un’altra notizia taciuta
sebbene il presidente Napolitano ci inviti a smorzare le polemiche in vista del G8, voglio condividere con i lettori di questo blog una notizia che non sentirete in televisione e che non leggerete sui giornali (non ho trovato la notizia nè su Repubblica nè sul Corriere)
la discarica di Chiaiano si è allagata a causa delle piogge e riversa fango misto a schiuma bianca, costringendo i residenti di Poggio Vallesana a rimanere chiusi in casa
la discarica di Chiaiano, quella presidiata dall’esercito, quella dove vengono interrati rifiuti pericolosi, quella cui è proibito l’accesso e il controllo ai cittadini e ai loro rappresentanti, quella per la quale ancora oggi protestano, quella per cui la polizia ha caricato chi protestava contro…
la colpa delle piogge non è del governo e di chi lucra sui rifiuti, però da una discarica dichiarata “sito di interesse nazionale” e presidiata come una base militare, vanto dell’opera di pulizia di Napoli fatta da Silvio Berlusconi… da una discarica con simili credenziali mi sarei aspettato di meglio
ma forse è meglio non parlarne… in fondo quando il bagno è otturato a casa nostra cerchiamo di evitare che un ospite ci vada… peccato che questo bagno (anzi questa latrina) sia stata costruita nella camera da letto, da pranzo, nella camera dei bambini di un’intera cittadinanza, imponendogliela con la forza e senza possibilità di verificare alcunché sul suo utilizzo
oggi questo ci appare lontano, ma quando verrà inaugurato (cioè imposto) un inceneritore, una centrale nucleare, una discarica a due passi dalla nostra città allora capiremo un po’ meglio cosa vuol dire non poter uscire di casa perché le strade sono allagate dal veleno…
fonti:
il pane di Napoli
Certe cose, se vuoi saperle, ormai devi leggerle sui giornali stranieri.
Difficilmente il TG4 racconterà la storia dei 1.400 fornai clandestini che a Napoli e dintorni avvelenano lentamente i loro clienti, dal momento che scaldano i forni bruciando i rifiuti.
E poi si dice che l’emergenza rifiuti a Napoli è finita, e la città è linda e lustra come uno specchio…
Del pane cotto bruciando i rifiuti parla oggi, in Inghilterra, il Guardian.
Il Guardian scrive che in base ad un rapporto reso pubblico la scorsa settimana, si sospetta che la camorra sia dietro le 1.400 panetterie illegali operanti a Napoli e nei dintorni.
Chioschi che vendono in strada pane fragrante e caldo a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma che lo cuociono bruciando vecchi mobili verniciati, gusci di noce impregnati di pesticidi, perfino il legno delle bare riesumate.
In sostanza, roba in grado di avvelenare lentamente i clienti.
Aggiungasi che le panetterie abusive, oltre al combustibile pericoloso, impiegano manodopera in nero. Per la precisione, migranti clandestini disposti a tutto per un tozzo (appunto) di pane.
La capitale delle panetterie illegali, scrive il Guardian, è Afragola, dove ne sono in funzione un centinaio. Appena 17 sono quelle legali.
Il giro d’affari delle panetterie clandestine è pari a 600 milioni di euro all’anno ed è controllato – prova a indovinare – dalla criminalità organizzata.
Tutte queste informazioni derivano da un’indagine effettuata dall’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Borrelli.
fonti:
- Sul Guardian Napoli, pane che avvelena. 1.400 fornai abusivi lo cuociono bruciando rifiuti
- su BlogekoNapoli, pane che avvelena. 1.400 fornai abusivi scaldano i forni bruciando rifiuti
Napoli, davvero è finita l’emergenza rifiuti?
molti pensano che sia sempre qualcun altro a dover fare qualcosa, a dover cominciare…
pare che a vedere la televisione noi italiani siamo bravissimi, magari possiamo cominciare semplicemente guardando…




