il patrimonio culturale italiano non appartiene agli italiani

possiamo ringraziare Urbani per aver redatto (forse solo firmato, in genere i politici non sono capaci di tanto sforzo lavorativo) il Codice dei beni culturali e del paesaggio

Questo codice, che qualcuno sta ribattezzando codice Urbani, regola tutte le opere gestite da enti pubblici italiani, e sta creando non pochi problemi alla loro promozione nel mondo. Tale codice prevede il divieto assoluto di fotografare le opere in mancanza di un’autorizzazione dell’ente che le gestisce (museo, comune, ministero…). Per lo stesso motivo è vietata anche la riproduzione su internet.

Nel silenzio generale dei media, sotto la scure del Codice Urbani sono già passate l’Annunciazione di Leonardo, la Venere di Botticelli, il Bacco di Caravaggio ed altre notissime opere di Raffaello, Tiziano e Rembrandt: tutte scomparse dalla maggiore enciclopedia online del mondo. Ma non è tutto: altre decine e decine di fotografie di opere notissime stanno scomparendo proprio in questi giorni a causa della suddetta legge. E con loro, chissà quante altre nel silenzio di siti più piccoli spersi per la Rete.

Il governo, interrogato sulla questione, ha recentemente confermato ufficialmente il ruolo e i poteri operativi di questa legge. Nella stessa dichiarazione, il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci ha chiarito incontrovertibilmente che anche la “Libertà di panorama” in Italia non esiste.

Riassumendo: non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.

Io in casa mia sono libero di fare tutte le fotografie che desidero, diffonderle e essere orgoglioso della mia bella casa.

Gli italiani no, devono sobbarcarsi delle spese per il mantenimento del “proprio” patrimonio culturale ma non possono fotografarlo, nessuno può farlo senza il permesso delle “autorità preposte”.

Questa è l’ennesima assurdità che assomiglia tanto all’ennesimo divieto di un genitore totalmente incapace di allevare dei figli e che poi si stupisce quando questi non lo ascoltano, non lo rispettano e non gli obbediscono più…

notizia riportata su Punto Informatico

aggiornamento del 22 febbraio 2008:

leggi la risposta del ministero per i beni e le attività culturali, per cui…

una fotografia della Stazione Centrale o del portone del Duomo o del Pirellone a Milano, piuttosto che del nuovo edificio dell’Ara Pacis o il nuovo Auditorium di Roma o la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, o il monumento ai partigiani a Bergamo o quello a Pertini a Milano, o la Stazione di Firenze o il “Colosseo Quadrato” all’Eur, fino alle singole opere come la fontana di Piazza Esedra a Roma…, non possono essere riprodotte in Internet su Wikipedia (né, teoricamente, su alcun sito di qualsiasi tipo) per illustrare “le immagini di tutte le opere architettoniche moderne” presenti sul territorio italiano.

This entry was posted in censura, che schifo, Italia and tagged , , , . Bookmark the permalink.

One Response to il patrimonio culturale italiano non appartiene agli italiani

  1. Pingback: Vogliaditerra » Blog Archive » Il premio del blog pensante ITALY

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *