Partito delle Libertà? P2 è più adeguato

marzo 2, 2008 · Filed Under Berlusconi, Italia, che schifo · Comment 

Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Non passa giorno senza che il Cainano e i suoi house organ lo additino come il pericolo pubblico numero uno. Così, se qualche suo elettore aveva dubbi sull’opportunità di allearsi col Pd, la banda del buco provvede quotidianamente a dissiparli, seguita a ruota dal prof.Angelo Panebianco che, con un allarmato editoriale sul Corriere contro l’intesa Pd-Idv, ha definitivamente indicato alle persone perbene da che parte stare.

Ieri Berlusconi, sempre più buono e moderato, dialogante e riformista, ha dichiarato: “Io ho orrore di Di Pietro e lo dico alto e forte, è un campione della cultura giustizialista, l’uomo delle manette”. Ringalluzzito dalla scomparsa del conflitto d’interessi dalle priorità del Pd e da un pezzo di Sergio Romano che paragona il rapporto Berlusconi-Mediaset al rapporto Ds-coop rosse, il Cainano ha aggiunto che “il conflitto d’interessi non esiste” e per le tv “l’arrivo del satellite risolverà tutto” moltiplicando le reti. Forse voleva dire “digitale”, perché il satellite c’è da un bel po’, si paga caro e non ha risolto niente. Mentre il digitale non esiste almeno fino al 2012.

Ora, mancando minimo 4-5 anni al Regno di Saturno, ci sarebbe una sentenza della Corte europea che boccia le proroghe concesse a Rete4 in fase transitoria dalle leggi Maccanico e Gasparri (come pure dall’abortita Gentiloni), e una procedura europea d’infrazione che, se la Gasparri non sarà smantellata entro un anno, costerà all’Italia 400 mila euro al giorno con effetto retroattivo da luglio 2006. Purtroppo anche Uòlter, in nome di un malinteso fair play, ripete che risolveranno tutto il digitale e la Gentiloni, poi le frequenze saranno redistribuite con una nuova gara. In realtà la gara per la concessione (con relative frequenze) c’è già stata nel 1999, Europa7 l’ha vinta, Rete4 l’ha persa, dunque bisogna restituire subito il maltolto al derubato. E, prima di bandire nuove gare, attuare quelle vecchie.

È questo che preoccupa il Cainano e la sua banda larga: che Uòlter, pungolato da Di Pietro, scopra la sentenza europea e la prenda sul serio. Il fatto che abbia già ottenuto l’esclusione dei condannati anche in primo grado dalle liste del Pd, con gran soddisfazione degli elettori suoi e del Pd, dimostra che il suo ruolo è tutt’altro che decorativo. Infatti il Giornale e Panorama fanno a gara nel dipingerlo come un volgare delinquente. In 15 anni questi segugi del giornalismo investigativo a caccia di malaffari politici, non si sono mai imbattuti in un solo membro della famiglia Berlusconi né del suo partito né della sua coalizione, ma in compenso hanno scovato un terribile scheletro nell’armadio dell’ex pm: un’inchiesta che lo riguarda a Roma, nata dalle denunce di un ex dirigente dell’Idv. Per la verità l’avevano già scoperto due anni fa, a una settimana dalle elezioni del 2006.

Nel frattempo il pm Giancarlo Armato ha esaminato le denunce, le ha confrontate con le carte portate da Di Pietro, ha concluso che son tutte fesserie e ha chiesto l’archiviazione senza neppure il bisogno interrogare l’ex pm. Il quale intanto ha vinto ben 13 cause civili intentategli dallo stesso denunciante. Ieri il Giornale ha speso altre tre pagine per dimostrare che Di Pietro avrebbe “un partito pieno di inquisiti”. Si tratta di 6 o 7 amministratori locali finiti sott’inchiesta dopo la loro elezione. Di Pietro ha detto che non li ricandida, anzi ne ha espulso o sospeso un buon numero. Ma il Giornale ha scoperto un fatto ancor più agghiacciante: una volta l’Idv candidò in Sardegna un ex iscritto alla P2.

Che sconcezza. Un piduista in lista, ma si può? A questo scandalo il Giornale di famiglia della tessera P2 n.1816 pubblicherà un aspro commento dell’on.Fabrizio Cicchitto (n.2232). Seguirà un approfondimento su Canale5 (diretto da Massimo Donelli, n.2207), a cura di Maurizio Costanzo (n.1819), con Publio Fiori (n.1878), Fabrizio Trecca (n.1748), V.E. di Savoia (n.1621), Roberto Gervaso (n.1813) e Gustavo Selva (n.1814), dal titolo: “P2 e conflitto d’interessi, la sai l’ultima?”.

Marco Travaglio

fonte: ComeDonChisciotte

un porco coi baffi

febbraio 18, 2008 · Filed Under Italia, approfondimenti, che schifo · 1 Comment 

 Da IlGiornale.it: 28giugno2007 -

- Oltre 7 milioni di € pagati da Telecom a Maurizio Costanzo per consulenze: emerge dalla verifica fiscale che la Guardia di finanza da oltre sette mesi sta conducendo sulle spese sostenute dal gruppo telefonico, negli uffici della sede di piazza Affari. Non sarebbero state individuate le prestazioni (report scritti, relazioni aziendali) che potrebbero giustificare simili esborsi.

Maurizio Costanzo, né è indagato, né oggetto in prima persona di verifica fiscale, fino a quando IlVelino.it e Panorama.it hanno rilanciato la storia nel web senza però indicare il nome del personaggio destinatario della super-consulenza.
Costanzo, interpellato dal Giornale: «Tutto alla luce del sole con fatture e pagamenti di tasse. Cerchiamo quindi di non stupirci come i pastori al passaggio della cometa nel giorno di Natale. Da vent’anni sono consulente e ho sempre fatto questo mestiere tanto che le numerose verifiche della Guardia di finanza su miei conti e mie società si sono concluse sempre con un nulla di fatto e ne vado orgoglioso».

Le fatture al vaglio della verifica risultano emesse sia dal presentatore in prima persona sia dalla Mcc, la Maurizio Costanzo Comunicazione, società che vede tra i soci al 50% lo stesso Costanzo, al 46% la 21, investimenti SpA del gruppo di Alessandro Benetton e un 4% intestato alla Siref fiduciaria.
Il nome di Maurizio Costanzo è quindi l’unico finora emerso tra i consulenti top del gruppo Telecom nell’era Tronchetti Provera. -

Commento:

Che è accaduto di quella verifica? Nulla. Ci aggiungerei che la 21 Investimenti SPA investe nella Fininvest di Berlusconi, il solito gioco delle scatole cinesi. E pure che la Siref fiduciaria , che ha la faccia tosta di dichiararsi Onlus (senza fini di lucro), fa parte del Gruppo Bancario Intesa S.Paolo, il cui presidente è Angelo Caloia, presidente per quindici anni allo IOR, la banca del Vaticano. Insomma l’Opus Dei non è estranea, nessuno si illuda che in Vaticano un laico possa entrare nelle sue casse se non è iscritto Opus Dei (per saperne di più leggi:  La realtà dell’Opus Dei che nessuno racconta  http://corvacci.net/?p=194 )

Costanzo è stato indagato molte volte ma ne è uscito sempre per il rotto della cuffia, da un lato potente per la longa mano di Berlusconi, dall’altra grande sostenitore della sinistra, propagandista di Rutelli al cui seguito fu fatto assessore nel comune di Roma.

Rappresentante del vero politico moderno, che predica il suo partito e collude coll’altro in nome del Dio danaro.

Nel suo curriculum ha un’infinità di successi e qualche insuccesso, tra questi il suo nome iscritto alla P2 (tessera 1819), per cui fu indagato ed escluso dalla TV nazionale per riciclarsi in quella di Berlusconi.

Di lui disse Rizzoli alla commissione di Tina Anselmi sulla P2 – Posso dire che il giornalista Maurizio Costanzo entrò nel gruppo Rizzoli su precisa raccomandazione di Licio Gelli, il quale era in stretti rapporti col predetto e alla cui carriera mostrava di tenere particolarmente. Il Costanzo era un vero e proprio superprotetto del Gelli… Fu così che il Costanzo divenne dapprima direttore della “Domenica del Corriere”, poi dei servizi giornalistici della Tv privata della Rizzoli, poi ancora del quotidiano “L’Occhio”. -
Anche Berlusconi faceva parte della P2, ma anche su di lui non emersero accuse. Dall’indagine su Costanzo idem, come al solito un nulla di fatto. La Casta si sa è intoccabile.

Insomma intrallazzando tra dx e sx l’immenso potere di Costanzo e sua moglie perdura…

fonte: corvacci.net

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