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	<title>vediamo quello che vogliamo vedere &#187; ambiente &amp; ecologia</title>
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		<title>Disgorgante naturale: soluzioni ecologiche per l’intasamento del lavandino</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 06:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti è capitato o capiterà, nella vita, di avere problemi di scarico con i lavandini di casa. Non è un dramma. O meglio, lo è nei casi più gravi ma lo è ancora di più se si utilizzano i &#8230; <a href="http://www.managai.net/2011/04/10/disgorgante-naturale-soluzioni-ecologiche-per-l%e2%80%99intasamento-del-lavandino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti è capitato o capiterà, nella vita, di avere <strong>problemi di scarico con i lavandini di casa</strong>.<br />
Non è un dramma. O meglio, lo è nei casi più gravi ma lo è ancora di più se si utilizzano i <strong>disgorganti chimici tradizionali</strong> che provocano gravissimi danni all’ambiente. Pensiamo, infatti, a tutti  i prodotti che utilizziamo solitamente per le pulizie domestiche che  finiscono negli scarichi delle nostre case e che arrivano fino alle <strong>falde acquifere</strong>.</p>
<p>I prodotti venduti nei supermercati, infatti, oltre a contenere sostanze  dannose ed inquinanti, incidono notevolmente sul bilancio familiare. A  volte, invece, bastano pochi e semplici <strong>ingredienti naturali </strong>per risolvere diversi problemi quotidiani.</p>
<p>Prima di cominciare un piccolo suggerimento di “<strong>manutenzione</strong>”: come buona norma per mantenere pulito lo scarico del lavandino versatevi dell’acqua e sale appena bollita, oppure la polvere di caffè usata unitamente all&#8217;uso dello sturalavandino (ha un effetto abrasivo che aiuterà a rimuovere quanto si deposita sulle superfici delle tubature).</p>
<p>Poi, se non bastasse, ecco alcune <strong>“ricette” specifiche di disgorgante naturale</strong>:</p>
<ol>
<li>Provate con i<strong> metodi meccanici</strong> tipo la spirale e il sifone.</li>
<li>Oppure: versate  4 cucchiai di sale seguiti da 4 di bicarbonato e da  acqua bollente, con l’accortezza di lasciar agire per qualche minuto.</li>
<li>O ancora: usate l’<strong>acqua di cottura delle patate</strong> versata calda nello scarico.</li>
<li>Altro metodo è quello di fare bollire un litro d’aceto e versarlo  lentamente nello scarico. Bisogna aspettare qualche ora prima di  utilizzare il lavello. In alternativa puoi provare anche con un solo  bicchiere di aceto al quale avrai aggiunto un cucchiaio di sale.</li>
<li>Per gli <strong>scarichi più otturati</strong> si può provare con un  bicchiere di sale fino, uno di bicarbonato di sodio, due di aceto bianco  e acqua bollente. Prima si versa il sale, poi il bicarbonato, poi  l’aceto. L’aceto inizia subito a friggere a contatto con il bicarbonato e  bisogna lasciar agire almeno un paio di minuti, prima di versare  l’acqua bollente (che farà friggere di nuovo il tutto). Se la situazione  è ancora più grave, si lascia agire per un’intera notte e si riserva  l’acqua bollente per la mattina seguente.</li>
<li>Per i <strong>casi più disperati e difficili</strong>, usate la soda  caustica a scaglie sulle tubature e poi versare tanta acqua calda. Vi  consigliamo di usare i guanti e una mascherina per non respirare i  vapori.</li>
<li>Un’ultima <strong>ricetta della nonna</strong>: miscelate tra loro ½  tazza di sale, ½ tazza di bicarbonato di soda e ¼ tazza di cremore di  tartaro (acido tartarico) e versatela nello scarico. Infine versate un  bollitore di acqua bollente e lasciate riposare almeno un paio d’ore  prima di risciacquare.</li>
</ol>
<p>Oltre a motivazioni &#8220;ecologiche&#8221;, usare metodi naturali è conveniente anche dal punto di vista economico: pensate a quanto costano i prodotti chimici e a quanto costa sostituire le tubature &#8220;corrose&#8221; da prodotti (chimici) certamante efficaci ma anche molto aggressivi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: <a href="http://www.tuttogreen.it/disgorgante-naturale-soluzioni-ecologiche-per-l%E2%80%99intasamento-del-lavandino/">TuttoGreen &#8211; Disgorgante naturale: soluzioni ecologiche per l’intasamento del lavandino</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>il dono più grande</title>
		<link>http://www.managai.net/2011/03/17/il-dono-piu-grande/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 22:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il dono più grande che ci ha fatto dio è senz’altro questo: che quando un fotone colpisce un semiconduttore libera un elettrone. Le leggi della fisica sono talmente benevole, talmente generose. Senta qua. C’è un uomo nella foresta, sotto la &#8230; <a href="http://www.managai.net/2011/03/17/il-dono-piu-grande/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>“Il dono più grande che ci ha fatto dio è senz’altro questo: che quando  un fotone colpisce un semiconduttore libera un elettrone. Le leggi della  fisica sono talmente benevole, talmente generose. Senta qua. C’è un  uomo nella foresta, sotto la pioggia, e sta morendo di sete. Ha con sé  un’accetta e comincia a tirar giù gli alberi per berne la linfa. Un  sorso per ogni albero. Intorno gli si fa il deserto, niente più piante o  animali, e l’uomo sa che per colpa sua la foresta scomparirà presto.  Allora perché non apre la bocca e non beve la pioggia? Per il semplice  motivo che è molto bravo a tirar giù alberi, perché ha sempre fatto  così, e perché considera un po’ suonato chi propone di bere la pioggia.  Ecco, la luce del sole è come quella pioggia. Inonda il nostro pianeta,  condiziona il nostro clima e la sua vita. Una dolcissima pioggia di  fotoni e tutto quel che dobbiamo fare è prendere i bicchieri e  raccoglierla! Meno di un’ora di luce solare sulla terra basterebbe a  soddisfare i bisogni del mondo intero per un anno”.  Ian McEwan, Solar  (Einaudi 2010).</p></blockquote>
<p>fonte: Giovanni De Mauro -  <a href="http://www.internazionale.it/sommario/889/">Internazionale &#8211; 17 / 24 marzo 2011</a></p>
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		<title>un&#039;altra notizia taciuta</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 23:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[esercito]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[sebbene il presidente Napolitano ci inviti a smorzare le polemiche in vista del G8, voglio condividere con i lettori di questo blog una notizia che non sentirete in televisione e che non leggerete sui giornali (non ho trovato la notizia &#8230; <a href="http://www.managai.net/2009/06/30/unaltra-notizia-taciuta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sebbene il presidente <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/napolitano-2/29giu/29giu.html" target="_blank">Napolitano ci inviti a smorzare le polemiche in vista del G8</a>, voglio condividere con i lettori di questo blog una notizia che non sentirete in televisione e che non leggerete sui giornali (non ho trovato la notizia nè su Repubblica nè sul Corriere)</p>
<p>la discarica di Chiaiano si è allagata a causa delle piogge e riversa fango misto a schiuma bianca, costringendo i residenti di Poggio Vallesana a rimanere chiusi in casa</p>
<p>la discarica di Chiaiano, quella presidiata dall&#8217;esercito, quella dove vengono interrati rifiuti pericolosi, quella cui è proibito l&#8217;accesso e il controllo ai cittadini e ai loro rappresentanti, quella per la quale ancora oggi protestano, quella per cui la polizia ha caricato chi protestava contro&#8230;</p>
<p>la colpa delle piogge non è del governo e di chi lucra sui rifiuti, però da una discarica dichiarata &#8220;sito di interesse nazionale&#8221; e presidiata come una base militare, vanto dell&#8217;opera di pulizia di Napoli fatta da Silvio Berlusconi&#8230; da una discarica con simili credenziali mi sarei aspettato di meglio</p>
<p>ma forse è meglio non parlarne&#8230; in fondo quando il bagno è otturato a casa nostra cerchiamo di evitare che un ospite ci vada&#8230; peccato che questo bagno (anzi questa latrina) sia stata costruita nella camera da letto, da pranzo, nella camera dei bambini di un&#8217;intera cittadinanza, imponendogliela con la forza e senza possibilità di verificare alcunché sul suo utilizzo</p>
<p>oggi questo ci appare lontano, ma quando verrà inaugurato (cioè imposto) un inceneritore, una centrale nucleare, una discarica a due passi dalla nostra città allora capiremo un po&#8217; meglio cosa vuol dire non poter uscire di casa perché le strade sono allagate dal veleno&#8230;</p>
<p>fonti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.chiaianodiscarica.it/?p=832" target="_blank">28.06.09 &#8211; Chiaiano, allagata via Cupa del Cane</a></li>
<li><a href="http://www.emergenzarifiuticampania.it/erc/Home/Informazione/Video/ERC-ERC_Layout_locale-1199880667264_1199890402310.htm">webcam che trasmette in diretta dalla discarica</a></li>
</ul>
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		<title>Madagascar Italia</title>
		<link>http://www.managai.net/2009/02/10/madagascar-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[i morti a fanno notizia i soprusi di un dittatore, la svendita di un paese agli stranieri in nome di un nuovo colonialismo, la distruzione di foreste, 60 milioni di dollari spesi per un aereo presidenziale in un paese dove &#8230; <a href="http://www.managai.net/2009/02/10/madagascar-italia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>i morti a fanno notizia</p>
<p>i soprusi di un dittatore, la svendita di un paese agli stranieri in nome di un nuovo colonialismo, la distruzione di foreste, 60 milioni di dollari spesi per un aereo presidenziale in un paese dove il reddito medio è di 1 dollaro al giorno, il presidente di un paese che è anche l&#8217;uomo più ricco del paese&#8230;.</p>
<p>non ci siamo mai interessati del Madagascar non perché non ci interessasse (a parte il film d&#8217;animazione), non ci siamo mai interessati del Madagascar perché le nostre televisioni non l&#8217;hanno mai fatto&#8230;</p>
<p>oggi lo fanno, come mai? ma soprattutto, come lo fanno?</p>
<p>Ci hanno detto che sono morte 40 persone che manifestavno contro il presidente Marc Ravalomanana, guidate nella protesta dal sindaco della capitale Andry Rajoelina</p>
<p>ma perchè manifestavano? in televisione e sui giornali si dice che manifestavano per una maggiore democrazia, facendo apparire il tutto come una protesta aizzata e fomentata dal sindaco Rajoelina per motivi personali&#8230;</p>
<p>quello che i mass media (giornali e TV) non dicono è che i malgasci protestano contro la decisione del presidente di dare in concessione  gratuita per 99 anni 1,3 milioni di ettari di terreno, in pratica oltre la metà della terra coltivabile, alla Daewoo</p>
<p>cosa ci farà la Daewoo? produrrà mais e <a href="http://www.ecoblog.it/tag/olio+di+palma">palme da olio</a></p>
<p>a cosa serviranno questi prodotti? domanda sbagliata, dovremmo dire a chi serviranno.</p>
<p>come a chi? ai malgasci</p>
<p>no, tutto il prodotto è destinato alla popolazione della Corea del Sud, per sfamarli (mais) e per alimentare le loro automobili (dall&#8217;olio di palma produrranno biocarburante, con cui sostituire il petrolio)</p>
<p>ma i malgasci avranno qualcosa in cambio? certo, una zappa ciascuno, con cui potranno da novelli schiavi coltivare le terre per sfamare un popolo che non incontreranno mai di persona</p>
<p>ma allora è per questo che protestavano? si, è per questo, cioè per la democrazia, perché i malgasci chiedono di poter esprimere la loro totale contrarietà a questo scellerato accordo dal sapore neocoloniale</p>
<h3>&#8220;manifestano per non essere espropriati della metà delle terre coltivabili del loro paese&#8221; suona diverso da &#8220;manifestano per la democrazia&#8221;</h3>
<p>ma perché non hanno riportato la notizia in questo modo i telegiornali e giornali? eppure la notizia delle proteste in Madagascar circola in rete da novembre, io stesso scrissi un commento su un giornale malgascio per esprimere il mio disgusto verso la scelta del presidente Ravalomanana.</p>
<p>la notizia non viene riportata correttamente perché apparirebbe più o meno così:</p>
<blockquote><p>In Madagascar, il presidente Marc Ravalomanana, eletto per la seconda volta, è sempre più inviso alla popolazione per via del suo totale distacco dalla reale condizione in cui versa il suo paese.</p>
<p>Incurante delle manifestazioni di protesta giunte da parte del popolo, da varie parti del mondo, da associazioni umanitarie, ambientaliste&#8230;</p>
<p>il presidente Marc Ravalomanana ha siglato un accordo con il presidente della coreana Daewoo per concedere alla suddetta multinazionale una concessione di 99 anni su una superficie di 1,3 milioni di ettari di terreno coltivabile</p>
<p>Il terreno coltivabile concesso alla Daewoo è pari alla metà della terra coltivabile del paese e verrà reso coltivabile distruggendo una foresta incontaminata, dove attualmente vivono specie di piante di animali che non si trovano in nessun&#8217;altra parte del mondo.</p>
<p>il presidente, forte del consenso avuto nelle elezioni che lo hanno visto eleggere per la seconda volta, non intende recedere dalla sua decisione, nonsotante l&#8217;intera popolazione dell&#8217;isola stia manifestando contro questa sua decisione</p>
<p>il presidente, pur di non dare ascolto alla popolazione, non ha esitato a far sparare sui manifestanti dalla guradia presidenziale, costituita per lo pù da contractors (mercenari) stranieri, causando una quarantina di morti e centinaia di feriti fra i manifestanti</p></blockquote>
<p>che dire, detta così mi sembra diversa dalla notizia riportata dai mass media, inoltre la situazione descritta presenta inquietanti similitudini con altri paesi, tra cui l&#8217;Italia</p>
<p>ma di quali similitudini parlo?</p>
<p>in Madagscar protestano perché non hanno lavoro ma il presidente svende il territorio a imprese straniere</p>
<p>in Italia le proteste dei disoccupati, licenziati, cassaintegrati aumentano e la polizia intervien per caricare gli scioperanti, inceneritori e rigassificatori vengono costruiti e dati in appalto ma non si liberalizza ancora la raccolta differenziata dei rifiuti, che potrebbe aiutare a smaltire i rifiuti e creare occupazione</p>
<p>in Madagascar come in Italia il presidente è l&#8217;uomo più ricco del paese</p>
<p>in Madagascar come in Italia il presidente ritiene di poter decidere tuttto e su tutto poichè investito del mandato popolare,  sbattendo le porte in faccia al dialogo continuo e necessario che ci dovrebbe essere fra chi governa per mandato popolare e il popolo</p>
<p>in Madagascar come in Italia il presidente cerca il controllo delle informazioni: in Italia è raggiunto da berlusconi, in Madagascar il predinte ha fatto chiudere la televisione e la radio di un suo oppositore</p>
<p>in Madagascar probabilmente più che Italia il popolo è ignorante, ma a differenza dell&#8217;Italia stanno già sperimentando la fame</p>
<p>in Italia la fame la stanno conoscendoun numero sempre maggiore di disoccupati, licenziati&#8230;. quando saranno abbastanza non basternno i celerini a contenerli</p>
<p>per fortuna però in Italia le forze armate sono costituite da italiani e non da mercenari stranieri, per cui spero che se ci dovessero essere disordini enessuno sparerà sui manifestanti&#8230;</p>
<p>poi mi ricordo del massacro compiuto all Diaz dalla polizia, della strage di piazza Fontana, di Cossiga che parla di agenti provocatori da infiltrare tra i manifestanti, di Bruno Contrada&#8230;&#8230;</p>
<p>&#8230;..</p>
<p>avrei voluto vivere ai tempi di Craxi, quando le cambiali venivano firmate, non oggi che dobbiamo pagarle</p>
<p>fonti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ecoblog.it/post/7781/madagascar-lutto-nazionale-per-28-manifestanti-morti-protestavano-contro-il-colonialismo-dei-biocarburanti-della-daewoo#continua" target="_blank">Madagascar, lutto nazionale per 28 manifestanti morti. Protestavano contro il colonialismo dei biocarburanti della Daewoo</a></li>
<li><a href="http://www.beppegrillo.it/2008/11/madagascar_e_ne/index.html" target="_blank">Madagascar, Daewoo e neocolonialismo</a></li>
</ul>
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		<title>maggioranza degli italiani contraria al nucleare e nuove centrali sarebbero inutili</title>
		<link>http://www.managai.net/2009/02/07/maggioranza-degli-italiani-contraria-al-nucleare-e-nuove-centrali-sarebbero-inutili/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 06:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli italiani a larga maggioranza non vogliono il nucleare. Lo dice il Rapporto Italia 2009 dell’Eurispes, reso noto pochi giorni fa. Eppure a sentire come parlano i nostri governanti, il ritorno al nucleare sembrerebbe assodato, condiviso e pacifico, eppure l&#8217;opinione &#8230; <a href="http://www.managai.net/2009/02/07/maggioranza-degli-italiani-contraria-al-nucleare-e-nuove-centrali-sarebbero-inutili/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani a larga maggioranza <strong>non vogliono il nucleare</strong>. Lo dice il Rapporto Italia 2009 dell’Eurispes, reso noto pochi giorni fa.</p>
<p>Eppure a sentire come parlano<strong> i nostri governanti</strong>, il <a href="http://blogeko.libero.it/2008/l-energia-nucleare-non-conviene-e-non-ri/" target="blank">ritorno al nucleare</a> sembrerebbe assodato, condiviso e pacifico, eppure l&#8217;opinione della popolazione deve essere nota ai vari <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Lunardi#Il_presunto_conflitto_di_interessi" target="blank">Lunardi</a> e altri politici con forti interessi personali nella realizzazione di costose e inutili opere pubbliche, infatti casomai a qualcuno venisse voglia di protestare, <a href="http://blogeko.libero.it/2008/ll-governo-potra-imporre-le-centrali-nuc/" target="blank">i luoghi scelti per ospitare le centrali saranno presidiati dall’esercito</a>.</p>
<p>L&#8217;Eurispes non è un centro di informazione eversiva, ecologista e ambientalista vicina a ambienti anarchici e di sinistra (questa precisazione la ritengo utile per evitare stupidi commenti cui il dibattito politico e i giornalisti e televisioni ci hanno ormai abituato)</p>
<p>Allora cosa di ce l&#8217;Eurispes? sostanzialmente due cose:</p>
<ol>
<li>la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare</li>
<li>la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile</li>
</ol>
<h2>la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare</h2>
<p>Secondo l’Eurispes, <strong>solo il 38% degli italiani si dice favorevole al nucleare</strong>. Di essi, nota bene, l’8,2% è favorevole solo a patto che le centrali vengano costruite lontane dalla zona di residenza. <strong>Contrario all’energia nucleare il 45,7% degli italiani.</strong></p>
<p><strong>Gli anti nuclearisti più convinti sono i giovani</strong> dai 25 ai 34 anni (50,3%), tra i 35 e i 44 anni (49,8%) e trai 18-24anni (45,2%), e dato che saranno proprio i giovani a doversi piangere eventualmente le centrali nucleari ritengo che la loro opinione dovrebbe avere più peso rispetto a quella dei vari ultrasettantenni seduti in parlamento.</p>
<p>Ma con quali motivazioni gli italiani hanno espresso il loro parere?</p>
<p>I contrari, temono soprattutto<strong> i rischi del nucleare </strong>(27,3%), mentre un altro 18,4% ritiene che le centrali nucleari non sarebbero una soluzione rapida per risolvere i problemi connessi all’energia.</p>
<p>I favorevoli, invece, motivano la loro convinzione soprattutto  (30,1%) affermando che l’atomo sarebbe una buona soluzione per <strong>porre rimedio alla crisi energetica</strong>.</p>
<p>Purtroppo devo dire che la ragione in questo caso sta dalla parte dei contrari, mentre i favorevoli hanno una visione troppo ottimistica dei tempi e delle potenzialità del nucleare, infatti a fronte dei vari inconvenienti  dovuti al nucleare (tra cui il raddoppio dei casi di leucemia tra i bambini che vivono vicino alle centrali e l&#8217;aumento di questo tumore fino a 50km dalle centrali), i tempi per realizzare il nucleare in Italia sarebbe lungo&#8230;</p>
<h2>la costruzione di nuove centrali nucleari sarebbe inutile</h2>
<p>L’Eurispes ha anche calcolato che per costruire le centrali nucleari all’Italia servirebbero, al netto di problemi e di ”accettazione sociale”, <strong>almeno 10 anni e circa 30 miliardi di euro</strong>. Questa almeno la stima provvisoria.</p>
<p>Ma almeno il nucleare diminuirebbe la dipendenza dell’Italia dal petrolio di importazione? No, dice l’Eurispes: <strong>se ne consumerebbe solo  il 4,5% in meno</strong>. E un simile risultato si può ottenere investendo nel risparmio energetico somme di gran lunga minori.</p>
<p>E quel 14,9% di energia nucleare che importiamo dalla Francia? Interessante, l’osservazione dell’Eurispes:<strong> in Italia non è necessario costruire altre centrali</strong>, nucleari o a combustibili fossili che siano. Quelle esistenti hanno una potenza installata pari a 89.800 Mw a fronte di una domanda di picco di 55.600 Mw. Dunque, avanzerebbero addirittura 34.000 Mw. Avanzerebbero: il punto è che <strong>attualmente l’utilizzo degli impianto è inferiore al 50%</strong>.</p>
<p>Ma almeno il nucleare è economicamente conveniente!!!!!!!!!!!!!!!</p>
<p>Certo, tutto diventa economicamente conveniente quando i sussidi statali sono generosi, e <strong><a href="http://www.managai.net/2009/02/la-produzione-di-energia-elettrica-da-nucleare-e-uno-dei-settori-piu-sovvenzionati-al-mondo/">la produzione di energia elettrica da nucleare è  uno dei settori più sovvenzionati al mondo</a></strong></p>
<p>Purtroppo è in corso una campagna mediatica per influenzare l&#8217;opinione pubblica a favore del nucleare, ma ognuno può farsi una propria idea ragionando con la propria testa e informandosi di persona, non tramite le opinoni preconfezionate e interessate dei vari &#8220;esperti&#8221; e opinionisti intervistati in televisione  sui giornali.</p>
<p>Su internet di informazioni sul nucleare se ne trovano abbastanza per <strong>farsi una propria idea, sia a favore che contro,  consapevole e non imboccata</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://blogeko.libero.it/2009/leurispes-maggioranza-degli-italiani-contraria-al-nucleare-e-nuove-centrali-sarebbero-inutili/">Blogeko</a></p>
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		<title>La produzione di energia elettrica da nucleare è  uno dei settori più sovvenzionati al mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È soprattutto grazie alle generose elargizioni pubbliche che l’elettricità prodotta dai reattori può rimanere concorrenziale sui mercati dei Paesi industrializzati. Prelevati dalle tasche dei contribuenti, i finanziamenti sono garantiti in tutte le fasi del processo. Il primo, e molto spesso &#8230; <a href="http://www.managai.net/2009/02/05/la-produzione-di-energia-elettrica-da-nucleare-e-uno-dei-settori-piu-sovvenzionati-al-mondo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È soprattutto grazie alle generose elargizioni pubbliche che l’elettricità prodotta dai reattori può rimanere concorrenziale sui mercati dei Paesi industrializzati. Prelevati dalle tasche dei contribuenti, i finanziamenti sono garantiti in tutte le fasi del processo. Il primo, e molto spesso trascurato, ambito è quello della ricerca, dove il nucleare assorbe più di tutte le altre fonti messe insieme. È quanto dimostrano i dati dell’International Energy Agency, secondo cui<strong> tra il 1974 e il 2006 gli studi, i progetti e le ricerche sulla tecnologia per la fissione e per la fusione nucleare hanno assorbito il 48,4 per cento delle spese di ricerca per l’energia nei Paesi industrializzati.</strong></p>
<p>Anche se molto spesso celati e difficili da rintracciare, i sussidi sono poi garantiti nel lungo percorso che inizia con la posa della prima pietra e termina nei depositi temporanei di scorie. Si passa dagli investimenti, forniti con <strong>prestiti agevolati</strong> e <strong>protetti da agenzie di stato</strong>, al <strong>tetto assicurativo in caso di incidente, ridotto a cifre ridicole rispetto al rischio reale</strong>; dalla produzione, sussidiata in bolletta, allo <strong>smantellamento delle centrali che in molti casi finisce per costare quanto la costruzione e ricadere interamente sulla società</strong>. Fase per fase ecco alcuni esempi dei sussidi garantiti nei Paesi industrializzati alle centrali nucleari.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="100%" bordercolor="#000000">
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="31%">Ricerca</td>
<td width="16%">Giappone</td>
<td width="53%">Dei 3,6 miliardi di dollari versati nel 2006 dal governo alla ricerca nel settore energia, 2,2 sono stati destinati al nucleare.<br />
Negli ultimi 20 anni in Giappone il nucleare ha assorbito oltre il 60 per cento della ricerca energetica.</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="31%">Costruzione</td>
<td width="16%">Francia</td>
<td width="53%">Attraverso la COFACE, lo Stato copre i rischi di impresa per la costruzione di centrali all&#8217;estero. I <strong>circa 2,5 miliardi di euro</strong> che la società francese Areva dovrà pagare per i ritardi e gli extra costi nella costruzione del reattore di Olkiluoto in Finlandia,<strong> saranno versati dai contribuenti francesi.</strong></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="31%">Produzione</td>
<td width="16%">Stati Uniti</td>
<td width="53%">Lo Us Energy Policy Act, approvato nel 2005, assicura alle nuove centrali un <strong>sussidio di 1,8 centesimi di dollaro per ogni kW/h prodotto</strong>.</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="31%">Assicurazione degli impianti</td>
<td width="16%">Stati Uniti</td>
<td width="53%">La copertura assicurativa di ogni impianto non deve superare i 300 milioni di dollari. <strong>In caso di incidenti più gravi lo Stato si fa carico dei danni. Per i primi due anni di attività l&#8217;assicurazione è completamente pagata dallo stato</strong>. Friends of the Earth stima che in caso di grave incidente i danni economici possono essere 1000 volte maggiori della copertura assicurata.</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="31%">Smaltimento delle scorie</td>
<td width="16%">Italia</td>
<td width="53%"><strong>I fondi per lo smaltimento delle scorie delle ex centrali sono prelevati in bolletta. Tra il 1987 e il 2006 la spesa pubblica è stata di 2,5 miliardi di euro. Nei prossimi 20 anni si stima saranno necessari altri 3,5 miliardi.</strong></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="31%">Smantellamento delle centrali</td>
<td width="16%">Gran Bretagna</td>
<td width="53%"><strong>100 miliardi di euro è l&#8217;ultima stima di spesa per lo smantellamento degli impianti britannici</strong>. Esborso in gran parte coperto dal governo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Non esiste nessuna stima complessiva sulle spese nucleari dei Paesi industrializzati. È fuori dubbio però che nel momento in cui il rubinetto dei sussidio dovesse chiudersi gli investimenti nucleari non sarebbero più convenienti.  È quanto accaduto negli Stati Uniti, dove la temporanea diminuzione dei fondi nel corso degli ultimi 30 anni ha congelato i progetti di nuove centrali . Un&#8217;attività, quella nucleare, ripresa solo di recente grazie al<strong>l&#8217;approvazione nel 2005 dello Us Energy Policy Act, legge che assicura alle nuove centrali un sussidio di 1,8 centesimi di dollaro per ogni kW/h prodotto, oltre a un ulteriore sussidio di 500 milioni  di dollari per l&#8217;assicurazione di ogni nuovo reattore.</strong></p>
<p>Fondi che si vanno a aggiungere alle numerose sovvenzioni previste per leggi e regolamenti specifici. Solo per fare un esempio, uno studio di Earth Track <strong>sul terzo reattore in costruzione alla centrale di Calvert Cliffs</strong>, nel Maryland, ha individuato<strong> sette sussidi diversi per un sostegno complessivo di 8,4 cent a kW/h contro i 3,7 messi dal privato.</strong></p>
<p>Misure di questo tipo sono comuni in molti altri Stati e contribuiscono a mantenere artificialmente basso il prezzo del nucleare, nascondendo i suoi costi reali. Secondo un recente studio pubblicato negli Stati Uniti dalla Keystone, e condiviso dall&#8217;industria,<strong> senza l&#8217;intervento pubblico e a parità di condizioni, l&#8217;elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare tra gli 8 e gli 11 centesimi di dollaro per kW/h. Il doppio rispetto alla media americana.</strong></p>
<p>fonte: <a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=download&amp;f=visit&amp;lid=226">i sussidi che fanno male al pianeta (capitolo 3)</a></p>
<p><span id="more-383"></span></p>
<p><strong>esempio: il gioco delle scatole cinesi per il reattore di Olkiluoto</strong></p>
<p>Da molti<strong> il reattore EPR</strong> attualmente in costruzione ad Olkiluoto, in Finlandia, viene ritenuto un modello per il rilancio del nucleare nei paesi industrializzati. <strong>Un modello talmente conveniente, come si è ripetuto sin dall&#8217;inizio del progetto, da non richiedere alcun sostegno pubblico.</strong> Nelle linee guida per il progetto adottate nel 2002, <strong>il governo finlandese assicurava che la costruzione della centrale sarebbe stata realizzata esclusivamente grazie a fondi di investimento privati.</strong></p>
<p>A distanza di due anni dall’avvio del cantiere, è tuttavia sempre più evidente che il sostegno pubblico e  una lettura molto permissiva delle normative europee hanno avuto un ruolo determinante nell’avvio dei lavori. <strong>L’investimento iniziale è stato garantito da una cordata di banche guidata dalla tedesca e pubblica Bayerische  Landesbank, che hanno erogato prestiti per 1,95 miliardi di euro ad un tasso di interesse ultra agevolato del 2,6 per cento.</strong></p>
<p>Le imprese che partecipano alla realizzazione della centrale sono inoltre tutelate per ogni eventuale aumento della spesa di costruzione del reattore. Secondo il contratto iniziale a farsi carico degli aggravi saranno le due società a cui è affidata l’opera di realizzazione:<strong> la francese Areva e la tedesca Siemens</strong>, che hanno l’obbligo di pagare il disavanzo nel caso venga superato il tetto massimo di spesa di 3,2 miliardi di euro. <strong>Attraverso un gioco di scatole cinesi però le due imprese hanno scaricato ogni rischio sui contribuenti dei rispettivi Paesi, cosa che si è puntualmente verificata</strong>. In corso d’opera i lavori sono già slittati di oltre due anni e<strong> il costo della costruzione ha superato i 4,5 miliardi di euro, sforando di oltre il 50 per cento rispetto a quanto inizialmente previsto</strong>. Areva e Siemens dovranno perciò farsi carico degli aggravi di spesa che insieme alle penali per il ritardo ammontano per ora a 2,5 miliardi di<br />
euro.</p>
<p>Nel caso francese a coprire interamente questi oneri, così come ogni ulteriore rischio, sarà l’erario. L’Areva è infatti una società a controllo quasi totalmente<br />
statale. Sempre lo Stato francese, come ulteriore garanzia, ha già versato 570 milioni di euro attraverso la sua agenzia di credito alle esportazioni, la COFACE. Lo stesso ha fatto l&#8217;agenzia di credito alle esportazioni svedese, l&#8217;EKN, che ha messo sul piatto altri 100 milioni di euro. L&#8217;intervento delle agenzie di credito appare particolarmente controverso in quanto per loro natura questi enti sono incaricati di proteggere le imprese nazionali che investono in paesi a rischio ovvero, secondo quanto normalmente accade, nelle economie in via di sviluppo. Nel caso EPR invece le agenzie sono intervenute non solo in un paese industrializzato e non a rischio, ma anche membro del medesimo mercato interno: l&#8217;UE.</p>
<p>Detto<strong> in altri termini, in mancanza di una solida copertura il tetto di spesa fissato a 3,2 miliardi sarebbe risultato inaccettabile per qualsiasi impresa</strong>. In queste condizioni potrebbe invece risultare paradossalmente conveniente per Areva e Siemens, che hanno la possibilità di lanciare sul mercato ad un prezzo stracciato un “prodotto nuovo” come il reattore EPR.<br />
È quello che in qualsiasi altro contesto sarebbe stata definita un’operazione di dumping. Ma non finisce qui.</p>
<p>Più di un dubbio sorge infatti anche sul versante finlandese, a cominciare dalle esenzioni fiscali garantite al consorzio di imprese proprietarie della centrale e a finire con il costo dell’elettricità.<strong> Prima ancora che la centrale sia terminata, è già stato fissato il prezzo dell’energia che verrà venduta per i successivi 60 anni, assicurando così la proprietà da possibili rischi e dall’eventualità che un domani altre fonti siano più concorrenziali. A sottoscrivere questo contratto anticipato sono stati anche alcuni comuni finlandesi, che per 60 anni continueranno a dover comprare l’elettricità nucleare anche se nel giro di pochi anni le fonti rinnovabili, come si prevede, avranno prezzi molto più competitivi di oggi.</strong></p>
<p>Un tale intreccio di fondi, agevolazioni e tutele garantiti con soldi pubblici ha spinto la Commissione europea ad aprire, nell&#8217;ottobre 2006, un&#8217;indagine per infrazione sulle regole di mercato. In base ad una denuncia presentata dalla Fondazione europea per le energie rinnovabili (EREF), la Commissione dovrà esaminare, alla luce dei regolamenti sugli aiuti di Stato, almeno cinque aspetti della vicenda finanziaria che hanno accompagnato l&#8217;avvio dei lavori finlandesi:</p>
<ul>
<li>Il prestito agevolato con un tasso d’interesse preferenziale al 2,6 per cento</li>
<li>Le garanzie delle agenzie di credito all&#8217;esportazione francese e svedese</li>
<li>l&#8217;obbligo di acquisto ad uno specifico prezzo sottoscritto per 60 anni dalle autorità municipali di alcuni comuni finlandesi</li>
<li>L&#8217;ipotesi di dumping nella futura determinazione del prezzo dell&#8217;energia finlandese</li>
<li>l&#8217;ipotesi di dumping nell&#8217;affidamento dei lavori di costruzione ad Areva e Siemens ad un prezzo fisso ed esageratamente basso</li>
</ul>
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		<title>Manca l&#039;uranio, altro che nuove centrali nucleari!</title>
		<link>http://www.managai.net/2009/01/10/manca-luranio-altro-che-nuove-centrali-nucleari/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 06:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Chevalley]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uranio sta finendo, fra il 2015 e il 2025 le centrali nucleari dovranno fermarsi per mancanza di combustibile. Adesso che il Governo vuole imporre anche con la forza le centrali nucleari, Berlusconi forse farebbe bene ad ascoltare una voce che, &#8230; <a href="http://www.managai.net/2009/01/10/manca-luranio-altro-che-nuove-centrali-nucleari/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uranio sta finendo,<strong> fra il 2015 e il 2025 le centrali nucleari dovranno fermarsi</strong> per mancanza di combustibile.</p>
<p>Adesso che <a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/ll-governo-potra-imporre-le-centrali-nuc" target="blank">il Governo vuole imporre anche con la forza le centrali nucleari</a>, Berlusconi forse farebbe bene ad ascoltare una voce che, mica dai no global!, viene dal centro-destra.</p>
<p>E&#8217; quella della svizzera Isabelle Chevalley, dottore in chimica, fondatrice di Ecologie libérale, che si autodefinisce appunto &#8220;un movimento di centro destra&#8221;. Dell&#8217;uranio Isabelle Chevalley ha scritto <strong>sul suo blog 24 Heures</strong>. Ecco cosa dice.</p>
<p><strong>Dal 2001 al 2007 il prezzo dell&#8217;uranio si è moltiplicato di 10 volte, da 7 a 75 dollari la libbra. </strong><strong>A partire dal 1991 non si è estratto uranio a sufficienza</strong> per far fronte alle necessità delle attuali 450 centrali nucleari.</p>
<p>Nel 2003, la metà del fabbisogno è stata soddisfatta da scorie militari.</p>
<p>I giacimenti che vengono scoperti attualmente sono quasi tutti più poveri di uranio rispetto a quelli già sfruttati.</p>
<p>Soprattutto, un giacimento non viene mai sfruttato fino in fondo perché l&#8217;operazione non è conveniente dal punto di vista economico, nonostante l&#8217;alto prezzo.</p>
<p>Il prezzo del combustibile ora pesa solo per il 5-10% sul costo di una centrale. Il principale ostacolo allo sfruttamento dei giacimenti di uranio è legato ad ostacoli tecnici, quale che sia il prezzo di vendita.</p>
<p>Perciò <strong>la mancanza di uranio limiterà a poco a poco l&#8217;utilizzazione delle centrali nucleari fra il 2015 e il 2025</strong><strong>.</strong> E&#8217; bene pensarci prima di mettere in cantiere nuove centrali nucleari, nota Isabelle Chevalley, dato che si ammortizzano in 40 anni di funzionamento. Quarant&#8217;anni, almeno.</p>
<p>Si troveranno nuovi giacimenti? <strong>Le miniere diventano operative solo vent&#8217;anni dopo la scoperta, e negli ultimi vent&#8217;anni non è stato scoperto nessun grande giacimento.</strong></p>
<p>La produzione di uranio è molto concentrata:<strong> l&#8217;80% viene da soli sei Paesi</strong>, Russia, Nigeria, Namibia, Kazakistan, Australia e Canada. E <strong>questo rende l&#8217;industria nucleare molto vulnerabile.</strong></p>
<p>L&#8217;uranio è anche <strong>nell&#8217;acqua del mare</strong>. Ve ne sono disciolti 4 miliardi di tonnellate, sufficienti a rifornire le centrali nucleari attuali per 60.000 anni. Ma c&#8217;è una difficoltà, espone Isabelle Chevalley. La concentrazione è inferiore a <strong>3 milligrammi per metro cubo</strong>.</p>
<p><strong>Estrarre uranio dall&#8217;acqua del mare? Utopia.</strong> Ciclopico, costoso, complesso. Ci sono i dettagli, sul blog di Isabelle Chevalley: per estrarre l&#8217;uranio necessario a una centrale<strong> ci vorrebbe un&#8217;energia</strong> quasi pari a quella che la centrale può produrre.</p>
<p>Conclusione di Isabelle Chevalley: <strong>è totalmente illusorio voler costruire nuove centrali nucleari</strong>. E&#8217; una conclusione &#8220;schierata&#8221;, dicevo: viene  dal centro destra. Se Berlusconi volesse considerare&#8230;</p>
<p>Dal blog 24 Heures di Isabelle Chevalley <a href="http://ichevalley.blog.24heures.ch/archive/2008/06/21/la-penurie-d-uranium-programmee-condamne-le-nucleaire.html" target="blank">manca l&#8217;uranio, altro che nuove centrali nucleari!</a></p>
<p><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Isabelle_Chevalley" target="blank">Isabelle Chevalley</a> su Wikipedia</p>
<p><a href="http://www.ecologieliberale.ch/">Ecologie libérale</a></p>
<p>Leggi <a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/energia-a-buon-mercato-non-c-e-nucleare-" target="blank">Energia a buon mercato, non c&#8217;è nucleare che tenga</a></p>
<p>Leggi <a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/francia_nucleare_il_mito_dell_autosuffic" target="blank">Francia nucleare, il mito dell&#8217;autosufficienza energetica</a></p>
<p>Leggi <a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/nucleare-italiano-ma-quanto-ci-costi" target="blank">Nucleare italiano, ma quanto ci costi?</a></p>
<p>fonte:<a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/manca-l-uranio-altro-che-nuove-centrali-">Manca l&#8217;uranio, altro che nuove centrali nucleari!</a></p>
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		<title>la storia delle cose</title>
		<link>http://www.managai.net/2008/12/14/la-storia-delle-cose/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le affermazioni del video sono documentate nel sito inglese The Story of Stuff. fonte: Blogeko]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="333" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=1e2edce5949921172e61fc1c58114517.flv&amp;ap=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="333" src="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=1e2edce5949921172e61fc1c58114517.flv&amp;ap=0"></embed></object></p>
<p>Le affermazioni del video sono documentate nel sito inglese <a href="http://www.storyofstuff.com/" target="blank">The Story of Stuff</a>.</p>
<p>fonte: <a href="http://blogeko.libero.it/index.php/2008/il-video-la-storia-delle-cose">Blogeko</a></p>
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		<title>Ilva, Alitalia e morti di diossina a taranto</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[cosa hanno in comune l&#8217;ILVA, l&#8217;Alitalia e la diossina nel latte materno a Taranto? Emilio Riva Emilio Riva è il proprietario dell&#8217;ILVA, il più grande stabilimento siderurgico d&#8217;Europa. Emilio Riva è anche uno dei &#8220;capitani coraggiosi&#8221; che hanno dato vita &#8230; <a href="http://www.managai.net/2008/11/07/ilva-alitalia-e-morti-di-diossina-a-taranto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cosa hanno in comune l&#8217;ILVA, l&#8217;Alitalia e la diossina nel latte materno a Taranto?</p>
<p><em></em></p>
<p><a href="http://www.managai.net/tag/emilio-riva/">Emilio Riva</a></p>
<p>Emilio Riva è il proprietario dell&#8217;ILVA, il più grande stabilimento siderurgico d&#8217;Europa.</p>
<p>Emilio Riva è anche uno dei &#8220;capitani coraggiosi&#8221; che hanno dato vita alla CAI per salvare l&#8217;Alitalia</p>
<p>L&#8217;<strong>ILVA</strong> è da anni sotto osservazione, monitoraggio, processo&#8230;. insomma è un problema grave e mortale per la città di Taranto e dintorni perché da sola <strong>emette il 92% di tutta la diossina emessa in Italia</strong>, l&#8217;8% di quella emessa in tutta Europa</p>
<p>A causa della contaminazione da diossina <a href="http://www.ecoblog.it/post/6914/taranto-la-diossina-contamina-1300-capi-di-bestiame-la-regione-puglia-ne-ordina-labbattimento">vengono abbattuti capi di bestiame</a>, a causa della diossina i bambini si avvelenano bevendo il latte materno&#8230;</p>
<blockquote>
<div>Invece di nutrirsi, ad ogni poppata si avvelenano un po’. Perché a <strong>Taranto</strong> i <a href="http://www.medicinalive.com/a-rischio-per-tutta-la-vita-i-bambini-che-sono-nati-prematuri/" target="blank">neonati</a> che bevono latte materno, bevono anche <strong>diossina</strong>. Lo rivelano le analisi commissionate dall’associazione di volontariato “<a href="http://www.bambinicontrolinquinamento.it/" target="blank">Bambini contro l’inquinamento</a>“.</div>
<div>Analisi secondo cui la concentrazione di <strong>diossina e pcb </strong>(<em>policlorobifenili, composti chimici contenenti cloro e tossici quanto la diossina</em>), rilevata <strong>in tre campioni di latte materno di altrettante mamme è risultata <em>superiore di 25 volte alla dose tollerabile </em>giornaliera</strong>, stabilita dall’<a href="http://www.who.int/en/" target="blank">Organizzazione mondiale della sanità</a>.</div>
<div>Sotto accusa soprattutto le emissioni inquinanti dello <strong>stabilimento siderurgico Ilva</strong>. <em>“La diossina ce la ritroviamo ovunque”</em> dice <strong>Giuseppe Merico</strong>, pediatra e presidente dell’associazione. “<em>I risultati sui campioni di latte materno confermano i nostri sospetti. Adesso aspettiamo risposte concrete dalle istituzioni</em>“. &#8211; tratto da <a href="http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/codice-deontologico/taranto-diossina-oltre-la-soglia-nel-latte-materno/">Medicina Live</a></div>
<div></div>
</blockquote>
<div>ma cosa centra quindi l&#8217;inquinamento prodotto dall&#8217;Ilva con il cosidetto salvataggio dell&#8217;Alitalia?</div>
<div></div>
<div>forse nulla, però il ministro per l&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo (industriale nel settore petrolchimico) ha recentemente e in silenzio cambiato i membri della commissione che avrebbero dovuto fornire  l&#8217;Autorizzazione integrata ambientale (Aia), una carta necessaria per la prosecuzione dell&#8217;attività. I nuovi tecnici sono &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/ilva-scandalo/ilva-scandalo/ilva-scandalo.html">di sua fiducia</a>&#8221; (cioè del ministro).</div>
<div>I nuovi tecnici non hanno ancora svolto alcun lavoro probabilmente ma hanno già anticipato che le emissioni dello stabilimento rientrano nei limiti&#8230;</div>
<blockquote>
<div><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/ilva-scandalo/ilva-scandalo/ilva-scandalo.html">&#8220;Per la prima volta poi &#8211; dice il direttore regionale dell&#8217;Arpa pugliese, il professor Giorgio Assennato &#8211; al tavolo c&#8217;erano anche i tecnici dell&#8217;azienda&#8221;</a>.</div>
</blockquote>
<div>e l&#8217;Alitalia? non mi sembra tutto questo affare, ma se è il prezzo da pagare per farsi cambiare una commissione per la valutazione ambientale e per <a href="http://www.managai.net/2008/10/perche-il-protocollo-di-kyoto-costerebbe-troppo-alleconomia-italiana/">far prendere posizione all&#8217;Italia contro il protocollo di Kyoto</a>, fino al punto che Berlusconi e la Prestigiacomo hanno minacciato il veto a qualsiasi decisione europea in merito&#8230;.</div>
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<div>solo due cose ancora:</div>
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<ol>
<li>l&#8217;ILVA negli ultimi quatttro anni ha prodotto <strong>utili per 2 miliardi e mezzo di euro</strong> perché le leggi italiane le permettono quello che in nessun altro paese d&#8217;Europa le sarebbe concesso in termini di emissioni inquinanti</li>
<li>Vivo a 70Km da Taranto e 30Km da Brindisi, <strong>e’ più facile prendere un tumore che l’influenza!!! <img src='http://www.managai.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  &#8211; </strong><a href="http://www.ecoblog.it/post/7032/taranto-e-la-diossina-seconda-puntata/1#1081850">commento non mio ma di un lettore di ecoblog</a><strong><br />
</strong></li>
</ol>
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<div>fonti e per approfondire:</div>
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<ul>
<li><a href="http://www.ecoblog.it/post/6914/taranto-la-diossina-contamina-1300-capi-di-bestiame-la-regione-puglia-ne-ordina-labbattimento">Taranto, la diossina contamina 1300 capi di bestiame. La Regione  Puglia ne ordina l&#8217;abbattimento</a></li>
<li><a href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/27412.html">Taranto, patron dell&#8217;ILVA condannato in appello</a></li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/ilva-scandalo/ilva-scandalo/ilva-scandalo.html"><strong></strong>Taranto, battaglia sui veleni dell&#8217;Ilva &#8211; Il ministero rimuove i tecnici anti-diossina</a></li>
<li><a href="http://www.ecoblog.it/post/7032/taranto-e-la-diossina-seconda-puntata">Taranto e la diossina &#8211; seconda puntata</a></li>
</ul>
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<div>leggi anche:</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.managai.net/2008/10/perche-il-protocollo-di-kyoto-costerebbe-troppo-alleconomia-italiana/">perché il protoccollo di Kyoto costerebe troppo all&#8217;Italia</a></li>
<li><a href="http://www.managai.net/2008/09/chi-salvera-alitalia/">chi salverà(?) Alitalia</a></li>
</ul>
</div>
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		<title>perché il protocollo di Kyoto costerebbe troppo all&#039;economia italiana</title>
		<link>http://www.managai.net/2008/10/29/perche-il-protocollo-di-kyoto-costerebbe-troppo-alleconomia-italiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente & ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[che schifo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo di Kyoto]]></category>
		<category><![CDATA[Sarplast spa]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Prestigiacomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendiamo per esempio la Stefania Prestigiacomo. In pochi sanno che è Ministro &#8220;dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare&#8221;. Quei pochi forse sanno che a Bruxelles, la bella Stefania, insieme a Berlusconi, ha chiesto una deroga al Parlamento &#8230; <a href="http://www.managai.net/2008/10/29/perche-il-protocollo-di-kyoto-costerebbe-troppo-alleconomia-italiana/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo per esempio la Stefania Prestigiacomo.<br />
In pochi sanno che è Ministro &#8220;dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare&#8221;.<br />
Quei pochi forse sanno che a Bruxelles, la bella <strong>Stefania, insieme a Berlusconi, ha chiesto una deroga al Parlamento europeo sulle emissioni di co2</strong>.<br />
In pochissimi immagino sappiano che la Prestigiacomo è, per così dire, in forte conflitto di interessi. Lo apprendo da Il Manifesto del 17 ottobre 2008:</p>
<blockquote><p><strong>Stefania Prestigiacono continua mantenere il 21,5 per cento del capitale sociale della Fincoe srl</strong>, azienda di Casalecchio sul Reno (Bologna), con interessi nel ramo della plastica. <strong>Soci della Fincoe sono anche la sorella e il padre, insieme detengono la maggioranza della holding</strong> i cui interessi sono concentrati soprattutto in Sicilia.<strong> La società ha in portafoglio il 99 per cento della Coemi spa</strong>, società<strong> che opera</strong> a Priolo Gargallo, appunto<strong> nel petrolchimico</strong>. A sua volta la Coemi controlla, attraverso una quota pari al 59,1 per cento la <strong>Vetroresina engineering development</strong> (Ved) sempre a Priolo. Il 22,5 per cento della Ved risultava poi di proprietà del gruppo Sarplast spa il cui 6,29 per cento <strong>è riconducibile a Giuseppe Prestigiacomo</strong>. La <strong>Sarplast</strong> è fallita nel 1997: <strong>nell&#8217;azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti. Alcuni operai ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni</strong>. La procura di Siracusa aprì un&#8217;inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni.</p></blockquote>
<p>Poi c&#8217;è la questione del sottosegretario all&#8217;economia, l&#8217;onorevole Nicola Cosentino. Ho saputo della sua esistenza grazie a l&#8217;Espresso oggi in edicola: pare che già cinque pentiti collaboratori di giustizia ammettano: &#8220;<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Clan-nel-governo/2045112&amp;ref=hpstr1" target="_blank">Era a disposizione dei casalesi</a>&#8220;.</p>
<p>Se per economia italiana intendiamo le aziende dei membri del governo e gli interessi di clan mafiosi come i casalesi, allora è vero che qualsiasi legge che tuteli il nostro ambiente, la nostra salute e la salute nostra e dei nostri figli sarebbe dannosa per l&#8217;economia, ma ovviamente questa non è la nostra economia, bensì la loro, e ci deruba (evasioni e frodi fiscali), ci uccide (morti sul lavoro), ci toglie il futuro (latte materno ormai contaminato da diossina a Taranto per colpa dell&#8217;Ilva, nel casertano&#8230;)</p>
<p>Qualcosa andrà fatto per rimediare a tutto questo perché non sono il solo che non si rassegna a sopravvivere così</p>
<p>fonte: <a href="http://unpercento.blogspot.com/2008/10/litalia-alla-rovescia-ii.html">unpercento</a> (un blog davvero interessante)</p>
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