anche io dico qualcosa sul voto di domani

aprile 12, 2008 · Filed Under Italia · Comment 

domani torneremo a votare

per quanto mi riguarda dal parlamento non mi interessa molto, il risultato che mi premeva è (forse) già raggiunto: la fine del bipartitismo

che la nostra facoltà di scelta sia ridotta a due sole possibilità in un paese come l’italia mi spaventerebbe, sarebbe come chiederci di scegliere tra il gatto e la volpe

piuttosto guarderò con interesse ai risultati che otterranno le liste civiche certificate da Beppe Grillo: penso che questo riappropriarsi della politica da parte dei cittadini sia un punto da cui partire per costruirci un futuro migliore

ad ogni modo andrò a votare per il parlamento, ma non per senso civico, per esercitare un mio diritto o per votare il meno peggio, andrò a votare perché penso che il non voto significhi non fare nulla e chi non fa nulla dopo non ha il diritto di lamentarsi e criticare

voterò per Di Pietro: non sono d’accordo con lui riguardo il realizzare le opere pubbliche anche contro il volere delle popolazioni locali e non condivido il suo voto contrario all’istituzione di una commissione d’inchiesta sul G8 (cioè sui massacri operati dalla polizia nella scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto)

però gli riconosco la capacità d indignarsi, di saper riconoscere un delinquente e chiamarlo per nome…

inoltre il suo è l’unico partito ad aver candidato solo persone senza il minimo coinvolgimento in procedimenti

V2-day

marzo 21, 2008 · Filed Under Italia, internet, petizioni · Comment 

Vday

mi sono iscritto alla marcia telematica per il V2-day

ammastellato

novembre 18, 2007 · Filed Under Italia, petizioni · Comment 

Beppe Grillo è stato querelato dal ministro testimone di nozze di un boss mafioso (Mastella)

in merito alla querela così si esprime Grillo:

la querela mi fa piacere, vuol dire che Clemente Mastella sarà finalmente costretto a chiarire in un pubblico dibattimento se ci sono state interferenze nell’inchiesta Why Not e chi le ha avviate. Siamo tutti curiosi…

Ma perché è stato querelato Grillo? Perché ha espresso questi tre semplici concetti:

  1. La magistratura è stata fermata dalla politica
  2. Una volta con Falcone e Borsellino si usava il tritolo
  3. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia

Dato che li condivido ho deciso di “ammastellarmi” anch’io…

Beppe Grillo al parlamento europeo

luglio 3, 2007 · Filed Under Italia, che schifo, video · Comment 

Putin ci ha ricordato, dopo gli omicidi di giornalisti e oppositori del suo Governo, e qualche flebile denuncia del nostro Governo, che l’Italia è il Paese della mafia. Io, su questo punto, sono parzialmente d’accordo. La mafia, in realtà le mafie, ognuna con una sua identità regionale, sono un problema minore nel mio Paese.

Il problema vero è il Parlamento italiano che contiene un numero di individui giudicati in primo e secondo grado, una settantina, e 25 condannati in via definitiva, da far impallidire Al Capone e Don Corleone insieme.

Putin, se mi ascoltasse, potrebbe obiettare che sono state le mafie a farli eleggere o il voto di cittadini favoriti e collusi con la criminalità organizzata. Niente di tutto questo. Forse la stampa internazionale non lo sa ancora, ma due anni fa in Italia c’è stato un colpo di Stato. La legge elettorale è stata cambiata per impedire ai cittadini di votare il loro candidato. I partiti, non più di dodici persone, hanno deciso chi doveva fare il deputato o il senatore. La legge fu voluta da Berlusconi, l’opposizione si oppose poi, quando andò al Governo, Prodi la confermò. E’ meglio, molto meglio, per i partiti far eleggere dei loro impiegati che avere in Parlamento dei rappresentanti dei cittadini. Meglio pregiudicati che liberi.

Putin ci ha sottovalutato, le mafie in Italia contano meno dei partiti e sono più oneste, non dicono di essere democratiche e dalla parte dei cittadini.

L’Italia è una nazione con un Parlamento non eletto dai cittadini, simile più a un istituto di pena che a un luogo in cui si dovrebbero decidere le sorti della Nazione.

Il mio è un appello per restituire la libertà di voto e di informazione all’Italia.

L’otto settembre organizzerò in ogni città d’Italia una manifestazione, l’ho chiamata Vaffanculo day. Una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta.

Quel giorno gli italiani dovranno riprendere in mano il loro Paese distrutto da decenni di partitocrazia, di massoneria piduista, di intrecci tra banche e mafia, di ingerenze del Vaticano nella cosa pubblica, dalla informazione di Stato e di Berlusconi, dai conflitti di interesse.

La Borsa di Londra e quella italiana dovrebbero fondersi. Vorrei chiedere agli inglesi: ma siete sicuri? Volete associarvi al più grande conflitto di interessi europeo. In cui il punto di riferimento è il noto pregiudicato Cesare Geronzi, coinvolto in quasi tutti gli scandali finanziari d’Italia e condannato per bancarotta? La Borsa Italiana va chiusa, non deve infettare anche il resto d’Europa. E’ un luogo in cui Unicredit-Capitalia ha la maggioranza relativa di Mediobanca che ha la maggioranza relativa di Generali che è uno dei principali azionisti di IntesaSanpaolo, il suo maggiore concorrente. E’ il luogo in cui uno come Tronchetti si fa passare da industriale distruggendo il valore di Telecom e di Pirelli insieme con lo 0,11 di capitale azionario di Telecom.

L’Italia è il Paese di Valentino Rossi e del maggior numero di morti per incidenti stradali. Il Paese del sole senza impianti di energia solare. Il Paese dell’arte con discariche e inceneritori e rigassificatori come nessuno in Europa. Il Paese del Diritto Romano con 350.000 leggi inapplicabili e in conflitto tra loro. La libertà di stampa, quella poca che ci è rimasta, è in pericolo. Il Parlamento voterà a luglio al Senato una legge per impedire che siano rese pubbliche le intercettazioni disposte dalla magistratura che riguardano i politici.

Ragazzi, se l’otto settembre, non ce la faccio, chiederò il diritto di asilo.

fonte: Parlamento europeo e V-Day

sintomi

gennaio 15, 2007 · Filed Under Italia · Comment 

La strage di Erba è un sintomo. Un segnale. Quanti segnali arrivano, ogni giorno, dal corpo di questa nazione malata? Due morti a Roma per un incendio. Extracomunitari stipati come topi in appartamenti fatiscenti. Carabinieri picchiati a Livorno mentre rimuovono le auto in sosta vietata. Per far passare i pompieri a spegnere un incendio. Occhi rubati in ospedale ai cadaveri.
Ogni mattina è una lotta. La casella della posta ci porta in casa la povertà. Le bollette gonfiate dei servizi pubblici. Multe pesanti per ritardi, anche di un solo giorno, sui pagamenti. Tasse velenose come l’Ici, una tassa sui risparmi per la propria casa. Rate dei debiti per la macchina, il dentista, la scuola. Bambini che scompaiono. Tenuti stretti per mano dai genitori ad ogni passo. E lo scempio dell’ambiente. Un traffico senza senso. Le polveri delle auto e degli inceneritori che ti entrano dentro. Senza che nessuno muova un dito. Con i diossini diessini alla sinistra e i petrolieri alla destra.
La casa, i sessanta metri quadri, diventano un rifugio. La nuova cella degli schiavi. Per chi se la può permettere. E da uno schermo si materializzano gli incapaci. Quelli che fanno dichiarazioni. Tutti i giorni. L’incapacità al potere genera mostri. Olindo e Rosa sono sintomi. Ma è solo l’inizio. Altri verranno.
La foto di gruppo in cortile a Caserta è uno spot della decadenza della nazione. L’avete vista? Quelli nella foto decidono del nostro futuro. Con quelle facce. Non sanno neppure farsi il nodo della cravatta. Due giorni di summit simile a un soufflè. Per stanziare cento miliardi di euro per il Sud. I meridionali quei soldi non li vogliono. Anche perché non li avranno. Si fermeranno prima. Alla stazione Termini di Roma, destinazione partiti e ministeri. E quello che rimane nelle tasche delle varie mafie. La Cassa del Mezzogiorno ha impoverito il Sud e ingrassato i partiti. La storia si ripete. Senza il ripristino della legalità e investimenti dall’estero il Mezzogiorno non riparte. 100 miliardi sono tre finanziarie. TRE FINANZIARIE.
Si parla di energia e Rubbia non c’è, di infrastrutture e Piano non c’è, di cultura e Fo non c’è. Rimane un rumore sordo. Lo sentite? E’ il vostro stomaco. Lo stomaco della nazione. Che ha fame di futuro e di rinnovamento. Un rumore che porta il cambiamento o la pazzia. RESET!

Ps: Da Maria Fida Moro: “Approfitto della sua pazienza per ringraziare tutti coloro che sono stati solidali con me e mi hanno espresso affetto e partecipazione.Se qualcuno vuole scrivermi può farlo a noituttinoi@noituttinoi.it

preso dal blog di Beppe Grillo

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