il patrimonio culturale italiano non appartiene agli italiani

gennaio 12, 2008 · Filed Under Italia, censura, che schifo · 2 Comments 

possiamo ringraziare Urbani per aver redatto (forse solo firmato, in genere i politici non sono capaci di tanto sforzo lavorativo) il Codice dei beni culturali e del paesaggio

Questo codice, che qualcuno sta ribattezzando codice Urbani, regola tutte le opere gestite da enti pubblici italiani, e sta creando non pochi problemi alla loro promozione nel mondo. Tale codice prevede il divieto assoluto di fotografare le opere in mancanza di un’autorizzazione dell’ente che le gestisce (museo, comune, ministero…). Per lo stesso motivo è vietata anche la riproduzione su internet.

Nel silenzio generale dei media, sotto la scure del Codice Urbani sono già passate l’Annunciazione di Leonardo, la Venere di Botticelli, il Bacco di Caravaggio ed altre notissime opere di Raffaello, Tiziano e Rembrandt: tutte scomparse dalla maggiore enciclopedia online del mondo. Ma non è tutto: altre decine e decine di fotografie di opere notissime stanno scomparendo proprio in questi giorni a causa della suddetta legge. E con loro, chissà quante altre nel silenzio di siti più piccoli spersi per la Rete.

Il governo, interrogato sulla questione, ha recentemente confermato ufficialmente il ruolo e i poteri operativi di questa legge. Nella stessa dichiarazione, il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci ha chiarito incontrovertibilmente che anche la “Libertà di panorama” in Italia non esiste.

Riassumendo: non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.

Io in casa mia sono libero di fare tutte le fotografie che desidero, diffonderle e essere orgoglioso della mia bella casa.

Gli italiani no, devono sobbarcarsi delle spese per il mantenimento del “proprio” patrimonio culturale ma non possono fotografarlo, nessuno può farlo senza il permesso delle “autorità preposte”.

Questa è l’ennesima assurdità che assomiglia tanto all’ennesimo divieto di un genitore totalmente incapace di allevare dei figli e che poi si stupisce quando questi non lo ascoltano, non lo rispettano e non gli obbediscono più…

notizia riportata su Punto Informatico

aggiornamento del 22 febbraio 2008:

leggi la risposta del ministero per i beni e le attività culturali, per cui…

una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il “Colosseo Quadrato” all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare “le immagini di tutte le opere architettoniche moderne” presenti sul territorio italiano.

su Gianni Riotta

marzo 12, 2010 · Filed Under Italia, disinformazione, facce di c..o, informazione · Comment 

Su Wikipedia e Riotta

Pare che il Don Abbondio dell’informazione italiana non abbia fiducia nel libero pensiero dei suoi spettatori.

Questo mese è stata modificata molte volte la sua voce su Wikipedia, così tante da richiamare l’attenzione di un utente qualificato che ha bloccato le ulteriori modifiche.

Come si vede dal primo screenshot, c’è una classe di IP che si è affannata a cambiare la voce su wikipedia davvero molte volte negli ultimi 10 giorni.

Una veloce ricerca permette di quadrare il cerchio. L’ip appartiene agli uffici romani della Rai (secondo screenshot). Il nostro Don Abbondio, tra un tg1 e un tv7, evidentemente ci tiene a cancellare le analisi imparziali sul suo operato di giornalista. La sua formazione avvenuta in USA gli permette di copiare le stesse tecniche di comunicazione Yankee. Negli USA però Wikipedia bloccò gli ip del congresso. In Italia staremo a vedere…

L’unica cosa che non ho capito riguarda la motivazione del blocco affissa dall’utente FRIEDA:

avete presente il punto di vista neutrale? la citazione delle fonti? ottimo. Questo paragrafo è tutto l’opposto.

A me pare che invece fossero bene in evidenza le fonti, ovvero lo stesso tg1, con tanto di indicazioni di minuto e secondo delle parti riportate nel testo. Altrimenti non credo che così tanti utenti avrebbero reinserito il testo cancellato da Don Abbondio !

Sto appena scrivendo all’utente per chiedere chiarimenti in merito, spero di leggere una risposta direttamente nei commenti di questo post.

Massimo De Disprezzo
blog: www.maxdisprezzo.com

  • lui paga l’1% di tasse, e tu?

  • non sei come Pertini

    mai al Quirinale
  • fotoblog

  • una web TV

    Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora
  • la tua connessione è censurata?

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