parlando di morti sul lavoro…

in questi giorni sento parlare molto in televisione circa le parole di Caruso a proposito della legge Biagi; secondo Caruso

“Treu e Biagi assasini dei giovani morti sul lavoro” (Repubblica)

A seguito del vespaio sollevato da queste sue affermazioni, senza dubbio molto forti, lo stesso Caruso corregge il senso delle sue affermazioni

“Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro” (Repubblica)

Inutile dire che in Italia non si ragiona mai sui fatti ma solo sulle apparenze, tutti  i politici (o quasi tutti, non so se qualcuno si è astenuto) hanno fatto a gara per esprimere il loro sdegno per queste affermazioni irresponsabili, vicine alle Brigate Rosse, offensive nei confronti di un uomo morto nel servire lo stato.

Nessuno invece si è fermato a  riflettere, a leggere, a documentarsi sul perchè Caruso si sia espresso in tali termini, perché se lo avessero fatto saprebbero che ogni anno muoiono più persone per incidenti sul lavoro in Italia che soldati in Iraq.

Informarsi tra l’altro non sarebbe neanche troppo difficile, non serve per forza andare in biblioteca, basterebbe leggere saltuariamente il giornale, ma evidentemente i nosri politici hanno limiti intellettuali che li rendono incapaci anche di così poco.

Morale della storia, Caruso si è sospeso dal gruppo di Rifondazione comunista, in televisione si parla solo dell0indignazione per queste frasi ma non dei morti sul lavoro, la sinistra si rivela sempre più simile alla destra (però il motivo di molti voti che hanno ricevuto è proprio che si voleva evitare a questa destra di comandare).

Mi permetto di segnalare questo articolo a riguardo:  Contare i morti e gli infortuni dei precari-ovvero l’onestà intellettuale

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