voler essere molto tolleranti…
a questo punto nella mia testa si scatenano alcuni pensieri:
- quale giornale ha mentito sul numero dei presenti e perché?
- i giornali di altri paesi come riportano la notizia?
- se si sbagliano tanto grossolanamente sui presenti, su quante altre cose si sbagliano nell’articolo?
la prima domanda è ovvia, dato che stiamo parlando di uno scarto di 100.000 persone:
- se mente il Corriere allora ha gonfiato i presenti del 50%
- se mente la Repubblica ha diminuito i presenti del 33%
- e se mentono entrambi? è lecito pensare che la verità si trovi in una cifra intermedia… da questo dubbio è scaturita la mia seconda domanda
come riportano la notizia i quotidiani di altri paesi? cerco su google “pope visit paris” e inizio a leggere alcuni articoli…
- il Washington Post parla di 260.000 presenze
- nella sezione news di Netscape è riportato un articolo scritto da un giornalista di Associate Press che finalmente cita una fonte ufficiale:
quindi le stime ufficiali sono di 220.000 persone…
a questo punto ho potuto appurare che Repubblica ha diminuito arbitrariamente il numero dei presenti del 10%, il Corriere invece lo ha gonfiato di oltre il 36%
le motivazioni sono oscure, almeno per noi ingenui che non conosciamo i proprietari dei due giornali, le loro orientazioni politiche e i gruppi di potere cui fanno capo.
Leggo poi i testi degli articoli: solo Repubblica ha scritto un articolo, il Corriere si limita a riproporre un filmato riassuntivo della visita del pontefice; il Washington Post parla della Francia come di un paese “tradizionalmente cattolico” mentre sull’articolo di Associated Press leggo che la cattolicità (presunta, millantata) della Francia è in declino, a causa dell’allontanamento al cattolicesimo dei francesi, oltre che a causa della presenza massiccia di musulmani e ebrei…
ma le differenze fra quanto riferito sui giornali esteri e su quelli italiani riserva un’ultima chicca…
leggendo i titoli degli articoli vengo a sapere della manifestazione di un gruppo i “attivisti” per manifestare contro la diffusione dell’AIDS; evidentemente non condividono il rimedio proposto dal papa Ratzinger “fedeltà e astinenza”, anche in paesi dove le malattie sessualmente trasmesse stanno ammazzando popolazioni intere…
ma come mai nessun giornale italiano riporta la notizia? effettivamente cercando ho trovato la notizia su Yahoo Notizie, la quale però è espressa in toni decisamente diversi rispetto alla versione inglese Yahoo News.
Yahoo News titola “AIDS support group demonstrates against pope’s visit”
Yahoo Notizie invece ha un titoloe un articolo molto più inquietante: “Visita del Papa in Francia: sotto controllo attivisti gay”
per inciso… nella versione inglese di Yahoo la parola gay non è nemmeno presente nell’articolo
comunque su Yahoo sono un po’ meno ingenuo dal momento che ho letto di come Yahoo sia solita censurare le notizie in paesi come la Cina… ora so che “addolcisce” i suoi articoli anche in Italia
insomma, posso ringraziare il papa per avermi aiutato (anche se involontariamente) a capire qualcosa in più su chi ci propina le “notizie”
P.S. ovviamente il Giornale di Berlusconi riporta la cifra di 300.000 presenze e solo un video… esattamente come il Corriere della Sera
censurare i libri
Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta del sequestro del libro di Marco Travaglio e Peter Gomez “Se li conosci li eviti” presentata dal deputato leghista Matteo Brigandì che aveva chiesto di far sparire il volume per il suo “contenuto diffamatorio”. Una decisione giusta e assolutamente inevitabile.
Quello di Travaglio e Gomez è un libro documentatissimo scritto da due autori che tra l’altro vincono tutte lo loro cause per la serietà con cui compiono la verifica delle fonti. Sarebbe stato davvero singolare se si fosse arrivati al sequestro.
Tuttavia, il solo fatto che qualcuno arrivi a chiederlo ci fa capire qual è lo spirito dei tempi e che il vento di intolleranza che si è abbattuto contro Famiglia Cristiana e tanti altri dimostra che non è una vento passeggero ma che è destinato a soffiare ancora più forte nel prossimo autunno.
il punto della situazione
il debito pubblico a febbraio è arrivato a 1.623,66 miliardi di euro (fonte)
solo di interessi ci costa ogni anno 70 miliardi di euro (fonte)
Alitalia ci costa 1 milione di euro al giorno (fonte)
Rete 4 ci costa 300.000 euro al giorno (fonte)
esempio di giornalismo: la Repubblica
La Repubblica (più di 16 milioni di euro di contributi pubblici annui al gruppo L’Espresso) dopo il V2-day riporta: “In 50mila allo show di Grillo” e un articolo di Francesco Merlo

Clicca l’immagine
La Repubblica per il primo maggio 2007: “Piazza san Carlo dove hanno parlato i leader sindacali davanti a 100mila persone”
esempio di giornalismo: l’Unità
| L’Unità (6,5 milioni di euro di contributi pubblici annui) dopo il V2-day riporta: “Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone” Clicca l’immagine |
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| L’Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: “Almeno 100mila persone” | ![]() |
i giornali italiani sono carta igienica
Il massacro dei tibetani è sulle prime pagine dei più importanti giornali del mondo libero. Da noi è un po’ meno presente. Questione di priorità. In Italia l’informazione è serva, ma in modo comico, surreale, cialtronesco. Gli articoli sono palle colorate lanciate in aria dai clown dell’informazione assunti come direttori di giornali.
Il Corriere della Sera di ieri. Prima pagina. Foto centrale con “Vieira fa gol per Mancini” , 12 cm x 14,5, e sulla destra un titolo “Marina fa l’elogio di Luxuria, 2 cm x 11,5. In alto a destra un richiamo al Dalai Lama, 5 cm x 5,5 titolo e inizio articolo compresi e subito sotto un lancio dell’intervista a Andrè Glucksmann “Boicottare i Giochi non serve a nulla”, 6,5 cm x 5,5: un centimetro più del Dalai Lama.
Il lettore che ripone la sua fiducia in Paolo Mieli e nel “salotto buono” del Corriere si inoltra a questo punto nella lettura delle pagine interne. Cerca, come è naturale, la notizia del giorno. Tibet, Lhasa, Dalai Lama, Cina, Giochi Olimpici. Pagina 2 e 3 sono dedicate alle amministrative in Francia. Certo, sono importanti, ma il Tibet? Sfogliamo. A pagina 5, dopo la pubblicità, c’è una foto di Testa d’Asfalto, 13 cm x 13,5, sotto il titolo “Protesta sulle pensioni, Berlusconi frena”, 28,5 cm x 1,5. Andiamo avanti. Pagina 6 è dedicata a “La cura Air France all’esame del governo”, titolo da 29,5 cm x 1 e due foto 2 cm x 2 della coppia Formigoni – D’Alema con le loro dichiarazioni in box virgolettati da 7 cm x 2.
Dopo le fondamentali opinioni dei nostri statisti Lhasa può sempre attendere. Doppia pagina 8/9 sul servizio “Emergenza imballaggi”, titolo monstre 24,5 cm x 2,5 e una foto con gli ortaggi di stagione 37 cm x 24. Pagina 10 e 11 a questo punto non ci deludono. Della repressione cinese ancora non c’è una riga, ma le interviste riportate sono fondamentali. Titoli: “Veltroni sfida il Cavaliere. Siete voi che copiate” 17 cm x 3, “Capotondi: non corro, vorrei Silvio e Walter insieme” 26 cm x 1, “Mussi, il trapianto e la politica. Mi ha salvato mia moglie”, 17 cm x 3. E’ presente in una colonna personale di 33 cm x 4 anche l’immancabile monito dal Colle “Napolitano: politica urlata un danno alle istituzioni”.
Sfinito, anche il più accanito lettore di Romano e Severgnini non si aspetta più nulla sul Dalai Lama e, infatti, lo accolgono a pagina 12 la pubblicità e a pagina 13 a famiglia Berlusconi, mezza pagina a testa per il papà Silvio e la figlia Marina. In alto: “Berlusconi: urne, c’è il rischio di brogli”, 25 cm x 1,5 e, sopra il titolo, “Per vigilare sulle elezioni ci sarà l’esercito dei difensori della libertà. E ricorda la prima fidanzata” 23 cm x 0,5. Sotto: “Marina a sorpresa: mi piace Luxuria è preparata e spiritosa” 9,5 cm x 4. Le foto del papà con folla adorante, 26, 5 cm x 7,5, e della figlia, 15 cm x 9,5, completano la pagina. Ma non bisogna mai disperare. Infatti, a pagina 14 c’è il Tibet con il titolo su due righe “In Tibet genocidio culturale. Ma no al boicottaggio dei Giochi” 21, 5 cm x 3 e a pagina 15, a fronte l’intervista a Glucksmann “Disertare Pechino? Così non serve” 20,5 cm x 1,5. Il messaggio di pagina 14 e 15 è quello di non disertare i Giochi. La libertà del Tibet può attendere.
Per curiosità ho confrontato il Corriere con il Financial Times di ieri.
Foto centrale della prima pagina con la protesta dei monaci 21,5 cm x 11,5, titolo “Chinese seal off Tibetan capital” 3,5 cm x 3, 5. Subito a pagina 2 un articolo su Lhasa, titolo “Tibetans’ grievances with Beijing spill over violence” 11 cm x 3,5, foto di un tibetano in esilio 17 cm x 7,5. Leggete con il righello.
fonte: Beppe Grillo
su internet con Vodafone: censurati
Vodafone oscura il sito dei Radicali: è pericoloso
Vodafone applica dei filtri sul traffico dati e le conseguenze sono che molti siti risultano irraggiungibili: uno di questi è il sito dei Radicali, che per quanto non siano condivisi da molti sicuramente non sono pornografici, pedofili, razzisti o quant’altro ci si propone di filtrare
è ancora una volta questa la situazione in cui si trova chi sceglie il proprio fornitore di accesso ad internet basandosi solo sulle informazioni pubblicitarie, spesso solo quelle fornite dagli spot televisivi
il mondo di internet è molto più complesso di quello che si crede e cadere vittime di offerte poco trasparenti, a volte al limite della truffa, è facile, specie per chi si improvvisa esperto solo perché passa ore a guardare la TV e conosce i prezzi delle ultime offerte di Tiscali, Vodafone, Fastweb, Alice etc…
io personalmente diffido dei grossi operatori: se spendono tanti soldi in pubblicità di certo non li sottraggono ai loro guadagni, ma più verosimilmente li sottraggono alle spese di manutenzione, alla formazione tecnica dei l loro personale, alla qualità del servizio offerto…
98 miliardi di euro di evasione e nessuno ne parla!!!
Lo scandalo dei 98 MILIARDI DI EURO che le società concessionarie di slot machine devono allo Stato per tasse non pagate sembra arrivare ad una svolta.
Il 7 gennaio scorso infatti, al termine dell’inchiesta svolta dalla Corte dei Conti, la Procura regionale del Lazio della Corte ha depositato una serie di citazioni davvero impressionante: roba da far risparmiare allo Stato una cifra vicina a tre manovre finanziarie.
Dal sito de L’Espresso:
“Sul banco degli imputati ci saranno anche i dirigenti dell’Aams, l’Agenzia autonoma dei Monopoli di Stato, che hanno permesso ai concessionari di violare impunemente la convenzione con l’Agenzia. La capolista indiscussa nella classifica delle contestazioni è certamente Atlantis World. La multinazionale titolare di tre casinò nelle Antille si vede contestare ben 31 miliardi e 390 milioni di euro. Seguono a una certa distanza gli altri nove operatori: Cogetech con 9 miliardi e 394 milioni di euro; Snai con 8 miliardi e 176 milioni, Lottomatica con 7 miliardi e 690 milioni; Hbg con 7 miliardi e 82 milioni; Cirsa con 7 miliardi e 51 milioni;
Codere con 6 miliardi e 853 milioni, Sisal con 4 miliardi e 459 milioni; Gmatica con 3 miliardi e 167 milioni e infine Gamenet con 2 miliardi e 873 milioni”
La richiesta dei danni erariali più grande della storia portata alla luce inizialmente da due giornalisti del giornale genovese “Il Secolo XIX” e rese nota al grande pubblico da un servizio di Striscia la Notizia e dal blog di Beppe Grillo.
Mentre ti aspetti che su uno scandalo di proporzioni bibliche come questo partano programmi di approfondimento, inchieste giornalistiche e che l’informazione aggiorni costantemente i cittadini sul procedere delle indagini ti ritrovi invece nel sostanziale silenzio mediatico con la stragrande maggioranza delle redazioni dei quotidiani nazionali e dei principali tg tutti belli allineati in silenzio per non gettare benzina su un focolaio che, per interessi economici incrociati, gli si potrebbe ritorcere contro.
Un esempio?

Ma ve la immaginate un puntata di Porta a Porta su un tema scottante come questo?
In Italia sarebbe “fanta giornalismo”..
Via | Espresso
fonte: ridateci i nostri soldi
il patrimonio culturale italiano non appartiene agli italiani
possiamo ringraziare Urbani per aver redatto (forse solo firmato, in genere i politici non sono capaci di tanto sforzo lavorativo) il Codice dei beni culturali e del paesaggio
Questo codice, che qualcuno sta ribattezzando codice Urbani, regola tutte le opere gestite da enti pubblici italiani, e sta creando non pochi problemi alla loro promozione nel mondo. Tale codice prevede il divieto assoluto di fotografare le opere in mancanza di un’autorizzazione dell’ente che le gestisce (museo, comune, ministero…). Per lo stesso motivo è vietata anche la riproduzione su internet.
Nel silenzio generale dei media, sotto la scure del Codice Urbani sono già passate l’Annunciazione di Leonardo, la Venere di Botticelli, il Bacco di Caravaggio ed altre notissime opere di Raffaello, Tiziano e Rembrandt: tutte scomparse dalla maggiore enciclopedia online del mondo. Ma non è tutto: altre decine e decine di fotografie di opere notissime stanno scomparendo proprio in questi giorni a causa della suddetta legge. E con loro, chissà quante altre nel silenzio di siti più piccoli spersi per la Rete.
Il governo, interrogato sulla questione, ha recentemente confermato ufficialmente il ruolo e i poteri operativi di questa legge. Nella stessa dichiarazione, il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci ha chiarito incontrovertibilmente che anche la “Libertà di panorama” in Italia non esiste.
Riassumendo: non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.
Io in casa mia sono libero di fare tutte le fotografie che desidero, diffonderle e essere orgoglioso della mia bella casa.
Gli italiani no, devono sobbarcarsi delle spese per il mantenimento del “proprio” patrimonio culturale ma non possono fotografarlo, nessuno può farlo senza il permesso delle “autorità preposte”.
Questa è l’ennesima assurdità che assomiglia tanto all’ennesimo divieto di un genitore totalmente incapace di allevare dei figli e che poi si stupisce quando questi non lo ascoltano, non lo rispettano e non gli obbediscono più…
notizia riportata su Punto Informatico
aggiornamento del 22 febbraio 2008:
leggi la risposta del ministero per i beni e le attività culturali, per cui…
una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il “Colosseo Quadrato” all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare “le immagini di tutte le opere architettoniche moderne” presenti sul territorio italiano.









