il ghetto di Varsavia come Gaza
DI STEVE HUTCHESON
Arab News
La scorsa settimana ho visto la foto di un padre che teneva il suo bambino di sei mesi. Il volto del padre era privo di espressione; il bambino nelle sue braccia era morto. Il nome del bambino era Mohammed Al-Borai; assieme a diversi altri era stato ucciso nello scoppio di un proiettile sparato indiscriminatamente da un cannone israeliano nelle aree densamente popolate di Gaza.
Vi erano altre foto, una di un gruppo di ragazzini che tenevano fiori che stavano attorno al corpo tempestato di colpi e macchiato di sangue del bambino. Quella mi ha colpito come la più straziante. Ho avuto delle discussioni sulla causa degli attentati suicidi tra i palestinesi e sarà questa immagine più di ogni altra che mi interesserà al massimo. Nelle loro menti il bambino morto avrà più impatto sul loro futuro che qualsiasi altra cosa si possa dire loro.
E’ stato allora che ho iniziato a meditare forse più completamente la condizione dei palestinesi oggi ed i paralleli nella storia degli ebrei che portò al loro esodo di massa dai loro paesi per emigrare nella terra che all’epoca era conosciuta come Palestina.
Il Ghetto di Varsavia durante l’Olocausto ebraico detiene un significato speciale per gli ebrei europei. Era un luogo di oppressione ed il sentiero per la morte finale di migliaia della loro popolazione che è diventato simbolico della loro lotta per il riconoscimento. Tuttavia ciò che trascurano di riconoscere come loro discendenti che continuano di fronte all’opposizione con il loro tipo di idealismo ebraico e sionista è il parallelo stabilito di condizioni che ora impongono al popolo arabo della Palestina.
I nazisti rastrellarono gli ebrei della Polonia e li acquartierarono in una piccola area di Varsavia, costruendo una barricata attorno al perimetro per impedire loro di andarsene. In questo modo anche gli israeliani attraverso il conflitto e la forza hanno spinto molti degli abitanti arabi fuori da Israele in una enclave che ora ha una densità di popolazione di 4.200 persone per kmq, che è 14 volte quella della circostante area di Israele che ha 360 persone per kmq.
I nazisti privarono gli abitanti del ghetto di cibo e rifornimenti essenziali. Allo stesso modo il governo israeliano ha fermato il flusso di merci agli 1,4 milioni di abitanti di Gaza limitando i convogli di rifornimenti ad un mero gocciolamento.
I nazisti ridussero l’assunzione media di calorie degli abitanti ebrei del ghetto a 241 calorie al giorno. Così anche gli israeliani hanno ridotto l’assunzione di calorie dei palestinesi a Gaza. Secondo un rapporto dell’ONU, attualmente è al 61% de fabbisogno medi giornalieri.
I nazisti restrinsero i servizi pubblici come l’acqua e l’elettricità Così pure ha fatto il governo israeliano.
I nazisti limitarono l’adeguata assistenza sanitaria per gli abitanti. Gli israeliani limitano l’assistenza sanitaria a Gaza restringendo le forniture sanitarie all’interno o la cura dei casi che è necessario sia fatta all’esterno.
Gli abitanti ebrei attraverso lo ZZB e lo ZOB resistettero, sebbene troppo tardi, all’oppressione da parte dei nazisti e la loro ribellione fu schiacciata brutalmente senza preoccupazione per chi fosse in mezzo. Così anche i palestinesi di Gaza attraverso le loro organizzazioni di resistenza, in particolare Hamas, si sono ribellati contro i loro oppressori e così anche gli israeliani utilizzano tutti i mezzi disponibili per schiacciare la ribellione senza preoccuparsi di chi sta in mezzo o di chi mutilano od uccidono nel farlo.
I nazisti distrussero la struttura del ghetto radendolo al suolo in una ampia ricerca per sbaragliare la resistenza alla loro oppressione. Gli israeliani abbattono indiscriminatamente edifici e le infrastrutture di Gaza in una ricerca per scacciare la resistenza alla loro oppressione. I nazisti assegnarono agli ebrei una condizione inferiore rispetto a tutti gli altri abitanti privandoli dei loro diritti di cittadini ed anche di esseri umani. Israele assegna ai profughi tenuti a Gaza una condizione minore di quella data agli ebrei universalmente e priva i palestinesi del loro diritto di ritornare alle loro terre di un tempo.
I nazisti utilizzarono qualsiasi mezzo a loro disposizione per spezzare la volontà degli abitanti ebrei del ghetto. Gli israeliani fanno la stessa cosa; utilizzano qualsiasi mezzo a loro disposizione per spezzare la volontà dei palestinesi.
I nazisti uccidevano indiscriminatamente gli abitanti ebrei del ghetto. Gli israeliani non uccidono indiscriminatamente gli abitanti nell’imporre il loro controllo su Gaza?
Gli ebrei di Israele ed altrove hanno del tutto ragione di protestare per la disumanità dei nazisti nel trattamento verso di loro ed obbligare il mondo a non permettere che la stessa situazione accada di nuovo. I palestinesi protestano per la disumanità del trattamento degli israeliani, tuttavia, con una bizzarra distorsione degli eventi, il mondo permette ancora che l’oppressione avvenga e continui.
Fu dopo che gli ebrei del ghetto erano stati in gran parte uccisi o trasferiti che il mondo ne prese le parti e si sentì colpevole di non avere agito più in fretta.
Con l’immagine di Mohammed Al-Borai nella mente mi chiedo quando il mondo prenderà posizione e dirà: Quando è troppo è troppo, non vi sarà una replica del Ghetto di Varsavia e particolarmente quando gli esecutori sono coloro che hanno sofferto di più per questo comportamento.
Vi è un fondamentale conflitto di disumanità che accade al popolo palestinese di Gaza che il mondo ignora deliberatamente. Una disumanità che fu inflitta dai nazisti agli ebrei nel Ghetto di Varsavia ed ora più che mai eguaglia strettamente quella che loro stanno infliggendo al popolo di Gaza. Hanno imparato una dura lezione ma non è stata una lezione ben appresa. E’ stato dato loro il potere di praticare l’umanità ma invece hanno deciso che tratteranno gli affari dei palestinesi nello stesso modo disumano nel quale i nazisti hanno trattato loro.
Un monumento futuro conterrà senza dubbio le foto di Mohammed Al-Borai nella braccia di suo padre ed il mondo condannerà l’ingiustizia.
Versione originale:
Steve Hutcheson
Fonte:www.arabnews.com
Link: http://www.arabnews.com/?page=7§ion=0&article=107394&d=2&m=3&y=2008
2.03.08
Versione italiana:
Steve Hutcheson ha lavorato per diversi anni nella ripresa da crisi in Kosovo, Afghanistan ed Indonesia ed ora è di stanza in Thailandia. Può contattarsi a: steve50@mail.com
Fonte: http://freebooter.interfree.it/
4.03.08
Traduzione a cura di FREEBOOTER
fonte: ComeDonChisciotte
consigli per gli acquisti: ATTENZIONE
un esempio: i “Cappelletti al prosciutto crudo” dei Freschi Buitoni, mezzo chilo, euro 1,99
Sulla confezione, l’immagine di una bella fetta di prosciutto. Sembra di sentirne il profumo. Con una vista da aquila – o con una buona lente – si scopre che per fare i cappelletti, oltre a farina, uova, sale non è stata usata solo la coscia stagionata del maiale. Si legge infatti che “il prodotto contiene carne di suino cotta, pangrattato, mortadella (carne di suino, grasso di suino, cuori di suino, trippini di suino), prosciutto crudo stagionato: 9,5% del ripieno”.
Tutto in regola, ovviamente. Certo, se sulla busta fosse scritto in grande “cappelletti al grasso e cuore di suino” davanti allo scaffale non ci sarebbe la fila. Ma chi ha tempo di leggere?
un altro esempio: il wurstel Fiorucci Suillo classico, euro 1,90, con la scritta grande che annuncia “100% puro suino” e scopri che dentro c’è “carne di suino, 80%”
ancora un esempio: il cioccolato. In Italia c’era una legge che diceva: si chiama Cioccolato solo quello fatto con cacao e burro. Quello con la margarina si chiamava Surrogato. Ma gli altri Paesi europei produttori di margarina hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia della Comunità, che ci ha condannato. Ora si è fatto un compromesso. Quello con il burro lo chiamiamo Cioccolato puro, quello con la margarina, l’ex Surrogato, Cioccolato e basta”.
adesso facciamo un breve viaggio all’università di Tor Vergata, nello studio del professor Giuseppe Rotilio, docente di biochimica della nutrizione, preside del corso di laurea in Scienza della nutrizione umana. La scrivania viene invasa da confezioni, pacchi, barattoli. “Basta una prima occhiata – dice il professore – per capire che lei spende male i suoi soldi. Troppe calorie, troppi zuccheri. Il problema principale sono appunto gli zuccheri semplici, che assieme ai carboidrati servono per l’energia ma oggi sono assunti in modo esagerato. Si mangia come se tutti fossimo maratoneti o operai da fatica e invece stiamo seduti a una scrivania”. Primo esame: un bel pacco di merendine, le Trecce Auchan. L’etichetta racconta che 100 grammi portano 470 calorie, con 53,9 grammi di carboidrati e 25,5 di grassi.
“Non c’è scritta la percentuale di zuccheri semplici. Anzi no: si dice che in superficie sono il 7%. Ma dentro la pasta? Ci sono arancia candita, sciroppo di glucosio e fruttosio, emulsionante, burro, lievito di birra. Ecco, una merendina di queste è già un pranzo. E’ un cibo troppo ricco, per la nostra generazione. Quando si compra, la prima cosa da guardare sono gli zuccheri semplici, che entrano rapidamente nel sangue ed alzano l’indice glicemico. Provocano l’accumulo di grasso e il tessuto adiposo è resistente all’insulina: alla fine si va verso il diabete”.
io per conto mio sto riscoprendo quanto sono buoni tutti i cibi preparati in casa e eliminando pian piano quanti più cibi industriali, merendine e bibite nocive posso; sicuramente ne traggo giovamento sia in termini di salute che di soldi.




