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	<title>vediamo quello che vogliamo vedere &#187; diritto d&#8217;autore</title>
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		<title>sapete che i bollini SIAE sono illegali?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 06:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bollini SIAE]]></category>
		<category><![CDATA[corte di giustizia europea]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'autore]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;interessante sentenza è stata <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2111188" target="_blank">emessa in questi giorni</a> dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, e va a toccare un tasto sempre molto caldo in Italia: il diritto d&#8217;autore. In sintesi, la pronuncia emanata dispone che l&#8217;obbligo di apporre sui CD contenenti opere protette dal diritto d&#8217;autore il contrassegno SIAE ai fini della commercializzazione, non può essere fatto valere nei confronti di un privato allo stato attuale in Italia, sussistendo una carenza a carico dello Stato Italiano che non ha ancora provveduto ad ottemperare degli obblighi &#8220;procedurali&#8221; sulla materia, nei confronti della Commissione Europea competente. Senza scendere troppo nel &#8220;giuridichese&#8221; passiamo ai fatti, per intenderci meglio.</p>
<p>Nel 2000 la Procura della Repubblica di Forlì avvia una indagine preliminare nei confronti del rappresentante legale di una società, &#8220;accusato&#8221; di detenere &#8211; al fine di commercializzazione &#8211; una determinata quantità di cd importati dalla Germania e contenenti riproduzione di opere pittoriche. Motivo dell&#8217;indagine: i cd erano sprovvisti di bollino SIAE.</p>
<p>Avviato il procedimento, l&#8217;avvocato difensore dell&#8217;indagato solleva una questione di non poco conto, ovvero &#8220;insinua&#8221; la mancanza di &#8220;regolarità&#8221; da parte della normativa nazionale.</p>
<p>Difatti nel caso di specie &#8211; ovvero in materia di disciplina dei contrassegni &#8211; l&#8217;Italia avrebbe dovuto provvedere a notificare alla competente Commissione delle Comunità Europee, il fatto di aver adottato una disciplina in materia di contrassegni, in contrasto con la direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983. Questa mancata notifica della normativa tecnica specifica, poneva dei seri dubbi sulla &#8220;pretesa punitiva&#8221; dello Stato Italiano rispetto all&#8217;indagato.</p>
<p>Sulla questione è così intervenuta la Corte di Giustizia Europea che si è trovata a dover accertare se le nostre norme italiane in tema di contrassegno SIAE siano compatibili o meno con le direttive vigenti, e se in caso negativo, il contrassegno SIAE possa considerarsi una &#8220;specificazione tecnica&#8221; tale da dover essere preventivamente notificata alla Commissione, per potersi ritenere valida.</p>
<p>Come dicevamo la risposta della Corte è stata positiva, spazzando via la possibilità di applicazione degli obblighi in materia di contrassegno che uno Stato possa imporre ai privati.</p>
<p>Al di là della specificità della materia in cui si rischia di perdersi per la quantità della normativa nazionale ed europea coinvolta, il dato forse più importante è l&#8217;assenza di &#8220;regolarità&#8221; da parte dello Stato Italiano proprio su una materia tanto scottante (il diritto d&#8217;autore) e produttrice di non pochi procedimenti civili e penali.</p>
<p>Sarebbe interessante verificare quante sentenze abbiano condannato privati che magari non hanno avuto la fortuna (o la bravura!) di avere un arguto legale come nel caso di specie, e si sono visti sentenziare condanne civili e penali da uno Stato che è il primo a non rispettare &#8220;le regole&#8221; (tecniche in questo caso&#8230;).</p>
<p>Un caso &#8211; uno dei tanti &#8211; in cui emerge piuttosto prepotentemente ed ancora una volta, un dato sintomatico: il nostro legislatore va poco d&#8217;accordo con la normativa in materia di diritto d&#8217;autore. E ora addirittura la bacchettata sulle mani se l&#8217;è presa pure dalla Corte di Giustizia Europea&#8230; Qualcuno correrà ai ripari?</p>
<p><strong>Avv. Valentina Frediani</strong><br />
<a href="http://www.consulentelegaleinformatico.it/" target="_blank">www.consulentelegaleinformatico.it</a></p>
<p>fonte: <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2113829">Punto Informatico</a></p>
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