la pubblica amministrazione nel registro dei cattivi pagatori

Le aziende, ma soprattutto gli enti pubblici, sono sempre meno puntuali nell’onorare i loro debiti. Il creditore deve aspettare anche 18 giorni, oltre ai 30 pattuiti, prima d’entrare in possesso della somma che gli spetta. La media con cui la mano pubblica ritarda il pagamento a un privato e’ di 11,4 giorni; se si tratta di un’azienda sale a 14,3 giorni, ma succede che Governo, Cantoni e Comuni facciano aspettare anche 18,7 giorni. I ritardati pagamenti hanno un effetto negativo a catena, percio’ bisogna intervenire.

Il paese in questione è la Svizzera. A lanciare “l’allarme” è un consigliere nazionale (equiparabile ad un nostro parlamentare), Adrian Amstutz, che evidentemente non conosce gli standard italiani.
La Pubblica amministrazione locale in Italia impiega in media 138 giorni (oltre 4 mesi e mezzo) per pagare le imprese private fornitrici di prodotti e servizi, si legge in una ricerca di Confartigianto dello scorso anno. L’Italia è al penultimo posto dell’Ue, solo il Portogallo fa peggio di noi con 155 giorni. Altri Paesi, hanno tempi medi di pagamento sotto i due mesi. La media Ue è di 68 giorni.
L’associazione di artigiani fornisce una stima dei costi attribuibili ai ritardi della pubblica amministrazione locale per maggiori oneri finanziari: oltre un milione di euro.
Si tratta di una stima che tiene conto solo di un aspetto degli effetti perversi che genera il perenne ritardo. Infatti, ai puri oneri finanziari occorre aggiungere le perdite di tempo in telefonate, lettere di sollecito che le aziende impiegano per recuperare i soldi, cause in tribunale. Non basta, a catena i ritardi della pubblica amministrazione (che fa acquisti per un valore di 117,1 miliardi di euro l’anno, pari a circa cinque Finanziarie) si riversano a cascata dai clienti diretti della PA ad altre aziende. Tutto ciò comporta una diffusione magmatica dei problemi. Un’azienda che non sa quando incassa non potrà avere una adeguata pianificazione. Per una piccola impresa il ritardato pagamento può rappresentare il fallimento, visto che spesso le pmi italiane operano utilizzando i fidi bancari fino all’ultimo centesimo concesso. Un’azienda con queste incertezze ritarderà anche il pagamento dei suoi dipendenti. In ultima analisi tutto il sistema Paese ne risente, con effetti negativi per tutti i cittadini, che dal canto loro ben conoscono, per esempio, i ritardi con cui lo Stato restituisce i soldi quando si sono pagate tasse in eccesso.
In Svizzera, 18 giorni di ritardato pagamento fanno notizia, in Italia no. Siamo abituati. Anche perché si innescano quei meccanismi di sopravvivenza in cui noi italiani siamo maestri. Di solito i più scaltri scoprono il modo (spesso illegale) per affrettare la pratica, al contrario i non furbi tirano la cinghia o vengono schiacciati.

fonte: MacroMicro Economia

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