La mia odissea tra banche e assegni (prima parte)

Nel luglio 2007 ho pubblicato il mio libro, “Diciassette, le stelle”, con la casa editrice Kimerik. A maggio di quest’anno mi è stato spedito il primo assegno, per i diritti d’autore relativi agli incassi della vendita del romanzo nelle librerie di Bari.

Tale assegno, il cui importo è di 69,60 euro, è stato emesso dalla Intesa San Paolo di Milano, e non è trasferibile. La scrittura paga, poco ma paga.

Premessa di tutto il discorso: non possiedo un conto corrente.

Giovedì 8 maggio mi sono recata presso la filiale della San Paolo Banco di Napoli di Bari, dove mi è stato detto che non era possibile ritirare i soldi presso quello sportello, dovevo invece recarmi presso un’altra filiale della stessa banca sempre in Bari.

Così ho fatto il giorno seguente ma, nuovamente, mi è stato detto che non potevo incassare i soldi presso la loro sede, in quanto non avevo un conto corrente.

“Al giorno d’oggi tutti quanti hanno un conto corrente”, mi risponde gentilmente lo sportellista.

Dovevo rivolgermi a Banca Intesa.

Ormai un tantino perplessa, mi sono recata presso la filiale indicatami ma, quasi iniziavo a sospettarlo, mi è stato detto che le uniche possibilità a mia disposizione per incassare erano aprirmi un conto corrente o recarmi a Milano presso la sede della banca che aveva emesso l’assegno!

L’ammontare di questo, come ho precedentemente riferito, è irrisorio, e nonostante ciò io, persona comune che chiede soltanto di essere pagata per il proprio lavoro, non posso incassarlo.

Per conto mio mi informo sul da farsi, e vengo a sapere che si può “provare” a versare l’assegno su un altro conto corrente e recarsi in banca insieme all’intestatario del conto, ovviamente tenendo conto che la mia presenza è fondamentale in quanto l’assegno non è trasferibile.

Eppure le indicazioni sono chiare: “a vista pagate per questo assegno bancario “, come è riportato sul fronte di questo strano foglietto di carta che mi sta facendo girare la città in cerca soltanto di ciò che mi spetta.

Perciò domani, lunedì 19 maggio, mi recherò insieme a mia madre, che possiede un conto corrente, presso la sua banca. Come ( e se?) finirà quest’odissea?

continua: seconda e terza(nonché ultima) parte

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