il capitalismo è compatibile con l’umanità?

Dicembre 6, 2007 · Filed Under economia, riflessioni · Comment 

DI SUSAN ROSENTHAL
Thomas Paine’s Corner

Il problema centrale per il capitalismo è come creare profitto, non come sviluppare il potenziale umano

Volete sapere un segreto? Una mente umana sana è incompatibile con il capitalismo. Lasciatemi spiegare.

La scienza ci dice che la mente non può essere ridotta ad una semplice attività del cervello. La mente viene creata e sostenuta da una complessa danza tra gli esseri umani. Tagliata fuori dalle relazioni sociali la mente perde la sua capacità di funzionare. La prova di ciò viene dai bambini sottratti alle relazioni sociali e dagli adulti mantenuti in isolamento o soggetti a privazione sensoriale.

Per più del 95% della storia umana la gente ha vissuto in piccole e cooperative società. In queste ultime migliaia di anni la nostra specie ha subito una stupefacente evoluzione culturale. I nostri cervelli non sono biologicamente cambiati ma è cambiato il modo in cui li usiamo.

Mentre la gente raggruppava le proprie esperienze e accumulava il sapere da una generazione all’altra le loro menti evolvevano. Con l’evoluzione delle loro menti essi crearono nuovi accordi sociali che venissero incontro ai loro mutati bisogni.

Il capitalismo blocca questo processo creativo. Mentre il sapere continua ad accumularsi esso non viene condiviso. E mentre alcune persone evolvono molte altre vengono ricacciate indietro. Il problema centrale per il capitalismo è come creare profitto, non come sviluppare il potenziale umano. Per massimizzare il profitto il capitalismo deve distruggere le relazioni umane e soffocare il potenziale umano.

Più veniamo divisi e isolati e maggiore è la ricchezza che può essere generata per coloro che sono al vertice. Qualunque forma di collettivismo è una minaccia al sistema, dall’organizzazione dei sindacati alle richieste di servizi sociali finanziati dal governo.

Invece di usare le nostre menti per risolvere i problemi comuni, le usiamo solo per decidere quale frazione dell’elite ci dominerà. Invece di lavorare insieme per migliorare i nostri standard di vita, fatichiamo per arricchire l’elite. Invece di proteggere noi stessi e di proteggerci gli uni cogli altri, combattiamo le loro barbare guerre per il profitto.

La mente umana crolla sotto tali condizioni. Epidemie di rabbia, ansia, conflitto interpersonale e profondo scoraggiamento creano un oceano di miseria umana. Aggiungendo oltre al danno anche la beffa questi segni di malattia sociale sono anche etichettati come “problemi personali” e “malattie mentali”.

Per preservare se stesso il capitalismo deve bloccare l’infinito potenziale della mente umana. E intendo davvero infinito. Non c’è limite al numero di modi in cui potremmo organizzare le nostre vite e la società.

Un cervello umano medio contiene circa 100 miliardi di cellule nervose, o neuroni. Ogni neurone ha circa 10.000 connessioni con i suoi vicini. Se considerate che ciascuna di queste connessioni può essere accesa o spenta, il numero di possibili schemi di emissione del segnale [firing patterns] risulta maggiore del numero di particelle note nell’universo. Se poi aggiungete i differenti modi in cui ogni mente umana può connettersi con gli altri 6 miliardi di menti umane sul pianeta… beh, credo abbiate capito.

Il capitalismo ha bloccato l’umanità in una gigantesca routine storica e ci ha ingannati sino a farci pensare che questo sia il meglio che possiamo fare, che abbiamo raggiunto la fine della nostra storia. Non è affatto così! Abbiamo a malapena iniziato ad esplorare il nostro potenziale. Eppure, se lasciamo fare al capitalismo non completeremo mai questo compito.

Non possiamo permettere che ciò accada. Abbiamo creato il capitalismo, ma possiamo cambiare e sostituirlo con qualcosa di molto migliore.

Susan Rosenthal è un medico praticante. È autrice di “Market Madness and Mental Illness” (1998) and “POWER and Powerlessness” (2006). Contribuisce a Cyrano’s Journal Online ed è membro della National Writers Union, UAW Local 1981. Può essere raggiunta tramite il suo sito Web: www.powerandpowerlessness.com
Il suo blog: www.powerandpowerlessness.typepad.com
O via e-mail: susanRosenthal@bestcyrano.org

Titolo originale: “The Infinite Potential of the Human Mind”

Fonte: http://www.bestcyrano.org/
Link

un insetto che sembra un angelo

Dicembre 5, 2007 · Filed Under immagini · Comment 

fonte: http://www.vogliaditerra.com

link: http://www.vogliaditerra.com/archivio/ultimavolta/angelo.html

un uomo che ha risolto il problema degli incendi

Dicembre 1, 2007 · Filed Under Italia, ambiente & ecologia, che schifo · Comment 

Avete mai sentito parlare di Tonino Perna? Quest’uomo è stato presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte dal 2000 al 2005 ed è riuscito, in quel periodo, nell’eccezionale impresa di far scendere dell’80% la quantità di incendi in quella zona della Calabria. Sì, lo so, è un periodo poco in voga per parlare di fiamme, e magari i grandi media non trovano un motivo per farlo, ma mi piace andare in controtendenza. Seguitemi e vi spiegherò meglio.

Il metodo ideato da Perna è semplice quanto efficace: affidare appezzamenti di parco a cooperative e associazioni con un contratto di responsabilità, ovvero pagare la cooperativa anticipando solo la metà del compenso e legare l’assegnazione dell’altra metà alla capacità di evitare incendi. Funziona? Già ve l’ho detto: certo che sì. Anche perché solo con lo 0,2% di superficie bruciata si rischia di perdere il 10% del compenso, fino ad arrivare al 50% se ad andare in fiamme è l’1% dei boschi assegnati. Un motivo più che valido per porre fine a questa idiozia ecomafiosa.

Ora vi starete chiedendo se Perna è stato decorato al valore civile o se è stato designato a più importanti cariche. Macché, niente di tutto questo. Tonino Perna è disoccupato e il suo sistema è stato abbandonato. Perché? Semplice, le regioni preferiscono investire milioni di euro in costosi elicotteri che invece di intervenire alla radice del problema, agiscono sugli effetti, ovvero vengono utilizzati per spegnere gli incendi. In poche parole il sistema Perna costa troppo poco. Strana Italia… Via VerdeNero Blog. Per un approfondimento ascolta Ecoradio. Foto Flickr.

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